L’Italia in nero (IV)

Le matrici golpiste in Italia (1945-1947)

Breve antologia di documenti dei servizi segreti

americani, inglesi e italiani

N.B.:La lettura critica dei sottoelencati documenti si trova in Casarrubea-Cereghino, Stati Uniti, eversione nera e guerra al comunismo in Italia, dossier edito dalla Lega Coop. Sicilia a cura della Biblioteca comunale di Piana degli Albanesi (Palermo, 2007, pp. 194) e, in parte in “Tango Connection” (Milano, Bompiani, 2007) degli stessi autori.

Class.: segreto

Titolo: Assistenza al Dipartimento di Stato in Sicilia

Data: 9 giugno 1945

Mittente: W. H. Shepardson

Destinatario: E. Brennan

Coll.: National archives and records administration (Nara), rg. 226, s. 108B, b. 57, f. 473.

[…] La prego di preparare per Mr. Penrose e per me: 1) una valutazione di massima del costo in uomini e in denaro per il Dipartimento di Stato; 2) una valutazione di massima di tutta l’“Operazione Sicilia”; 3) una valutazione dell’importanza per il governo degli Stati Uniti nel promuovere attività clandestine di intelligence in Sicilia nonché la natura dei nostri interessi nazionali in quell’area. […].

Class.: segreto

Titolo: Organizzazione di un colpo di Stato

Data: 27 settembre 1945

Coll.: Acs, Ps H2 (1944 – 1947), b. 210, f. 111/generale Bencivenga.

La notizia relativa al colpo di Stato che elementi dell’estrema destra avrebbero dovuto effettuare verso la fine del mese scorso per rovesciare il governo, è infondata. […] Del pari infondata la notizia che il generale Bencivenga disponga di 20.000 armati pronti ad entrare in azione. Il movimento politico diretto dal Bencivenga è ancora alla fase iniziale, e il numero degli iscritti non supera il migliaio. […] Il generale Bencivenga si occupa attualmente dell’organizzazione di un movimento denominato “Centro Democratico”, che ha sede in via del Pozzetto 33, in Roma. […].

Class.: segreto

Titolo: Attività del principe Borghese

Data: 14 dicembre 1945

Coll.: National archives, United Kingdom (Na/Uk), f. War office (Wo) 204/12803, Principe Valerio Borghese comandante della Decima Mas, fonte: Servizio informazioni militari (Sim).

Si riferisce che il principe Borghese, un tempo comandante della Decima Mas, è stato recentemente a Udine e indossava un’uniforme americana. Si è poi recato a Tarcento (Friuli) dove ha contattato i membri della banda Spollero. La banda Spollero era una banda armata guidata dal fascista repubblicano Spollero, nativo di Remanzacco, elemento che si è rifugiato sulle montagne di Tarcento dopo la disfatta della Rsi.

Class.: segretissimo

Titolo: manca

Data: 27 dicembre 1945

Coll.: Nara, rg 226, s. 174, b. 1, f. 2.

Il cardinale Luigi Lavitrano, arcivescovo di Palermo fino a qualche mese fa, e monsignor Ernesto Ruffini, arcivescovo eletto di Palermo, si sono incontrati con l’ammiraglio Stone, capo della Commissione Alleata in Italia. La discussione è stata interamente dedicata alla situazione siciliana.

A nome degli angloamericani, Stone ha ringraziato il Papa per la cooperazione ricevuta dalla Santa Sede, dai vescovi, dal clero e dai cattolici siciliani nel miglioramento delle condizioni dell’isola e nella promozione dell’unità con l’Italia; soprattutto, per l’aiuto dimostrato nella lotta al comunismo e ai gruppi della sinistra, formazioni che, a causa dei loro legami con l’Unione Sovietica, hanno tentato di creare una situazione pericolosa per l’isola.

Al giorno d’oggi, il comunismo è stato sconfitto in Sicilia, mentre il separatismo ha perso consensi. Dal punto di vista politico, la Sicilia si sta ora spostando verso un centrodestra moderato. Ciò contribuirà a riportare la politica alla normalità, a ricostruire l’isola e a tranquillizzare gli angloamericani.

Class.: segreto

Titolo: Disturbi separatisti in Sicilia

Data: 29 gennaio 1946

Coll.: Na/Uk, f. Wo 204/12651, Il movimento separatista in Sicilia, vol. 2, fonte: Cic.

In Sicilia operano due bande di separatisti: una è composta da centinaia di uomini agli ordini del duca di Carcaci e di Giuseppe Tasca figlio di Lucio Tasca; l’altra è quella del fuorilegge Giuliano (circa 80 uomini). Giuliano possiede moltissime armi e munizioni, mitragliatrici, bombe a mano e mortai. Ha a disposizione radio ricetrasmittenti che egli usa per coordinare i movimenti dei suoi uomini. Le armi dell’Evis provengono per contrabbando dalla Calabria. Alcuni membri dell’Evis circolano indossano uniformi americane e britanniche. Parecchi disertori alleati sono membri di queste bande ribelli. Il maggiore britannico Oliver si dice appartenga a una di queste bande ribelli. Un ufficiale britannico dello stesso nome sarebbe stato di stanza a Palermo come ufficiale dell’intelligence alleata durante il periodo dell’occupazione. […].

Class.: segreto

Titolo: Fronte italiano anticomunista (Fia)

Data: 20 maggio 1946

Coll.: Nara, rg 226, s. 174, b. 88, f. 731.

[…] Un gruppo di personalità militari e politiche di destra, incoraggiate e sostenute anche finanziariamente da centri di osservazione stranieri, che hanno sede provvisoria in Italia, hanno iniziato consultazioni nell’intento di creare un movimento politico a carattere massonico, che assumerà il nome di “Fronte italiano anticomunista”. Tra i promotori di questo nuovo movimento reazionario la stessa fonte segnala: il ministro della Marina, ammiraglio De Courten, il senatore Bergamini, il generale Roberto Bencivenga, il prof. Malleo, il colonnello Piscitelli. […] Circa il conte Comito, viene segnalato che esso è a stretto contatto con un servizio segreto alleato e con il console britannico Anastasi. Negli ambienti di Roma si vocifera che anche il generale Cadorna sarebbe entrato a far parte del Fia. […]

Class.: segreto

Titolo: Voci di colpo di Stato

Data: 22 maggio 1946

Coll.: Acs, Ps H2 (1944 – 1947), b. 210, f. 111/generale Bencivenga.

In Roma corre la voce di un “colpo di Stato” che dovrebbe scoppiare tra il 24 e il 25 corrente. A capo vi starebbe il gen. Bencivenga. Il centro di questa intesa sarebbe il “Centro democratico” a via del Bufalo, dove si nota da vari giorni un insolito movimento. […] Il centro di via del Bufalo sta in stretti rapporti con l’Unione Monarchica di Largo del Pallaro, dove si noterebbe un continuo andare e venire di squadristi, carabinieri, ex personalità fasciste, ufficiali dell’esercito, ecc. L’azione si baserebbe sulle forze della ex divisione Tagliamento dell’esercito repubblichino, composta da circa 20.000 uomini. Questa divisione è divisa in compagnie di circa 200 uomini distribuita su tutta Roma. […]. Corre inoltre insistente la voce che nella notte dal 23 al 24, o in quella dal 24 al 25 c. m., elementi neofascisti in collegamento con tecnici specializzati, tenterebbero di effettuare un colpo di mano per venire in possesso di una delle stazioni radio, allo scopo di servirsene come mezzo di propaganda. Sono stati presi accordi con l’ing. Agosti della Teti e l’avv. Rossini della Rai, perché siano adottati tutti i possibili accorgimenti tecnici per rendere immediatamente inutilizzabili gli impianti in caso di necessità. […].

Class.: segreto

Titolo: Colpo di Stato

Data: 29 maggio 1946

Coll.: Acs, Ps H2 (1944 – 1947), b. 211, f. 141/Voci di un complotto monarchico per effettuare un colpo di Stato.

