Editoriale di Santo Della Volpe sul fascista Giuliano

Ringraziamo Santo Della Volpe per avere visitato il nostro Archivio in occasione del 60° di Portella e di avere contribuito con il suo articolo alla conoscenza della verità storica sulla prima strage di Stato del nostro Paese, dando una lettura corretta della figura del bandito Giuliano.

EDITORIALE
(quotidiano art. 21 ‘Liberi di…’)

Il fascista Giuliano: bandito e golpista

di Santo Della Volpe

Salvatore Giuliano con la madre il giorno del suo onomastico (1949)

Salvatore Giuliano con la madre il giorno del suo onomastico (1949)

A sessant’anni da Portella della Ginestra, da quella strage di 12 morti e 50 feriti tra donne,uomini e bambini, non è mai stata scoperta la verità su esecutori veri e sui mandanti. Fu la prima delle stragi piene di misteri, la prima dalle trame oscure e dai contorni politici, scritti con morti, esecuzioni e misteriosi avvelenamenti in carcere.
Quel 1° maggio del 1947 fu la fine delle speranze di una nuova era dove tutto potesse accadere alla luce del sole e l’inizio di quel lungo periodo che portò alla strategia della tensione ed alle stragi fasciste, da Piazza Fontana in poi.
Ora dopo 60 anni dagli archivi dei servizi segreti inglesi dell’M15 ed americani, cominciano ad emergere i documenti desecretati ed il puzzle di Portella della Ginestra comincia lentamente a ricomporsi, partendo dal momento dello sbarco degli americani in Sicilia, dal luglio del 1943. Perché dopo la Repubblica di Salò si formarono gruppi di commandos e terroristi fascisti che avevano l’incarico di colpire al Sud, dietro al linee alleate. Qui la prima sorpresa: Salvatore Giuliano ed i suoi uomini ne facevano parte. Altro che Robin Hood siciliano!!

Giuliano, emerge dalle carte, scoperte nel novembre 2006 negli archivi inglesi, come un uomo della X Mas del principe Junio Valerio Borghese, maestro nell’organizzare i fascisti sbandati. Giuliano è segnalato come incursore di marina italiano, poi come paracadutista e come tale identificato anche quando, insieme ad altri fascisti della X Mas viene mandato in Sicilia. Una squadra di persone tutte siciliane, compreso Gaspare Pisciotta, segnalato come Maresciallo. (Forse dei Carabinieri?).Il gruppo di Giuliano è in realtà uno squadrone della morte agli ordini dei Fasci di Azione rivoluzionaria (Far) di Pino Romualdi, delle Squadra Armate Mussolini (Sam) e della decima Mas di Borghese. I documenti del controspionaggio Usa (ritrovati negli Archivi Nazionali di College Park,nel Maryland) rivelano che contatti tra gli emissari di Salò e Giuliano dall’estate del 1944, quando un commando nazifascista inizia ad operare sulle montagne tra Partitico e Montelepre per addestrare militarmente gli uomini della banda.
Ma il colpo di scena avviene a cavallo della fine della guerra :questa volta Giuliano non è più pagato per organizzare improbabile attentati contro gli alleati, ma, al contrario , per aiutare gli americani e la Cia, di allora. Si comincia con le alleanze con la mafia ed i latifondisti agrari contro le prime forme di occupazione delle terre. Poi i rapporti con il controspionaggio americano diventa più “politico”. I neofascisti organizzati dovrebbero creare il casus belli di una insurrezione armata della sinistra, in modo da legittimare un golpe dei Carabinieri contro i comunisti di Togliatti ed i socialisti di Nenni. La strage di Portella della Ginestra, appunto.
La tesi è degli studiosi Giuseppe Casarrubea e Mario J.Cereghino che a Partitico, presso Palermo, hanno organizzato un archivio storico su Portella della Ginestra.“ Il quadro che affiora dai documenti che abbiamo trovato è a dir poco sconcertante”, dicono:”c’è un rapporto dei Servizi Segreti Italiani del 1947 (il SiS) che parla chiaro: sono il Comando militare americano e l’intelligence statunitense a dare il via all’operazione golpista tra l’ottobre ed il novembre ’46.
Gli americani temono che comunisti e socialisti possano vincere le prime elezioni politiche dopo la caduta del fascismo. Non a caso in quel periodo nasce l’Unione patriottica anticomunista (UPA), una organizzazione clandestina capeggiata da generali e colonnelli dei carabinieri( Messe, Pieche, Laderchi) e manovrata occultamente da James Angleton,la superpia americana in Italia dallo sbarco in Sicilia in poi”. E’ quello stesso personaggio riscoperto ora dal cinema americano e che vedremo interpretato da Matt Damon nel film di Robert De Niro “L’Ombra del Potere”.

