Juden in Italien


JUDEN IN ITALIEN

I DOCUMENTI NAZISTI SUGLI EBREI ITALIANI

SETTEMBRE 1942-DICEMBRE 1943

THE NATIONAL ARCHIVES (KEW GARDENS, SURREY, GRAN BRETAGNA)

Ricerca, selezione e traduzione a cura di Mario J. Cereghino

estate 2007

I documenti originali sono conservati presso l’archivio “Giuseppe Casarrubea” di Partinico (PA)

http://www.casarrubea.wordpress.com

Inserto fotografico sulla Shoah in Italia, tratto dal vol. di Fabio Amodeo e Mario J. Cereghino “L’Italia della Shoah. Gli ebrei, il fascismo e la persecuzione nazista”, Trieste-Udine, Editoriale FVG, gennaio 2008.

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(si consiglia una lettura a ingrandimento 100%)

foto-libro-shoah

17 SETTEMBRE 1942 / 4[1]

DA BERLINO A ROMA E A PARIGI.

OGGETTO: GLI EBREI IN ITALIA

LE POLITICHE NEI CONFONTI DEGLI EBREI NEI TERRITORI DELL’EUROPA OCCIDENTALE HANNO RESO URGENTE IL TEMA DEL TRATTAMENTO DEI GIUDEI ITALIANI.

ANCHE LA POPOLAZIONE FRANCESE CONCORDA SUL FATTO CHE, PER MOTIVI POLITICI, SI RENDE NECESSARIO UN SEGNO DI RICONOSCIMENTO PER LORO [LA STELLA DI DAVIDE, NDR].

ALCUNE DIFFICOLTA’, SE NON PROPRIO CONTRARIETA’, SONO SORTE PER IL FATTO CHE, IN RAPPORTO AGLI EBREI FRANCESI RESIDENTI, GLI EBREI STRANIERI SONO SEMPRE STATI CONSIDERATI DEGLI ELEMENTI ESTRANEI.

LE MISURE TEDESCHE LI TOCCANO SOLO IN PARTE.

PIU’ IN GENERALE, VI E’ IL PROBLEMA DELL’ESPULSIONE DEGLI EBREI, IN RAPPORTO AL QUALE DETERMINATI GRUPPI DI GIUDEI STRANIERI SEMBRANO GODERE DEI PRIVILEGI.

[…] CI RISULTA MOLTO DIFFICILE METTERE IN ATTO LE NECESSARIE DISPOSIZIONI.

IN ALCUNI CASI, SI SONO VERIFICATE TENSIONI TRA I NOSTRI SERVIZI DI SICUREZZA ED I CONSOLATI ITALIANI.

VI SONO FORTI PRESSIONI POLITICHE PER PORRE TERMINE A TALE SITUAZIONE, SOPRATTUTTO IN RAPPORTO AL CONSIDEREVOLE NUMERO DEGLI EBREI ITALIANI [IN FRANCIA].

ACCANTO ALLE DIFFICOLTA’ DI NATURA TECNICA, CHE SCATURISCONO DALLA SCARSA CONSIDERAZIONE [NEI NOSTRI CONFRONTI] DELL’OPINIONE PUBBLICA FRANCESE, SI REGISTRA ANCORA UNA VOLTA LA TENDENZA DELLA PROPAGANDA NEMICA AD AFERMARE CHE LA POLITICA RAZZIALE TEDESCA E’ BASATA SU ELEMENTI PRETESTUOSI, E CHE QUESTA SI APPLICA UNICAMENTE ALL’INTERNO DEI PAESI DELL’ASSE.

A PARIGI, LA NOSTRA AMBASCIATA ED I SERVIZI DI SICUREZZA RITENGONO INATTUABILI LE DISPOSIZIONI NEI TERRITORI OCCUPATI FRANCESI. SECONDO TALI MISURE, DAL 1° NOVEMBRE [1942] TUTTI GLI EBREI AVRANNO L’OBBLIGO DI PORTARE UN SEGNO DI RICONOSCIMENTO, SENZA ALCUNA DISTINZIONE DI NAZIONALITA’, E DI OSSERVARE TUTTE LE ALTRE DIRETTIVE RIGUARDANTI I GIUDEI.

DI CONSEGUENZA, OCCORRE CHIEDERE AL GOVERNO ITALIANO DI DIVULGARE TALI PROVVEDIMENTI.

SI RENDE ASSOLUTAMENTE NECESSARIA UNA LINEA DI AZIONE COMUNE.

NELL’IPOTESI, PERO’, CHE ROMA RITENGA, PER PARTICOLARI MOTIVI, DI NON POTER SOTTOMETTERE GLI EBREI ITALIANI ALLE DISPOSIZIONI VIGENTI IN FRANCIA (TRA QUESTE, LA LORO DEPORTAZIONE NELL’EUROPA ORIENTALE), OCCORRE FAR PRESENTE CHE SARA’ NECESARIO RIMPATRIARE I GIUDEI ITALIANI.

A TALE PROPOSITO, L’AMBASCIATA TEDESCA IN ROMA CI CHIEDE IN BASE A QUALE NORMATIVA SI DEBBA FARE UNA PASSO NEI CONFRONTI DEL GOVERNO ITALIANO.

IN ATTESA DI NUOVE ISTRUZIONI, SI PREGA DI NON TENERE IN CONTO TALI ORDINANZE E DI LIMITARSI A RIFERIRE QUALI SIANO, OLTRE A QUELLI ITALIANI, I GRUPPI DI GIUDEI DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IN FORMA PRIORITARIA.

F.TO: LUTHER.

10 OTTOBRE 1942 / 5[2]

DA ROMA (MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI) A BERLINO.

CON LA SUA NOTA DEL 22 SETTEMBRE, L’AMBASCIATA DEL REICH HA COMUNICATO CHE LE AUTORITA’ TEDESCHE INTENDONO ESTENDERE AGLI EBREI [STRANIERI] ABITANTI NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH NELL’EUROPA OCCIDENTALE, LE MISURE GIA’ APPLICATE NEI CONFRONTI DEGLI EBREI AUTOCTONI.

DAL MOMENTO CHE IL GOVERNO ITALIANO RITIENE DI NON POTER CONCORDARE SULL’APPLICAZIONE DEI TALI DIRETTIVE NEI CONFRONTI DEGLI EBREI ITALIANI, LE AUTORITA’ TEDESCHE DOVREBBERO INSISTERE PER IL LORO RIMPATRIO [IN ITALIA].

IL GOVERNO ITALIANO HA ESAMINATO LA QUESTIONE CON LA MASSIMA ATTENZIONE ED HA EVIDENZIATO I TEMI CHE RIGUARDANO GLI INTERESSI ITALIANI ALL’ESTERO.

IN SINTESI, OCCORRE RILEVARE CHE, AL DI FUORI DEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH NELL’EUROPA OCCIDENTALE, SONO NUMEROSI GLI ELEMENTI EBRAICI DI CITTADINANZA ITALIANA CHE VIVONO IN ALTRI PAESI, SOPRATTUTTO NEL BACINO MEDITERRANEO, DOVE HANNO RAGGIUNTO IMPORTANTI POSIZIONI ECONOMICHE E FINANZIARIE.

IL GOVERNO ITALIANO HA SEMPRE TUTELATO QUESTE PERSONE, NONOSTANTE LA LORO APPARTENENZA ALLA RAZZA EBRAICA, POICHE’ ESSE RAPPRESENTANO IMPORTANTI INTERESSI ITALIANI IN AMBITI POLITICI PARTICOLARMENTE DELICATI.

QUESTA TUTELA E’ ANCORA VIGENTE, ANCHE PERCHE’ IN ALCUNI PAESI LE LEGGI RAZZIALI SONO STATE UNO STRUMENTO DI ATTACCO NEI CONFRONTI DELLE POSIZIONI ECONOMICHE ITALIANE.

ORA, SE IL GOVERNO ITALIANO CONCORDASSE SUL FATTO DI ESTENDERE AGLI EBREI ITALIANI ABITANTI NEI TERRITORI OCCIDENTALI OCCUPATI DAL REICH UNA SERIE DI MISURE (IN PARTICOLARE QUELLE CHE RIGUARDANO I PATRIMONI), SAREBBE SERIAMENTE COMPROMESSO IL TENTATIVO DI ROMA DI RISPARMIARE DALLE STESSE NORMATIVE GLI EBREI ITALIANI ABITANTI IN ALTRI TERRITORI EUROPEI.

CIO’ DANNEGGEREBBE IN MANIERA CONSIDEREVOLE UNA SERIE DI INTERESSI, LA CUI TUTELA IL GOVERNO ITALIANO RITIENE ANCORA NECESSARIA.

PER QUESTI MOTIVI, SI RITIENE IMPOSSIBILE APPLICARE LE MISURE IN QUESTIONE AGLI EBREI ITALIANI CHE RISIEDONO NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH NELL’EUROPA OCCIDENTALE, COSI’ COME LA LORO DEPORTAZIONE ALL’EST.

TUTTAVIA, IL GOVERNO ITALIANO E’ CONSAPEVOLE DELLE NECESSITA’ POLITICO – MILITARI CHE OBBLIGANO LE AUTORITA’ GERMANICHE AD ASSUMERE TALI MISURE.

IN SINTESI, ROMA NON SI OPPONE AL FATTO CHE, IN DETERMINATE SITUAZIONI, ANCHE GLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA SIANO SOTTOPOSTI ALLE NORMATIVE CHE LIMITANO LE ATTIVITA’ GIUDAICHE.

PER QUANTO RIGUARDA L’OBBLIGO DI ESIBIRE LA STELLA GIALLA [DI DAVIDE], DAL QUALE LE AUTORITA’ GERMANICHE HANNO FINORA ESENTATO GLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA, IL GOVERNO ITALIANO NON HA NIENTE IN CONTRARIO CHE VI SIANO SOTTOPOSTI I GIUDEI ITALIANI CHE VIVONO NEI TERRITORI OCCIDENTALI OCCUPATI DAL REICH.

MA ROMA FA OSSERVARE CHE, NELLA MISURA IN CUI GLI EBREI ITALIANI SIANO COSTRETTI AD ESIBIRE TALE DISTINTIVO, IL GOVERNO DEL REICH DOVREBBE APPLICARE QUELLE ESENZIONI CHE SPETTANO ALL’ITALIA PER MOTIVI DI PRINCIPIO.

PER QUANTO RIGUARDA LE DIFFICOLTA’ PRATICHE INDICATE NELLA NOTA DEL 22 SETTEMBRE, IN RAPPORTO ALLE INDAGINI SULL’APPARTENENZA STATALE DEGLI EBREI, AI CONSOLI ITALIANI NEI SUDDETTI TERRITORI SARANNO IMPARTITE ISTRUZIONI PERCHE’ TRASMETTANO SENZA INDUGIO ALLE COMPETENTI AUTORITA’ GERMANICHE TUTTE LE INFORMAZIONI RITENUTE NECESSARIE ALL’ACCERTAMENTO DELLA NAZIONALITA’ DEI CITTADINI ITALIANI DI RAZZA EBRAICA.

IL GOVERNO ITALIANO NON DUBITA CHE LE AUTORITA’ TEDESCHE VORRANNO CONSIDERARE LA QUESTIONE SULLA BASE DELLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE E CON LA CONSUETA COMPRENSIONE, E SPERA CHE LE NOMINATE AUTORITA’ – NELL’APPLICAZIONE DELLE MISURE CHE RIGUARDANO GLI EBREI ORIGINARI DEI TERRITORI IN QUESTIONE – TERRANNO IN CONSIDERAZIONE LE PARTICOLARI NECESSITA’ ITALIANE RIGUARDANTI GLI EBREI STRANIERI ABITANTI IN QUEI TERRITORI.

11 OTTOBRE 1942 / 6[3]

DA ROMA (AMBASCIATA DEL REICH) A BERLINO.

OGGETTO: IL TRATTAMENTO DEGLI EBREI ITALIANI RESIDENTI NEI TERRITORI DELL’EUROPA OCCIDENTALE OCCUPATI DAL REICH.

IL CAPO DI GABINETTO DEL CONTE CIANO, CHE ERA STATO A SUO TEMPO INFORMATO DELLA DIVULGAZIONE DI UNA NOTA SULLE MISURE RIGUARDANTI GLI EBREI ITALIANI NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH, HA TRASMESSO OGGI ALL’AMBASCIATORE VON PLESSEN UNA NOTA (CHE ALLEGO) [VEDI DOCUMENTO N. 5], SPECIFICANDO CHE SI TRATTA DI UN ORDINE DEL CONTE CIANO IN PERSONA.

IN PROPOSITO, IL MARCHESE D’AJETA HA AFFERMATO CHE IL DUCE E’ STATO PERSONALMENTE MESSO AL CORRENTE DELLA QUESTIONE.

SECONDO IL GOVERNO ITALIANO, VIGE IL CONCETTO SECONDO IL QUALE GLI EBREI ITALIANI DOVREBBERO ESSERE TRATTATI ANZITUTTO COME SUDDITI ITALIANI E CHE, DI CONSEGUENZA, DOVREBBERO GODERE DELLA MEDESIMA TUTELA GARANTITA AI CITTADINI ITALIANI.

IN PARTICOLARE, IL GOVERNO ITALIANO NON APPROVEREBBE MAI UNA LORO DEPORTAZIONE NELL’EUROPA ORIENTALE.

PER L’ITALIA, ANCHE LA PARZIALE ACCETTAZIONE DELLE MISURE [ANTI – GIUDAICHE] DA NOI PROMOSSE, FINIREBBE PER INDEBOLIRE LA POSIZIONE DI ROMA NEI CONFRONTI DI ALTRI PAESI.

