Montini e il fantasma rosso

DOCUMENTI STATUNITENSI E BRITANNICI

1944 – 1947

I documenti che presentiamo sono stati da noi ritrovati negli ultimi anni presso il Nara di College Park (Stati Uniti) e il Public Record Office di Kew Gardens (Gran Bretagna). Li mettiamo a disposizione del lettore (in traduzione italiana). Offrono un ritratto di Giovanni Battista Montini lontano dall’agiografia che si è soliti fare su personaggi appartenenti agli alti vertici del mondo cattolico.

Il futuro Paolo VI teme fin dal 1944 che i “rossi” conquistino l’Italia e, sotto l’influenza di Pio XII, svolge un ruolo determinante nella formazione del primo governo De Gasperi (dicembre 1945). La pesante ingerenza della Santa Sede nelle questioni interne italiane emerge in maniera chiara.

L’ultimo documento è quello che abbiamo già diffuso sul nostro blog e che è stato ripreso dall’agenzia Ansa venerdì 28 novembre.

Attendiamo i vostri commenti per aprire un proficuo dibattito sui temi che queste carte sollevano.

NB: I documenti che vanno dal 15 ottobre al 17 dicembre 1945 provengono dagli archivi dei Servizi segreti statunitensi.

Giovanni Battista Montini

SEGRETO

DESTINATARIO: Oss (Roma)

MITTENTE: capitano Alessandro Cagiati (Oss)

TITOLO: Visita a Roma di due emissari del Cln di Parma

28 novembre 1944

Il capitano Pianzola (Esercito italiano) e don Anelli (parroco di Ostia parmense) hanno attraversato la Linea Gotica per conto del Cln di Parma e del Comando unico (quartier generale della zona di Parma), entità in contatto con noi tramite “Radio Renata”. […].

Monsignor Colli (vescovo di Parma) ha incaricato don Anelli di entrare in contatto con la Santa Sede per informarla sulle attività della Chiesa nell’ambito del movimento clandestino nella Rsi. […].

Sabato mattina (25 novembre), don Anelli e io siamo stati ricevuti da monsignor Montini, il prelato della Segreteria di Stato considerato più vicino al papa. Durante l’incontro, Montini ha rivolto a don Anelli una serie di domande sulla Resistenza nell’Italia settentrionale, in particolare sul ruolo svolto dalla Chiesa e dalla Democrazia cristiana. Montini ha poi espresso il desiderio di rafforzare i legami con le autorità ecclesiastiche al Nord (che potrebbero assistere gli Alleati da un punto di vista operativo), dando l’impressione, confermata anche da altre fonti, che la Santa Sede non ripone alcuna fiducia nel movimento partigiano. Questo, infatti, è dominato da elementi rivoluzionari e anticlericali (tra l’altro, se ne disconosce la forza effettiva). […]. Il Vaticano è fortemente allarmato dalla possibilità che l’Italia diventi “rossa”. […].

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SEGRETISSIMO

15 ottobre 1945

[…] Monsignor Montini ha comunicato al Papa le allarmanti informazioni giunte presso la Segreteria di Stato dalle sedi della Dc di Novara, Bologna, Parma e Bergamo. In queste città, la Dc è riuscita ad ottenere informazioni segrete riguardanti le bande comuniste, che hanno raccolto e nascosto considerevoli quantità di armi con l’obiettivo di attuare azioni violente non appena gli Alleati avranno abbandonato tali aree. Sono stati  forniti elenchi dettagliati delle armi in possesso delle bande comuniste, nonché liste dei loro componenti e delle località in cui gli arsenali sono stati occultati.

Dopo aver esaminato i dati, il Papa ha deciso di informare le autorità alleate.

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SEGRETISSIMO

15 ottobre 1945

Su istruzioni del Papa, monsignor Montini ha convocato Alcide De Gasperi per comunicargli le ultime direttive papali e le vedute della Santa Sede sui rapporti tra la Dc e l’esapartito del Cln.

De Gasperi ha accolto con un certo dispiacere tali nuove direttive, che contrastano con l’attività da lui svolta fino a questo momento. Tuttavia, ha dichiarato di voler obbedire ciecamente al Papa. Ha soltanto suggerito di sospendere ogni definizione fino al ritorno di don Sturzo, con il quale si dovrebbero prendere le ultime decisioni sulla situazione.

