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Mi chiamo Nino Costa ed abito a Barcellona Pozzo di Gotto (Me), che Lei conoscerà di fama.
Sono stato colpito dalla sua intervista del 10 agosto in riferimento al movimento Indipendentista, quando Lei parla di questo come un movimento fascista, e quando non cita, oltre al trattato di Yalta, anche i testi dell’armistizio e del trattato di Pace con le potenze alleate, nel quale sono meglio delineate le sorti dell’Italia, anche se parla delle fatiche di De Gasperi. (sul sito da noi gestito, alla voce 150° anniversario dell’Unità d’Italia, abbiamo pubblicato i testi integrali in alcuni e-books scaricabili e sfogliabili:www.infocentre2000.it).
Sono in possesso di alcuni documenti di archivio dell’on. Nino Pino Balotta, il quale fu anarchico, indipendentista, assessore di una giunta comunale, dalla quale si dimise dopo la strage di Portella della ginestra e nel “48 dopo dei moti locali del 2 gennaio, ed il suo arresto, fu candidato ed eletto nella lista del PCI di cui era capo lista Togliatti. Le chiedo se Lei ha notizie in merito a questa figura anche perchè ho scoperto che a Barcellona P.G. nel “46 esisteva una cosiddetta sede provinciale del MIS con circa 500 iscritti e che vi erano sezioni in tanti comuni della fascia tirrenica fino a Mistretta sotto il controllo di questa sede provinciale. L’on. Pino prima di morire rilasciò una dichiarazione ad una giornalista riguardante un incontro, avvenuto a Palermo fra lui, Finocchiaro Aprile e don Calò Vizzini.
Lui sostiene che, a causa della strage di Portella della ginestra e di questo incontro inaspettato, decise, insieme agli altri di allontanarsi dal MIS.
Ovviamente, quello che dico è documentato, come Lei fa, con documenti originali.
Mi può dare qualche delucidazione in più sul MIS, “antifascista”, e notizie sulla mia Città?
Grazie,
Nino Costa
Caro Antonino,
in merito all’armistizio sai che ce ne furono due. Quello che conosciamo è l’armistizio ‘corto’, quello completo di clausole e quant’altro credo che non sia proprio conosciuto, come invece lo è il trattato di pace del ’47. Sono gli agenti dell’Intelligence americana a parlare diffusamente dei separatisti come di un movimento di fascisti che volevano impedire lo sviluppo dell’Italia democratica che i nascenti partiti nazionali volevano costruire. Questi fascisti si infiltravano nelle agitazioni popolari e fomentavano stragi e disordini con lo scopo di combattere lo Stato che nasceva, come si suol dire, sulle ceneri del fascismo. Del resto cosa c’era da aspettarsi? Finocchiaro Aprile era stato un sostenitore personale di Mussolini.