Berlusconi, Fini e Mike Stern

Gianni Barbacetto

Il regista di B. in Usa? È l’uomo della strage

Mr Stern secondo Gianfranco Fini. Fine di legislatura tra candidati inquisiti, rimozioni e leggi su misura.

Ecco chi è il lobbista americano che ha portato Silvio Berlusconi, in piena campagna elettorale, davanti al Congresso Usa: Mike Stern, avvocato, gran conoscitore dell’Italia. E sfido io: ci è sbarcato nel 1944 a seguito delle truppe Alleate. Ufficialmente faceva il giornalista, in realtà era capitano dell’Oss, l’Office of Strategic Service, che sarebbe poi il papà della Cia. Fu lui a costruire il mito del bandito Salvatore Giuliano, a suon di servizi e interviste su Life e True, a ridosso della prima strage di Stato italiana: quella del Primo maggio 1947 a Portella della Ginestra, 11 morti e 57 feriti…

Il bandito Giuliano chiede armi a Mike Stern (Oss)

Il bandito Giuliano chiede armi a Mike Stern (Oss)

Mike Stern era arrivato in Sicilia insieme a un altro «inviato» dall’America, un certo Lucky Luciano, e sulla strage (che oggi i documenti declassificati permettono di considerare come la prima azione della Guerra fredda contro il comunismo) fece i suoi scoop: primo esempio di giornalista embedded.

Il bandito Giuliano chiede armi a Mike Stern, 1947 (Oss)

Il bandito Giuliano chiede armi a Mike Stern, 1947 (Oss)

Durante una visita ufficiale negli Stati Uniti, il vicepremier Gianfranco Fini così presentò Stern ai banchieri italiani presenti: «Ecco l’uomo che ha fatto Portella della Ginestra!». Il Foglio lo ha raccontato invece come «un Lino Jannuzzi international»: ma se Stern è Stern, Jannuzzi sarà contento dell’accostamento?

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Quanto è costato lo spot americano di Berlusconi al Congresso e sulla portaerei Intrepid? Dopo la caduta del governo di centrodestra in Spagna, il governo Zapatero scoprì un pagamento di 2 milioni di euro a un avvocato americano che si era dato da fare per consegnare a José Maria Aznar una medaglia del Congresso Usa. Seguirono polemiche. Aznar si difese così: «Ma è normale, in Usa si paga tutto».

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Gli avvocati, si sa, costano. E non solo quelli americani: anche quelli inglesi. David Mills (marito di Tessa Jowell, ministro della Cultura di Tony Blair) è costato a Berlusconi almeno 600 mila dollari: un «gift» (regalo) – così ha scritto di suo pugno – per i «tricky corners» (le acrobazie) che Mills ha fatto davanti ai magistrati italiani per coprire le responsabilità di Berlusconi in un paio di processi. Ecco come si esce puliti dalle inchieste dei magistrati comunisti.

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Se poi arriva una condanna, non importa: come estrema difesa c’è sempre un posto in Parlamento. Per Marcello Dell’Utri, pregiudicato per frode fiscale e false fatture e condannato in primo grado per concorso esterno con la mafia. E per il suo amicone Gianstefano Frigerio che, pregiudicato per tangenti (pagate da Paolo Berlusconi), è privato dei diritti civili e non può votare per il Parlamento, ma sarà ricandidato e tornerà in Parlamento a fare le leggi per gli italiani.

Quanto a Calogero Mannino, anch’egli accusato di aver fiancheggiato Cosa nostra, non avrà il secondo processo d’appello chiesto dalla Cassazione: grazie alla legge Pecorella fatta in fretta e furia a fine legislatura, che salva dal secondo grado chi l’ha fatta franca nel primo (non solo Mannino: in queste condizioni c’è anche un certo Silvio Berlusconi…). E ora, anche Mannino è pronto per un bel posto in lista.

A proposito di leggi su misura: una delle ultime sfornate dal Parlamento prima di chiudere i battenti narcotizza il reato di alto tradimento. Sarà perseguito soltanto se realizzato con violenza: ci vorrà un Tejero che si presenta alla Camera, pistola in pugno. Se invece un generale mentirà o tacerà quel che sa, per esempio, su un attentato o su una strage, non sarà punibile per alto tradimento. Come mai? Semplice: c’era da salvare qualche generale dell’Aeronautica militare che ha mentito e taciuto ciò che sapeva sulla strage di Ustica… L’ultima legge ad personam è passata inosservata.

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Pietra tombale anche sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (vedi Furio Colombo a pagina 12). La Commissione parlamentare presieduta da Carlo Taormina, il mago di Cogne, ha concluso il suo sconclusionato lavoro sostenendo che i due giornalisti in Somalia erano praticamente in vacanza e sono stati uccisi casualmente da briganti di strada. Altro che inchieste su traffici internazionali, altro che servizi segreti… L’opposizione, dopo aver tanto sopportato e inghiottito e accettato, ora si oppone: troppo tardi.

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Tra i candidati del fronte unito berlusconiano, ci sono anche i fascisti dichiarati e fieri, riuniti sotto fiamme tricolori e il nome di Mussolini. Scandalo? No, grazie alla nuova teoria degli opposti estremismi: i nazisti sono bilanciati dagli «impresentabili» di sinistra. Come se le stupidaggini dette da Marco Ferrando o Francesco Caruso (e perfino le ottime ed efficaci perorazioni liberali di Vladimir Luxuria) fossero comparabili con i fatti e la vita vissuta dei capi di gruppi come Ordine nuovo, Avanguardia nazionale, Forza nuova, che hanno fatto la storia dell’eversione nell’Italia della «guerra non ortodossa», degli attentati, delle stragi, dei tentati golpe, dei lavori sporchi fatti per i servizi segreti.

Così, con le ultime pietre sulla verità e le ultime leggi su misura, finisce la legislatura e inizia una campagna elettorale piena di strani candidati e di spot, italiani e made in Usa. Come finirà?

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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