PER ESEMPIO, RICHIAMANDOSI ALLA POLITICA DEL REICH NEI CONFRONTI DEI GIUDEI, LA FRANCIA TENTA DI APPROPRIARSI DEL PATRIMONIO DEI GIUDEI ITALIANI NEL SUO AMBITO TERITORIALE, SOPRATTUTTO A TUNISI.

L’ITALIA SI E’ OPPOSTA, DAL MOMENTO CHE SI TRATTA DI CITTADINI ITALIANI.

[LA FRANCIA] MIRA ALL’APPROPRIAZIONE DEI CONSISTENTI BENI ECONOMICI ITALIANI, NON AGLI EBREI.

INTERPELLATO SU TALE PUNTO, IL MARCHESE D’AJETA HA RILEVATO CHE IL GOVERNO ITALIANO NON HA ANCORA ASSUNTO UNA POSIZIONE AL RIGUARDO, OVVERO SE ROMA, IN DETERMINATI CASI, SIA PROPENSA A RICHIAMARE IN PATRIA GLI EBREI ITALIANI RESIDENTI NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH NELL’EUROPA OCCIDENTALE.

ATTENDIAMO UNA RISPOSTA [DEL MINISTERO DEGLI ESTERI TEDESCO] SULLA NOTA [ITALIANA] IN OGGETTO, DATATA 10 OTTOBRE 1942.

F.TO: MACKENSEN.

22 OTTOBRE 1942 / 9[4]

BERLINO. AL MINISTRO DEGLI ESTERI TRAMITE IL SEGRETARIO DI STATO, CON PREGHIERA DI ISTRUZIONI.

OGGETTO: L’ITALIA E LA QUESTIONE EBRAICA.

NELL’AMBITO DELLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA EBRAICO IN GERMANIA E IN ALTRI STATI EUROPEI, DIVENTA SEMPRE PIU’ PRESSANTE LA QUESTIONE DEL TRATTAMENTO DEGLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA, IN RAPPORTO ALLA POSIZIONE ASSUNTA DA ROMA SU QUESTO TEMA.

NELLA PRATICA, GLI ITALIANI SI SONO SEMPRE MOSTRATI SCARSAMENTE COMPRENSIVI, SE NON ADDIRITTURA MOLTO INFASTIDITI, QUANDO AD ESSERE COLPITI SONO GLI INTERESSI DEI GIUDEI ITALIANI.

IN GENERALE, IL PROBLEMA SI PONE NEL SEGUENTE MODO:

1) REICH TEDESCO E TERRITORI OCCUPATI.

NELL’AMBITO DEI TERRITORI AD INFLUENZA GERMANICA, GLI EBREI ITALIANI SONO STATI FINORA ESCLUSI DA OGNI PROVVEDIMENTO.

I PRIVILEGI DI CUI GODONO […] COSTITUISCONO UN ONERE PERMANENTE PER LA POPOLAZIONE TEDESCA E UN FATTORE DI DISGREGAZIONE INTERNA.

INOLTRE, E’ DISDICEVOLE CHE SU UN PUNTO COSI’ IMPORTANTE L’ASSE [ROMA – BERLINO] NON PERSEGUA UNA POLITICA UNITARIA, UN FATTORE CHE NASCONDE UNA CRITICA AI PROVVEDIMENTI TEDESCHI.

NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH NELL’EUROPA OCCIDENTALE, IL TRATTAMENTO ANOMALO DEGLI EBREI STRANIERI PESA SULLE NOSTRE POLITICHE.

TALE SITUAZIONE CI OFFRE L’OCCASIONE PER CHIEDERE AL GOVERNO ITALIANO DI VOLER SOTTOMETTERE GLI EBREI ITALIANI ALLE NORMATIVE GERMANICHE NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH NELL’EUROPA OCCIDENTALE O, IN ALTERNATIVA, DI RICHIAMARLI IN PATRIA ENTRO LA FINE DELL’ANNO.

IL NUMERO DEGLI EBREI ITALIANI NEI TERRITORI AD INFLUENZA GERMANICA E’ SCARSO.

NEL REICH, CONTANDO ANCHE IL PROTETTORATO [BOEMO], SONO CIRCA 200; A PARIGI, CIRCA 500.

TUTTAVIA, LA QUESTIONE DELLA SOLUZIONE FINALE DEL PROBLEMA EBRAICO NON E’ DI MINORE IMPORTANZA.

LE NOSTRE RICHIESTE DOVREBBERO PORTARE AD UNA DISCUSSIONE SUL PROBLEMA EBRAICO IN RAPPORTO ALL’ITALIA.

PER QUANTO RIGUARDA LA REAZIONE ITALIANA ALLE NOSTRE PRETESE, SI RIMANDA ALL’APPOSITO RAPPORTO.

2) ITALIA.

NELLA SUA LEGISLAZIONE ROMA NON E’ PERVENUTA AD UNA SOLUZIONE, SE SI ECCETTUANO UNA SERIE DI DEBOLI INIZIATIVE.

NEMMENO LA GUERRA HA FINORA PORTATO ALL’INSAPRIMENTO DEI PROVVEDIMENTI.

AL CONTRARIO, PREDOMINA LO SFORZO DI SOTTRARSI AD OGNI MISURA DECISIVA SUL TEMA.

NUMEROSI FATTORI INDICANO LA PRUDENZA ITALIANA SUL TEMA. TRA QUESTI, LA PERMANENZA DI EBREI IN POSIZIONI ECONOMICHE CHIAVE, L’APPROVAZIONE DELL’ITALIANIZZAZIONE DEI NOMI EBRAICI, LA REVOCA DEI PRECEDENTI PROVVEDIMENTI DI DENAZIONALIZZAZIONE, ECC. ECC.

IN PRATICA, CONTA BEN POCO CHE IL PNF TORNI A SVOLGERE UN’ASPRA PROPAGANDA CONTRO GLI EBREI. ANCHE SE, IN QUESTO MODO, SI RAGGIUNGE ALMENO L’OBIETTIVO DI INFLUENZARE L’OPINIONE PUBBLICA ATTRAVERSO LA MOBILITAZIONE DI MASSA, E DI PROMUOVERE LA NASCITA DI ISTITUTI PER LO STUDIO DEL PROBLEMA EBRAICO E LA PROPAGANDA GIORNALISTICA.

IL NEMICO DEGLI EBREI ITALIANI, [GIOVANNI] PREZIOSI, HA ULTIMAMENTE AFFRONTATO IL TEMA DEL PERCHE’ SIA NAUFRAGATA LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA EBRAICO IN ITALIA.

IL GRAVE PERICOLO COSTITUITO DALLA POSIZIONE DI ROMA SI EVINCE DAL FATTO CHE LA PERMANENZA DEGLI EBREI NON GIOVA AFFATTO ALLA PACIFICAZIONE ITALIANA. AL CONTRARIO, INDEBOLISCE LA SUA POSIZIONE SUL FRONTE INTERNO, GIA’ ABBASTANZA LABILE.

NON VI E’ QUINDI DUBBIO CHE UN INASPRIMENTO DELLE MISURE [ANTI – EBRAICHE] CONTRIBUIRA’ A RAFFORZARE IL POTERE [DELLO STATO IN ITALIA].

3) PAESI EUROPEI TERZI.

IL PROBLEMA NEL RESTO DELL’EUROPA E’ CARATTERIZZATO DAL FATTO CHE ROMA VALUTA STRAORDINARIAMENTE FORTE LA POTENZA ECONOMICA DEGLI EBREI ITALIANI NEL MEDITERRANEO. IN GENERALE, POSSIAMO AFFERMARE CHE L’ITALIA RESPINGE LE MISURE ANTI – EBRAICHE.

IN PARTICOLARE, VI E’ LA SITUAZIONE DI TUNISI.

A) A TUNISI, SI SONO VERIFICATE FORTI PROTESTE ITALIANE CONTRO GLI ENERGICI TENTATIVI FRANCESI [DI VICHY] DI ARIANIZZAZIONE DEL PAESE.

L’ITALIA HA ADDIRITTURA COMPIUTO UN PASSO [DIPLOMATICO] PRESSO IL REICH PERCHE’ NON SI ESERCITI ALCUNA PRESSIONE SUL GOVERNO DI VICHY IN TAL SENSO.

L’AMBASCIATA [TEDESCA] DI PARIGI HA GIA’ RICHIAMATO L’ATTENZIONE DI ROMA SUL CARATTERE DANNOSO DI QUESTA POSIZIONE NEI CONFRONTI DELLA STESSA POLITICA COLONIALE [ITALIANA].

A TUNISI E AD ALGERI, IL FRANCESE APPARE COME IL PERSECUTORE DEGLI EBREI E L’ITALIANO COME IL LORO DIFENSORE.

MA L’AMBASCIATA DEL REICH HA RICEVUTO ISTRUZIONI DI NON OCCUPARSI DELLA QUESTIONE.

B) IN GRECIA, SI SONO SVOLTI I PRIMI COLLOQUI TRA I DIPLOMATICI TEDESCHI E ITALIANI SUL TEMA DELL’ESIBIZIONE DEL DISTINTIVO EBRAICO.

DOPO ESSERSI CONSULTATO CON ROMA, L’AMBASCIATORE HA DICHIARATO CHE L’ITALIA INTENDE RINVIARE LA QUESTIONE, IN CONSIDERAZIONE DEL FORTE POTERE ECONOMICO DEI GIUDEI NEL BACINO DEL MEDITERRANEO.

IL PROBLEMA IN GRECIA E’ OLTREMODO PRESSANTE PERCHE’ GLI EBREI (SONO 70.000 E, TRA QUESTI, 45.000 – 50.000 VIVONO NELLA SALONICCO OCCUPATA DALLE TRUPPE TEDESCHE) SONO MOLTO ATTIVI NELL’USURA, SOPRATTUTTO NEI COMMERCI. MOLTI PARLANO IL TEDESCO.

ESSI CONTRIBUISCONO IN MODO STRAORDINARIO ALL’AGGRAVAMENTO DELLA SITUAZIONE CONOMICA.

LE PRIME ORDINANZE SUL LAVORO COATTO A SALONICCO HANNO PROVOCATO UNA FORTE EMIGRAZIONE, SOPRATTUTTO DEGLI EBREI BENESTANTI, VERSO IL TERRITORIO OCCUPATO DALLE TRUPPE ITALIANE.

I COLLOQUI TRA I DIPLOMATICI TEDESCHI E ITALIANI SONO STATI PER IL MOMENTO SOSPESI. TUTTAVIA, LE POSSIBILITA’ DI INTRAPRENDERE AZIONE UNITARIE [CONTRO GLI EBREI IN GRECIA] SONO MOLTO SCARSE.

C) DALLA ROMANIA, COME DAGLI ALTRI STATI DELL’EUROPA SUD – ORIENTALE, GIUNGONO RAPPORTI SECONDO I QUALI LE POLITICHE VERSO GLI EBREI, GIA’ ATTUATE CON PARZIALITA’ E FATICA, SONO SENSIBILMENTE OSTACOLATE DALL’ITALIA.

LE IMPRESE GESTITE DAGLI ITALIANI, CHE CONTINUANO A RICOPRIRE UN RUOLO CHIAVE, HANNO ASSUNTO NEGOZIANTI E IMPIEGATI DI RAZZA EBRAICA, LA CUI ATTIVITA’ ERA GIA’ STATA RESA IMPOSSIBILE DA UNA SERIE DI MISURE INTERNE.

CIO’ HA NATURALMENTE RESO IMPOPOLARE LA POLITICA DI ROMA NEI CONFRONTI DEI GIUDEI DI QUEI TERRITORI, PER I VANTAGGI ECONOMICI DI CUI FINISCONO PER GODERE GLI ITALIANI.

D) IN CROAZIA, LE AUTORITA’ DI OCCUPAZIONE ITALIANE HANNO GARANTITO LA TUTELA DEGLI EBREI E SI SONO SCHIERATE CONTRO LE MISURE CROATE SULLA LORO DEPORTAZIONE. SU QUESTO PUNTO, SI E’ ARRIVATI ALLA NOTA DECISONE DEL DUCE, CHE PERO’ NON E’ STATA ANCORA MESSA IN ATTO (SU QUESTA, SI SEGNALA UN RAPPORTO APPOSITO).

VISTA LA SITUAZIONE, PROPONIAMO DI AFFRONTARE LA QUESTIONE NEL SUO COMPLESSO CON L’ITALIA, TRAMITE UN COLLOQUIO DIRETTO DEL NOSTRO MINISTRO DEGLI ESTERI CON IL CONTE CIANO O, ADDIRITTURA, ATTRAVERSO UN INCONTRO TRA IL FUHRER E IL DUCE.

I NOSTRI DESIDERI POSSONO ESSERE COSI’ RIASSUNTI:

1) NELL’AMBITO DEL REICH E DEI TERRITORI DA NOI OCCUPATI NELL’EUROPA OCCIDENTALE, LE DIRETTIVE GIA’ EMANATE PER QUESTE ZONE DEVONO ESSERE TOTALMENTE APPLICATE.

GLI EBREI [ITALIANI] DEVONO SOTTOPORSI ALLE NOSTRE ORDINANZE OPPURE, ENTRO UN CERTO TERMINE, TORNARSENE IN ITALIA.

2) L’ITALIA DEVE ADEGUARE LA SUA LEGISLAZIONE [SUGLI EBREI] ALLA NOSTRA.

SEGUENDO UNA VALUTAZIONE POLITICA GENERALE, LE FORZE DELL’ASSE DEVONO APPARIRE ASSOLUTAMENTE UNITARIE SU UN TEMA COSI’ IMPORTANTE.

IL COMPORTAMENTO DELL’ITALIA, CHE HA FINORA TUTELATO I GIUDEI, OFFRE AL NEMICO L’OTTIMA OCCASIONE DI TURBARE I BUONI RAPPORTI TRA I PAESI DELL’ASSE.

