Pubblichiamo di seguito un documento inedito: la bozza dell’armistizio tra l’Italia e le potenze alleate datata 26 maggio 1943, quando Mussolini era ancora al potere e mancavano due mesi alla notte drammatica del Gran Consiglio del Fascismo.
Fin dal maggio del ’42 Pietro Badoglio è in contatto con Lo Special Operations Executive (Soe) a Berna. L’obiettivo è abbattere il governo di Mussolini e concludere in tempi rapidi un armistizio con le potenze alleate. Le trattative sono condotte segretamente da Luigi Rusca (classe 1894, nome in codice “Vulp”), braccio destro di Arnoldo Mondatori e noto letterato e traduttore. I colloqui svizzeri vanno avanti per mesi. Tuttavia non si giungerà, come sperato, alla firma dell’armistizio all’inizio del ‘43.
Il 14 gennaio il War Cabinet, presieduto dal ministro degli Esteri britannico Anthony Eden, discute e sostanzialmente respinge ogni possibilità di accordo con Badoglio. Tuttavia il collasso militare dell’Italia è imminente e il governo inglese decide di redigere una bozza di armistizio, da noi rintracciata negli archivi britannici di Kew Gardens nel 2007. Il testo porta la data del 26 maggio 1943 ed è conservato in microfilm.
Sul tema vedi anche l’articolo di Attilio Bolzoni su “La Repubblica” del 31 agosto 2008, intitolato “La “Congiura di Badoglio” e scritto sulla base di circa 120 documenti originali provenienti dal nostro archivio di Partinico (via Catania, 3). L’articolo è già presente in questo blog, assieme al documento britannico del 14 gennaio 1943.
Per leggere il testo completo della bozza di armistizio clicca qui sotto:
Per leggere l’articolo di Attilio Bolzoni su “La Repubblica” del 31 agosto 2008, clica qui sotto:
