Elenco delle iniziative dell’Associazione ‘Non solo Portella onlus’

Pagina aggiornata al 18 ottobre 2012

“NON SOLO PORTELLA onlus”

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra, della mafia e di altre stragi compiute in Sicilia

Elenco delle principali iniziative portate avanti dall’Associazione

1- Il 6 novembre del ‘97 viene fondata ‘Non solo Portella’, l’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra (1 maggio 1947) che organizza anche i familiari dei sindacalisti e dirigenti politici uccisi in Sicilia dal 1944 in poi. Suoi scopi fondamentali sono: rendere giustizia ai familiari delle vittime e battersi per l’abolizione del segreto di Stato sulle stragi.

2- Si avviano le prime indagini medico-balistiche sui corpi dei feriti ancora viventi.

3- Si approfondisce la ricerca storiografica che ha consentito di avvalorare ulteriormente l’ipotesi, scientificamente fondata, della presenza quel 1° maggio 1947 di altri soggetti, oltre la banda Giuliano, sul pianoro di Portella. Di detti soggetti – o almeno di un gruppo di essi- si conoscono ormai nomi, cognomi e funzioni.

4- Si riscontra che esiste una perfetta coincidenza tra indagine di documentazione storiografica e le indagini medico-balistiche effettuate.

5- Si favorisce, grazie agli interventi delle Amministrazioni locali di Piana degli Albanesi e di San Giuseppe Jato, l’organizzazione dei familiari anche in vista dell’avvio della fase processuale.

6- 26 gennaio 1998: l’Associazione e il sindaco di San Giuseppe Jato Maria Maniscalco chiedono al Presidente della Provincia di avviare una procedura per la riapertura del processo di Viterbo.

7- 23 febbraio 1998: l’Associazione organizza col comune di Piana degli Albanesi un incontro con i familiari delle vittime. L’incontro è presieduto dal sindaco Antonino Di Lorenzo.

8- L’Amministrazione provinciale di Palermo, guidata da Pietro Puccio, nomina un collegio di avvocati penalisti per la riapertura del processo di Viterbo, conclusosi con la sentenza della II^ Corte di Appello di Roma nel 1956: una sentenza che negava l’esistenza dei mandanti e attribuiva solo alla banda Giuliano le responsabilità delle stragi di maggio-giugno del 1947.

9- Si avviano i primi passi per favorire il coordinamento delle azioni dei familiari delle vittime della strage di Portella con le Associazioni nazionali dei familiari delle vittime delle altre stragi verificatesi in Italia dal 1969 in poi e ancora senza mandanti.

10- Si studia la possibilità di realizzare, su iniziativa del Comune di San Giuseppe Jato, e con la fattiva partecipazione del Comune di Piana degli Albanesi e della Camera del Lavoro di Palermo (e della CGIL Nazionale), un film sulla strage di Portella della Ginestra che dovrebbe avere riconosciuta la qualifica di film di interesse nazionale, in grado di fornire all’opinione pubblica l’informazione esatta sui fatti accaduti, naturalmente senza intenti meramente didascalici, e nel quadro della fiction cinematografica.

11- La Casa Editrice Franco Angeli di Milano pubblica nel 1997 e nel 1998 due volumi di Giuseppe Casarrubea sulla strage di Portella (‘Portella della Ginestra: microstoria di una strage di stato’ e ‘Fra Diavolo e il governo nero: doppio stato e stragi nella Sicilia del dopoguerra’). Le ricerche sono orientate sul versante delle responsabilità internazionali e istituzionali.

12- La Commissione Antimafia, presieduta da Ottaviano del Turco, con atto deliberativo del 28 aprile 1998 abolisce il segreto sulle carte a suo tempo acquisite presso il Senato della Repubblica e fino ad allora inaccessibili. Sono una minima parte delle carte secretate dallo Stato: dovrebbero essere invece accessibili, perchè si facciano altri passi avanti nella conoscenza della verità i fascicoli top-segret relativi agli anni ‘43-’50 giacenti presso i ministeri dell’Interno e della Difesa, e presso l’Ufficio di gabinetto della Presidenza del Consiglio dai Ministri. E’ auspicabile che il gesto compiuto da Del Turco serva a mettere in moto un meccanismo a catena.

13- Il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi con circolare del 2 maggio 1998 impegna alla desecretazione degli atti inerenti la strage di Portella della Ginestra i Ministeri dell’Interno, della Difesa, delle Finanze e dei Beni Culturali ed Ambientali.

14-1 agosto 1998: l’Associazione chiede al vicepresidente del Consiglio Walter Veltroni, ai ministri dell’Interno, della Difesa, degli Esteri, ai presidenti delle Commissioni Nazionale e regionale antimafia, al presidente dell’ARS di essere informata sullo stato delle procedure riguardanti la desecretazione degli Atti in possesso dei vari Dicasteri.

15- 31 luglio 1998. L’Associazione si riunisce in assemblea nella sala consiliare del comune di San Giuseppe Jato con la presenza dei sindaci Maria Maniscalco e Giuseppe Cipriani di Corleone e delibera un ordine del giorno col quale si chiede al Presidente del Consiglio dei ministri, ai ministeri dell’Interno, della Difesa, di Grazia e Giustizia, degli Esteri, al presidente della Commissione nazionale antimafia, di mettere a disposizione dell’Associazione e di quanti lo desiderano, tutti gli atti in possesso dei vari Ministeri riferibili alla strage di Portella della Ginestra e a quelle che la precedettero e seguirono. Cipriani illustra anche ai presenti una proposta di legge regionale per il riconoscimento dei familiari delle vittime, e spiega che detta proposta sarà inserita in un Testo Unico antimafia.

16- L’Associazione sottoscrive il 22.12.’98 una lettera di sostegno per la realizzazione di un film di Pasquale Scimeca su Placido Rizzotto, sindacalista di Corleone assassinato dalla mafia il 10 marzo 1948. Il relativo progetto, supportato da numerosi altri soggetti pubblici e privati, è stato già finanziato.

17- Il Ministro di Grazia e Giustizia, con nota prot. 761 del 30 novembre 1998 comunica all’Associazione, tra l’altro: “E’ mio impegno personale far sì che finalmente sia fatta luce su uno dei fatti più tragici della storia del movimento operaio italiano”.

18- Il Ministero di Grazia e Giustizia, con nota prot. 131-1-1/1999 del 20.1.1999 comunica al Capo di gabinetto della Direzione generale degli affari penali (Ufficio I), a seguito di nota riservata del 12 gennaio (prot.Gab./1/99-S.P./9) l’esistenza di alcuni documenti sulla banda Giuliano.

19- Il Capo di gabinetto del Ministro di Grazia e Giustizia, Loris D’Ambrosio, comunica al Presidente dell’Associazione ‘Non solo Portella’ di avere impartito “direttive alle strutture competenti per consentire il più rapido accesso alla documentazione riferibile alla strage di Portella della Ginestra e già individuata presso le articolazioni centrali o periferiche del Ministero”. Lo stesso capo di gabinetto si impegna a “comunicare al più presto i tempi e le modalità più agevoli a consentire la consultazione richiesta”.

20- Il Ministro di Grazia e Giustizia, Oliviero Diliberto, con nota prot. Gab/1/99-S.P..32 del 3 marzo 1999 comunica al Presidente dell’Associazione ‘Non solo Portella’ che presso l’Ufficio I della Direzione generale degli Affari Penali è depositata la documentazione riferibile alla strage di Portella della Ginestra, consentendo l’accesso “relativamente agli atti di pertinenza di questa Amministrazione”. Il Ministro si riserva di comunicare “l’esito di ulteriori ricerche attivate da altre articolazioni ministeriali parimenti interessate”.

21- Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali – Archivio Centrale dello Stato comunica all’Associazione, con nota prot. 569 del 15 febbraio 1999 un elenco di quattro pagine concernente tra l’altro gli omicidi di Accursio Miraglia, Nicolò Azoti, Calogero Cangelosi, Epifanio Li Puma, Placido Rizzotto e varia documentazione sulla strage di Portella della Ginestra.

22- La prefettura di Palermo con nota prot. 1215/99/gab/S.d.S. del 17 marzo 1999 comunica all’Associazione che il Ministero dell’Interno ha reso noto che la documentazione sulla strage di Portella giacente presso la prefettura e la questura di Palermo è consultabile, a seguito di specifica direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri (Romano Prodi). La nota precisa inoltre: 1) che il dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno invierà alla suddetta questura la documentazione rinvenuta ai propri atti; 2) che il Ministero dell’Interno ha avviato ricerche presso gli uffici centrali e periferici “al fine di individuare qualsiasi documentazione che abbia attinenza con le stragi che precedettero e seguirono quella di Portella della Ginestra”.