SI AVVICINA IL MOMENTO IN CUI LA QUESTIONE POTREBBE DIVENTARE MOLTO DIFFICILE.

IN ITALIA GLI EBREI SVOLGONO UN RUOLO PERICOLOSO, COME UN TEMPO AVVENIVA DA NOI.

DI CONSEGUENZA, DEVONO VALERE PER L’ITALIA I MEDESIMI PRINCIPI A CUI NOI CI ATTENIAMO.

IL NUMERO LIMITATO DEI GIUDEI IN ITALIA (UFFICIALMENTE, SONO 43.000 MA QUESTA CIFRA NON E’ CONSIDERATA PLAUSIBILE DAGLI STUDIOSI) NON POTRA’ ESSERE LA CAUSA DI UNA CRISI ECONOMICA [NEL CASO SIANO DEPORTATI].

3) L’ITALIA HA IL DOVERE DI RIVEDERE LE SUE POLITICHE NEI CONFRONTI DEI GIUDEI ALL’ESTERO E DI CONCORDARLE CON LA GERMANIA.

IN SOSTANZA, LE DIFFICOLTA’ DI ARRIVARE AD UNA SOLUZIONE STANNO NEL FATTO CHE L’ITALIA CONSIDERA GLI EBREI ITALIANI ALL’ESTERO COME CITTADINI ITALIANI.

IN TAL SENSO – DOPO CHE ROMA HA RICONOSCIUTO IL PRINCIPIO RAZZIALE SUL PROBLEMA EBRAICO, CON LE RELATIVE ECCEZIONI – ASSUME UN SIGNIFICATO DECISIVO LA VOLONTA’ ITALIANA DI CONSERVARE LE SUE ATTUALI (E FUTURE) POSIZIONI ECONOMICHE NEL MEDITERRANEO E NEI TERRITORI BALCANICI.

LA NOTA SU QUESTO TEMA, SCRITTA DA D’AJETA, E’ ALLEGATA AL RAPPORTO PREPARATO DALL’AMBASCIATA DEL REICH IN ROMA.

TUTTAVIA, QUESTE ARGOMENTAZIONI [DI D’AJETA] SONO PERICOLOSE E PROVENGONO DAGLI STESSI GIUDEI, CHE SONO ANCORA MOLTO INFLUENTI IN ITALIA DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO.

TALE POSIZIONI NON SOLO PROVOCHERANNO UN RINVIO DELLE MISURE ANTI – EBRAICHE MA, SOPRATTUTTO,:

A) UN RAFFORZAMENTO DELL’OPPOSIZIONE AI NOSTRI TENTATIVI DI UNIFORMARE LE POLITICHE ANTI – GIUDAICHE IN ALTRI STATI;

B) UN OSTACOLO ALLE MISURE DA NOI RITENUTE NECESSARIE IN CROAZIA E IN GRECIA.

C) UNA PROMOZIONE ATTIVA DEL GIUDAISMO CHE, CON ISTINTO FURBESCO, UTILIZZERA’ QUESTE AGEVOLAZIONI PER LUCRARE NEGLI AFFARI.

ANCHE PER L’ITALIA SI NASCONDONO GROSSI PERICOLI.

IN EFFETTI, LE POSIZIONI ECONOMICHE DEGLI EBREI NEL MEDITERRANEO NON GIOVANO AGLI INTERESSI ITALIANI.

IL CAPITALE GIUDAICO INTERNAZIONALE E’ UNO DEI PIU’ FORMIDABILI STRUMENTI DI GUERRA CONTRO LA GERMANIA. ED E’ COSI’ CONCEPITO DA OGNI EBREO.

INOLTRE, IN EUROPA, OGNI EBREO VALUTERA’ LA SUA POSIZIONE COME INSICURA E PERICOLOSA. DI CONSEGUENZA, PER TUTELARE I SUOI INTERESSI ECONOMICI, TENTERA’ IN OGNI MODO DI TRASFERIRE IL SUO CAPITALE DALLA PARTE DEL NEMICO.

E’ CIO’ CHE CONSTATIAMO GIORNO PER GIORNO.

IL PERICOLO DELLA DEPORTAZIONE DEI GIUDEI IN AFRICA [IN MADAGASCAR? NDR] E’ PARTICOLARMENTE RILEVANTE ANCHE IN TUTTO IL MEDITERRANEO, PERCHE’ LA VICINANZA ALLA SFERA DEGLI INTERESSI ANGLOAMERICANI SPRONA GLI EBREI A PARTIRE.

E’ QUINDI INDUBBIO CHE L’ITALIA, CON LE SUE ESITAZIONI, OFFRE AL GIUDAISMO L’OCCASIONE DI DILEGUARSI E DI SOTTRARSI POCO ALLA VOLTA AD OGNI FORMA DI CONTROLLO ECONOMICO.

AL CONTRARIO, L’EMANAZIONE DI UNA SERIE DI MISURE [ANTI – GIUDAICHE] PREPARATE IN SINTONIA CON LA GERMANIA, FANNO SI’ CHE I GIUDEI SI ASTENGANO DAL METTERE IN ATTO I LORO PIANI.

SONO PRESUPPOSTI FONDAMENTALI [DI QUESTA STRATEGIA] LA RAPIDA CATTURA DEGLI EBREI E IL CONTROLLO DELLE LORO ATTIVITA’ [ECONOMICHE].

SI DAREBBE COSI’ INIZIO AD UNA PROGRESSIVA DE -GIUDEIZZAZIONE E AL TRASFERIMENTO DEI LORO BENI ECONOMICI IN MANI NON EBRAICHE, SENZA CHE GLI INTERESSI ITALIANI NE SUBISCANO UN DANNO.

F.TO: [FIRMA AUTOGRAFA ILLEGGIBILE]

23 NOVEMBRE 1942 / 10[5]

TRIESTE. DAL CONSOLATO DI GERMANIA A BERLINO (TRASMESSO ANCHE ALL’AMBASCIATA DEL REICH, IN ROMA)

COSI’ COME AD ANCONA, MILANO E FIRENZE, E’ STATO FONDATO ANCHE A TRIESTE UN “CENTRO PER LO STUDIO DEL PROBLEMA EBRAICO”, IN VIA DEGLI SQUADRISTI N. 2.

IL SUO DIRETTORE E’ L’AVV. DOTT. ETTORE MARTINOLI, CHE GIA’ NEL PERIODO DI RICCI – ATTUALE MINISTRO, CONSOLE FEDERALE DEL PNF ED EX CAPO DELLA GIL – AVEVA INTRAPRESO FRUTTUOSI AZIONI ANTI – GIUDAICHE.

MARTINOLI E’ UN DISTINTO SIGNORE BENPENSANTE, CHE HA PERO’ UNA CERTA TENDENZA A FARSI ILLUSIONI BEN LONTANE DALLA REALTA’. INOLTRE, E’ UN SEGUACE DEL PENSIERO ANTROPOSOFICO.

TUTTAVIA, E’ CONOSCIUTO COME PERSONA INCORRUTTIBILE E PRIVA DI AMBIZIONI POLITICHE PERSONALI.

TRA I SUOI COLLABORATORI SI CONTANO DEI COLLABORATORI COMPETENTI CHE CONOSCONO BENE GLI AMBIENTI DELLA SOCIETA’ TRIESTINA, FORTEMENTE IMBEVUTA DI EBRAISMO.

TUTTAVIA, SI SOSPETTA CHE IL “CENTRO” SIA STATO INFLITRATO DA PERSONALITA’ DI FIDUCIA DELL’EBRAISMO,

IL “CENTRO” DIPENDE DAL MINISTRO DELLA CULTURA POPOLARE (CAPO DELL’UFFICIO DELLA RAZZA E’ LUCCHINI) E RICEVE DA ESSO 1000 LIRE AL MESE.

LE SPESE DELL’UFFICIO VENGONO SOSTENUTE, IN VIA PRIVATA, DA UN COLLABORATORE DI NOME RELLI.

VALE NOTARE CHE IL DECRETO MINISTERIALE SULLA SUA ISTITUZIONE, INVIATO IN DUE COPIE ALLA PREFETTURA E AL DIRETTORE DEL “CENTRO”, E’ ANDATO PERDUTO ED E’ STATO NECESSARIO REDIGERLO NUOVAMENTE.

NEL CORSO DELL’ESTATE, LA DIREZIONE DEL “CENTRO” E’ STATA ASSUNTA ANCHE DAL PREFETTO DI TRIESTE TULLIO TAMBURINI E DAL CONSOLE FEDERALE PIETRO PIVA, CHE NEL FRATTEMPO E’ ANDATO IN CONGEDO.

IL PREFETTO HA COLTO L’OCCASIONE PER TENERE UN LUNGO DISCORSO, CON L’OBIETTIVO DI GIUSTIFICARE LA SUA PRESUNTA PRUDENZA SUL PROBLEMA EBRAICO.

HA AFFERMATO DI ESSERE COSCIENTE CHE LA QUESTIONE EBRAICA A TRIESTE E’ PIU’ URGENTE CHE AD ANCONA, CITTA’ IN CUI EGLI HA OPERATO IN PRECEDENZA.

LI’ SI TRATTAVA DI UN MERO FATTO LOCALE, A TRIESTE INVECE DI UN NUCLEO DELL’EBRAISMO CON FORTI RAPPORTI A LIVELLO INTERNAZIONALE.

TAMBURINI HA GIA’ DIRAMATO ALCUNE ORDINANZE CONTRO GLI EBREI TRIESTINI.

HA RESPINTO 3000 (!) DECRETI RIGUARDANTI IL CAMBIAMENTO DEL NOME ANCHE SE, IN REALTA’, E’ STATO APPURATO CHE SONO STATE BOCCIATE APPENA 70 DI QUESTE MODIFICHE.

IL PREFETTO HA PARLATO DELLA DIFFICOLTA’ DI AFFRONTARE LA QUESTIONE GIUDAICA A TRIESTE, CHE E’ UN TERRENO ACCIDENTATO SOPRATTUTTO PERCHE’ SULLA CITTA’ SI DIRIGONO GLI APPETITI DEL POTENTE VICINO [LA GERMANIA NAZISTA], UN’IDEA FISSA DI TAMBURINI.

IL PREFETTO SI E’ POI DETTO FAVOREVOLE AD APPOGGIARE IL “CENTRO” ANCHE SOTTO IL PROFILO FINANZIARIO.

TUTTAVIA, NON SI E’ MOSSO ANCORA NIENTE.

ANCHE IL CONSOLE FEDERALE, DOTT. PIVA, CHE APPREZZAVA LE ATTIVITA’ DEL “CENTRO”, CHIEDEVA CHE SI STUDIASSE LA QUESTIONE DEI GIUDEI A TRIESTE E CHE SI RACCOGLIESSE DEL MATERIALE DI RICERCA, NONOSTANTE I NOTI LIMITI MATERIALI.

SECONDO IL MINCULPOP, QUESTO E’ IL COMPITO DELLE NUMEROSE ISTITUZIONI DI RICERCA SUL PROBLEMA EBRAICO, UN IMPEGNO CHE COINCIDE CON LE TESI DI PREZIOSI PUBBLICATE SUL PERIODICO “LA VITA ITALIANA”.

IN QUESTO MOMENTO, LO STATO [ITALIANO] NON RIESCE A FARE DI PIU’.

PER LO STUDIO DEL PROBLEMA EBRAICO, IL “CENTRO” DISPONE DEGLI ARCHIVI DELL’ANAGRAFE DI TRIESTE, UNO STRUMENTO AMPIAMENTE UTILIZZATO PER DISEGNARE LA MAPPA DEI GIUDEI AUTOCTONI E DI SANGUE MISTO.

TALE MOSSA HA CREATO UN FORTE SCONCERTO PRESSO I GIUDEI E GLI AMBIENTI FILOEBRAICI, CHE HANNO FINALMENTE OTTENUTO CHE LE RICERCHE ANAGRAFICHE [DEL “CENTRO” A TRIESTE] FOSSERO SUBORDINATE AD UNA AUTORIZZAZIONE DA VALUTARE CASO PER CASO.

DAL MOMENTO CHE LO STUDIO DEL PROBLEMA EBRAICO PROVOCA CONSEGUENZE DI SEGNO POLITICO, I RISULTATI DELLE RICERCHE DEL “CENTRO” SONO FINITE SUL TAVOLO DEL DUCE (TRAMITE LUCCHINI E PREZIOSI).

E’ IL CASO DI UN DOCUMENTO SUGLI ELEMENTI DI SANGUE MISTO CHE LAVORANO PRESSO LO STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO, IN QUALITA’ DI UFFICIALI DELLA RISERVA. QUESTO RAPPORTO METTE IN GUARDIA DAI PERICOLI DELLO SPIONAGGIO E DELLA PROPAGANDA ANTIFASCISTA.

SECONDO VOCI INCONTROLLABILI, A CAUSA DEL DOCUMENTO I PREFETTI AVREBBERO RICEVUTO L’ORDINE DI EFFETTUARE CONTROLLI PIU’ SEVERI NEI CONFRONTI DEGLI EBREI. MA NON VI E’ TRACCIA DI RISULTATI CONCRETI.

FIN DALL’INIZIO, L’ATTIVITA’ DEL “CENTRO” E’ STATA FORSE CONDIZIONATA DAL NOTO TIMORE DELLE VENDETTE PERSONALI EBRAICHE, ALLARMI CHE HANNO UN CERTO FONDAMENTO. VEDI IL CASO DI UN CERTO BONIFACIO.

SU INCARICO DEL PNF TRIESTINO, QUESTI AGIVA DA ZELANTE OPPOSITORE DEI GIUDEI.