Sua Eccellenza monsignor Amleto Cicognani, nunzio apostolico a Washington, ha informato la Santa Sede che i Comitati cattolici statunitensi hanno dato inizio ad una campagna su vasta scala per sfruttare l’attuale, favorevole situazione politica. Mirano a fare pressioni sul governo americano affinché raggiunga un accordo con i britannici per la creazione di una roccaforte contro l’espansione sovietica nell’Europa dell’Est. Hanno anche suggerito che tale cordone sanitario sia allestito il più a oriente possibile. La campagna anticomunista viene condotta con eccellenti risultati anche nelle repubbliche sudamericane.

Tali notizie sono state accolte con soddisfazione dal Vaticano.

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SEGRETISSIMO

22 ottobre 1945

Su istruzioni del Papa, il 20 ottobre u. s. monsignor Giovanni Battista Montini, vice segretario di Stato, ha inviato una lettera a De Gasperi, leader della Dc, contenente le direttive che il partito dovrà seguire. I punti principali della nota sono i seguenti:

occorre tenere a mente che comunisti, socialisti, liberali, repubblicani, democratici del lavoro e azionisti sono tendenzialmente anticattolici. I loro programmi politici mirano a secolarizzare l’Italia, a spezzare i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa e, in un secondo momento, a promuovere la legge per il divorzio. Se i suddetti partiti riuscissero ad assicurarsi la maggioranza nell’Assemblea Costituente, il Concordato tra il Vaticano e l’Italia perderebbe ogni valore e il paese diventerebbe preda delle forze anticattoliche;

la Dc deve scegliere i suoi militanti tra i gruppi politici estranei ai suddetti partiti. I loro voti farebbero così da contrappeso alle forze dell’opposizione;

la Dc deve capire che la questione istituzionale (la scelta tra monarchia e repubblica, ndr) è secondaria in rapporto alla discussione sulla nuova costituzione italiana.

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SEGRETISSIMO

6 novembre 1945

Il Papa ha chiesto a monsignor Montini di cercare di persuadere don Luigi Sturzo a posporre la sua partenza dagli Stati Uniti e il suo ritorno in Italia.

Tale decisione è basata su informazioni confidenziali inviate alla Santa Sede. Di ritorno in Italia, infatti, don Sturzo cadrebbe nuovamente sotto l’influenza di quella parte della Dc che, facendo leva sulle antiche tendenze della sinistra, finirebbe per prevalere sul prelato per salvare il governo del Cln.

Il sostegno di don Sturzo a tale politica non farebbe che aggravare la situazione italiana, che ora marcia con grandi difficoltà verso una soluzione approvata dagli Alleati.

Monsignor Montini è stato autorizzato a informare don Sturzo che, per il momento, è opportuno che rimanga in America.

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SEGRETISSIMO

20 novembre 1945

Il Papa ha chiesto a monsignor Montini di trasmettere a De Gasperi precise direttive, nell’eventualità che il Cln del Nord continui ad opporsi al nuovo governo che sorgerà a Roma come risultato della crisi politica. Al Nord, la Dc non deve seguire tale tendenza, che potrebbe provocare la divisione tra il Nord e il Sud della penisola. Al contrario, il partito dovrebbe cercare di persuadere il Cln a non ostacolare il naturale sviluppo della crisi con aspre dichiarazioni, che finiscono per rivelarsi dannose all’Italia.

Al contempo, De Gasperi deve gradualmente prepararsi a scindere i rapporti tra la Dc e il Cln (anche al Nord).

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SEGRETISSIMO

29 novembre 1945

Su richiesta del Papa, Montini ha istruito De Gasperi, segretario politico della Dc, a mantenere la Segreteria di Stato costantemente informata sulla crisi politica. In tal modo, il Papa sarà in grado in ogni momento di fornire direttive e suggerimenti sulle mosse che la Dc dovrà intraprendere nei confronti delle eventuali proposte avanzate dagli altri partiti.

Il Papa insiste sul fatto che la Dc deve trarre il maggior vantaggio possibile dall’attuale crisi, con l’obiettivo di rafforzare la posizione dei cattolici italiani.