Nel corso delle ultime settimane sono state ricevute numerose relazioni e voci allarmanti asserenti che elementi sia dell’estrema destra che dell’estrema sinistra stanno elaborando un movimento violento per impadronirsi del potere il giorno delle elezioni o prossimo a tale data. La più particolareggiata di tali relazioni viene qui sotto riassunta. Il 18 maggio scorso un individuo, che chiameremo “X”, poiché sembra probabile che egli agisca di fatto dietro direttive di altri, forniva volontariamente le informazioni seguenti con la richiesta che le sue proposte fossero sottoposte al Comando Supremo Alleato. La fonte asseriva di essere riuscito a formare, nel corso degli ultimi 6 mesi, un partito segreto politico, i cui appartenenti si elevavano al numero da 500.000 a 600.000. e con aderenti in ogni centro importante in tutto il paese. Tale partito sarebbe animato da idee patriottiche e si impegnerebbe di distruggere l’influenza comunista in Italia. Ha dichiarato inoltre che il suo partito è predominantemente monarchico e tendente alla destra, ma asserisce pure di avere l’appoggio di rappresentanti di tutti partiti del centro, e la simpatia da parte del Vaticano. Secondo le sue asserzioni, uomini politici in vista e capi militari sono stati espressamente esclusi da maggiori cariche, sebbene vi sia un collegamento soddisfacente fra esercito e marina ed i livelli medi. “X” ammette che sono stati accettati fondi da ex fascisti, ma assicura che nessuna persona di tendenza fascista è stata ammessa in seno al partito. Esclude ogni unione ufficiale col movimento dell’Uomo qualunque, sebbene ammetta che vi siano molti sostenitori di questo partito tra le sue file. Dichiara ancora di essere riuscito, a scopi di controspionaggio, a collocare membri del suo partito nelle cellule comuniste e socialiste di ogni ceto. Non è però conclusiva la prova prodotta a sostegno di tale asserzione. L’informazione più drammatica fornita da questa fonte non identificata è la dichiarazione che vi è la prova assoluta che il Pci sta elaborando un colpo di Stato da aver luogo il 3 giugno immediatamente dopo le elezioni. Quali principali artefici di detto colpo, ha indicato Grieco, organizzatore militare del Pci, e Longo, suo capo esecutivo. […] Allo scopo di prevenire tale movimento da parte dei comunisti, la fonte ha dichiarato di voler organizzare un colpo di Stato precedentemente alle elezioni per assicurare il potere al suo partito. Verrebbe formato allora un governo democratico con tendenza verso gli Alleati occidentali e con l’esclusione dei comunisti. Lo scopo della sua richiesta, che cioè le sue intenzioni fossero comunicate al comandante supremo alleato, era di ottenere l’assicurazione dal comandante stesso che, in caso di un’insurrezione da lui organizzata, le autorità alleate non interverrebbero. Ad “X” è stato detto che il comandante alleato verrebbe informato della sua proposta. L’individuo al quale rivolse la proposta gli fece intendere, in sede di responso semi – ufficiale, di essere assolutamente certo che egli non avrebbe ottenuto l’assicurazione richiesta. Un elemento contraddittorio nella sua storia è quello che al suo primo colloquio – avvenuto il 18 maggio – “X” dichiarava di agire indipendentemente da qualsiasi altro partito politico italiano. Più tardi – il 21 maggio – asseriva che era stato raggiunto un accordo per una azione comune da parte di tutti i partiti di destra nel corso di una riunione tenutasi il 20 maggio, stabilendo un piano di insurrezione sotto il comando supremo di un certo generale … “X” assicurava che, sebbene il suo partito non avrebbe promosso l’azione senza aver ricevuto la garanzia di non intervento da parte delle autorità alleate, gli altri partiti intendevano invece promuoverla indipendentemente dalle decisioni alleate. Successivamente – ancora nella notte del 21 maggio – “X” dichiarava di essersi ritirato dal suo accordo con …, avendo scoperto una situazione di dissidenza e di intrigo tra i capi militari degli altri gruppi monarchici, i quali gli fecero dubitare l’opportunità di un’alleanza con loro. […] La prima fase dell’operazione sarebbe l’arresto del governo e di tutti i capi prominenti della sinistra, e l’impossessarsi di tutti gli uffici governativi e altri centri importanti di Roma. […] La fonte assicura di possedere fondi adeguati e armi, e di controllare personalmente formazioni quali la Brigata Osoppo, i battaglioni San Marco e la Decima Flottiglia Mas e le Brigate di reazione nazionale. […].

Class.: segreto

Titolo: Arresti di Rodelli Vincenzo, Bianca Caterina, Candiollo Guido, responsabili di tentata costituzione di squadre armate neofasciste

Data: 17 giugno 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 56, f. MP44/Attività fascista nel Lazio.

Nella prima quindicina dello scorso mese di maggio, quest’ufficio politico venne informato, da fonte fiduciaria molto attendibile, che i nominati Rodelli (10.4.10), Gattoni e Bianca (18.1.20), in combutta con elementi neofascisti rifugiatisi nel convento di S. Giuseppe in via Nomentana, tra cui certi Lumachi e Concetti e due ufficiali germanici, stavano organizzando in Roma e nella provincia un movimento neofascista che doveva poi, sotto l’egida di un partito di destra, provocare disordini e procedere, successivamente, all’occupazione di alcuni importanti edifici pubblici, come il ministero dell’Interno, la prefettura e la questura. Il colpo di Stato avrebbe avuto poi la sua sanzione con la promulgazione dello stato d’assedio. A tale scopo, come fu riferito, il Rodelli andava organizzando bande indipendenti, costituite prevalentemente da studenti ex – fascisti camuffati da monarchici, e si manteneva in contatto con altri promotori del movimento. […] La sommossa sarebbe stata fissata per il giorno 22 maggio, ma poi essendosi prodotto del panico negli ambienti neofascisti, per gli arresti operati in quei giorni da quest’ufficio politico, sarebbe stata rinviata ad uno degli ultimi giorni del mese di maggio. Le squadre operanti avrebbero avuto a loro disposizione circa ottomila bombe a mano, nonché sette mitragliatrici ed un cannoncino. Queste armi sarebbero state nascoste nei pressi di Velletri. […] Il predetto Candiollo Guido (6.11.25), essendo ricercato dalla questura di Torino quale ex appartenente alla Decima Flottiglia Mas e responsabile della partecipazione all’uccisione di quindici partigiani, è stato associato alle locali carceri di Regina Coeli, per essere tradotto in quella città. […] Il Rodelli, sottoposto a interrogatorio, ha anzitutto dichiarato che alle ore 10.00 del 24 maggio si era dato appuntamento davanti all’albergo Flora in via Veneto con un signore zoppo, proprietario di una 1100, il quale aveva manifestata l’intenzione di acquistare un certo numero di certificati elettorali, per conto di un partito di destra. […] Il signore zoppo, raggiunto il Rodelli davanti all’albergo Flora, gli disse che aveva a sua volta appuntamento con una signorina, certa Kitti. […] Il Gattoni è un vecchio fascista e a suo tempo fece parte della guardia armata della federazione repubblicana di Roma. Egli è stato indicato dalla fonte confidenziale come capo degli elementi della Decima Flottiglia Mas. […] Quanto alla riunione delle ore 13.00 o 14.00 del 22 maggio, certamente avvenuta in via De Pretis 86, il Rodelli ha dato come probabile la sua partecipazione. Alle 17 di tale giorno, egli, unitamente allo zoppo, accompagnò la Kitti in via Quattro Fontane 143 presso la sede dell’Unione monarchica italiana (Umi), dove la ragazza doveva avere un colloquio col conte Benedettini, colloquio che poi avrebbe avuto in via dell’Umiltà 83, altra sede monarchica, dove fu accompagnata poco dopo dal Rodelli e dallo zoppo. Alle ore 11 del giorno 23, il Rodelli, lo zoppo e la Kitti si rividero nuovamente in via Quattro Fontane 143, davanti all’Umi. La Kitti tentò di farsi ricevere dal conte Benedettini, ma non vi riuscì e allora tutti e tre si recarono dal Gattoni, in via De Pretis 86. […] Dal diminutivo Kitti e dal nome o cognome Bianca, è stato possibile identificare tale donna per Bianca Caterina di Pietro, compiutamente in oggetto generalizzata, e quindi addivenire al di lei fermo. La Bianca veniva indicata dalla fonte confidenziale come un’attiva partecipante al complotto. Costei aveva le sue buone ragioni, a prescindere da motivi sentimentali, per collaborare ad un’impresa che, in caso di riuscita, poteva radicalmente mutare le condizioni di suo fratello Elia, ex capitano della Gnr, ricercato dalla questura di Ravenna quale responsabile di omicidi e rifugiatosi nel convento di San Giuseppe di via Nomentana. La Bianca, secondo la fonte confidenziale, si sarebbe vantata di aver fatto parte del servizio tedesco d’informazioni e di mantenere contatti con i neofascisti di Firenze, Genova, Bari, Napoli. Questo, tuttavia, non è stato finora accertato, ma è indubbio che la Bianca è una fervente fascista, da ritenersi certamente capace, sia per la sua scaltrezza e intelligenza; che per la sua discreta cultura e per il suo coraggio non comune, di assolvere compiti di una certa importanza in seno ad un’organizzazione neofascista, anche a carattere rivoluzionario. Essa, parlando con l’informatore, avrebbe fatto il nome di una spia tedesca successivamente fucilata, aggiungendo che lei non avrebbe fatto la stessa fine. La Bianca, genericamente interrogata (vedi allegati 29 e 30) ha ammesso di essere stata otto volte nel convento di San Giuseppe, dove si era rifugiato suo fratello Elia, e di aver cercato di fare iscrivere tutti i rifugiati al Partito monarchico, com’era loro desiderio. […] Successivamente riuscì a parlare con l’avv. Trotta, segretario generale dell’Umi. […] Premesso quanto sopra, quest’ufficio ha provveduto a far associare il Rodelli Vincenzo e Bianca Caterina, rispettivamente alle carceri di Regina Coeli e delle Mantellate. […] Firmato: il questore Ciro Verdiani.

Class.: segreto

Titolo: Colpo di Stato

Data: 21 giugno 1946

Coll.: Acs, Ps H2 (1944 – 1947), b. 211, f. 141/Voci di un complotto monarchico per effettuare un colpo di Stato.

