L’autopsia sul cadavere di Mussolini

Quello che segue è un documento quasi sconosciuto. Qui lo pubblichiamo in quanto se ne potrebbero evincere elementi utili a verificare la versione ufficiale sulla uccisione dell’ex duce. Naturalmente la quantità dei dati che si aggiungono post mortem a quelli che avrebbero dovuto essere consegnati alla memoria dei posteri, come dati di chiarezza su quanto era realmente accaduto, è tale da rendere assai ardua tale indagine comparativa. Ma proprio per questa ragione non si capiscono i motivi della eccessiva sovraesposizione di quel cadavere a piazzale Loreto. In sostanza se Mussolini era stato ucciso che bisogno c’era di esporre quel corpo a ulteriori atti di violenza? Non è forse proponibile l’ipotesi che qualcuno volle nascondere ciò che realmente era accaduto mediante una infinità di ulteriori atti vandalici che andavano a rendere il quadro della verità raccontata ancora più fosco e intrigato? E la Petacci non poteva essere stata eliminata in quanto testimone di ciò che avrebbe potuto successivamente raccontare se fosse stata lasciata in vita?

A noi pare che proprio la sua morte induca a fare ritenere che l’operazione piazzale Loreto fosse l’approdo finale di un depistaggio sulle cause che avevano spinto all’uccisione di Mussolini. Tanto più, come abbiamo dimostrato in altri documenti presenti in questo blog, che gli Usa volevano vivo il prigioniero e avevano dato disposizioni categoriche in merito.

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Risultati dell’autopsia

sul corpo di Benito Mussolini

Istituto di Medicina legale e delle Assicurazioni della Regia Università di Milano

Copia del verbale di necroscopia n° 7241 eseguita il 30 aprile 1945 sul cadavere di Benito Mussolini, deceduto il 28 aprile 1945.

La salma è preparata sul tavolo anatomico priva di indumenti. Pesa kg. 72. La statura non può misurarsi che per approssimazione in m.l. 1,66, data la cospicua trasformazione traumatica del capo. Il volto è sfigurato da complesse lesioni d’arma da fuoco e contusive che rendono pressocché irriconoscibili i tratti fisionomici. Non si effettuano rilievi antropometrici del capo perché deforme da comminuta frattura dello scheletro cranio facciale.

Rigidità cadaverica risolta alla mandibola. Persistente agli arti. Colorazione verde putrefattiva assente.

Ispezione esterna

Capo: deforme per sfacelo scheletrico completo, con profonda depressione dell’intera regione parieto-occipitale di sinistra e schiacciamento della regione orbitale dello stesso lato, ove il globo oculare appare afflociato e lacerato con fuoriuscita completa dell’umore vitreo; il cellulare adiposo dell’orbita, vastamente scoperto da un’ampia lacerazione, non è infiltrato di sangue. In regione frontale mediana ed in sede parieto-frontale sinistra, due vaste soluzioni di continuo lineari del cuoio capelluto, a margini laceri, dell’ampiezza di circa 6 cm. Ciascuna, discoprenti la teca cranica.

In regione occipitale, a destra della linea mediana, due fori ravvicinati a margini estroflessi, irregolari, del diametro massimo di circa due cm. Sui quali affiora sostanza cerebrale spappolata senza aspetto di infiltrazione ematica.

Alla nuca, poco distante dalla destra della linea mediana, ampio foro lacero del diametro di quasi tre centimetri, con margini estroflessi non infiltrati di sangue.

In regione temporale destra, due fori ravvicinati, tondeggianti, a margini finemente laceri non infiltrati di sangue.

In regione temporale sinistra ampio forame lacero con margini estroflessi ed affioramento di sostanza cerebrale spappolata.

Vasto foro d’uscita alla conca del padiglione auricolare di sinistra: anche queste due ultime lesioni hanno tipico aspetto di lesioni post-mortali.

Alla radice del naso piccolo foro lacero con frammenti ossei comminuti estroflessi, infiltrati modicamente di sangue.