Nelle carte dell’M15 inglese gli 007 londinesi segnalano con preoccupazione i contatti tra agenti americani, eversione fascista e personalità dello stato italiano. Nei rapporti,trovati ora al National Archives di Kew Gardens,in Gran Bretagna,si fanno espliciti riferimenti all’”incidente” ed al “lago di sangue” che daranno il via al golpe militare. Dai documenti emergono anche i finanziamenti di queste formazioni , elargiti clandestinamente dalla Banca Nazionale dell’Agricoltura e dalla grande industria italiana.
Gli uomini di Giuliano ,si legge nei documenti, erano pagati tantissimo,6000 lire al mese dell’epoca, pari a più di 20mila euro attuali, erano armati e ben riforniti. Usavano anche bombe particolari, le prime a frammentazione, una delle quali sarebbe stata usata proprio a Portella della Ginestra, come ricordano molti dei testimoni feriti da schegge non riconducibili a bombe a mano e neanche a proiettili.
La banda Giuliano incominciò subito dopo la guerra la sua attività: colpire camere del lavoro, uccidere sindacalisti (ne furono assassinati 35 sino al 1950),seminare l’idea di essere portatore di una idea di libertà dai comunisti, dall’Italia e dallo Stato, visto sempre come lontano e nemico, sino al punto da organizzare ,nell’immediato dopoguerra,una sorta di sciopero della leva militare obbligatoria, come ai tempi dei piemontesi. Insomma dividere e separare il movimento contadino che in quegli anni si era organizzato ed aveva portato il Fronte popolare a conquistare la maggioranza nelle elezioni regionali del aprile 1947: fu la scintilla che fece scoppiare la “provocazione”.

Quella mattina del 1° Maggio sulla Piana di Portella della Ginestra dove si ritrovavano da sempre a far festa operai e contadini, fu accesa una miccia che avrebbe dovuto far esplodere la rivolta delle sinistre e provocare l’intervento dei Carabinieri, dalla Sicilia in tutta Italia: Ma, secondo gli studiosi Casarrubea e Cereghino, Togliatti non cadde nella trappola, il Pci aveva saputo forse dai Servizi Segreti Italiani, che la strage fu organizzata per quello scopo. Al resto ci pensò la poliica: comunisti e socialisti furono espulsi dal governo di De Gasperi, i governo americano fermò Angleton ed il colonnello Usa Charles Poletti,il capo dell’AMGOT (i servizi americani nel territorio italiano liberato) che nel ’47 era tornato in Italia per organizzare il flusso di fondi ed armi agli anticomunisti.
I gruppi fascisti vengono richiamati all’ordine e nel ’48, quando la DC vinse le elezioni, hanno l’ordine dagli Stati Uniti di rientrare nella legalità. Molti recalcitrano, Giuliano continua a fare il bandito sui monti dietro Palermo, ma ormai è stato mollato. Sapeva troppo, dicono ancora i due studiosi , ormai però va eliminato perché conosce la vera storia di quella strage di Portella e del piano golpistico. Pisciotta lo tradì, lui viene ucciso nella messa in scena che fu svelata benissimo dal film del maestro Francesco Rosi “Salvatore Giuliano”. Poi anche Pisciotta, che aveva confidato in un trattamento particolare, venne avvelenato nel carcere di Viterbo nel 1954, dopo aver sentito la richiesta di ergastolo nei suoi confronti, lui che era stato quasi “organico” ai Carabinieri golpisti. Una storia mai chiusa ed ora riaperta. Ce n’è abbastanza per riaprire il processo su Portella della Ginestra? E’ quanto chiedono i due studiosi Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino, che hanno consegnato le nuove carte alla Procura della Repubblica di Palermo perché il reato di strage non va mai in prescrizione. Ed è quella verità che.dopo gli ultimi documenti dei servizi segreti inglesi ed americani (si possono leggere nel libro “Tango Connection” (Casarrubea,Cereghino, Bompiani,pp.208,euro 9) ora chiedono il presidente della Camera Bertinotti ,i partiti della sinistra e Cgil-Cisl-Uil.
Per la verità storica e per la dignità di quelle persone così duramente colpite con 12 morti e 50 feriti, per i 35 sindacalisti uccisi in quegli anni, per tutti i morti di mafia da allora ad oggi, perché da quei silenzi, da quelle ambiguità sono nati poi anni di piombo e di tensione, di lupara bianca e di potere di Cosa Nostra sul territorio. Dalle trame non svelate può. infatti, emergere solo un aiuto alla mafia ed al suo potere.


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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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5 risposte a Editoriale di Santo Della Volpe sul fascista Giuliano

  1. mario mancuso ha detto:

    è bello e mi riepie il cuore che qualcuno si preoccupi di denunciare verità su fatti che hanno cercato di coprire.