Esiste in Roma un fortissimo movimento monarchico deciso a passare all’azione al momento opportuno con un colpo di Stato e rovesciare la repubblica, diretto da generali, ufficiali superiori, esponenti di partiti e grossi industriali. Sarebbero al corrente di tale movimento il generale Badoglio, il generale Messe, appoggiati anche dall’ammiraglio Stone. La città di Roma sarebbe divisa per l’azione in settori, distinti per ordine alfabetico, finora fino al settore “O” con a capo di ciascun settore un responsabile, forte di circa 2000 armati. Le azioni che avrebbero dovuto aver luogo una prima volta il 24 maggio, una seconda il 10 giugno e una terza nella notte dal 17 al 18 u. s., non sono state effettuate per difficoltà diverse e sembra anzi per deficienza di armi. Il programma però è rimandato al momento opportuno e tutti i capi settore sono stati invitati a tenersi pronti. All’azione potrebbero partecipare i carabinieri, i quali in un primo tempo si sarebbero impegnati ad iniziare loro stessi l’azione, mentre ora sembra che in vista della mutata situazione avrebbero progettato di intervenire in un secondo momento e solo in appoggio ai reparti operanti. L’Unione monarchica ed altri gruppi politici avrebbero dichiarato di voler recedere dall’azione, mentre in sostituzione gli organizzatori avrebbero costituito dei gruppi denominati ‘Raam’. […] Dovrebbero intervenire anche reparti di carabinieri e soldati accampati a Cesano e guidati dal generale Gronchi e dal suo aiutante maggiore, segnalati come accesi monarchici. […] Tra gli esponenti di tale movimento vengono segnalati: il generale Sabatini, che ha in mano tutta l’organizzazione con tutti gli elenchi; tale ing. Castelli, proveniente da Montalto di Castelnuovo, qui abitante in via Flaminia, che sarebbe in collegamento con l’organizzazione del viterbese; […] il colonnello Tron dei bersaglieri, già dell’Umi, con recapito telefonico 883043, il quale sarebbe in possesso di tutti gli elenchi degli esponenti; […] il capitano Blundo dei carabinieri. […] In questi ultimi tempi forti contingenti dell’esercito sarebbero trasferiti dal nord al sud e si ritiene che ciò possa avere relazione col progetto di colpo di Stato. Viene segnalata l’opportunità di fare un largo rastrellamento nell’interno della caserma Macao – gruppo carristi – che è diventato il rifugio di molti repubblichini, che si mascherano sotto vari nomi ed anche con le divise di ufficiali. L’ammiraglio Stone avrebbe promesso ai ribelli l’appoggio di 12.000 uomini dell’esercito alleato. […]. Giorni fa, con una macchina proveniente da Genova sarebbero giunti in Roma per prendere contatto con i gruppi monarchici la nuora del generale Barberis, tale Scogliamillo, ed un tenente, i quali avrebbero poi proseguito il viaggio per Napoli, prendendo contatto col principe generale Caracciolo. […].

Class.: segreto

Titolo: Turati Augusto

Data: 19 settembre 1946

Coll.: Archivio centrale dello Stato (Acs)/Servizio informazione e sicurezza (Sis), b. 13, f. Turati Augusto.

[…] Turati è stato messo sotto giudizio però nessuno osa toccarlo, anche perché si ritiene, e a ragione, che egli sia persona grata agli anglo – americani, i quali, a quanto tutti dicono, lo stimano e lo rispettano molto. […].

Class.: segretissimo

Titolo: Un gruppo neofascista a Roma: coinvolti ufficiali americani

Data: 8 ottobre 1946

Coll.: Na/Uk, f. Kv 3/266, Attività fasciste e dell’estrema destra in Italia (1946 – 1949).

Sono state frequenti le voci a Roma sulle attività di un centro neofascista. Secondo vari rapporti, alcuni ufficiali americani risultano coinvolti. Un nome che è stato fatto è quello del capitano Corso dello staff dell’intelligence americana a Roma. Si riporta quanto segue: un gruppo neofascista è attivo a Roma. I seguenti nominativi sono quelli dei cospiratori più importanti: a) colonnello Agrifoglio, ex capo del Sim; b) Augusto Turati, ex segretario del Partito fascista; c) Izielo (sic) Corso, sottosegretario del ministero dell’Interno; d) Leone Santoro, ufficio politico del ministero dell’Interno; e) Luigi Ferrari, capo della Polizia di Roma; f) i fratelli Michele e Salvatore Scalera, ex intimi amici di Mussolini e Ciano. Si riferisce che hanno finanziato il movimento dell’Uomo qualunque, all’inizio; g) i fratelli Giuseppe e Filippo Naldi. […].

Class.: segreto

Titolo: Attività monarchica

Data: 9 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 43, f. L25/Attività monarchica.

I gruppi monarchici hanno ricevuto dall’America del Nord ingentissime somme e armi di ogni specie. Fra le armi, vi sono dei fucili mitragliatori di nuovo tipo con cartuccia molto lunga e di grosso calibro. Il morale è elevatissimo. Notizia assolutamente certa.

Class.: segreto

Titolo: manca

Data: 9 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 56, f. MP44/Attività fascista nel Lazio.

Ha avuto luogo ieri sera alla sede del Pfi in via Regina Giovanna di Bulgaria 95 (int. 20) una riunione limitata ai dirigenti fascisti dello stesso partito. Erano presenti: il dott. Cappellato, che presiedeva; il prof. Dominici; il prof. De Marco; il prof. Landogna; il dott. Zingarini; il dott. Scoffa; e una delegazione di cinque studenti in rappresentanza della massa studentesca di Roma. Nel corso delle discussioni, il dott. Cappellato ha fatto le seguenti testuali dichiarazioni: “Abbiamo preso . noi fascisti – le redini del Pfi, che è ormai letteralmente nelle nostre mani, per ragioni di convenienza politica, in previsione di importanti movimenti politici di carattere interno. Abbiamo perciò dovuto provvedere e provvediamo al finanziamento del partito e dei suoi giornali, che ci costano milioni, e alla distribuzione di buste con compensi mensili ai dirigenti nazionali e provinciali. Un’azione monarchica tendente a capovolgere radicalmente la situazione pare imminente con l’intervento di corpi armati. In questo caso, il Pfi si terrà a stretto contatto di gomito, al centro e alla periferia, col nostro partito (alludeva al Partito fascista democratico, Pfd), per la funzione che questo ha da svolgere di movimento risolutivo della situazione”.

Class.: segreto

Titolo: Movimento italo – americano

Data: 10 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 45, f. LP66/Movimento italo – americano.

Mediante loro emissari, costituiscono dei gruppi in Italia, appoggiandosi di preferenza su elementi dell’esercito e gerarchi fascisti. Scopo del movimento: tenere le masse pronte per non farsi sorprendere da un eventuale colpo di mano dei comunisti, i quali giornalmente perdono terreno ma intensificano la propaganda nelle masse operaie, disoccupati e contadini.

Class.: segreto

Titolo: manca

Data: 14 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 56, f. MP44/Attività fascista nel Lazio.

D’ordine della centrale nazionale del Pfd, a ogni capo cellula attiva è stato assegnato, in coincidenza del 28 ottobre, un premio straordinario di lire 2.000. Hanno avuto luogo incontri tra Gray (capo della frazione monarchica del partito), Nunzi e Turati. Le conversazioni si riferivano alla opportunità o meno di fiancheggiare il movimento monarchico, in considerazione del favore da questo incontrato in ogni strato della popolazione. È stato deciso di fiancheggiare tale movimento come azione tattica, senza apportare modifiche al programma del partito, che è e rimane repubblicano, precisando che nel caso di azioni di piazza da parte dei monarchici, il partito dovrà fungere da elemento risolutivo della situazione. Sono state in conseguenza impartite disposizioni agli ispettori nazionali per stabilire anelli di contatto con le organizzazioni monarchiche anche periferiche, sia nella penisola che nelle isole. Simili disposizioni sono state impartite al Partito fusionista, sezione del partito, e ai gruppi operai fascisti denominati Farl (Fasci azione rivoluzionaria lavoratori) di cui vi parlai, che risultano effettivamente costituiti e che dovranno funzionare come movimento precursore del futuro sindacalismo fascista anti – classista. L’incontro Gray – Turati – Nunzi ha avuto luogo all’interno della basilica lateranense col favore personale di certo mons. Longano o Longara.

Class.: segreto

Titolo: Appunto

Data: 15 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 45, f. LP71/Movimenti politici anticomunisti.

[…] L’Ail [Armata italiana di liberazione] ha già raccolto un considerevole numero di aderenti (in Italia sarebbero 120.000), tra i quali figurerebbero personalità del governo italiano e dell’esercito alleato, americano ed inglese. Anche Fiorello La Guardia, durante la sua recente visita in Italia, avrebbe dato la sua adesione. […] Iniziative circa la costituzione dell’Ail sono state segnalate da Pavia, dove nel maggio scorso si presentò al prefetto il colonnello Giuseppe De Matteis, dando comunicazione di essere un esponente di detto movimento che, a suo dire, sarebbe sovvenzionato e sostenuto dagli Alleati (circostanza questa non accertata), e a Genova, dove l’incarico dell’organizzazione è stato recentemente affidato al generale Mario De Martino. […]

Class.: segreto

Titolo: Movimento monarchico clandestino

Data: 17 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 56, f. MP44/Attività fascista nel Lazio.

Vari movimenti monarchici segreti si vanno organizzando, capeggiati da ufficiali, che trovano molta facilità nel raccogliere aderenti fra la gioventù e gli ex ufficiali. L’organizzazione è fatta a tipo cellula, cosicché solo i componenti della cellula si conoscono tra loro. L’organizzazione è a tipo prettamente militare e sono rigorosamente rispettati i gradi nell’assegnazione dei vari comandi. […] I neo – fascisti sono molto bene accetti, come le persone più decise, sebbene sia vietato di parlare di fascismo e si parli solo di monarchia. […]. Questi movimenti sono all’infuori dei movimenti ufficiali e si associano anche elementi non monarchici che siano anticomunisti e antisocialisti. […] I fondi finora messi a disposizione provengono sia dai colonnelli Laderchi e Callegarini, già segnalati, che dall’ammiraglio Maugeri; da Enzo Selvaggi […]; dal regista Cinkisch (sic), capitano, addetto al servizio segreto americano, ungherese d’origine, già di stanza in via Sicilia. […].

Class.: segreto

Titolo: Alleati

Data: 19 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 79, f. OP42/Russia, America e Inghilterra.

[…] Gli osservatori americani a Roma ritengono che, se dovesse scoppiare un nuovo conflitto mondiale (cosa che essi ritengono inevitabile alla scadenza massima di un anno), sarebbe possibile […] l’occupazione dell’Italia da parte russa. […]. Gli anglo – americani non vogliono più lasciare aperto il territorio italiano ad una eventuale invasione bolscevica. Di materiali bellici in Italia, essi ne hanno oggi a sufficienza e le truppe necessarie potrebbero venirvi aereo – trasportate entro 24 ore.

