Giuseppe Di Bartolomeo, Storia di Partinico, 1805

Riportiamo, qui di seguito, la prima storia organica di Partinico, scritta dal notaio Giuseppe Maria Di Bartolomeo, che fu uno dei più grandi letterati del ‘700 nel nostro Paese. Il testo manoscritto è stato rintracciato grazie all’opera intelligente e costante dell’arciprete mons. Geraci. Contemporanea a quest’opera è anche quella del marchese di Villabianca che scrisse una “Storia della Sala di Partinico” (1803), rintracciata dal sottoscritto presso la Biblioteca comunale di Palermo. Quest’ultimo lavoro è stato utilizzato da chi scrive per la sua, ormai introvabile opera: “Uomini e terra a Partinico” (Palermo, Vittorietti, 1981). A differenza del Villabianca, tuttavia, il nostro notaio dimostra una attenzione per gli aspetti materiali e monumentali che ci aiuta molto a definire con buona approssimazione il quadro economico e produttivo del territorio nel secolo XVIII.

Utile sarebbe anche la consultazione del libro di Stefano Marino “Partinico e i suoi dintorni” pubblicato a Palermo dalla tipografia Clamis e Roberti nel 1855.

Per leggere il testo del Di Bartolomeo, cliccare alla voce qui sotto riportata (G.C.).

Madonna con Bambino

Madonna con Bambino

Giuseppe Di Bartolomeo, Storia di Partinico, 1805

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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2 risposte a Giuseppe Di Bartolomeo, Storia di Partinico, 1805

  1. giovanna cossentino ha detto:

    Gentile Professore Casarrubea la ringrazio per la pubblicazione sul sito del documento del Di Bartolomeo.
    Ho saputo solo per caso dell’avvenuta pubblicazione del documento da parte dell’Assessorato beni Culturali ed Ambientali, non è pervenuta alla biblioteca comunale nessuna notizia di ciò, ne tantomeno copia del libro. Forse qualcuno dimentica che la pubblicazione di testi, ed in particolar modo quelli che riguiardano la storia, ha importanza nella misura in cui se ne assicura la conoscenza e la circolazione, soprattutto nelle istituzioni pubbliche nate a questo scopo. Se la stampa di un documento non risponde a questi criteri mi suggerisce lei a quali altri risponde?

  2. casarrubea ha detto:

    E’ proprio per la ragione che Lei ha esposto che mi sono deciso a dare in visione un testo prezioso che il comune da anni tiene chiuso nel cassetto dopo averlo stampato. Uno spreco imperdonabile. Da parte mia ho cercato di fare cosa utile. Come potrà notare è un’opera di grande interesse per la nostra identità di partinicesi e per la nostra storia economica e sociale.

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