Alla guancia destra un gruppo di tre fori seguiti da un tramite diretto in profondità verso l’indietro, con lieve obliquità verso l’indietro, con lieve obliquità verso l’alto, con margini imbutiformi, verso l’interno, non infiltrati di sangue.

Frattura comminuta del mascellare superiore con vaste lacerazioni delle parti molli e scheletriche della volta palatina avente carattere di lesione post-mortale.

Alla palpazione è apprezzabile la frattura comminuta della mandibola. Nel restante ambito dei tegumenti del capo si notano numerose aree variamente distribuite di escoriazioni e piccole lacerazioni lineari dermo-epidermiche, tutte con aspetto di lesioni post-mortali.

Collo: in regione sovraioidea, a destra della linea mediana, foro d’entrata con ampio e netto alone escoriativo emorragico: tre centimetri al disotto sulla parasternale destra altra lesione del tutto simile. All’emitorace sinistro anteriormente nella metà superiore, un gruppo di quattro fori ravvicinati con alone escoriativo emorragico; compresi fra la linea emiclaveale e la ascellar4e anteriore. All’emitorace di sinistra, posteriormente, nella metà superiore, un gruppo di quattro piccoli fori di uscita compresi nell’area fra la linea mediana e la marginale della scatola, con margini infiltrati di sangue.

Sempre al dorso, in regione sovra-spinosa destra, due fori d’uscita con infiltrazione emorragica dei margini.

Alla base dell’emitorace destro, posteriormente, un foro d’uscita con aspetto di lesione post-mortale.

Al fianco destro, poco al di sopra di un livello corrispondente alla spina iliaca superiore, un foro d’entrata con ampio alone escoriativo emorragico, cui fa seguito un tramite sottocutaneo sboccante nel foro d’uscita al livello della regione glutea di destra, nel quadrante antero-superiore.

Poco al di sotto e all’esterno della spina iliaca anteriore superiore di destra, un foro d’entrata con margini privi di infiltrazione emorragica cui fa seguito un tramite diretto verso l’alto e verso sinistra con obliquità verso l’indietro.

Nel quadrante addominale superiore di sinistra, una breve soluzione di continuo linearea netti dell’ampiezza di circa un centimetro, senza infiltrazione emorragica, approfondentesi pochi millimetri nel cellulare sottocutaneo.

All’avambraccio destro, sul margine ulnare, due fori ravvicinati: uno più esterno di entrata con netto alone escoriativo emorragico, ed altro, più interno e distale, con tipico aspetto di foro di uscita e di lesione prodotta in vita.

Ferita lacero, post-mortale del polpastrello del pollice destro. Sulla faccia anteriore della coscia destra, tre antiche cicatrici lineari, parallele, dirette quasi verticalmente, aderenti ai piani profondi: una più mediale, ha la lunghezza di circa sei centimetri e le due più esterne di circa quindici centimetri.

Un’altra antica cicatrice a decorso verticale, lineare, esiste sulla coscia anteriore della gamba destra, estesa per circa quindici centimetri dal terzo medio alla regione del collo del piede, aderente al piano osseo tibiale.

Null’altro è giudicato degno di rilievo nell’esame esterno del cadavere.

Sezione

Capo: allo scollamento del cuoio capelluto non si osserva sulla faccia profonda infiltrazione emorragica al livello delle diverse lesioni.

La teca cranica è comminutamente fratturata con delimitazione di numerosi frammenti mobili rimossi per i quali si accede direttamente alla cavità endocranica: Normale è lo spessore della calotta ossea. La pachimeninge appare afflociata con ampie lacerazioni nella metà anteriore: nessuna traccia di versamento emoraggico epi od ipo-durale.