IN SEGUITO ALL’IMPRUDENTE PUBBLICAZIONE SU “DECIMA REGIO” (IL FOGLIO DEL GUF TRIESTINO) DI UNA SERIE DI DOCUMENTI, CHE ERANO STATI IN PRECEDENZA TRASMESSI AL PNF E ALLA PREFETTURA (RAPPORTI GIA’ NOTI A BONIFACIO IN QUANTO FUNZIONARIO DELL’UFFICIO DI CENSURA), ALCUNI EBREI SONO STATI DENUNCIATI.

LA NOTIZIA E’ ARRIVATA A ROMA E IL PREFETTO HA RICEVUTO L’ORDINE DI INDAGARE SU QUESTA FUGA DI NOTIZIE.

MA, COME RISULTATO, BONIFACIO E’ STATO ALLONTANATO DALL’UFFICIO DI CENSURA (E’ MORTO POCO TEMPO DOPO, CAUSA MALATTIA).

IN CONSEGUENZA DI UNA SERIE DI MANOVRE OCCULTE, ALTRI IMPORTANTI OPPOSITORI DEGLI EBREI HANNO FINITO PER ESSERE ALLONTANATI DAI LORO INCARICHI.

E’ IL CASO DELLE DIMISSIONI (NON VOLONTARIE) DEL SINDACO RUZZIER, NOTO NEMICO DEGLI EBREI E MOLTO AMICO DEI TEDESCHI.

POCO DOPO, SI E’ VERIFICATO L’ALLONTANAMENTO DEL DOTT. ALFONSO APOLLONIO DALL’INCARICO DI VICEPRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ITALO – GERMANICA, E LA SUA SOSTITUZIONE CON UN COMMISSARIO GOVERNATIVO.

NEGLI AMBIENTI DEL “CENTRO”, QUESTE AZIONI SONO ATTRIBUITE ALL’INFLUENZA DEL VICESEGRETARIO DEL PNF IN ROMA, FARNESI, ORIGINARIO DI TRIESTE.

COSTUI SEMBRA AVER AVUTO RAPPORTI PERSONALI CON I CIRCOLI TRIESTINI CONTROLLATI DAL NOTO GIUDEO CAMILLO ARA (IN PRECEDENZA COHEN), CHE E’ ANCHE UN MASSONE DI RANGO.

VI E’ STATA POI LA PROPOSTA DI NOMINARE A SINDACO DI TRIESTE IL VECCHIO AVVOCATO GEFTER – WONDRICH.

TUTTAVIA, TRAMITE UNA SOFFIATA DEL “CENTRO”, SI E’ RITENUTO DI NON PROCEDERE PERCHE’ EGLI E’, PER META’, EBREO.

NON C’E’ QUINDI DA MERAVIGLIARSI CHE, SUBITO DOPO, IL SEGRETARIO DEL PNF IN ROMA, VIDUSSONI (CHE IN AFFARI DI TAL GENERE SI COMPORTA COME IL MEGAFONO DI FARNESI), ABBIA CHIESTO AL MINCULPOP IL LICENZIAMENTO DI MARTINOLI, SENZA PERO’ AVANZARE ALCUNA MOTIVAZIONE CONCRETA.

SI PRESUME CHE L’ALLONTANAMENTO DI MARTINOLI NON ABBIA AVUTO UN SEGUITO SOLO PER IL FATTO CHE IL “CENTRO” HA SEGNALATO CHE IL COMMERCIANTE IN VINI ANTONIANI, PRESO IN CONSIDERAZIONE COME SUO SUCCESSORE, VIVE IN UN APPARTAMENTO CON UNA MEZZA EBREA E CON LA DI LEI MADRE, CHE E’ EBREA.

I RISULTATI OTTENUTI DAL “CENTRO” SONO RIASSUNTI NELL’ALLEGATO, CHE MI E’ STATO CONSEGNATO DA UN COLLABORATORE [NON E’ AGLI ATTI, NDR].

NON MI E’ NOTO SE SI TRATTI DI UN RAPPORTO UFFICIALE O DI UN DOCUMENTO PRIVATO.

HO ANCHE SAPUTO CHE E’ STATO TRASMESSO AL SENATORE SALATA (ORIGINARIO DI CHERSO), IN ROMA.

IL TESTO POTREBBE ESSERE NON SCIENTIFICAMENTE ESATTO IN TUTTI I SUOI DETTAGLI E CONTENERE SOPRAVVALUTAZIONI E INESATTEZZE, COME E’ ACCADUTO ANCHE IN GERMANIA ALLE ORIGINI DELLA NOSTRA BATTAGLIA [CONTRO IL GIUDAISMO].

TUTTAVIA, OFFRE UN QUADRO ABBASTANZA ESAURIENTE SULLA SITUAZIONE TRIESTINA CHE, A MIO AVVISO, NON PUO’ ESSERE SOTTOVALUTATO.

IN PARTE, L’AMBITO CI E’ NOTO GRAZIE ALLE INFORMAZIONI FORNITE DAL CONSOLATO DEL REICH IN TRIESTE, IN PARTICOLARE PER QUANTO RIGUARDA LE GRANDI SOCIETA’ DI ASSICURAZIONI [VEDI IL DOCUMENTO N. 23, SULLE ASSICURAZIONI GENERALI, NDR].

VI PREGO, INFINE, DI TRATTARE QUESTO DOCUMENTO CON LA MASSIMA SEGRETEZZA, SIA NELLA SUA TRADUZIONE SIA NELL’EVENTUALE SUA TRASMISSIONE AD ALTRI UFFICI.

18 DICEMBRE 1942 / 11[6]

BERLINO. REAL AMBASCIATA D’ITALIA.

IL REGIO CONSOLATO ITALIANO IN PARIGI HA COMUNICATO AL MINISTERO DEGLI ESTERI ITALIANO CHE, NELL’ULTIMO MESE, LE AUTORITA’ GERMANICHE HANNO ARRESTATO 20 CITTADINI ITALIANI DI RAZZA EBRAICA, TRADUCENDOLI POI IN CAMPI DI CONCENTRAMENTO.

UNO DI QUESTI E’ MORTO MENTRE ALTRI 3 SAREBBERO STATI DEPORTATI NELL’EUROPA ORIENTALE.

IL SUDDETTO CONSOLATO ITALIANO SI E’ RIPETUTAMENTE RIVOLTO ALLE AUTORITA’ DI OCCUPAZIONE GERMANICHE, CON IL RISULTATO CHE APPENA 3 INTERNATI SONO STATI LIBERATI.

IN RELAZIONE ALLE CONSIDERAZIONI CHE SONO STATE ESPOSTE CON LA NOTA GIA’ TRASMESSA DAL MINISTERO DEGLI ESTERI ITALIANO ALL’AMBASCIATA DEL REICH IN ROMA – CONSIDERAZIONI ALLE QUALI E’ ATTRIBUITO UN IMPORTANTE SIGNIFICATO – SIAMO SICURI CHE LE COMPETENTI AUTORITA’ GERMANICHE VORRANNO REVOCARE LE MISURE IN QUESTIONE.

PARIMENTI, SAREBBE OPPORTUNO CHE LE SUDDETTE AUTORITA’ SI ASTENESSERO IN FUTURO DALL’ASSUMERE TALI MISURE RESTRITTIVE SENZA CONSULTARSI PREVIAMENTE CON IL CORPO DIPLOMATICO ITALIANO.

SI TRATTA DI NORMATIVE CHE RIGUARDANO LA LIBERTA’ PERSONALE DEI CITTADINI ITALIANI DI RAZZA EBRAICA E CHE NON SONO CONCILIABILI CON I NOSTRI INTERESSI, COME RISULTA DALLA SUDDETTA NOTA.

13 GENNAIO 1943 / 13[7]

TELEGRAMMA DA BERLINO A ROMA.

OGGETTO: REPLICA AL RAPPORTO DELL’11 OTTOBRE 1942 [VEDI DOCUMENTO N. 6], RIGUARDANTE IL TRATTAMENTO DEGLI EBREI ITALIANI NEI TERRITORI DELL’EUROPA OCCIDENTALE OCCUPATI DAL REICH.

LA POSIZIONE UFFICIALE ITALIANA SULLA QUESTIONE DEL TRATTAMENTO DEGLI EBREI DIFFERISCE DA QUELLA TEDESCA IN MISURA NOTEVOLE.

MENTRE NOI CONSIDERIAMO L’EBRAISMO COME UNA INFEZIONE CHE MINACCIA DI DISTRUGGERE UN POPOLO E CERCA DI IMPEDIRE LA RICOSTRUZIONE DELL’EUROPA, IL GOVERNO ITALIANO E’ CONVINTO DI POTER TRATTARE I GIUDEI UNO PER UNO, PRIVILEGIANDO SINGOLI EBREI O GRUPPI DI EBREI.

ANCHE ALL’ESTERO, IL GOVERNO ITALIANO SI MOSTRA FAVOREVOLE AGLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA, SOPRATTUTTO QUANDO QUESTI GIUDEI HANNO ACQUISITO IMPORTANTI POSIZIONI ECONOMICHE.

SECONDO LA NOTA UFFICIALE ITALIANA, QUESTI EBREI RAPPRESENTANO INTERESSI ITALIANI NOTEVOLI IN AMBITI POLITICI PARTICOLARMENTE RILEVANTI.

SECONDO LA NOSTRA VISIONE, INVECE, CHE E’ INASPRITA DA UNA LUNGA ESPERIENZA, I GIUDEI NON RAPPRESENTANO MAI GLI INTERESSI NAZIONALI MA SOLTANTO QUELLI INTERNAZIONALI ED I PROPRI. SOLO IN RARE OCCASIONI QUESTI SI MASCHERANO DA INTERESSI NAZIONALI, CON IL SOLO OBIETTIVO DI COLPIRLI CON MAGGIORE EFFICACIA.

VISTE LE DIVERGENZE TRA LA POSIZIONE TEDESCA E QUELLA ITALIANA, CI SEMBRA NECESSARIO TROVARE UNA SOLUZIONE CHIARA ANCHE PER I TERRITORI OCCUPATI DAL REICH.

ALL’INTERNO DEL NOSTRO STESSO PAESE E DEI TERRITORI DA NOI CONTROLLATI, NON POSSIAMO PERMETTERE CHE CONTINUI A VALERE LA POSIZIONE ITALIANA.

LA PREGO, QUINDI, DI VOLER COMUNICARE VERBALMENTE AL CONTE CIANO, COME RISPOSTA ALLA NOTA A LEI CONSEGNATA DAL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANO IL 10 OTTOBRE DELL’ANNO SCORSO, CHE NOI, PER VENIRE INCONTRO AL GOVERNO ITALIANO NOSTRO ALLEATO, SIAMO DISPOSTI A PERMETTERE IL SOGGIORNO DEGLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH FINO AL 31 MARZO 1943.

DOPO QUESTO TERMINE, NOI DOVREMMO, PER FONDAMENTALI MOTIVI SIA MILITARI SIA POLITICI, AVERE MANO LIBERA NEI CONFONTI DI TUTTI GLI EBREI CHE SOGGIORNANO NEL REICH (COMPRESO IL PROTETTORATO DI BOEMIA) E NEGLI ALTRI TERRITORI DA NOI CONTROLLATI.

PURTROPPO, NON SAREMMO IN GRADO DI FARE ECCEZIONI PER GLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA. IN TAL SENSO, ROMA HA LA POSSIBILITA’ DI RICHIAMARLI IN PATRIA.

TRAMITE APPOSITI ACCORDI, GLI INTERESSI PATRIMONIALI ITALIANI SARANNO GARANTITI NELLA LORO TOTALITA’.

SU QUESTO PUNTO, LA PREGO DI RICHIAMARE L’ATTENZIONE DEL GOVERNO ITALIANO SUL GRAVISSIMO PERICOLO CHE LA PRESENZA DI GIUDEI COSTITUISCE DOVUNQUE ESSI SOGGIORNINO, UN PERICOLO CHE DIVENTA PARTICOLARMENTE RILEVANTE IN AMBITI POLITICI E MILITARI.

SONO SOPRATTUTTO GLI EBREI RICCHI IL PERICOLO MAGGIORE.

LEI PUO’ TRASMETTERE AGLI ITALIANI ALCUNI ESEMPI DELLA NOSTRA ESPERIENZA.

IN GENERALE, PER NOI E PER LA NOSTRA BATTAGLIA, IL GIUDAISMO E’ IL NEMICO PIU’ INFAME SIA PER LA GERMANIA SIA PER L’ITALIA.

DI CONSEGUENZA, NON POTREMMO APPROVARE ALCUN TRATTAMENTO DI ECCEZIONE.

A NOSTRO PARERE, ANCHE GLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA DOVREBBERO ESSERE CONSIDERATI QUALI EBREI E, DI CONSEGUENZA, ESSERE SOGGETTI ALLA NOSTRA LEGISLAZIONE SUL TEMA.

LA PREGO DI VOLER RIFERIRE [AL GOVERNO ITALIANO] SULL’ESECUZIONE DI TALI NORMATIVE.

F.TO: RIBBENTROP

16 GENNAIO 1943 / 14[8]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO.

OGGI HO ESPOSTO AL CONTE CIANO LA NOSTRA POSIZIONE SULLA QUESTIONE DEL TRATTAMENTO DEGLI EBREI NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH NELL’EUROPA OCCIDENTALE, IN STRETTA OSSERVANZA DELLE ISTRUZIONI RICEVUTE VIA TELEGRAFO.

EGLI HA ASCOLTATO LE MIE DICHIARAZIONI CON MOLTA ATTENZIONE E NE HA PRESO ATTO, PRECISANDO CHE EGLI PERSONALMENTE COMPRENDE LA NOSTRA POSIZIONE E CHE CONCORDA FONDAMENTALMENTE CON ESSA.