Class.: segreto

Titolo: Intelligence Service

Data: 23 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 58, f. MP60/Polizia segreta alleata.

Si ha notizia di una riunione avvenuta in Roma dei dirigenti delle varie sezioni in Europa dell’Intelligence Service, nella quale sarebbe stata decisa l’intensificazione dei servizi in Italia e in Grecia, nonché la costituzione di una speciale sezione per la Venezia Giulia.

Class.: segreto

Titolo: manca

Data: 27 ottobre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 13, f. Turati Augusto.

Nella provincia di Latina e di Frosinone si sta provvedendo alla raccolta delle armi e delle munizioni oltre che delle mine. In questi lavori, per ordine del partito fascista, sono stati fatti assumere elementi della San Marco, della Decima Mas e della Divisione Littorio. Si tratta di fascisti di provata fede i quali hanno l’incarico di asportare e consegnare ai capi cellula gran parte di tali residuati, di cui il partito stesso si serve per confezionare bombe. […]. Il capo – cellula Bianchini ha comunicato che il partito si sta trasformando in formazioni puramente militari, con capi militari. […] Inoltre, si è provveduto a formare un governo provvisorio, che andrà al potere coi monarchici subito dopo il colpo di stato. Eccovi alcuni nomi dei membri del futuro governo monarchico – fascista: Gray, Cassinelli alla Giustizia, Turati capo del governo, Graziani alla Guerra, Scorza al comando della Gnr, Nunzi agli Interni.

Class.: segreto

Titolo: Attività fascista

Data: 2 novembre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 56, f. MP44/Attività fascista nel Lazio.

Sono state riferite, in via fiduciaria, le seguenti notizie circa l’attività che verrebbe svolta da elementi del Pfd [Partito fascista democratico, clandestino] d’accordo con il movimento monarchico, per la restaurazione dello Stato autoritario fascista. La personalità proveniente da Lisbona, che è ospite clandestino del principe Ruspoli, ha avuto contatti con Gray, Nunzi, Turati, Pini. Scopo degli incontri: stringere un più omogeneo patto di azione tra fascisti e monarchici in previsione delle agitazioni popolari che verranno promosse simultaneamente in tutte le città d’Italia per imporre il ritorno al regime monarchico e alla legalità. Il Pfd fiancheggia il movimento monarchico senza condividerne le finalità. Rimane infatti fedele al proprio programma repubblicano e anticomunista; ordinerà ai propri aderenti di fungere da pattuglie di punta in occasione dell’azione di piazza del movimento monarchico nell’intento di diventare movimento “risolutivo” della situazione. Personalità dell’alto comando alleato incoraggiano questi piani “da un punto di vista soprattutto anti – bolscevico”. Il passaporto internazionale rilasciato dagli Alleati a Turati è parte integrante del suddetto programma d’azione. Turati si è assentato da Roma dopo vari incontri con gli altri membri della direzione centrale, col proposito di incontrarsi in Francia con rappresentanti delle destre monarchiche e antibolsceviche. Visiterà poi Lisbona e, dopo un incontro con Franco, si recherà in America (pare per un colloquio riservato con Truman). […].

Class.: segreto

Titolo: Attività fascista

Data: 2 novembre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 56, f. MP44/Attività fascista nel Lazio.

È stato comunicato in via fiduciaria che in questi giorni, ai componenti la cellula fascista del Bianchini, verrebbe data in dotazione un’arma; e che a dire del Bianchini stesso, il Pdf si starebbe trasformando in formazioni puramente militari, con capi militari, e che ad ogni dirigente verrebbe data la qualifica militare. […]. Si starebbe provvedendo alla formazione di un governo provvisorio che dovrebbe andare al potere, con i monarchici, subito dopo il colpo di stato. […].

Class.: segretissimo

Titolo: Forze finanziate dagli americani nella Venezia Giulia

Data: 21 novembre 1946

Coll.: Na/Uk, f. Kv 3/266, Attività fasciste e dell’estrema destra in Italia, 1946 – 1949.

In seguito al nostro rapporto dell’8 ottobre, una fonte affidabile ha ricevuto le seguenti informazioni da un amico che è stato contattato da un ufficiale americano. Gli uffici usati da costui sono gli stessi utilizzati dal capitano Corso, di cui abbiamo parlato nel rapporto dell’8 ottobre: 1) una forza speciale è in corso di formazione nella Venezia-Giulia; 2) l’obiettivo di questa forza è di rimanere dietro le linee, nel caso le forze alleate siano obbligate e ritirarsi per un attacco delle forze jugoslave; 3) dopo il ritiro, coloro che sono stati lasciati dietro le linee riceveranno istruzioni specifiche sulle operazioni delle bande. […].

Class.: segretissimo

Titolo: Gruppo di estrema destra finanziato dagli americani

Data: 27 novembre 1946

Coll.: Na/Uk, f. Kv 3/266, Attività fasciste e dell’estrema destra in Italia, 1946 – 1949.

In seguito ai nostri rapporti dell’8 ottobre e del 21 novembre si riporta la seguente informazione aggiuntiva: […] 1) il capitano Corso ha recentemente avuto un incontro con Selvaggi e lo ha informato di aver ricevuto istruzioni dal suo governo per formare un gruppo politico anticomunista; 2) Corso ha aggiunto che questo cambio di politiche era dovuto al successo del Partito repubblicano nelle elezioni statunitensi [Si tratta delle elezioni di mezzo termine del novembre ’46].

Class.: segreto

Titolo: Scorza e Turati

Data: 27 novembre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 13, f. Turati Augusto.

Da alcuni elementi fascisti è stato riferito che i noti Scorza e Turati si sarebbero trasferiti dal nord a Roma, dove sarebbe stato pure trasferito il “comando generale del movimento fascista”. Secondo le voci che corrono tra gli elementi fascisti, il “comando” starebbe preparando tutto un lavorìo di organizzazione dei “quadri” fascisti specialmente con riferimento al meridione. si dice che in gennaio o febbraio dovrebbe scoppiare qualcosa di grosso.

Class.: segreto

Titolo: Movimenti politici illegali di destra

Data: 6 dicembre 1946

Coll.: Acs/Sis, b. 56, f. MP44/Attività fascista nel Lazio.

Tra i movimenti che svolgono attività clandestina, allo scopo di sovvertire l’attuale ordinamento democratico va seguita con particolare attenzione l’Ail. […] È un’organizzazione di tendenza anti – comunista, ordinata militarmente, che raccoglie adesioni negli ambienti monarchici ed ex – fascisti. Gli affiliati hanno già raggiunto un numero considerevole. Si vuole che superino i centomila e che comprendano personalità politiche italiane ed alleate. […].

Class.: confidenziale

Titolo: Attività neofasciste a Bari

Data: 13 gennaio 1947

Coll.: Na/Uk, f. Attività neofasciste in Italia, vol. 3, Wo 204/12651, fonte: Cic.

Un informatore affidabile di questo Ufficio ha sostenuto una conversazione con tre ufficiali dell’Arma dei carabinieri, il 10 dicembre 1946. Costui ha riferito di certe direttive provenienti dal Comando dell’Arma dei carabinieri a Roma, in cui si raccomanda di promuovere una forte propaganda monarchica all’interno del Corpo. Quando l’informatore ha chiesto notizie più dettagliate gli è stato risposto che la monarchia sarebbe stata ristabilita nel giro di pochi mesi. L’informatore ha replicato che la restaurazione della monarchia sarebbe il segnale per una rivolta popolare soprattutto al nord. Gli ufficiali, però, sorridendo, hanno fatto notare che i qualunquisti hanno il supporto dei carabinieri, e che sono fortemente armati e in posizione di contrastare qualunque mossa. I qualunquisti,sono stati menzionati a tale proposito perché si suppone che questo partito debba creare “l’incidente” che dovrebbe condurre al colpo di stato” (firmato: Victor Barrett e Henry Ingargiola).

Class.: segreto

Titolo: Attività neofasciste a Bari

Data: 27 gennaio 1947

Coll.: Na/Uk, f. Attività neofasciste a Bari, vol. 3, Wo 204/12651, fonte: Cic.

Il 16 e il 17 gennaio 1947 si è tenuta a Bari una riunione dei capi locali del Partito fusionista italiano (Pfi). Vi hanno partecipato Cerapico (Puglia), Pastorino (Bergamo), Isaia (Catania), Silvestri (Lecce). L’organo di questo partito è Il Manifesto. Cerapico ha istruito un membro siciliano del Partito nei seguenti termini: “dobbiamo assolutamente vincere le elezioni in sicilia, in via pacifica, altrimenti dovremo cominciare a spezzare le ossa con cazzotti e bastoni”. Pietro Marengo, che è il direttore dell’organo del partito Il Manifesto, ha assicurato il nostro informatore che la piattaforma del partito è fascista. (firmato: Victor Barrett e Henry Ingargiola).

Class.: segreto

Titolo: manca

Data: 29 gennaio 1947

Coll.: Na/Uk, f. Attività neofasciste in Italia, vol. 3, Wo 204/12651, fonte: Cic.

Si segnala che un movimento sovversivo neofascista, il Msi, ha iniziato le sue attività a Milano sotto la guida di Rolando Ricci […] Un informatore, solitamente credibile, ci ha comunicato la seguente notizia: visti i suoi precedenti contatti con il personale militare statunitense, a costui è stato chiesto dai leader delle organizzazioni neofasciste di verificare che cosa farebbero gli Alleati nel caso si tentasse un colpo di stato per mano delle fazioni monarchiche e neofasciste.

Class.: segreto

Titolo: Italia (controspionaggio)

Data: 29 gennaio 1947

Coll.: Na/Uk, f. Attività neofasciste in Italia, vol. 3, Wo 204/12654, fonte: Cic.