La rimozione dell’encefalo non può compiersi in toto perché cervelletto, ponte, mesencefalo ed una parte inferiore dei lobi cerebrali appaiono spappolati, senza traccia per altro di infiltrazione emorragica. Intera è solo la maggior parte delle convessità emisferiche, il corpo calloso e parte del basiencefalo: le arterie della base encefalica sono solo in parte individuabili tra i frammenti mobili di frattura comminuta dell’intero basincranio ed in parte ancora connesse alla massa encefalica: i tronchi così individuati (tra i quali le arterie cerebrali anteriori) appaiono con pareti sane.

La aracnoide non presenta ispessimenti patologici; modica congestione tra i solchi cerebrali: il distacco della lettomeninge dalla superficie corticale è agevole e completa a livello delle circonvoluzioni frontali.

La parte di encefalo così recuperata viene posta in liquido fissativo per eventuali ulteriori microscopica.

Il massiccio scheletrico basicranico è sfracellato con affioramento delle cavità sinusali dello sfenoide e dell’etmoide.

Torace: alla dissezione delle parti molli anteriori si osserva infiltrazione emorragica estesa a livello della lesione descritta nella metà antero superiore.

I cavi pleurici sono beanti ed assolutamente privi di aderenze: cospicuo versamento emorragico con grossi coaguli cruorosi nel cavo di sinistra. Nel cellulare adiposo del mediastino antero superiore non sono apprezzabili residui di ghiandola finica.

Area cardiaca di normale ampiezza.

Pericardio: illeso, mucosa sana. Cuore: di volume normale. Abbondante grasso subepicardico. Apparati valvolari integri e sani. Normale lo spessore delle pareti atrioventricolari. Miocardio: sano. Arterie coronarie, pervie, sane. Aorta: l’intima è disseminata, nel tratto iniziale, da numerose placche lipoidosiche acuminate. Normale lo spessore e l’elasticità delle pareti.

Polmone sinistro: il lobo superiore è attraversato da due tramiti con estesa infiltrazione emorragica periferica, diretti dall’esterno alla regione dell’ilo che è vastamente infiltrata di sangue e parzialmente dilacerata. Nel lobo inferiore qualche circoscritta zona di infiltrazione ematica a distribuzione globulare come da aspirazione. Sano il restante tessuto.

Polmone destro: di volume e d’aspetto normale sia in superficie che al taglio. Nulla alla trachea e ai bronchi.

Estratti il cuore e i polmoni osservasi cospicua infiltrazione emorragica del mediastino posteriore: l’aorta toracica nella sua prima porzione presenta due lacerazionigrossolanamente stellari (che discontinuano ampiamente le pareti), situate contrappostamene sulle facce esterne del vaso.

Infiltrazione emorragica estrapleurica a livello di entrambe le cupole apicali della gabbia toracica.

Addome: nessuna traccia di infiltrazione emorragica alla dissezione delle pareti. Viscere in situ. Cavo libero. Sierosa sana. All’ispezione osservasi l’esistenza di una piccola briglia aderenziale fra la regione del bulbo duodenale ed il colletto della cistifellea. Pervio il foro di Winlow.

Milza: di volume e di aspetto normale sia in superficie che al taglio.

Stomaco: ampio, cavità contenenti poco liquido torbido bilioso. Pareti mucose spianate con disegno aureolare poco evidente: non vi si osservano soluzioni di continuo. Mucosa piloro-duodenale: integra, sana.

Nulla degno di nota all’intestino tenute ed al colon le cui pareti mucose hanno aspetto del tutto normale.

Il cieco presenta una lacerazione di tipo post-mortale della parete posteriore lungo un tramite di proiettile penetrante in regione lombare destra.

Fegato: di volume e di aspetto normale sia in superficie che al taglio. Vie biliari: pervie, sane.

Reni: di volume normale, ben scapsulabili; superficie corticale liscia; sostanze d’aspetto sane.

Surreni: indenni.

Vie urinarie e genitali: non offrono reperti degni di rilievi.