TUTTAVIA, L’APPLICAZIONE DI TALI MISURE TOCCA UN GRAN NUMERO DI QUESTIONI E POTREBBE PROVOCARE UNA SERIE DI PROBLEMI.

IL CONTE CIANO MI HA CHIESTO UNA NOTA CHE ELENCHI LE MIE EVENTUALI OBIEZIONI, DOPO CHE IO MI ERO IMPEGNATO A INFORMARLO A VOCE.

IN TAL SENSO, MI HA PREGATO DI INFORMARE PLESSEN E D’AJETA. IO HO ACCETTATO.

INOLTRE, HO FATTO ANCORA UNA VOLTA PRESENTE CHE NOI, IN RAPPORTO ALLA TUTELA DEGLI INTERESSI ECONOMICI ITALIANI, ABBIAMO GIA’ PREVISTO UNA SERIE DI ACCORDI SPECIALI [TRA IL REICH E L’ITALIA].

SARA’ MIA CURA ISTRUIRE PLESSEN PERCHE’, IN OCCASIONE DELLA SUA VISITA A D’AJETA (VISITA RICHIESTA DAL CONTE CIANO), SI REITERI IL NOSTRO PUNTO DI VISTA SUL PROBLEMA EBRAICO, SENZA RIAPRIRE LA DISCUSSIONE SUL TEMA.

DI CONSEGUENZA, L’EVENTUALE TRATTATIVA [TRA IL REICH E L’ITALIA] AVRA’ PER OGGETTO SOLTANTO LA TUTELA DEGLI INTERESSI ECONOMICI ITALIANI.

F.TO: MACKENSEN.

5 FEBBRAIO 1943 / 15[9]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO.

IERI, D’AJETA HA TRASMESSO A BISMARCK UNA NOTA IN RAPPORTO AL TRATTAMENTO DEGLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH NELL’EUROPA OCCIDENTALE.

IL TESTO DELLA NOTA (IN TRADUZIONE TEDESCA) E’ IL SEGUENTE:

“IN RELAZIONE AL RIMPATRIO DEGLI EBREI ITALIANI CHE SOGGIORNANO NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH, SONO STATE EMANATE LE SEGUENTI DISPOSIZIONI AI DIPLOMATICI ITALIANI DI COMPETENZA:

LE PERSONE IN POSSESSO DI UN PASSAPORTO VALIDO POSSONO RIMPATRIARE SENZA PARTICOLARI FORMALITA’; LE PERSONE IN POSSESSO DI PASSAPORTI SCADUTI DEVONO CONFIDARE NEL LORO RIMPATRIO, NEL SENSO CHE IL PASSAPORTO E’ CONSIDERATO VALIDO SOLO PER IL RIENTRO IN ITALIA […], CHE DOVRA’ AVVENIRE ENTRO E NON OLTRE IL 31 MARZO 1943”.

F.TO: MACKENSEN.

14 FEBBRAIO 1943 / 16[10]

BERLINO. AL MINISTRO DEGLI ESTERI TRAMITE IL SEGRETARIO DI STATO.

IL CONSOLATO GENERALE TEDESCO DI TRIESTE HA TRASMESSO UN PROMEMORIA REDATTO DAL LOCALE “CENTRO PER LO STUDIO DEL PROBLEMA EBRAICO”, RIGUARDANTE L’ATTUALE CONDIZIONE DELLA POPOLAZIONE GIUDAICA A TRIESTE.

IL PROMEMORIA E’ ALLEGATO IN TRADUZIONE [NON E’ AGLI ATTI, NDR].

IL “CENTRO” E’ STATO FONDATO NELL’ESTATE DEL 1942 E DIPENDE DAL MINISTERO [ITALIANO] DELLA CULTURA POPOLARE.

SECONDO IL CONSOLE GENERALE, IL PROMEMORIA OFFRE UN QUADRO ABBASTANZA ESAURIENTE SULLA SITUAZIONE TRIESTINA, ANCHE SE POTREBBE CONTENERE SOPRAVVALUTAZIONI E INESATTEZZE.

DAL CONTENUTO, SI EVINCE CHE, ORA COME IN PASSATO, PIU’ DEL 40 % DEL PATRIMONIO IMMBOBILIARE A TRIESTE APPARTIENE A GIUDEI, UNA FORTUNA VALUTATA ATTORNO AI 4 MILIARDI E MEZZO DI LIRE.

A TRIESTE, GLI EBREI CONTROLLANO O POSSIEDONO 400 SOCIETA’ PER AZIONI E IMPRESE SINGOLE.

NONOSTANTE LE LEGGI RAZZIALI [ITALIANE, PROMULGATE NEL 1938], L’INFLUENZA POLITICA DELL’EBRAISMO TRIESTINO E’ PIU’ FORTE CHE MAI, PERCHE’, APPROFITTANDO DELLA GUERRA, I GIUDEI GUADAGNANO GRANDI QUANTITA’ DI DENARO.

INOLTRE, LA LEGGE CHE PREVEDEVA IL SEQUESTRO DEI LORO PATRIMONI IMMOBILIARI, NON E’ STATA QUASI MAI APPLICATA.

NEL RAPPORTO DI ACCOMPAGNAMENTO DEL CONSOLATO GENERALE [GERMANICO] A TRIESTE, SI SOTTOLINEA CHE IL “CENTRO” HA COMUNICATO I RISULTATI DELLE SUE RICERCHE AL DUCE, INSIEME A UN RIASSUNTO RIGUARDANTE I SANGUE MISTI OPERANTI ALL’INTERNO DEI PIU’ IMPORTANTI UFFICI DELLO STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO ITALIANO, CON L’OBIETTIVO DI METTERE IN GUARDIA MUSSOLINI DAL PERICOLO DELLO SPIONAGGIO E DELLA PROPAGANDA ANTIFASCISTA.

QUESTO RIASSUNTO DEVE AVER SICURAMENTE IMPRESSIONATO IL DUCE, TANTO DA SPINGERLO A ISTRUIRE I PREFETTI PERCHE’ VIGILINO CON MAGGIORE ATTENZIONE [SUGLI EBREI ITALIANI].

MA, AL MOMENTO, NON SI RISCONTRA ALCUN RISULTATO.

AL CONTRARIO, LE INFLUENZE OCCULTE HANNO PROVOCATO L’ALLONTANAMENTO DI ALCUNI NEMICI DEGLI EBREI; SECONDO IL “CENTRO”, ANCHE CON LA COMPLICITA’ DEL VICE SEGRETARIO DEL PNF FARNESI, DI ORIGINI TRIESTINE.

IL VICESEGRETARIO MANTIENE STRETTI VINCOLI PERSONALI CON ALCUNI CIRCOLI TRIESTINI CHE SUBIREBBERO L’INFLUSSO DI NOTI GIUDEI E MASSONI DI RANGO.

DAL MOMENTO CHE L’ASCENDENTE DI FARNESI SUL SEGRETARIO DEL PNF VIDUSSONI E’ MOLTO MARCATO, SE NE DEDUCE CHE L’INFLUENZA DEI GIUDEI ARRIVA ALLE PIU’ ALTE GERARCHIE DEL PARTITO.

(FIRMA AUTOGRAFA ILLEGGIBILE)

11 MARZO 1943 / 22[11]

TELEGRAMMA DA ROMA A TOKYO. SEGRETISSIMO [INTERCETTATO DALL’INTELLIGENCE SERVICE BRITANNICO].

L’INCONTRO RIBBENTROP – MUSSOLINI (PALAZZO VENEZIA, 25 – 27 FEBBRAIO 1943): RAPPORTO DELL’AMBASCIATORE NIPPONICO IN ROMA, KASE, DATATO 6 MARZO 1943.

“[…] SUL PROBLEMA EBRAICO, I TEDESCHI DESIDERANO UNA POLITICA DOPPIAMENTE SEVERA, MA GLI ITALIANI HANNO SPIEGATO CHE LA SITUAZIONE ITALIANA E’ DIVERSA DA QUELLA GERMANICA. SU UNA POPOLAZIONE DI 45 MILIONI DI ABITANTI, GLI EBREI SONO APPENA 35.000. DI CONSEGUENZA, NON RAPPRESENTANO UN PARTICOLARE PERICOLO. […].”

23 MAGGIO 1943 / 23[12]

DAL CONSOLATO GENERALE GERMANICO DI TRIESTE AL MINISTERO DEGLI ESTERI (BERLINO).

IN ALLEGATO, VI TRASMETTO UN RAPPORTO DI FONTE ITALIANA SULL’INFLUENZA EBRAICA PRESSO LE “ASSICURAZIONI GENERALI” DI TRIESTE.

LE INFORMAZIONI RISALGONO ALLA FINE DEL 1940.

NEL FRATTEMPO, IN BASE AD UNA SERIE DI INDAGINI CONDOTTE DA UN NOSTRO UOMO DI FIDUCIA, ABBIAMO APPRESO CHE ALCUNE TRA QUESTE PERSONE (DI RAZZA EBRAICA AL 100%) SONO STATE ALLONTANATE O SONO DECEDUTE. NELL’ALLEGATO, I LORO NOMI SONO SOTTOLINEATI IN ROSSO.

DEGNO DI PARTICOLARE ATTENZIONE E’ L’ALTO NUMERO DEI SANGUE MISTI E DEI FUNZIONARI [DELLE ASSICURAZIONI GENERALI] SPOSATI CON DONNE EBREE.

E’ INTERESSANTE ANCHE L’USO PERSISTENTE DI EBREI DI SANGUE MISTO ALL’ESTERO. PER ESEMPIO, IL DIRETTORE DELLA FILIALE DI BELGRADO E’ SFORZA, UN MEZZO EBREO.

POTREBBE QUINDI RIVELARSI ISTRUTTIVA UN’INDAGINE ULTERIORE SULL’IMPIEGO DI EBREI PRESSO LE SOCIETA’ AFFILIATE E GLI UFFICI DI RAPPRESENTANZA DELLE “ASSICURAZIONI GENERALI” ALL’ESTERO, IN PARTICOLARE IN SPAGNA, PORTOGALLO, FRANCIA, BOEMIA, UNGHERIA, SERBIA, BULGARIA, GRECIA, ISTANBUL E ARGENTINA.

QUESTO RAPPORTO E’ STATO INVIATO ANCHE ALL’AMBASCIATA DEL REICH IN ROMA.

[SEGUE RAPPORTO IN ITALIANO, INTITOLATO “ASSICURAZIONI GENERALI”].

12 LUGLIO 1943 / 33[13]

NOTA DEL MINISTERO DEGLI ESTERI (BERLINO)

OGGETTO: EBREI IN ITALIA

IN RAPPORTO ALLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA EBRAICO IN EUROPA, E’ STATO COMUNICATO (ALLA FINE DELL’ANNO PASSATO E ALL’INIZIO DI QUESTO) A TUTTI GLI STATI ALLEATI E NEUTRALI – AD ECCEZIONE DELL’ARGENTINA E DEGLI STATI CHE SI SONO ESPRESSAMENTE DISINTERESSATI DEL DESTINO DEGLI EBREI LORO CONCITTADINI – CHE SARA’ LORO CONCESSA LA POSSIBILITA’, RISPETTIVAMENTE FINO AL 1° FEBBRAIO E AL 1° APRILE 1943, DI RICHIAMARE DAI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH GLI EBREI LORO CONCITTADINI.

PER L’ULTIMA VOLTA, SI NOTIFICA CHE QUESTO TERMINE PUO’ ESSERE PROTRATTO, ESPRESSAMENTE O IMPLICITAMENTE, FINO AL 1° LUGLIO 1943.

SOLO PER I GIUDEI RUMENI, E PER QUELLI RESIDENTI NEL TERRITORIO DI SALONICCO, VIGE UNA REGOLA SPECIALE. IL TERMINE ULTIMO, CIOE’, E’ STATO PROTRATTO AL 15 LUGLIO 1943.

IL CAPO DELLA SIPO E DELL’SD HA COMUNICATO CHE LA SOLUZIONE DELLA QUESTIONE EBRAICA, NEI TERRITORI OCCUPATI DALLE TRUPPE GERMANICHE, E’ PROGREDITA AL TAL PUNTO CHE SOLO POCHI EBREI SI TROVANO ANCORA A MISCHEHE (?), INSIEME AD UN PICCOLO GRUPPO DI GIUDEI STRANIERI.

DIETRO ISTRUZIONI, EGLI HA SOLLECITATO CHE IL MINISTERO DEGLI ESTERI FISSI ORA PER GLI STATI IN QUESTIONE (ITALIA, SVIZZERA, SPAGNA, PORTOGALLO, DANIMARCA, SVEZIA, FINLANDIA, UNGHERIA, ROMANIA E TURCHIA) IL TERMINE DEL 31 LUGLIO 1943 PER IL RIMPATRIO DEGLI EBREI LORO CONCITTADINI DAI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH.

ALLA SCADENZA DI QUESTO TERMINE, LA NORMATIVA GENERALE SARA’ APPLICATA ANCHE NEI CONFRONTI DI TUTTI GLI EBREI STRANIERI CHE SI TROVERANNO A SOGGIORNARE NEI TERRITORI OCCUPATI DAL REICH.

SARA’ FATTA UNA ECCEZIONE PER I GIUDEI DEGLI STATI NEMICI E PER QUELLI ARGENTINI.

24 SETTEMBRE 1943, ORE 19.38 / 36[14]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

IL 28 SETTEMBRE PROSSIMO, IL CORPO DIPLOMATICO DI MADRID PARTIRA’ IN TRENO PER LA SPAGNA.