Un movimento fascista sovversivo, Msi, ha iniziato la sua attività a Milano, sotto la guida di Rolando Ricci, fascista ex corrispondente del Corriere della Sera. Rapporti su questa organizzazione che è di sentimenti monarchici sono stati ricevuti anche dall’area Napoli e Bari. In quest’area il movimento è sotto la guida di un certo Valenti un ex pilota dell’aeronautica italiana e un ex ufficiale dell’esercito della Rsi. […] Si suppone che il movimento abbia numerosi aderenti al nord che non possono tornare a casa per il loro passato politico. Un informatore solitamente credibile ci ha informati che, visti i suoi contatti con il personale militare americano, i leader neofascisti gli hanno chiesto di sondare ciò che gli Alleati farebbero nel caso le organizzazioni monarchico – fasciste tentassero un colpo di stato.

Class.: segreto

Titolo: manca

Data: 24 aprile 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 79, f. OP46/Ambasciata degli Stati Uniti d’America.

[…] L’ambasciata americana in Roma ha smentito formalmente una voce secondo la quale l’ambasciatore James C. Dunn aveva espresso a De Gasperi l’opinione che il governo italiano non potrà controllare più a lungo la situazione in Italia. Inoltre, secondo la voce smentita, l’ambasciatore aveva chiesto alle autorità militari alleate se esse fossero pronte e preparate per ogni evenienza.

Class.: segreto

Titolo: Dichiarazioni dei nominati Gazzotti Adriano (1913) e Tomassetti Ettore, detenuti nelle carceri di Sulmona.

Data: 24 maggio 1947

Coll.: Acs, Ps H2 (1944 – 1947), b. 211, f. 146/De Carolis Giuseppe, rivelazioni circa un complotto organizzato da un movimento neo – fascista clandestino.

[…] In data 25 luglio 1946, il Tomassetti (1928) dichiarava al giudice istruttore di Sulmona quanto segue: “Durante l’occupazione [tedesca] ero ingaggiato come militare nel battaglione Barbarigo [Decima Mas], che ha combattuto sul fronte di nettuno assieme ai tedeschi. Dopo la Liberazione, sono venuto a conoscenza di un movimento neo – fascista che tramava un colpo di stato. Che aveva sede in Roma ed era legato con la Sicilia. Ciò mi consta perché fui ingaggiato come autista dal comando di tale movimento, ed ero alle dirette dipendenze del capitano di artiglieria De Prazza. Nel novembre 1944, in auto, accompagnai il De Prazza in Sicilia ove egli si recava per fare della propaganda, come posso attestare perché ero incaricato di spedire telegrammi diretti in diversi paesi e città della Sicilia e con i quali il De Prazza mandava a chiamare varie persone. […] Dello stesso movimento faceva parte il principe Borghese, il conte Perrià, il vescovo Sclafani e un altro prelato che abita nel lungotevere della via Giulia. Il con detenuto De Carolis Giuseppe (1918) era anche lui un aderente alla sedicente repubblica fascista. Io lo conobbi quando era militare nel battaglione Barbarigo, nel quale egli prestava servizio in qualità di sergente. Ritengo che anche attualmente il De Carolis stia a contatto con i capi del movimento neofascista, se si vuole prestar fede a quanto egli mi ha confidato in queste carceri: ossia che, essendo detenuto, sia venuto a trovarlo sin qui, sia alle carceri di Soriano del Cimino, un colonnello addetto alla Sezione Recuperi del ministero dell’Aeronautica. Il De Carolis mi ha pure detto che di recente il suddetto colonnello è venuto a trovarlo qui e gli avrebbe confidato che che vi sono duecentomila uomini pronti per un colpo di stato contro l’attuale governo. […] In data 25 luglio 1947, il Gazzotti dichiarava al suddetto giudice istruttore quanto segue: “[…] Il Tomassetti mi ha confidato che i capi di tale movimento, che si svolge da Roma alla Sicilia, per le operazioni che intenderebbe svolgere, dispone di un ingente quantitativo di armi, munizioni e materiale militare. […] Difatti, il Tommassetti, che a suo dire prima di essere arrestato era un autista addetto al comando del movimento clandestino neofascista, mi ha confidato che egli conosce il luogo dove sono nascoste le armi e dove sono dislocate le varie sezioni del suddetto movimento. […]”. Successivamente, il Tommassetti, interrogato in data 6 novembre 1946 nella casa di reclusione Badia in Sulmona, da un funzionario di PS della questura dell’Aquila, dichiarava quanto segue: “[…] Verso la fine dell’ottobre 1944 fui casualmente assunto come autista dal capitano De Prazza Gaspare (1908), capitando di artiglieria, col quale feci un viaggio anche in Sicilia (novembre – dicembre 1944), visitando i centri di Messina, Palermo, Agrigento ed altri minori. Ebbi la precisa impressione che il viaggio fosse fatto a scopo di propaganda politica, e precisamente monarchico – fascista, e per avvicinare agenti dello stesso movimento, con cui concertare il programma d’azione. La mia impressione era che il movimento si proponesse un colpo di stato e che comunque intendesse agire in forma violenta. Sono stato alle dipendenze del De Prazza fino al momento in cui sono stato arrestato (gennaio 1945) e così ho avuto occasione di conoscere altre persone che pure facevano parte del movimento. […]. Ho conosciuto il De Carolis prima della Liberazione, allorquando egli era sergenta della Decima Mas sul fronte di Nettuno. Dopo la Liberazione, l’ho incontrato a Roma e ho avuto con lui dei rapporti, l confesso, un po’ loschi, ma non di natura politica. Egli faceva parte di una organizzazione che si occupava di incettare macchine di provenienza furtiva, di camuffarle e di consegnarle al ministero dell’Aeronautica, facendole passare per recuperi militari e ricevendo un compenso per ogni macchina. A tal fine, aveva rapporti con un colonnello dell’Aeronautica. […] Le notizie riguardano macchine già in dotazione del Barbarigo e della Decima Mas, che sono recuperabili presso privati. […]. De Prazza Gaspare, capitano di artiglieria, è stato identificato per De Prazza Gaspare di Salvatore e di Di Benedetto Carmela, nato in Ciandara (Agrigento) il 14 marzo 1908, ragioniere, e già tenente di complemento di fanteria. […].

Class.: segreto

Titolo: Lettera dell’ispettore Ettore Messana al ministro Mario Scelba

Data: 4 giugno 1947

Coll.: Cpim, Pg, documento XXIII, n. 22, 1999, p. 398.

[…] Ho appreso che il Giuliano in questi ultimi tempi ha avuto frequenti contatti con emissari americani, i quali lo avrebbero incaricato di compiere delle aggressioni ai maggiori esponenti del Pci della Sicilia. Principale tra essi, l’On. Li Causi, esponente al quale si attribuisce l’improvviso e rapido incrementarsi del comunismo in Sicilia. […].

Class.: segreto

Titolo: Selene Corbellini

Data: 10 giugno 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 44, f. LP39/Movimento anticomunista.

È tornata dalla sua missione da Torino la Corbellini, che ha annunciato l’arrivo a Roma per domani o dopo di un certo “Ghiro”, il n. 1 del comitato del Comitato anticomunista monarchico torinese. Ha visitato colà le sedi camuffate, i depositi di armi e il Comando superiore dove si è tenuta una riunione ristretta di capi giunti da tutta Italia in presenza di due ufficiali americani. […].

Class.: segreto

Titolo: manca

Data: 25 giugno 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 46, f. LP155/Fronte internazionale antibolscevico.

Il comando generale dei Far ha ordinato questa mattina, in conseguenza dell’operazione di polizia in corso, di accelerare i tempi, nel senso di anticipare l’azione di piazza per la conquista del potere. L’Ecla e le Sam procedono di pari passo (come tattica, metodo e programma) con i Far. Le direttive sono identiche. I fondi, notevoli, provengono da un’unica fonte. L’ultimo stanziamento è stato interessante. La sola formazione Ecla ha incamerato quattro milioni. La Polizia romana non ha fermato che alcuni degli elementi effettivamente responsabili, senza minimamente intaccare i gangli vitali e capillari della organizzazione, che ha carattere nazionale. Da non sottovalutare lo spirito combattivo e, per la disciplina instaurata nei ranghi, la più assoluta dedizione ai capi da parte dei gregari. Si pone molta attenzione alla reazione comunista contro la vittoria di De Gasperi. Se vi saranno moti armati, i Far vi parteciperanno per diventare movimento risolutivo della situazione. Nonostante la suddetta operazione di polizia, i Far continuano a controllare tutte le formazioni clandestine, anche l’Upa e il gruppo carabinieri, in seno a quali elementi fidati lavorano sotto controllo agli effetti della realizzazione del colpo di stato.

Class.: segreto

Titolo: Ministero della Guerra, Ufficio Informazioni Militari

Data: 8 luglio 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 41.

Capo dell’ufficio informazioni militari è il Colonnello Pasquali. Ma oltre all’ufficio di cui sopra, vi è un altro ufficio informativo, non ufficiale ma clandestino, che agisce d’accordo con il comando alleato e che fa direttamente capo al generale Marras. Alle dipendenze di questo secondo, sempre d’accordo con gli Alleati, lavorano quasi tutti gli ufficiali del Sim che sono già stati allontanati dal servizio. Anima di questa organizzazione è il generale Pièche. In possesso di questo servizio è l’elenco di tutti gli esponenti del Pci e del Psi. In caso di conflitto fra rossi e alleati, è preordinato il loro immediato arresto. Alla frontiera jugoslava sono schierate 3 divisioni italiane: Nembo, Folgore, Cremona. Però, sono pronte nel retroterra molte divisioni inglesi e americane.

Class.: segreto

Titolo: Copia della circolare del Fronte internazionale antibolscevico

Data: 18 luglio 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 46, f. LP155/Fronte internazionale antibolscevico.