23- La prefettura di Palermo con nota prot. 1653/99/gab/S.d.S dei 21 aprile 1999 indirizzata all’Associazione comunica che “a seguito di approfondite ricerche d’archivio, è stata rinvenuta, presso questa Prefettura, ulteriore documentazione, relativa ai seguenti eventi, riconducibili all’eccidio di Portella della Ginestra: strage di Alia, omicidio del sindacalista Nicolò Azoti, uccisione dei sindacalisti Calogero Cangelosi, Epifanio Li Puma e Placido Rizzotto”.

24- 1 maggio 1999: la Biblioteca comunale di Piana degli Albanesi pubblica due volumi di documenti sulla strage di Portella della Ginestra (atti del convegno del cinquantenario del 1 maggio 1997) entrambi curati dal presidente dell’Associazione.

25- L’ARS approva la legge 6 agosto 1999 che recepisce il precedente disegno di legge di iniziativa di Cipriani, Capodicasa ed altri parlamentari per il riconoscimento dei familiari delle vittime. La legge viene pubblicata nella G.U. della Regione Sicilia col n. 20 il 17 settembre 1999.

26- Il Ministero della Difesa, tramite il Capo di gabinetto del Ministro comunica all’Associazione (prot. 2/61328/9.1.10/99 del 28 ottobre 1999) e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che presso quel gabinetto, nonché presso l’Ufficio storico del Comando dell’Arma dei Carabinieri e il Servizio Informazioni e Sicurezza Militare (SISMI) è stata rinvenuta documentazione attinente alla strage di Portella della Ginestra. La stessa viene declassificata e messa a disposizione dell’Associazione. Si assicura l’impegno alla prosecuzione delle ricerche.

27- Il Ministero per i Beni e le attività culturali, tramite il capo di Gabinetto, con nota prot. 22542 del 6 dicembre 1999 comunica alla Presidenza del consiglio dei Ministri e per conoscenza all’Associazione che è stata rinvenuta ulteriore documentazione a seguita di ricognizione negli Istituti Archivistici statali. Da accertamenti effettuati su detti materiali risulta sottratto il fascicolo 29/CS chiuso nella cassaforte del gabinetto del Ministro dell’Interno concernente una dichiarazione di Gaspare Pisciotta sull’uccisione di Salvatore Giuliano.

28- Il capo di gabinetto del Ministro della Difesa con nota prot. 2/27500/9.1.10.2000 del 10 maggio 2000 comunica all’Associazione il rinvenimento di ulteriore documentazione presso l’Ufficio storico dell’Arma dei CC. E il Servizio per l’informazione e la sicurezza militare (SISMI).

Non è poco se pensiamo a oltre cinquant’anni di immobilismo istituzionale. Auguriamoci che uno sforzo collettivo e sinergico ci aiuti adesso in un percorso di conoscenza della verità che consegni alla giustizia i responsabili di stragi e delitti mai puniti.

29- 2000-2006: si sviluppa in modo deciso la ricerca scientifica presso gli archivi nazionali statunitensi, londinesi, italiani e sloveni e vengono pubblicate le seguenti opere fondamentali che segnano una svolta decisiva nelle ricerche sulla strage: Nicola Tranfaglia, Come nasce la Repubblica (Milano, Bompiani, 2004), con note di Giuseppe Casarrubea; di quest’ultimo esce, con la stessa Casa Editrice Storia segreta della Sicilia (2005). G. Casarrubea ha inoltre pubblicato in collaborazione con Mario J. Cereghino “Tango Connection” (Milano, Bompiani, 2007) e per iniziativa della Biblioteca Schirò di Piana degli Albanesi il volume per il 60° della strage di Portella della Ginestra e degli assalti contro le Camere del lavoro del 22 giugno 1947: “Stati Uniti, eversione nera, e guerra al comunismo in Italia- 1943-1947”. (2007).

30- Il 12 agosto 2009, con prot. 19476 è stipulata una convenzione con il Comune di Partinico per l’assegnazione di alcuni locali del palazzo Ramo all’Archivio Giuseppe Casarrubea senior, padre del presidente dell’Associazione ’Non solo Portella onlus’, e sindacalista ucciso dal terrorismo politico-mafioso il 22 giugno 21947 a Partinico.

31- 2010-2011- Escono i seguenti volumi basati sui documenti dell’Archivio Casarrubea: Casarrubea-Cereghino, ‘Lupara nera’ (Bompiani). Con la collaborazione di questi due autori esce anche, con la stessa Casa Editrice, la ‘Santissima trinità’ di Nicola Tranfaglia.