IL VATICANO HA VENDUTO UNA SERIE DI VISTI SPAGNOLI, ARGENTINI, PORTOGHESI E MESSICANI AD ALCUNI EBREI CHE INTENDONO ESPATRIARE ILLEGALMENTE A BORDO DI QUESTO TRENO.

STIAMO CERCANDO DI ACCERTARE L’IDENTITA’ DEI SUDDETTI GIUDEI.

F.TO: KAPPLER.

28 SETTEMBRE 1943, ORE 19.23 / 37[15]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

I SENTIMENTI [DEI ROMANI] NEI CONFRONTI DEI TEDESCHI SI STANNO DETERIORANDO.

IN SEGUITO A VOCI CRESCENTI DI SACCHEGGI E SEQUESTRI, VI E’ OVUNQUE APPRENSIONE, SE NON PROPRIO PANICO, PER LE DISTRUZIONI E GLI ARRESTI COMPIUTI.

ALLE PERSONE INCARCERATE NON E’ PERMESSO DI CONGEDARSI DALLE LORO FAMIGLIE.

L’APPRENSIONE E’ AUMENTATA A CAUSA DELLE MISURE ADOTTATE CONTRO GLI EBREI, [INDIVIDUI] CHE RISCUOTONO LE SIMPATIE [DEI ROMANI]. […].

F.TO: KAPPLER.

6 OTTOBRE 1943, ORE 13.30 / 38[16]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. URGENTISSIMO.

ALLA PERSONALE ATTENZIONE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI.

IL COLONNELLO KAPPLER HA RICEVUTO DA BERLINO L’ORDINE DI ARRESTARE GLI 8000 EBREI ABITANTI IN ROMA E DI TRASFERIRLI NEL NORD ITALIA, DOVE DOVRANNO ESSERE LIQUIDATI.

IL GENERALE [TEDESCO] STAHL, COMANDANTE DELLA PIAZZA DI ROMA, MI COMUNICA CHE EGLI ESEGUIRA’ IL SUDDETTO ORDINE SE CIO’ RISPONDE AI DESIDERI DEL MINISTRO DEGLI ESTERI DEL REICH.

PERSONALMENTE, RITENGO CHE SAREBBE PREFERIBILE ASSEGNARE GLI EBREI, COME E’ GIA’ AVVENUTO A TUNISI, AL LAVORO COATTO.

ASSIEME A KAPPLER, FARO’ UNA PROPOSTA IN TAL SENSO AL FELDMARESCIALLO KESSERLING.

CHIEDO ISTRUZIONI AL RIGUARDO.

F.TO: MOELLHAUSEN.

6 OTTOBRE 1943, ORE 20.22 / 39[17]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

ALLE PIU’ ALTE AUTORITA’ DELLE SS E DELLA POLIZIA IN ITALIA.

WOLF (OGRUF. DELLE SS, RSHA, V. LEGENDA, NDR), HA INVIATO IN ITALIA DANNECKER (HPTSTUF. DELLE SS) CON L’ORDINE DI CATTURARE CON AZIONI FULMINEE TUTTI GLI EBREI [ITALIANI] E DI SPEDIRLI IN GERMANIA.

A NAPOLI, A CAUSA DEL COMPORTAMENTO DELLA CITTA’ E DELLA CONSEGUENTE SITUAZIONE DI INCERTEZZA [SI RIFERISCE ALL’INSURREZIONE DELLE QUATTRO GIORNATE NEL SETTEMBRE 1943, NDR], NON E’ STATO POSSIBILE PROCEDERE.

A ROMA, SI SONO GIA’ CONCLUSI I PREPARATIVI PER L’OPERAZIONE. […].

(SENZA FIRMA)

7 OTTOBRE 1943 / 40[18]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. URGENTISSIMO. (SUPPLEMENTO AL TELEGRAMMA DEL 6 OTTOBRE 1943). [V. DOCUMENTO N. 38].

ALLA PERSONALE ATTENZIONE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI.

IL GENERALE KESSERLING HA PREGATO IL COLONNELLO KAPPLER DI SOSPENDERE I PIANI DELL’OPERAZIONE CONTRO GLI EBREI [ROMANI].

TUTTAVIA, SE L’OPERAZIONE DOVESSE AVVENIRE, EGLI [KAPPLER] DOVREBBE ASSEGNARE AL LAVORO COATTO GLI EBREI IDONEI.

F.TO: MOELLHAUSEN.

7 OTTOBRE 1943, ORE 12.47 / 41[19]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

STIAMO INVIANDO 50 KG DI ORO EBRAICO AL BDS.

PER QUANTO RIGUARDA LA REICHSBANK, RITENGO CHE [QUESTO ORO] ARRICCHIRA’ LA RISERVE DI DEVISEN, [CHE SONO] FUNZIONALI AI NOSTRI OBIETTIVI.

F.TO: KAPPLER.

9 OTTOBRE 1943 / 43[20]

AL GABINETTO MINISTERIALE (DAL Q. G. IN WESTFALIA).

IL SIGNOR RAM (?) PREGA DI COMUNICARE ALL’AMBASCIATORE RAHN E AL CONSOLE MOELLHAUSEN CHE, PER ORDINE DEL FUHRER, GLI 8000 EBREI ABITANTI IN ROMA DEVONO ESSERE CONDOTTI A MAUTHAUSEN (SUL DANUBIO) COME PRIGIONIERI.

IL SIGNOR RAM PREGA DI ISTRUIRE RAHN E MOELLHAUSEN PERCHE’ NON SI INTROMETTANO IN NESSUN CASO NELLA QUESTIONE E AFFIDINO TUTTA L’OPERAZIONE NELLE MANI DELLE SS.

F.TO: SONNLEITHNER.

9 OTTOBRE 1943 / 44/A[21]

TELEGRAMMA DA BERLINO A ROMA. URGENTISSIMO.

OGGETTO: EBREI IN ROMA.

MESSAGGIO PERSONALE AL CONSOLE MOELLHAUSEN (ROMA).

IN BASE AGLI ORDINI DEL FUHRER, GLI 8000 GIUDEI ABITANTI IN ROMA DEVONO ESSERE INVIATI A MAUTHAUSEN COME PRIGIONIERI.

IL SIGNOR RAM (?) LA PREGA DI NON OCCUPARSI IN ALCUN MODO DELLA QUESTIONE E DI AFFIDARE IL TUTTO NELLE MANI DELLE SS.

SI PREGA DI AVVERTIRE L’AMBASCIATORE RAHN.

F.TO: VON TAHDDEN.

10 OTTOBRE 1943, ORE 12.54 / 44/B[22]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

AL BDS [V. LEGENDA, NDR], ITALIA.

SECONDO UN RAPPORTO DELL’UFFICIO POLITICO DEL PARTITO, MORINI, MANAGER DELLA DITTA “SATEA” DI ALESSANDRIA (UN’IMPRESA EBRAICA AL 100%), UN INDIVIDUO CHE AL MOMENTO SI MASCHERA DA COMMESSO VIAGGIATORE, HA RICEVUTO DAL COMANDO TEDESCO DI ALESSANDRIA UN PERMESSO PER VIAGGIARE IN TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO, UN’AUTORIZZAZIONE CHE EGLI UTILIZZA PER FAR SCAPPARE ELEMENTI EBRAICI IN SVIZZERA.

IN TAL MODO, MORINI HA GIA’ CONDOTO OLTRE CONFINE (NEI PRESSI DI COMO) I SEGUENTI GIUDEI: EMANUELE VITALE, CON MOGLIE E FIGLIA; BEPPINO VITALE; MOSE’ VITALE; DAVID VITALE (CON MOGLIE ARIANA) E ALTRI LORO FAMILIARI.

LA “SATEA” DI ALESSANDRIA APPARTIENE A BERTOLLO, LESNA E BOGGIO (BIELLA). SI TRATTA DI INDUSTRIALI CHE GODONO DEL SOSTEGNO DI BADOGLIO.

F.TO: KAPPLER.

11 OTTOBRE 1943, ORE 19.02 / 45[23]

TELEGRAMMA DA BERLINO A ROMA. SEGRETISSIMO.

ALL’ATTENZIONE DI KAPPLER.

NELL’INTERESSE DELL’ATTUALE SITUAZIONE POLITICA E DELLA SICUREZZA IN ITALIA, GLI EBREI [ITALIANI] DEVONO ESSERE IMMEDIATAMENTE E TOTALMENTE ELIMINATI.

RINVIARE L’ESPULSIONE DEI SUDDETTI GIUDEI AL COMPLETAMENTO DELLE OPERAZIONI DI DISARMO DELL’ARMA DEI CARABINIERI E DELL’ESERCITO ITALIANO, E’ UN’IPOTESI CHE NON PUO’ ESSERE PRESA IN CONSIDERAZIONE, COSI’ COME QUELLA DI DESTINARLI AL LAVORO COATTO SOTTO LA DIREZIONE DELLE AUTORITA’ ITALIANE, UNA POSSIBILITA’ CHE FINIREBBE PER RIVELARSI POCO UTILE.

PROLUNGARE L’ATTESA SIGNIFICA PERMETTERE AI GIUDEI – CHE SONO INDUBBIAMENTE AL CORRENTE DELLE MISURE PREVISTE PER LA LORO DEPORTAZIONE – DI NASCONDERSI NELLE CASE DEGLI ITALIANI FILOEBRAICI E DI SCOMPARIRE DEL TUTTO.

L’ITALIA E’ STATA ISTRUITA A ESEGUIRE GLI ORDINI DELL’RFSS [V. LEGENDA, NDR], OVVERO A PROCEDERE CON GLI ARRESTI DEI GIUDEI SENZA ULTERIORI RITARDI.

F.TO: KALTENBRUNNER.

16 OTTOBRE 1943, ORE 22.08 / 46[24]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

L’AZIONE CONTRO I GIUDEI E’ INIZIATA E SI E’ CONCLUSA IN GIORNATA, NEL MIGLIORE DEI MODI POSSIBILI E SECONDO I PIANI PRESTABILITI.

SONO STATE IMPIEGATE TUTTE LE FORZE A DISPOSIZIONE: LA SIPO [SICHEREITSPOLIZEI] E LA ORPO [ORDNUNGSPOLIZEI].

A CAUSA DELLA SUA INAFFIDABILITA’, NON E’ STATO POSSIBILE UTILIZZARE LA POLIZIA ITALIANA, CHE HA PARTECIPATO SOLTANTO AGLI ARRESTI INDIVIDUALI (AVVENUTI IN RAPIDA SUCCESSIONE) NEI 26 QUARTIERI IN CUI SI E’ SVOLTA L’OPERAZIONE.

NON E’ STATO POSSIBILE CIRCONDARE INTERI ISOLATI, SIA PER LO STATUS DI “CITTA’ APERTA” DI CUI GODE ROMA, SIA PER IL NUMERO INSUFFICIENTE DELLA POLIZIA GERMANICA (365 UOMINI IN TUTTO).

MALGRADO CIO’, NEL CORSO DELL’AZIONE, 1259 PERSONE SONO STATE ARRESTATE NELLE CASE DEGLI EBREI E CONDOTTE QUI, AL PUNTO DI RACCOLTA DELLA SCUOLA MILITARE. L’OPERAZIONE SI E’ SVOLTA DALLE ORE 5.30 ALLE ORE 14.00.

IL NUMERO DEI GIUDEI DETENUTI E’ DI 1002.

SONO STATI RILASCIATI GLI ELEMENTI DI SANGUE MISTO, GLI STRANIERI (TRA QUESTI, UN CITTADINO VATICANO), LE FAMIGLIE COMPOSTE DA COPPIE MISTE (INCLUSE QUELLE IN CUI UNO DEI CONIUGI E’ GIUDEO), I DOMESTICI E GLI INQUILINI ARIANI.

LA DEPORTAZIONE [DEGLI EBREI ROMANI] E’ PREVISTA PER IL 18 OTTOBRE, ALLE ORE 9.00, SOTTO LA SCORTA DI 30 UOMINI DELLA ORPO.

IN MANIERA INEQUIVOCABILE, IL COMPORTAMENTO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA E’ STATO DI RESISTENZA PASSIVA, MA IN MOLTI CASI SI E’ TRASFORMATO IN ASSISTENZA ATTIVA [VERSO GLI EBREI].

IN UN CASO, AD ESEMPIO, LA POLIZIA SI E’ TROVATA, AD UNA PORTA D’INGRESSO, DINANZI A UN FASCISTA IN CAMICIA NERA MUNITO DI DOCUMENTO D’IDENTITA’. ERA ENTRATO NELLA CASA EBREA UN’ORA PRIMA E SOSTENEVA CHE L’ABITAZIONE ERA DI SUA PROPRIETA’ [MANCANO 45 CARATTERI].

LA MAGGIOR PARTE DELLA POPOLAZIONE NON SI E’ FATTA VEDERE DURANTE L’AZIONE.

SI E’ FATTA AVANTI SOLO UNA FOLLA SGUAIATA CHE HA CERCATO DI TENERE LONTANI I POLIZIOTTI DAI GIUDEI, IN ALCUNI CASI CON LE ARMI IN PUGNO. […].

(MANCA LA FIRMA)

16 OTTOBRE 1943, ORE 22.30. / 47[25]

TELEGRAMMA DA ROMA (QUIRINALE) A BERLINO. URGENTISSIMO.