N.B.: L’enecefalo, asportato nelle parti residue, è stato fissato in liquido formolico per successivo esame anatomico ed istopatologico. Un frammento di corteccia è stato concesso su richiesta dell’Ufficio di Sanità del Comando della V Armata (Calvin S.Drayer) al Dr. WinfredH Overholser dell’Ospedale Psichiatrico di S. Elisabetta a Washington.

Il Medico Settore

F,to Mario Cattabeni


[1] Cfr. Nara, E. 108 A, b. 268, f. jzx-6620, office of origin: X-2 Roma, field HQ, file n.° jzx-6632, source, Istituto di Medicina legale dell’Università di Milano, periodo di riferimento: 30 aprile 1945, data 18 marzo 1946, made by See Source, secret.

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Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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5 risposte a L’autopsia sul cadavere di Mussolini

  1. william ha detto:

    Yo no ablo italiano, pero estoy encantado com la documentación Y el filme documentário sobre la Autopsia de Mussolini. El documento y la musica en la apresentación, es una obra de arte para mí, que tengo aprecio por documentales llenos de verdades. Las imagenes en la apresentación, las fotos fantásticas, el personage de la história del siglo XX sólo podrian ser ocasionadas por un artísta y gran cinegrafista.Muchas gracias por esta aprentación histórica,: William.

  2. otello fornasari ha detto:

    Nulla di nuovo da già quanto scritto dal compianto giornalista e senatore del MSI, membro della commissione antimafia e sulla Loggia P2 Giorgio Pisanò.Mussolini fu liquidato, dopo essere stato massacrato di botte, con una raffica di mitra e appeso moribondo alla porta d’ingresso del porcile della famiglia che lo ospitava, prigioniero dei partigiani.La causa scatenante fu lo stupro di Claretta Petacci da parte dei partigiani; a sua difesa intervenne Mussolini, ma tutto fu vano. In verità fu impedito al dottor Cattabeni di eseguire l’autopsia della povera Petacci,perché si voleva impedire alla vulgata partigiana del dopo guerra, far conoscere agli italioti la vera e miserabile fine che i partigiani fecero fare alla Petacci e a Mussolini. Circa la versione ufficiale del PCI che fu Walter Audisio (colonnello Valerio) il fucilatore di Mussolini, fu dichiarata falsa da Sandro Pertini, che lo rilevò al regista Carlo Lizzani, che girò un film di becera propaganda e mistificatore sulla fine di Mussolini in salsa partigiana e faziosa.Ricordo che la Petacci quando fu appesa a piazzale Loreto era priva delle mutandine.

    • casarrubea ha detto:

      Non sono abituato a sparare sentenze, e non ritengo che nascondere la verità delle cose da parte di chicchessia aiuti a meglio conoscere quella verità di cui gli italiani hanno bisogno. Ho riportato soltanto un documento, che a volere essere letto bene, al di sopra di ogni spirito di parte, la dice lunga su come siano potute andare le cose e su chi poteva avere interesse a liminarlo in quel modo.

    • Piero M. ha detto:

      Esistono circa 17 versioni sulla morte di Mussolini. Ciascuno, a seconda delle proprie idee politiche sceglie quella che più gli aggrada. Sul piano critico, anche confrontando documentazioni di servizi stranieri nel frattempo desecretati, la versione “ufficiale” è quella che più si avvicina alla realtà. Restano ancora misteriosi gli autori della fucilazione, probabilmente “coperti” per ragioni di natura politica.

      • Andrea ha detto:

        … tranquilli crediamo pure alla versione ufficiale del PCI e mettiamo pure la bustina con la richiesta dei regalini sotto il caminetto che di sicuro passa Babbo Natale …!
        Guai ad uscire dal binario delle tante menzogne ed omissioni e false ricostruzioni ancor oggi celebrate e fatte passare per l’unica grande verità assoluta … altrimenti sei tacciato da Revisonista oppure ancor peggio da Fascista …
        chiedete al dottor Pansa, noto squadrista, quando ha voluto render note, con i suoi libri, le verità delle vicende accadute post fine 2 G.M.

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