32- 2011-2012- Si avvia la scansione dei documenti d’archivio. Sono scansionati i fondi Nara,  New Gardens, Loriedo e si inizia la messa in ordine del fondo donato dal decano del giornalismo palermitano Aurelio Bruno, e la scansione delle carte sul processo di Viterbo. Prestano la loro attività di volontariato: 1) Regina Kerekgyarto, 2) Giovanna Vitale, 3)  Rosalia La Perna, 4) Erminia Virzì, 5) Gabriella Modica, 6) Vincenzo Sollena, 7) Vincenzo Sciortino, 8) Vito Crupi, 9) Giuseppe Impastato. Oltre al consueto lavoro costante di Mario Cereghino e Giuseppe Casarrubea.

33) Il quotidiano ‘la Repubblica’ e altri giornali, come ‘Il Piccolo’ di Trieste, e settimanali vari si avvalgono spesso dei documenti dell’Archivio dell’Associazione per i loro servizi culturali.

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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6 risposte a Elenco delle iniziative dell’Associazione ‘Non solo Portella onlus’

  1. vincenzo gerace ha detto:

    Egr. Prof. Casarrubea,
    vivo a S. Agata Militello e lavoro come funzionario della giustizia nella sezione di tribunale della cittadina medesima.
    Ho avuto modo di approfondire, anche se non eccessivamente, la mia poca conoscenza delle stragi italiane, compresa quella di portella della ginestra.
    Avrei un grandissimo desiderio di avere un contatto con lei.
    Qui a S. Agata m.llo è stata fondata una associazione apartitica e ho proposto ai soci di organizzare alcuni dibattiti sulle stragi italiane e ne ho avuto l’assenso.
    Pertanto le vorrei chiedere se ritiene che sia possibile avere una sua eventuale disponibilità al riguardo.
    In questi anni mi sono convinto sempre più – e ormai ne ho la certezza – che siamo una colonia degli USA, anzi che lo siamo sempre stati. Siamo asserviti in maniera scandalosa a questo impero del male che ha distrutto e continua a distruggere la nostra democrazia. Che ha fatto di tutto per calpestare i principi della nostra meravigliosa Costituzione. Che infarcisce le nostre menti della spazzatura mediatica di cui sono artefici, che ha fatto e sta facendo di tutto per colonizzarci anche con la loro pseudocultura nauseabonda. Purtroppo questi argomenti nella cittadina in cui vivo sono estremamente difficili da affrontare perchè sono pochissimi coloro che vi si dedicano e che ne fanno motivo di impegno sociale (non dico politico).
    Attendo un suo cortese riscontro e per intanto le invio i più cordiali saluti.
    Con tanta stima.
    vincenzo gerace

  2. mario ha detto:

    per sfatare le dicerie su giuliano se è vivo o mort o, perchè… non si riesuma il corpo seppellito a montelepre e si fa l’autopsia con il dna…

  3. mario ha detto:

    il campo di aviazione di castelvetrano, da dove doveva fuggire giuliano era in enfiteusi del maffioso giuseppe marotta, ora dei clemente ,uccisosi a torino e socio di m.m d.,e ora da voci di popolo ,base di gladio anticomunista reale mandante di tutti i delitti paramafiosi, tra cui portella. delitto politico e non mafioso. stessa mano per omicidi di sindacalisti.

  4. mario ha detto:

    da voci di testimoni, fin da piccolo ,ho saputo che giuliano è stato ucciso nel campo di aviazione di castelvetrano dal marotta e non dal pisciotta, nel sonno per ordine della mafia che reggeva campobello, farmacista nino accardi, boss di tale zona detta fontanelle, al bivio con tale paese, zona di rapimenti con vittime uccise.appoggiati dalla mafia di cvetrano marotta- denaro, e partanna, accardo- cannata.paura di perdere potere per i mafiosi di tp, ha armato mani ASS. CONTRO COSCHE PALERMITANE. l’avvertimento di portella contro mafia e potere politico pa,ha fatto rimanere la mafia dualista, potere politico a pa, e braccio armato a tp.

  5. davide fossati ha detto:

    Accettate le donazioni del 5 per 1000?
    Come faccio per intestarvela?
    Grazie, un simpatizzante.
    Davide Fossati
    fossati.d@gmail.com

    • casarrubea ha detto:

      Caro Fossati,
      il nostro Archivio e il nostro blog sono accessibili e assolutamente gratuiti, perchè riteniamo che la cultura e l’informazione siano un diritto per gli esseri umani e un’opera necessaria per quanti, sia pure nel loro piccolo, possono favorirle. Perciò le siamo grati per il suo generoso gesto, ma non possiamo assolutamente soddisfare il suo desiderio. Ci basta che ci segua e ci dia, quando ne ha voglia, un suo parere sul nostro lavoro.

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