IL VESCOVO HUDAL, RETTORE DELLA CHIESA CATTOLICA GERMANICA IN ROMA, HA SCRITTO POCO FA UNA LETTERA AL COMANDANTE [MILITARE] DELLA CITTA’, STAHLS, NELLA QUALE TRA L’ALTRO AFFERMA:

“HO IL DOVERE DI METTERLA AL CORRENTE DI UN CASO MOLTO URGENTE. MI HA APPENA COMUNICATO UN’ALTA FONTE VATICANA, VICINA AL SANTO PADRE, CHE STAMANE SI E’ DATO INIZIO AGLI ARRESTI DEGLI EBREI DI CITTADINANZA ITALIANA. NELL’INTERESSE DEI BUONI RAPPORTI FINORA INTERCORSI TRA LO STATO VATICANO E IL COMANDO MILITARE TEDESCO – CHE E’ DA ATTRIBUIRE IN PRIMO LUOGO ALL’AMPIA VISIONE POLITICA E ALLA BONTA’ D’ANIMO DI VOSTRA ECCELLENZA, CHE IN FUTURO RIMARRA’ NEGLI ANNALI DELLA STORIA DI ROMA – IO LA PREGO VIVAMENTE DI ORDINARE CHE QUESTI ARRESTI SIANO IMMEDIATAMENTE SOSPESI IN ROMA E DINTORNI. IN CASO CONTRARIO, TEMO CHE IL PAPA PRENDERA’ PUBBLICAMENTE POSIZIONE CONTRO UN EVENTO CHE POTREBBE DIVENTARE UN’ARMA NELLE MANI DI CHI PROMUOVE LA PROPAGANDA CONTRO NOI TEDESCHI.”

F.TO: GUMPERT.

17 OTTOBRE 1943, ORE 21.27 / 48[26]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

ANALISI DEL MORALE: SUPPLEMENTO AL TELEGRAMMA DEL 16 OTTOBRE 1943 [V. DOCUMENTO N. 46].

IN SEGUITO ALL’AZIONE CONTRO GLI EBREI, LA POPOLAZIONE E’ ECCITATA E FURIBONDA [NEI NOSTRI CONFRONTI].

LA SIMPATIA [NEI CONFRONTI DEGLI EBREI] E’ IL SENTIMENTO PIU’ RISCONTRABILE TRA LE CLASSI POVERE, SOPRATTUTTO PERCHE’ GLI ARRESTI HANNO RIGUARDATO ANCHE DONNE E BAMBINI.

LA DIFFUSIONE DELLE VOCI ALIMENTA IN MANIERA ARTIFICIALE QUESTA SIMPATIA.

CRESCE L’INDIGNAZIONE, SOPRATTUTTO CONTRO LA POLIZIA TEDESCA.

I FASCISTI, INTANTO, SI RAMMARICANO CHE IL PROBLEMA EBRAICO NON SIA STATO RISOLTO DAL REGIME. […].

(MANCA LA FIRMA)

17 OTTOBRE 1943, ORE 9.35 / 49[27]

TELEGRAMMA DA ROMA (VATICANO) A BERLINO.

CONFERMO CHE SI E’ VERIFICATA LA REAZIONE DEL VATICANO A PROPOSITO DELLA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI DA ROMA.

LA CURIA E’ PARTICOLARMENTE COLPITA CHE LA VICENDA SI SIA SVOLTA, PER COSI’ DIRE, SOTTO LE FINESTRE DEL PAPA.

LA REAZIONE SAREBBE FORSE STATA PIU’ MITE SE GLI EBREI FOSSERO STATI DESTINATI AL LAVORO COATTO IN ITALIA. IN ROMA, GLI AMBIENTI A NOI NEMICI UTILIZZANO IL CASO PER SMUOVERE IL VATICANO DALLA SUA RISERVATEZZA.

SI MORMORA CHE I VESCOVI DI ALCUNE CITTA’ FRANCESI, DOVE E’ AVVENUTO UN CASO SIMILE, ABBIANO PRESO UNA POSIZIONE MOLTO CHIARA IN PROPOSITO.

IN QUALITA’ DI CAPO DELLA CHIESA CATTOLICA E COME VESCOVO DI ROMA, IL PAPA NON POTREBBE COMPORTARSI DIVERSAMENTE DA COSTORO.

L’ATTUALE PAPA E’ MESSO A RAFFRONTO CON PIO XI, UN UOMO PIENO DI TEMPERAMENTO.

PARALLELAMENTE, ALL’ESTERO, LA PROPAGANDA NEMICA FA LEVA SU QUESTI AVVENIMENTI PER CREARE MALUMORI TRA LA CURIA E NOI.

F.TO: WEIZSACKER.

20 OTTOBRE 1943, ORE 11.00 / 51[28]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

MESSAGGIO SPEDITO VIA RADIO AI BDS DI VIENNA E DI PRAGA.

LA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI ROMANI E’ INIZIATA IL 18 OTTOBRE ALLE ORE 9.00 (NUMERO DEL TRENO: X70469), CON DESTINAZIONE AUSCHWITZ (VIA ARNOLDSTEIN).

DAL MOMENTO CHE, IN PROPOSITO, SI RICHIEDE URGENTEMENTE LA SCORTA DELLA ORPO, SIETE PREGATI DI TRASMETTETE QUESTO MESSAGGIO PERCHE’ LA SUDDETTA SCORTA (PROVENIENTE DALLE VOSTRE AREE OPERATIVE) SIA COLLOCATA A DISPOSIZIONE [DEL CONVOGLIO DEGLI EBREI ROMANI].

F.TO: HARSTER.

21 OTTOBRE 1943, ORE 12.46 / 52[29]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

ALL’ATTENZIONE DELL’RSHA IV.

AL MOMENTO, UN UNICO TRENO MERCI HA LASCIATO ROMA (IL 18 OTTOBRE, ALLE ORE 19.00).

TRASPORTA 1007 EBREI.

LA SCORTA E’ COMPOSTA DA 20 UOMINI.

IL RESPONSABILE DEL CONVOGLIO E’ L’SS OSCHA ARNDZE, CHE E’ IN POSSESSO DEL DUPLICATO DELLA LISTA [DEI DEPORTATI EBREI].

F.TO: DANNÜCKER [SIC]

23 OTTOBRE 1943, ORE 20.53 / 55[30]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

ALL’ATTENZIONE DEL BDS, ITALIA.

SECONDO UN’INDAGINE DEL DIPARTIMENTO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA (OQ/OBS), RISULTA CHE GLI EBREI [ROMANI] SONO STATI DEPORTATI ATTRAVERSO LA LINEA BRENNERO – INNSBRUCK.

F.TO: KAPPLER.

23 OTTOBRE 1943, ORE 21.34 / 56[31]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

ALL’ATTENZIONE DEL BDS.

IN DATA 24 OTTOBRE, L’UFFICIO CHE SI OCCUPA DEGI EBREI ITALIANI SARA’ TRASFERITO DA ROMA A FIRENZE SOTTO IL COMANDO DI EISENKOLB (HSTUF, SS), CHE PRENDERA’ IL POSTO DI DANNEKER (HSTUF, SS), CHE E’ ANCORA INFERMO.

SI PRESUME CHE EISENKOPP [SIC] ARRIVI A VERONA DOMANI SERA, ASSIEME ALL’AGENTE DELLA QUINTA COLONNA DI EBNER, PER RICEVERE ISTRUZIONI DAL CAPO SETTORE.

F.TO: KAPPLER.

26 OTTOBRE 1943, ORE 18.19 / 57[32]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

IN RAPPORTO AL TELEGRAMMA DEL 17 OTTOBRE RIGUARDANTE GLI EBREI [SI TRATTA IN REALTA’ DI DUE TELEGRAMMI, IL N. 48 E IL N. 49, NDR], SEMBRA CHE, PER UN LUNGO PERIODO, IL VATICANO ABBIA AIUTATO A FUGGIRE MOLTI EBREI.

CRESCE IL TIMORE CHE SI VERIFICHINO NUOVE AZIONI PER LA DEPORTAZIONE DI OPERAI E DI MANODOPERA.

I COMUNISTI INTENDONO PRENDERE MISURE PER L’AUTODIFESA DEI LAVORATORI, UNA STRATEGIA CHE E’ GIA’ STATA MESSA IN ATTO DALL’INTELLIGENCE DEL NEMICO.

LA NOSTRA PROPAGANDA RISULTA INADEGUATA.

RITENIAMO QUINDI URGENTE CHE GLI ITALIANI FILOTEDESCHI PROMUOVANO UNA CAMPAGNA INFORMATIVA NEI CONFRONTI DELLA POPOLAZIONE.

(MANCA LA FIRMA)

28 OTTOBRE 1943 / 58[33]

L’AMBASCIATA DI GERMANIA PRESSO LA SANTA SEDE.

DA ROMA A BERLINO, SUPPLEMENTO AL RAPPORTO TELEGRAFICO DEL 17 OTTOBRE 1943 (VEDI DOCUMENTO N. 49).

OGGETTO: IL VATICANO E LA QUESTIONE EBRAICA IN ROMA.

IL PAPA NON SI E’ LASCIATO CONVINCERE A RILASCIARE ALCUNA DICHIARAZIONE PUBBLICA CONTRO LA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI DA ROMA, SEBBENE – A QUANTO SEMBRA – ABBIA SUBÌTO PRESSIONI DA PIU’ PARTI.

SEBBENE QUESTA POSIZIONE POSSA ESSERE UTILIZZATA CONTRO LA SUA PERSONA DA PARTE DEI NOSTRI OPPOSITORI E DEI CIRCOLI PROTESTANTI NEI PAESI ANGLOSASSONI, PER FINI PROPAGANDISTICI CONTRO IL CATTOLICESIMO, ANCHE IN QUESTA DELICATA QUESTIONE EGLI HA FATTO DI TUTTO PER NON COMPROMETTERE I RAPPORTI CON IL GOVERNO DEL REICH E LE AUTORITA’ GERMANICHE IN ROMA.

DAL MOMENTO CHE, QUI IN ROMA, NON SI VERIFICHERANNO ULTERIORI AZIONI TEDESCHE CONTRO I GIUDEI, POSSIAMO ESSERE CERTI CHE QUESTA SPIACEVOLE QUESTIONE NEI RAPPORTI TRA LA SANTA SEDE E LA GERMANIA APPARTIENE ORMAI AL PASSATO.

TUTTAVIA, DA PARTE VATICANA, SI RISCONTRA UN PRECISO BIASIMO.

L’OSSERVATORE ROMANO, IL 25 E IL 26 OTTOBRE, HA AMPIAMENTE DIVULGATO UN COMUNICATO UFFICIOSO SULL’ ATTIVITA’ CARITATIVA DEL PAPA.

NEL NOTO STILE DEL FOGLIO VATICANO, RICCAMENTE CONTORTO, SI AFFERMA CHE IL PAPA RIVOLGE I SUOI PENSIERI AMOREVOLI A TUTTI GLI UOMINI, SENZA DISTINZIONE DI NAZIONALITA’, RELIGIONE E RAZZA. LA MULTIFORME E INSTANCABILE ATTIVITA’ DI PIO XII E’ ULTIMAMENTE AUMENTATA IN CONSEGUENZA DELLE SOFFERENZE DI TANTI INFELICI.

NON E’ NECESSARIO REPLICARE A TALI AFFERMAZIONI, IN QUANTO IL LORO SENSO, IN RAPPORTO AL PROBLEMA EBRAICO, PUO’ ESSERE COMPRESO SOLO DA POCHISSIME PERSONE.

F.TO: WEIZSACKER.

TRADUZIONE DELL’ARTICOLO IN ALLEGATO AL RAPPORTO DEL 28 OTTOBRE 1943 [V. DOCUMENTO N. 58] / 59[34]

“L’OSSERVATORE ROMANO”, 25 OTTOBRE 1943. TITOLO: “LA CARITA’ DEL SANTO PADRE”.

“COLPISCE E ADDOLORA IL SANTO PADRE IL PERPETUARSI DEI LUTTI, DOVUTI AL PERSISTERE DELL’ATTUALE CONFLITTO.

E’ NOTO CHE IL PAPA HA TENTATO INUTILMENTE DI IMPEDIRE LO SCOPPIO DELLA GUERRA.

MENTRE EGLI HA SEMPRE MESSO IN GUARDIA I GOVERNI DALL’USO DELLA FORZA DELLE ARMI, OGGI COSI’ SPAVENTOSA, NON HA TRALASCIATO DI UTILIZZARE TUTTI I MEZZI A SUA DISPOSIZIONE PER ALLEVIARE I DOLORI CHE RISULTANO DAL CONFLITTO MONDIALE.

L’UNIVERSALE E PATERNA AZIONE PAPALE E’ AUMENTATA IN RAPPORTO AL PROGREDIRE DI UN DOLORE COSI’ FORTE.

L’OPERATO DEL SANTO PADRE NON CONOSCE FRONTIERE DI NAZIONALITA’, RELIGIONE, RAZZA. […]”.

29 OTTOBRE 1943, ORE 8.48 / 60[35]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO. SEGRETISSIMO.

ALL’ATTENZIONE DELLE FORZE DI PRONTO INTERVENTO, MILANO, IN RIFERIMENTO AI FRATELLI PERONE: VEDI TELEGRAMMA DEL 23 OTTOBRE 1943 [NON E’ AGLI ATTI, NDR].

AL MOMENTO, I FRATELLI PERONE NON RISULTANO SOTTO ARRESTO.

SU DI LORO, LA POLIZIA ITALIANA NON DISPONE DI DOCUMENTAZIONE ULTERIORE.

SE SI TRATTA DI GIUDEI, POTREBBERO ESSERE STATI ARRESTATI DURANTE L’OPERAZIONE [DEL 16 OTTOBRE 1943].

IN ROMA, I NOMI DEI SUDDETTI EBREI NON SONO NOTI.

F.TO: PRIEBKE.

29 OTTOBRE 1943, ORE 8.56 / 61[36]

TELEGRAMMA DA ROMA A BERLINO, SEGRETISSIMO.

ALL’ATTENZIONE DEL BDS, ITALIA.