“Fronte internazionale antibolscevico – sezione italiana. L’evoluzione del momento politico attuale potrebbe portare alla necessità di una azione diretta degli elementi del Fronte, quale reazione ai tentativi di instaurare con la violenza una dittatura politica contraria al sentimento di tutti gli italiani. In tal caso, le forze del Fronte, che è indipendente da qualsiasi direzione straniera, assumerebbe per distinguersi la denominazione “T. N.” (Truppe Nazionali). Tempestivamente, saranno diramate precise disposizioni a mezzo di incaricati che avranno conoscenza personale coi dirigenti in sottordine. Fare quindi la massima attenzione alla continua propaganda dei soliti agenti provocatori e astenersi in modo assoluto, per non nuocere agli interessi della causa e a quelli del Fronte, da qualsiasi manifestazione di carattere politico. Ciascun sotto – comandante, all’atto della consegna della presente, darà l’esatta forza ai suoi ordini”. F.to: Romani, Bianca [e altre due firme illeggibili].

Class.: segreto

Titolo: Recentissime dell’Upa

Data: 21 luglio 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 45, f. LP113/Unione patriottica anticomunista.

Certo ing. Belloni da Milano e un certo “Mario”, frequentatore assiduo dell’ufficio clandestino dell’Upa in via del Lavatore 86, a suo tempo segnalato, si interessano attivamente alla preparazione del colpo di stato unitamente al generale Navarra e a tale Aldo Dabbasso da Taranto. Gli incontri hanno luogo all’hotel Milano, dove risiedono i primi due, e a via Monte Parioli 48. […] Dabbasso, Navarra e gli altri affermano di “lavorare al sicuro da ogni insidia poliziesca perché controllati a titolo di protezione dal Sim e dal controspionaggio”. Effettivamente, i Cc partecipano con tutti i mezzi a loro disposizione alla vita organizzativa dell’Upa, che considerano come creatura propria. […] A tutti, si aggiunge il console Biagini Bruno a voi noto, il quale cura particolarmente l’organizzazione di Napoli dell’Upa e che, con molte probabilità, abbandonerà l’Upa per aderire al Fronte anticomunista. Questo è il vero comando clandestino dell’Upa, nella cui organizzazione periferica si contano a migliaia defezioni volontarie di adepti che passano armi e bagagli al Fronte anticomunista. Notizie assolutamente certe.

Class.: segreto

Class.: segreto

Titolo: Fronte internazionale antibolscevico – sezione Italia

Data: 6 agosto 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 46, f. LP155/Fronte internazionale antibolscevico.

[…] Nel lontano 1919 fummo anticomunisti prima ancora che si parlasse di fascismo. Oggi l’Italia rivive un “1919” riveduto e peggiorato, torniamo ad essere “anticomunisti”, in difesa della fede, della patria, della famiglia. Anche i gruppi costituiti aventi o meno un proprio programma politico, istituzionale, speciale, ecc. possono entrare a far parte del Fronte, che non chiede di conoscere detti programmi e che, comunque, non li prenderà in esame e pertanto non li discuterà. L’unica condizione che si pone ed unico impegno che si richiede è che i gruppi che intenderanno aderire al Fronte si dichiarino “anticomunisti militanti”. I gruppi potranno conservare liberamente il loro attuale inquadramento o potranno assumere quello che riterranno più conveniente ai fini che intendono raggiungere senza dimenticare che il primo scopo è la lotta al comunismo. Il Fronte è “riservato”, non clandestino. Poiché nessuna legge vieta agli italiani di combattere il comunismo sia ideologicamente che sul terreno pratico, noi inizieremo questo combattimento passando decisamente all’azione se gli avversari tenteranno un colpo di Stato. Non si richiedono elenchi di iscritti, non si organizzano schedari (che quasi sempre servono all’avversario), non si distribuiscono tessere. Le disposizioni relative alla nostra organizzazione vengono, per quanto possibile, impartite verbalmente ai singoli capi di formazione. Per il direttorio nazionale: Romani, Marco (il sub commissario politico e militare per l’Alta Italia).

Class.: segreto

Titolo: Sardegna

Data: 8 agosto 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 44, f. LP39/Movimento anticomunista.

Risulta alla Federazione comunista di Cagliari, come da analoga segnalazione pervenuta all’ufficio politico della direzione centrale del partito, che “formazioni clandestine anticomuniste preparano in Sardegna moti rivoluzionari per la defenestrazione violenta delle autorità locali e la proclamazione di un governo nazionale nell’isola. Le formazioni, collegate con altre organizzazioni della penisola, riceverebbero ordini e denaro da un Comitato anticomunista di Torino. La corrispondenza clandestina verrebbe diretta dalla Sardegna a nominativi diversi a questo indirizzo: via S. Bosco 52, Torino”. Si tratta di notizie vaghe, sprovviste di nominativi, che quel federale presenta come attinte a fonte degna di fede. “I moti – si aggiunge – che dovevano aver luogo due mesi fa, sarebbero stati rinviati, per consiglio di un’alta personalità americana, a data da destinarsi”.

Class.: segreto

Titolo: Movimento italiano di estrema destra: assistenza americana

Data: 11 agosto 1947

Coll.: Na/Uk, f. Kv 3/266, Attività fasciste e dell’estrema destra in Italia, 1946 – 1949.

Friuli: la zona di operazioni dell’Associazione partigiani Osoppo (Apo) e il Terzo corpo volontari della Libertà (3CVL) si estende da Treviso al confine ovest della Venezia Giulia. Il quartiere generale è a Udine. La maggioranza dei membri di entrambe le organizzazioni è monarchica. […] Negli ultimi mesi rappresentanti del Movimento neofascista hanno chiesto l’appoggio del 3CVL per una nuova marcia su Roma […] Il controllo del 3CVL è affidato al Ministero della Guerra italiano per quanto riguarda le questioni militari e al Ministero dell’Interno per le questioni amministrative. […] Il colonnello Olivieri è al momento a Roma in trattative col colonnello Zitelli per il rifornimento di armi e di fondi da parte dei Ministeri della Guerra e dell’Interno. Inoltre, Olivieri sta facendo pressioni per una collaborazione più stretta tra i 3CVL e i carabinieri.

Visita di un rappresentante americano: Il signor Poletti (ex colonnello, ex capo dell’Amgot) è arrivato in Italia a giugno in missione speciale per conto del governo americano. Ha incontrato il signor Jacini a Roma e, dopo un attento esame dell’organizzazione dei movimenti italiani di estrema destra, ha promesso da parte del governo americano armi per il movimento e un supporto finanziario sia per le attività in Italia sia sul confine orientale (Udine). […] Poletti ha posto come condizione per l’assistenza americana che il movimento dell’estrema destra in tutta Italia sia collocato sotto un comando unificato.

Class.: segreto

Titolo: Navarra Viggiani

Data: 13 agosto 1947

Coll.: Acs/Sis, b.46, f. LP124/Formazione Navarra.

[…] Ha organizzato il gruppo politico clandestino che ha assunto il suo nome (Formazioni Navarra), costituito da ex ufficiali della Gnr, della Mvsn, dell’esercito e delle Brigate nere (150 in tutto) e da una massa di circa 5000 uomini in tutta Italia. Militano nella formazione fascisti non ravveduti. Ha cercato e ottenuto a suo tempo finanziamenti dagli industriali del nord. […] Vanta la protezione dei Cc del Sim. Ha creato un servizio informativo per notizie da ottenersi dalla P. S. Lavora per il colpo di stato, che dovrebbe elargire all’Italia una nuova dittatura, questa volta militare, col concorso dei Cc. Suoi rappresentanti partecipano alle sedute dell’associazione Arditi di Ambrosini. Questa associazione è il volto ufficiale del ricostituito Pfr. […]. Si occuperebbe tuttora attivamente dell’organizzazione di un Fronte anticomunista clandestino che, a quanto è dato sapere, si denomina Lupa (Lega unificatrice patriottica anticomunista) o Upa (Unione patriottica anticomunista), di cui si è a più riprese occupata la stampa. A tale movimento aderirebbero molti ex fascisti repubblicani, tra cui l’ex generale della milizia Ludovico Muratori e anche il generale Messe. Questi, anzi, ne sarebbe attualmente il capo, mentre il Navarrra avrebbe avuto in un primo tempo l’incarico di capo di SM, incarico dal quale sarebbe stato recentemente allontanato per incapacità o per scorrettezze amministrative. […] I rapporti tra l’Upa o Lupa e i Far sono piuttosto tesi. Le cause del dissidio tra le due organizzazioni, che pure hanno in comune l’indirizzo politico avverso al comunismo, andrebbero ricercate nella differenza dei metodi che le due organizzazioni clandestine intendono seguire per raggiungere il medesimo fine. Infatti, i Far sono per l’azione diretta, non rifuggono dalla violenza e fanno ricorso ad atti terroristici; mentre l’Upa o Lupa intenderebbe lottare contro il comunismo senza abbandonare i principi democratici, uscire dalla fase clandestina e lanciare nel paese un manifesto programmatico prendendo regolare posizione tra i vari partiti e movimenti politici.

Class.: segreto

Titolo: Comitato anticomunista di Torino

Data: 13 agosto 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 44, f. LP39/Movimento anticomunista.

Il Comitato anticomunista di Torino, a suo tempo segnalato, ad una sollecitazione del Fronte anticomunista per un incontro col capo, indicato con le parole “quel signore”, ha risposto con la lettera che si acclude in visione, timbrata “Apa Italia” (Associazione patriottica anticomunista Italia). Come fu riferito, il colonnello Montano confidò a suo tempo che il movimento mira ad un colpo di stato e che è incoraggiato e finanziato dall’Argentina. […].

Class.: segreto

Titolo: Il movimento di estrema destra italiano

Data: 13 agosto 1947

Coll.: Na/Uk, f. Kv 3/266, Attività fasciste e dell’estrema destra in Italia, 1946 – 1949.