  2. tom genna ha detto:

    è sempre bello sapere e studiare la storia della Sicilia, poi come storico appassionato piccolo ricercatore……..
    la storia di Salvatore Giuliano, i posti, i monti cui lui scorazzava, è interessante andare a rivisitarli e pensare che proprio da questa trazzera passau iddu.
    I posti di osservazione dove si appostava, molto interessante.

  3. antonino ha detto:

    La ricostruzione storica è senz’altro interessante, ma credo ci siano alcune imprecisioni che cercherò, seppur schematicamente di argomentare, sopratutto per quanto riguarda la strategia e la tattica messa in atto dalle sinistre (PCI, PSI, e i pochi nuclei trotskisti) in quel periodo.

    1) il PCI dopo l’espulsione della sinistra interna (Bordiga, Pietro Tresso…) nel 1930 è ormai un partito pienamente stalinista diretto da Togliatti. Dopo le decisioni prese al VII Congresso dell’Internazionale Comunista (1935), sotto la salda direzione di Stalin, il PCI di Togliatti ha ormai rinunciato nettamente ad ogni ipotesi di rivoluzione socialista in Italia. La nuova linea è quella dei Fronti popolari, cioè dell’alleanza con la borghesia democratica, e per un governo appunto democratico nel quadro del mantenimento del sistema capitalistico.
    Togliatti si spinse anche ad un compromesso (svolta di Salerno) con il Vaticano e la Monarchia e su queste basi si realizzeranno i CLN durante la resistenza natifascista e appunto il governo di unità nazionale di Fronte popolare (1945-1947). Vorrei appena ricordare il Piano del Lavoro di Di Vittorio (CGIL) che apriva la strada alla collaborazione con la borghesia nelle fabbriche e alla ricostruziione industrale capitalistica del Paese.

    2) il PSI era attraversato da correnti massimaliste, spesso più a sinistra dello stesso PCI, ma nel complesso dopo il 1935 tra i due partiti si era relizzata una intesa di fondo.

    3) le correnti trotskiste furono espulse prima dal PCI (1930) e poi dal PSI (1935), la realizzazione del POC (Partito operaio comunista) per iniziativa di Nicola di Bartolomeo (Pietro Tresso era stato assassinato in Francia dagli stalinisti nell’ottobre del 1943) era poca cosa, anche se nella Resistenza si erano costituite forze e nuclei rivoluzionari che condividevano con i trotskisti la prospettiva della rivoluzione socialista in Italia (Stella Rossa a Torino, Bandiera Rossa a Roma….); di fatto i trotskisti sono rimasti piccoli nuclei per un lungo periodo, solo oggi c’è un partito di una qualche consistenza che fa riferimento al trotskismo e alla Quarta Internazionale in tutto il paese, il Partito Comunista dei Lavoratori .

    4) Gli anglo-americani quindi non potevano temere nessuna rivoluzione socialista in Italia, la loro preoccupazione era eventualmente la presenza di un governo non allineato completamente con gli USA e la NATO per la presenza appunto del PCI (ministri Togliatti e Gullo) legato all’URSS di Stalin. La strage di Portella della Ginestra quindi credo che era finalizzata alla stabilizzazione, cioè a terrotizzare il movimento contadino (il movimento operaio nel 1947 era ormai sulla difensiva per azione della CGIL e del PCI) e aprire la strada al centrismo democristiano. Una operazione completamente riuscita.

  4. jeronimus ha detto:

    iuliano, emerge dalle carte, scoperte nel novembre 2006 negli archivi inglesi, come un uomo della X Mas del principe Junio Valerio Borghese, maestro nell’organizzare i fascisti sbandati. Giuliano è segnalato come incursore di marina italiano, poi come paracadutista e come tale identificato anche quando, insieme ad altri fascisti della X Mas viene mandato in Sicilia. Una squadra di persone tutte siciliane, compreso Gaspare Pisciotta, segnalato come Maresciallo. (Forse dei Carabinieri?).Il gruppo di Giuliano è in realtà uno squadrone della morte agli ordini dei Fasci di Azione rivoluzionaria (Far) di Pino Romualdi, delle Squadra Armate Mussolini (Sam) e della decima Mas di Borghese. I documenti del controspionaggio Usa (ritrovati negli Archivi Nazionali di College Park,nel Maryland) rivelano che contatti tra gli emissari di Salò e Giuliano dall’estate del 1944, quando un commando nazifascista inizia ad operare sulle montagne tra Partitico e Montelepre per addestrare militarmente gli uomini della banda.

    Veramente esilarante, non avevo mai riso tanto in vita mia. Complimenti!!!

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