NEGLI ULTIMI GIORNI, GLI EBREI HANNO AVANZATO RIPETUTE OFFERTE A PERSONE NOTE A QUESTO UFFICIO, CON L’OBIETTIVO DI RIPORTARE IN ITALIA I LORO PARENTI IN CAMBIO DI ORO.

INOLTRE, DURANTE UN COLLOQUIO AVVENUTO OGGI, IL CAPO DELLA POLIZIA MI HA ACCENNATO ALLA VICENDA DI UNA DONNA CHE HA OFFERTO FINO A 3 KG D’ORO PER IL RITORNO DEL MARITO.

TRASMETTO QUESTE INFORMAZIONI PER MOTIVI PRECAUZIONALI E VI SAREI GRATO SE FOSSE POSSIBILE RICEVERE ISTRUZIONI AL RIGUARDO.

IN GENERALE, LE OFFERTE AMMONTANO A 3 – 4 KG D’ORO.

F.TO: PRIEBKE.

4 DICEMBRE 1943 / 64[37]

BERLINO, NOTA AL SIGNOR RAM [Q. G. DI HITLER, IN WESTFALIA, NDR].

COME I SERVIZI DI SICUREZZA DEL REICH HANNO GIA’ COMUNICATO, LE AZIONI ORDINATE DAL COMANDO DELLE SS PER LA CATTURA DEGLI EBREI ITALIANI NON HANNO PORTATO FINORA AD ALCUN RISULTATO CONCRETO.

GLI INTERVENTI, PROMOSSI DA PIU’ PARTI, HANNO RITARDATO L’AZIONE TALMENTE A LUNGO CHE LA MAGGIORANZA DEGLI EBREI E’ RIUSCITA A RIFUGIARSI NELLE PICCOLE LOCALITA’.

CON LE FORZE ATTUALMENTE A DISPOSIZIONE, RISULTA QUINDI IMPOSSIBILE METTERE IN ATTO RASTRELLAMENTI A PETTINE NEI COMUNI PICCOLI, MEDI E GRANDI.

NEL FRATTEMPO, IL GOVERNO ITALIANO [DELLA RSI] HA EMANATO UNA LEGGE, SECONDO LA QUALE TUTTI GLI EBREI IN ITALIA DEVONO ESSERE DEPORTATI IN CAMPI DI CONCENTRAMENTO.

D’ACCORDO CON I SERVIZI DI SICUREZZA DEL REICH, PROPONIAMO DI ISTRUIRE L’AMBASCIATORE RAHN PERCHE’ ESPRIMA AL GOVERNO FASCISTA IL NOSTRO COMPIACIMENTO PER QUESTE DISPOSIZIONI, CHE RITENIAMO ASSOLUTAMENTE NECESSARIE PER I NOTI MOTIVI DI SICUREZZA.

PER RIPULIRE LE ZONE OPERATIVE DAGLI ELEMENTI SOSPETTI, SIAMO FAVOREVOLI ALLA RAPIDA APPLICAZIONE DI QUESTA LEGGE E ALL’ISTITUZIONE DI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NEL NORD ITALIA.

IN TAL SENSO, IL GOVERNO DEL REICH E’ PRONTO A METTERE A DISPOSIZIONE [DELLA RSI] UNA SERIE DI CONSIGLIERI DI PROVATA ESPERIENZA.

IL GRUPPO ‘INLAND II’ DOVREBBE TRASFORMARSI IN UNA SORTA DI CONSIGLIO ALL’INTERNO DELL’APPARARTO ESECUTIVO DEL GOVERNO FASCISTA, CON L’OBIETTIVO DI VIGILARE SULL’APPLICAZIONE DI QUESTA LEGGE E PER METTERE IN ATTO LE MISURE CONTRO GLI EBREI.

AL CONTEMPO, SI AUSPICA CHE GLI EBREI ITALIANI DESTINATI AI CAMPI DI CONCENTRAMENTO SIANO DEPORTATI NELL’EUROPA ORIENTALE.

TUTTAVIA, IL GRUPPO ‘INLAND II’ RITIENE CONSIGLIABILE ASPETTARE ANCORA: LA DEPORTAZIONE [DEI GIUDEI] POTREBBE SVOLGERSI CON MENO DIFFICOLTA’ SE IL LORO TRASFERIMENTO NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO ASSUMESSE LA FORMA DI UNA SOLUZIONE DEFINITIVA, E NON DI UNA TAPPA DELLA LORO EVACUAZIONE NEI TERRITORI DELL’EUROPA ORIENTALE.

I SERVIZI DI SICUREZZA DEL REICH NON HANNO ALCUNA OBIEZIONE A METTERE IN ATTO QUESTA TATTICA, CHE E’ RITENUTA LA PIU’ IDONEA.

F.TO: WAGNER.

14 DICEMBRE 1943 / 66[38]

OGGETTO: IL TRATTAMENTO DEGLI EBREI ITALIANI IN ITALIA.

COLLOQUIO TRA LO STURMBANNFUHRER BOSSHAMMER, LO HAUPTSTURMFUHRER DANNEGGER E VON THADDEN (UFFICIO DIPLOMATICO).

RAPPORTO INVIATO ALL’UFFICIO SUPERIORE DELLA SICUREZZA DEL REICH, NELLA PERSONA DEL GRUPPENFUHRER MULLER O.V.I.A., PRINZ – ALBRECHTSTRASSE 8, BERLINO.

IN BASE AL SUDDETTO COLLOQUIO, ALL’AMBASCIATORE RAHN E’ STATO CHIESTO DI ESPRIMERE [AL GOVERNO DELLA RSI] LA PIENA SODDISFAZIONE DEL REICH PER LA PROMULGAZIONE DELLE LEGGI RIGUARDANTI IL RIMPATRIO [IN ITALIA] DEGLI EBREI ITALIANI E IL LORO INTERNAMENTO NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO [DELLA RSI]. QUESTE LEGGI SONO DA CONSIDERARE ASSOLUTAMENTE NECESSARIE PER I NOTI MOTIVI DI SICUREZZA.

NELL’INTERESSE DI UNA IMMEDIATA EVACUAZIONE DEGLI ELEMENTI SOSPETTI DALLE ZONE OPERATIVE, E’ NECESSARIA UNA RAPIDA ESECUZIONE DI QUESTE NORMATIVE E L’ISTITUZIONE DI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NEL NORD ITALIA.

INOLTRE, PER L’ESECUZIONE DI TALI ORDINANZE, IL GOVERNO DEL REICH E’ PRONTO A METTERE A DISPOSIZIONE [DELLA RSI] CONSIGLIERI DI PROVATA ESPERIENZA.

TUTTAVIA, IL MINISTERO DEGLI ESTERI NON RITIENE OPPORTUNO METTERE IN PRATICA IL PIANO PROPOSTO DA BOSSHAMMER, CHE PREVEDE LA DEPORTAZIONE NEI TERRITORI DELL’EUROPA ORIENTALE DEGLI EBREI RACCOLTI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO [DELLA RSI].

PER MOTIVI TATTICI E POLITICI, TALE PROPOSTA DEVE ESSERE SOSPESA FINO ALLA CONCLUSIONE DELLE OPERAZIONI DI RASTRELLAMENTO DEI GIUDEI, CONDOTTE DAGLI ORGANI STATALI ITALIANI [DELLA RSI].

IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, IL MINISTERO DEGLI ESTERI RITIENE CHE LA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI [NELL’EUROPA ORIENTALE] OSTACOLEREBBE IN MANIERA SENSIBILE I RASTRELLAMENTI, CON IL RISCHIO DI MANDARE A MONTE L’INTERA OPERAZIONE.

IN RAPPORTO ALLE SEGNALAZIONI PERVENUTE NEGLI ULTIMI MESI SULLO SCARSO ZELO DELLE AUTORITA’ ITALIANE NELL’ESECUZIONE DELLE MISURE ANTIEBRAICHE ORDINATE DAL DUCE, IL MINISTERO DEGLI ESTERI RITIENE CHE LA MESSA IN ATTO DEL PIANO DOVREBBE ESSERE SUPERVISIONATA DA FUNZIONARI GERMANICI.

E’ QUINDI OPPORTUNO CHE UN SETTORE DEL COMANDO MILITARE GERMANICO SIA DISTACCATO PRESSO IL COMANDO ITALIANO [DELLA RSI], MASCHERANDOLO DA UFFICIO CONSULENTI.

SI PREGA DI COMUNICARE QUESTA DECISIONE AL COMANDO ITALIANO E DI AUTORIZZARE DANNEGGER A METTERSI IN CONTATTO DIRETTO CON RAHN, AMBASCIATORE DEL REICH [NELLA RSI], O CON IL SUO VICE, PER L‘EVENTUALE NOMINA DEI SUDDETTI CONSULENTI.

F.TO: WAGNER.

14 DICEMBRE 1943 / 67[39]

BERLINO, TELEGRAMMA DIRETTO A RAHN [AMBASCIATORE DEL REICH PRESSO LA RSI].

OGGETTO: EBREI IN ITALIA

SI PREGA L’AMBASCIATORE RAHN DI ESPRIMERE AL GOVERNO FASCISTA [DELLA RSI] LA SODDISFAZIONE DEL REICH PER LA PROMULGAZIONE DELLE LEGGI RIGUARDANTI IL RIMPATRIO [IN ITALIA] DEGLI EBREI ITALIANI E IL LORO INTERNAMENTO NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO [NELLA RSI]. LE LEGGI SONO DA CONSIDERARE ASSOLUTAMENTE NECESSARIE PER I NOTI MOTIVI DI SICUREZZA.

NELL’INTERESSE DI UNA IMMEDIATA EVACUAZIONE DEGLI ELEMENTI SOSPETTI DALLE ZONE DI OPERAZIONE, E’ NECESSARIA UNA RAPIDA ESECUZIONE DI QUESTE NORMATIVE E L’ISTITUZIONE DI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NEL NORD ITALIA.

COMUNICAZIONE AI DESTINATARI [DEL COMANDO GERMANICO, NELLA RSI]: SI RITIENE LE FORZE DELLE SS [NELLA RSI] NON SIANO SUFFICIENTI A METTERE IN PRATICA IL PIANO PER LA CATTURA DEI GIUDEI NASCOSTI.

DI CONSEGUENZA, OCCORRE ESEGUIRE LE OPERAZIONI IN COLLABORAZIONE CON LE AUTORITA’ FASCISTE [DELLA RSI].

SULLE BASE DELLE NOSTRE PRECEDENTI ESPERIENZE [SI RIFERISCE AL RASTRELLAMENTO DEGLI EBREI ROMANI, 16 OTTOBRE 1943, NDR], I CONSIGLIERI [TEDESCHI] CHE SUPERVISIONERANNO LE OPERAZIONI [NELLA RSI] DEVONO ESSERE SELEZIONATI TRA I MEMBRI DEL COMANDO OPERATIVO DELLE SS.

F.TO: WAGNER

16 DICEMBRE 1943 / 68[40]

IN COPIA, ALL’UFFICIO SUPERIORE DI SICUREZZA DEL REICH. INVIATO AL TENENTE COLONNELLO DELLE SS EICHMANN, CON PREGHIERA DI PRENDERNE VISIONE.

F.TO: TAHDDEN.

[SI RIFERISCE AI DOCUMENTI DEL 14 DICEMBRE 1943, N. 66 E N. 67].

LEGENDA

BDS: BEFEHLHABER DER SICHERHEITSPOLIZEI UND DES SD (COMANDANTE DELLA POLIZIA DI SICUREZZA E DEI SERVIZI DI SICUREZZA).

RFSS: REICHFUHRER SS (COMANDANTE SUPREMO DELLE SS).

RSHA: REICHSSICHERHEITSAMT (QUARTIER GENERALE DELLA SICUREZZA DEL REICH).

SD: SICHERHEITSDIENST (SERVIZI DI SICUREZZA).


[1] NA/UK, GFM 33/2403.

[2] NA/UK, GFM 33/2403.

[3] NA/UK, GFM 33/2403.

[4] NA/UK, GFM 33/2403.

[5] NA/UK, GFM 33/2403.

[6] NA/UK, GFM 33/2403.

[7] NA/UK, GFM 33/2403.

[8] NA/UK, GFM 33/2403.

[9] NA/UK, GFM 33/2403.

[10] NA/UK, GFM 33/2403.

[11] NA/UK, HW 1/1449.

[12] NA/UK, GFM 33/2518.

[13] NA/UK, GFM 33/2518.

[14] NA/UK, HW 19/238.

[15] NA/UK, HW 19/238.

[16] NA/UK, GFM 33/2518.

[17] NA/UK, HW 19/238.

[18] NA/UK, GFM 33/2518.

[19] NA/UK, HW 19/238.

[20] NA/UK, GFM 33/2518.

[21] NA/UK, GFM 33/2518.

[22] NA/UK, HW 19/238.

[23] NA/UK, HW 19/238.

[24] NA/UK, HW 19/238.

[25] NA/UK, GFM 33/2518.

[26] NA/UK, HW 19/238.

[27] NA/UK, GFM 33/2518.

[28] NA/UK, HW 19/238.

[29] NA/UK, HW 19/238.

[30] NA/UK, HW 19/238.

[31] NA/UK, HW 19/238.

[32] NA/UK, HW 19/239.

[33] NA/UK, GFM 33/2518.

[34] NA/UK, GFM 33/2518.

[35] NA/UK, HW 19/239.

[36] NA/UK, HW 19/239.

[37] NA/UK, GFM 33/2518.

[38] NA/UK, GFM 33/2518.

[39] NA/UK, GFM 33/2518.

[40] NA/UK, GFM 33/2518.

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a Juden in Italien

  1. fargion dr simon ha detto:

    rileggere i documenti fa sempre la stessa impressione,potro leggerli mille volte e avro sempre la stessa sensazione.
    Grato di poter leggere e rileggere
    fargion drsimon

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