Il maresciallo Messe ha assunto la direzione militare di tutto il movimento anticomunista nel nord Italia. […] Il movimento riceve diecimilioni di lire al mese dalla Confederazione degli industriali dell’Italia settentrionale.[…] Jacini mantiene costantemente informate le autorità americane sugli sviluppi del movimento anticomunista.

Class.: segreto

Titolo: Indiscrezioni sulla conferenza di Livorno

Data: 26 agosto 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 79, f. OP65/Situazione politica internazionale.

Secondo indiscrezioni di alcuni appartenenti ai servizi informativi stranieri, la conferenza che i generali americani hanno tenuto tempo fa a Livorno avrebbe avuto lo scopo di elaborare un piano di azione per i vari settori europei. L’affrettata chiusura della riunione non significò la fine dei lavori poiché quanto prima dovrebbe aver luogo un convegno, probabilmente a Francoforte, ed esso sarebbe più misterioso del precedente. L’episodio di Livorno sembra far parte di un vastissimo dissenso tra i generali statunitensi comandanti in Europa da una parte, ed i rappresentanti della politica estera americana dall’altra. Tanto i generali quanto il Dipartimento di Stato sarebbero d’accordo nella decisione di affermare con ogni mezzo la posizione dominante degli Stati Uniti nell’Europa centrale e meridionale. Ma, mentre gli ambienti militari sarebbero propensi a manifestazioni aperte ed ostentate di tali intenzioni, i diplomatici vorrebbero che l’intervento statunitense non diventasse troppo palese, per non provocare ulteriori reazioni russe. Si dice che soprattutto il generale Lee, comandante delle forze americane in Italia, sia del parere che bisogna affermare pubblicamente l’intenzione americana di organizzare una specie di presidio militare americano nel territorio europeo. Con tale dimostrazione egli spera di poter incoraggiare le forze antirusse, intimando nello stesso tempo un deciso hands off ai sovietici. […].

Class.: segreto

Titolo: Sviluppi della situazione in Grecia con probabile ripercussione in Italia

Data: 26 agosto 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 80, f. OP100/Grecia.

[…] La guerra civile in Grecia va assumendo proporzioni sempre più allarmanti e minaccia di provocare un nuovo conflitto armato tra le potenze che hanno interessi nel bacino mediterraneo. La rivolta è entrata in una nuova fase ed è caratterizzata da gruppi di guerriglieri comunisti, composti da 4 – 5 uomini, quasi tutti motorizzati, che hanno ormai estesa la loro azione in tutte le regioni del paese, compiendo continui attentati contro caserme, edifici pubblici, centrali elettriche, vie di comunicazione, ecc., paralizzando l’intera vita della nazione. Essi dispongono di abbondanti armi tedesche ed inglesi recuperate sui vari campi di battaglia o sottratte dai depositi delle forze armate regolari. Il grosso dei ribelli combatte a 170 km da Atene e 35 da Salonicco. Tali forze in questi ultimi giorni sono state abbondantemente rifornite di armi, munizioni e viveri da parte della Bulgaria e della Jugoslavia. L’addetto militare americano ad Atene ha inviato un cablogramma al comandante delle forze militari del Mediterraneo, generale Lee, attualmente a Roma, informandolo che il governo greco non è più in grado di fronteggiare la situazione. Il generale Lee si è messo subito in contatto con Washington prospettando la situazione e proponendo un immediato intervento armato americano. Alle ore 7.00 del 14 agosto sono partiti dall’aeroporto di Ciampino, diretti ad Atene, dove nella serata dello stesso giorno doveva aver luogo una riunione di diplomatici ed osservatori militari anglo – americani per esaminare la situazione greca. […] È opinione diffusa che il precipitare della situazione in Grecia potrebbe avere immediate ripercussioni su tutti gli Stati balcanici e mediterranei e coinvolgere anche il nostro paese in un eventuale conflitto armato anche perché gli Stati Uniti non dispongono attualmente di uomini e mezzi sufficienti per fronteggiare un eventuale intervento russo a fianco della Grecia. […].

Class.: segreto

Titolo: Attività neo – fascista

Data: 17 settembre 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 39, f. HP68/Partito fascista repubblicano.

Ieri sera alle ore 20.00 ha avuto luogo in casa dell’avv. Vittorio Ambrosini un convegno di tutti i capi delle formazioni militari neofasciste aderenti al Pfr. Su proposta di Ambrosini, è stato deciso di tenere un raduno di arditi a Napoli il 21 c. m. Da Napoli, dopo il raduno, dovrebbe avere inizio l’azione di piazza che avrebbe carattere anticomunista e antigovernativo. Verso la fine di agosto, una commissione capeggiata dal colonnello Medaglia d’Oro Amoroso (in servizio) si recò a Milano per incamerare denaro (circa 200 milioni) del gruppo industriali del nord. Il colonnello Amoroso non volle però assumersi la responsabilità del colpo di stato voluto dagli industriali e la consegna del denaro non ebbe luogo. In seguito, altri emissari di Ambrosini si recarono a Milano e incassarono la somma elargita, non si sa precisare in quale misura, “per il lago di sangue” voluto dagli industriali. In casa Ambrosini fu compilata una lista di coloro che dovrebbero comporre il nuovo governo. Tra questi, figura il colonnello Amoroso destinato al Tesoro. In questi giorni si sta provvedendo alla distribuzione di armi automatiche nuove e di munizionamento. In Umbria, si trovano come forza di riserva formazioni agli ordini di Ambrosini. Certo Di Franco andrà in questi giorni appunto in Umbria per impartire ai camerati le ultime disposizioni. Parteciperà al raduno di Napoli. L’avv. Ambrosini viene considerato negli ambienti neofascisti come la “testa matta” che, utile alla bisogna nell’attuale momento, sarà al momento opportuno allontanato dall’ambiente e liquidato. Lavorano attivamente per la detta azione: generale Navarra – Viggiani; generale Muratori; Venturi; […] il capitano Italo Nebulante; […] colonnello Festi; colonnello Buttazzoni; […].

Class.: segreto

Titolo: Appunti

Data: 18 settembre 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 80, f. OP104/Fronte anticomunista europeo.

Tempo addietro nella Capitale doveva essere costituito il “Fronte o Lega dei popoli oppressi” a carattere anticomunista. Il Fronte avrebbe dovuto essere finanziato da elementi anglo – americani ma, essendo venuti a mancare questi finanziamenti, per ragioni non conosciute, il movimento non riuscì a prendere vita. Ora, per iniziativa degli stessi elementi, sarebbe stato costituito il “Fronte anticomunista europeo” con sede in Spagna e con diramazioni in tutte le nazioni europee nella zona d’influenza anglo – americana. Il fronte avrebbe assorbito il movimento che aveva tentato di costituirsi nella Capitale e del quale facevano parte ex fascisti epurati, amnistiati, scontenti, ex appartenenti alle Brigate nere, elementi delle forze armate, comunque eliminati dai ruoli e dai quadri e numerosi elementi della Marina e dell’Aviazione. […] Un comitato provinciale sarebbe stato costituito anche a Novara, ove è stata notata ripetutamente tempo addietro la presenza del capitano della polizia alleata Bolter, già a Novara durante l’amministrazione dell’Amgot. […]. L’organizzazione militare e la formazione dei quadri si effettuerebbe attraverso le sezione dell’Upa (Unione patriottica anticomunista), che si propone di raccogliere le adesioni dei partigiani militanti in formazioni non garibaldine, già operanti nella zona o comunque orientati verso partiti non estremisti. […].

Class.: segreto

Titolo: Giuseppe Cambareri

Data: 19 settembre 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 46, f. LP155/Fronte internazionale antibolscevico.

In data odierna, il dott. Giuseppe Cambareri, capo dei “Rosacrociati” d’America, è stato nominato, per unanime proposta del direttorio nazionale, capo della sezione italiana del Fronte Antibolscevico. Egli ha comunicato che la lista del futuro governo, che vi abbiamo trasmesso in copia, è stata accolta con compiacimento dalle alte autorità americane che si interessano della situazione italiana.

Class.: segreto

Titolo: Eventuale conflitto contro la Russia

Data: 24 settembre 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 79, f. OP42/Russia, Inghilterra e America.

Informazioni di fonte militare degna di fede, segnalano che in caso di conflitto armato tra l’America e la Russia, il teatro di guerra si presenterebbe nel seguente modo: la Turchia, la Grecia e parte della Germania sarebbe efficacemente provviste di truppe e materiale bellico anglo – americani, nonché di viveri e vestiario, e marcerebbero contro la Russia; la Francia e l’Italia, invece, pur rimanendo in un primo tempo neutrali, dopo due o tre mesi metterebbero in piede di guerra rispettivamente dai 5 ai 6 milioni di uomini […], pure armati ed equipaggiati dall’America durante il periodo della neutralità; l’America sta già concentrando e rifornendo di armi varie, munizioni, viveri e vestiario i centri di rifornimento che ha creato nelle basi di Malta, Gibilterra, Tunisi ed in altre località delle coste africane. Si vuole che anche lungo la costa atlantica del Portogallo si stiano allestendo basi di rifornimento; la Turchia, invece, è stata già rifornita di tutto l’occorrente bellico e, pertanto, sarebbe in grado con le sue forze di fronteggiare qualsiasi minaccia nemica, limitatamente però ad un periodo di 4 mesi; la Grecia sta attualmente ricevendo rifornimenti bellici; rilevante concentramento di armi e mezzi è invece pronto nel territorio tedesco occupato dagli Alleati. Quasi due milioni di ucraini ed altrettanti di tedeschi potrebbero essere pronti contro la Russia. Gli ucraini che vivono nei campi di concentramento in Germania ascendono a quasi 7 milioni fra uomini, donne, bambini. Sia i primi che i secondi aspettano con impazienza il giorno in cui potranno attaccare la Russia. Italia: la forza che attualmente è dislocata nel settentrione, e particolarmente lungo la linea di demarcazione, è composta di 5 divisioni, oltre i 3 battaglioni della Gdf e dei due dei Cc. Ogni divisione conta 25.000 uomini, compresi i servizi. Detta truppa è armata con mezzi moderni ed in completo assetto di guerra. Lungo il confine assegnato, fervono in profondità e su tre linee di resistenza, lavori pesanti di fortificazione, sotto la sorveglianza di ufficiali italiani ed ingegneri, assistiti da elementi americani. Uno Stato Maggiore (che non è quello attualmente in servizio, ma segretamente composto dai nostri migliori generali, attualmente non in servizio e che al momento opportuno ne assumerebbe il comando) sta effettivamente elaborando assieme ad altri ufficiali americani un piano difensivo ed offensivo da attuarsi in caso di guerra contro il territorio dei Balcani. A capo di detti studi è S. E. Badoglio, il quale, pur dichiarandosi pronto per tutto quanto rappresenti il bene della patria, ha deciso di non partecipare alla guerra attiva. Nel resto del continente sono attualmente presenti nelle caserme 120.000 militari, oltre alle forze della Finanza, dei carabinieri, della polizia. In caso di conflitto, mentre l’Adriatico e il Mediterraneo sarebbero dominati dalla marina anglo – americana, la Sicilia diverrebbe un centro aeronavale di grande importanza. Frattanto, affluirebbero in Italia truppe alleate. Da studi militari, si ritiene che, qualora dovessero ritardare gli aiuti americani ed il nemico dovesse avere un eventuale successo, potrebbe solo avanzare fino a raggiungere la linea che dal mare va a Treviso fino a Trento. […] È convinzione di alte personalità militari che la Russia non sarebbe in possesso della bomba atomica.

Class.: segreto

Titolo: Gli ultimi rapporti del generale Lee al Dipartimento di Stato di Washington

Data: 2 ottobre 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 80, f. OP76/Italia e Stati Uniti.

Da ambienti bene informati della Capitale si apprende che il generale Lee, comandante delle forze americane nel Mediterraneo, ha in questo ultimo periodo inviato molti rapporti sulla situazione interna italiana al Dipartimento di Stato di Washington. Molto significativa è la notizia del profondo contrasto esistente già da vari mesi fra il gen. Lee e l’ambasciatore Dunn, per il diverso modo di valutare la situazione interna italiana.

Maggiori aiuti economici, differente formazione governativa nei rapporti dello schieramento politico alla Costituente, potenziamento della ricostruzione italiana, maggiore autonomia interna con il ritiro delle forze militari anglo – americane per la fine del 1947: questa la tesi dell’ambasciatore Dunn.

Aiuti economici all’Italia, continuazione dell’occupazione militare anche dopo la ratifica, considerazioni della situazione interna alla stregua di quella greca, armamento dell’esercito italiano, sostituzione delle truppe inglesi con effettivi americani come in Grecia: questa la tesi del generale Lee.

È interessante conoscere come questo contrasto abbia avuto il suo svolgimento negli ultimi mesi.

Il generale Lee, dopo aver inviato rapporti sulla organizzazione para – militare comunista italiana, con l’aiuto di determinate agenzie di informazioni disseminate lungo la penisola, ha maggiormente potenziato l’esercito di occupazione americano. Il quadro effettivo dello schieramento militare nelle direttive del Comando del Mediterraneo, è composto attualmente di 5 divisioni con armamento di linea, di 2 divisioni di truppe di aviazione da combattimento e di una formidabile base aeronavale con depositi generali per l’invio di rifornimenti militari in Grecia. Il porto di Livorno è stato adibito a quartier generale delle forze alleate e a deposito delle forze stesse. L’ambasciatore Dunn ha contrastato esplicitamente queste direttive. […] Il signor Dunn ha iniziato una grande campagna propagandistica con l’aiuto dell’ambasciatore italiano a Washington, Tarchiani, chiedendo un maggior soccorso economico all’Italia e l’appoggio di un’effettiva democrazia interna. A tutto ciò non è stata estranea, sia nei rapporti con l’estero sia nella formazione politica italiana, la missione dell’On. Lombardo. […].

Class.: segreto

Titolo: Questionario consegnato da parte del servizio segreto degli Stati Uniti d’America a persona di fiducia degli stessi, completato con le risposte che ai richiedenti potrebbero essere fornite

Data: 17 ottobre 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 44, f. LP39/Movimento anticomunista.

A noi interessa la seguente zona: tutta l’Italia a nord di una linea che da Fano si estende ad ovest di Firenze e di Livorno, sul mar Ligure.

Prima domanda: Qual è la forza conosciuta di tutti gli elementi militanti contro il comunismo?

Risposta: Gli elementi che potrebbero opporsi in combattimento armato contro il comunismo armato provengono quasi totalmente dai quadri degli ufficiali dell’esercito regolare devoti alla monarchia, nonché da elementi fascisti che non si siano piegati al comunismo. La valutazione di costoro non è possibile, in quanto essi non sono stati ordinati da un ente gerarchico superiore, com’è avvenuto per i comunisti, e pertanto sono suddivisi in gruppi sparsi la cui entità non è calcolabile. Lo spirito combattivo e l’ardimento di costoro è eccellente, trattandosi di elementi che agirebbero non per arrivismo, ma per amor di patria.

Seconda domanda: Come si è a conoscenza di queste forze? Dare brevissima descrizione delle prove.

Risposta: La considerazione, di cui alla prima domanda, deriva dall’esame dei vari procedimenti giudiziari condotti a carico dei gruppi neofascisti, nonché dalla constatazione della qualità di quei gruppi anticomunisti organizzati, presso i quali si è avuta possibilità di penetrare direttamente.

Terza domanda: Chi sono i capi dell’attività?

Risposta: I capi dell’attività risultano quasi sempre alti ufficiali dell’esercito, di convinzione monarchica.

Quarta domanda: Dare un breve curriculum vitae di ognuno, con descrizione del ruolo da essi sostenuto attualmente.

Risposta: Poiché non è stato ancora un lavoro specifico d’indagine nelle varie provincie in tale materia, non è possibile né fare nomi, né dare il c.v.

Quinta domanda: In quale misura vengono dati aiuti agli individui indicati alla quarta domanda?

Risposta: Agli elementi di cui alla quarta domanda, vengono dati aiuti assolutamente irrisori e trascurabili, dimostrandosi la classe abbiente avara per qualunque erogazione. Sembra peraltro che in quel di Milano siano stati forniti a costoro sufficienti aiuti. La notizia peraltro non è stata controllata.

Sesta domanda: Quale organizzazione politica rappresentano?

Risposta: Non rappresentano alcuna organizzazione politica, ma solamente sono espressioni del convincimento generale, tuttora profondo in elementi educati da anni all’amor di patria, che il comunismo rappresenti uno stato regressivo di disordine nazionale, da cui bisogna preservare il paese. Si tratta insomma di gruppi unicamente difensivi contro il comunismo. Solo una frazione minima rappresenta la derivazione fascista.

Settima domanda: Quali fondi sono disponibili ora o lo saranno nel futuro?

Risposta: Per il momento nessun fondo di entità idonea allo scopo. Probabilmente, in caso di pericolo prossimo, la classe abbiente provvederà a qualche soccorso economico.

Ottava domanda: Esiste una organizzazione militare di destra?

Risposta: Non esiste una organizzazione militare di destra, ma gruppi sparsi di elementi provenienti dalle file militari che potrebbero raggrupparsi e formare un’organizzazione militare di destra. […].

Class.: segreto

Titolo: Taranto

Data: 26 ottobre 1947

Coll.: Acs/Sis, b. 56, f. MP44/Attività fascista nel Lazio.

Secondo notizie molto attendibili risulta che speciali agenti del servizio americano stanno appoggiando con larghi mezzi finanziari un movimento politico a sfondo monarchico in provincia di Taranto, Brindisi, Potenza e Matera. Il movimento ha una giunta militare segreta che dispone di quadri regolari e di armi fornite dagli americani. Gli americani finanziano il movimento in questa zona perché ha grandi attinenze con eventuali operazioni militari che sarebbero necessarie in caso di un nuovo conflitto. […].

Class.: segreto

Titolo: Panorama della destra italiana

Data: 13 settembre 1951

Coll.: Na/Uk, f. Kv 3/267, Attività fasciste e dell’estrema destra in Italia (1951 -1952).

[…] L’organizzazione della forza paramilitare clandestina dell’Msi ha preso corpo alla fine del 1947, grazie al generale Muratori, ex generale della Mvsn (Milizia volontaria della sicurezza nazionale). L’attuale comandante dell’organizzazione paramilitare dell’Msi è Gualasco, ex maggiore dell’esercito italiano. Il nucleo dell’organizzazione paramilitare dell’Msi è composto da ex ufficiali delle Brigate nere della Rsi, responsabili dell’organizzazione per regioni. I reclutamenti sono fatti tra: a) ex membri delle Brigate nere; b) tra i ranghi della polizia. Tra questi molti sono convinti che la Pubblica sicurezza verrebbe meno in caso di guerra con la Russia, anche perché l’insurrezione interna dei comunisti darebbe via allo scoppio delle ostilità. Poco si sa di questa organizzazione anche se sono efficienti e posseggono una notevole forza. Le principali fonti degli armamenti sono: a) depositi segreti di armi della Rsi e delle forze tedesche in Italia; b) Rifornimenti clandestini di armi fatti dalla polizia. Nel caso dello scoppio delle ostilità con la Russia, per l’Msi sarebbe impossibile mantenere le posizioni nell’Italia settentrionale. […] L’attuale piano prevede un ritiro immediato dall’Italia del nord per attestarsi sulla linea Gotica. […]

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a L’Italia in nero (IV)

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