Al contempo, il Papa ha ordinato alla Dc, all’associazione delle Madri Cristiane e all’Azione Cattolica, di mantenere il totale controllo delle organizzazioni. Ciò permetterà di prevenire ogni tentativo di violenza e di promuovere la cooperazione, impedendo di fatto lo scatenarsi di incidenti durante lo sviluppo della crisi.

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SEGRETISSIMO

4 dicembre 1945

Il padre gesuita Alfonso M. Martin, responsabile per l’Italia della Compagnia di Gesù, si è incontrato con monsignor Montini e lo ha messo al corrente delle informazioni raccolte dai gesuiti nell’Italia settentrionale.

Il quartier generale delle forze clandestine socialcomuniste è ancora attivo a Milano. Il loro comandante, Longo, ha sostenuto un incontro decisivo con i responsabili locali in un luogo sconosciuto.

La guerra civile è in avanzata fase di preparazione. La propaganda afferma che una guerra civile è necessaria perché, se i socialisti e i comunisti non agissero ora, il proletariato italiano subirebbe una sconfitta definitiva.

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SEGRETISSIMO

6 dicembre 1945

Padre Alfonso M. Martin, responsabile della Compagnia di Gesù in Italia, si è incontrato ieri presso la Segreteria di Stato con monsignor Montini e con monsignor Francesco Morano. Sia Montini che Morano sono stati ufficialmente incaricati dal Papa di seguire la situazione politica italiana.

Padre Martin ha espresso ai due monsignori le preoccupazioni della Compagnia di Gesù a proposito della totale solidarietà politica in atto tra la Dc e il Cln.

Ha poi aggiunto che i gesuiti sono contrari all’egemonia dell’ala sinistra nel partito e a certe posizioni assunte da De Gasperi.

I gesuiti sono convinti che la Dc debba modificare la sua attuale linea politica e disfarsi al più presto del Cln.

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SEGRETISSIMO

12 dicembre 1945

Durante l’usuale rapporto giornaliero al Papa, monsignor Montini ha ricevuto istruzioni sui passi da intraprendere in merito alla questione italiana.

Dal momento che un cattolico è alla guida del governo, sarà necessario sfruttare al massimo la posizione di preminenza della Dc.

Il partito dovrà spostarsi – impercettibilmente ma costantemente – verso destra e prepararsi a nuovi sviluppi politici.

De Gasperi dovrà inoltre preparare un piano per controllare al meglio l’ala sinistra della Dc.

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SEGRETISSIMO

17 dicembre 1945

Assieme a monsignor Montini e ai suoi più stretti collaboratori e consiglieri, il Papa ha tracciato le direttive della Santa Sede in relazione all’attuale situazione politica.

De Gasperi avrà piena libertà di azione nella Dc e si assumerà tutte le responsabilità delle sue azioni. Ma se i risultati dovessero essere negativi, verrebbe rimpiazzato alla prima occasione.

L’obiettivo è quello di non sollevare sospetti tra i partiti del Cln e di continuare ad operare all’interno della coalizione.

Il Vaticano, De Gasperi e la Dc supervisioneranno la preparazione delle elezioni.

Il governo che uscirà dalle elezioni dovrà includere i partiti non appartenenti al Cln.

E’ opinione del Vaticano che i preparativi per l’elezione dell’Assemblea Costituente non saranno completati prima di aprile. La politica vaticana continuerà ad essere sostenuta dalla Compagnia di Gesù e dai partiti dell’opposizione.

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SEGRETISSIMO

DESTINATARI: Mr. Halford; Dipartimento dei Servizi di Sicurezza; MI5; F. O. R. D.

MITTENTE: Foreign Office (Western Department).

TITOLO: Il Papa e i Democratici Cristiani (n. 62)

26 febbraio 1947

La recente visita del signor De Gasperi negli Stati Uniti è stata realizzata grazie all’incoraggiamento e al supporto del Papa. Pacelli e De Gasperi sono rimasti in contatto con Myron Taylor e hanno istruito i cardinali statunitensi, soprattutto il cardinale Spellman, perché utilizzassero la loro influenza al fine di garantire il successo della missione.

Al contempo, due importanti sacerdoti si sono mossi in Roma, con l’approvazione vaticana, con l’obiettivo di ottenere un appoggio per i democristiani da parte delle forze di destra e di sinistra.

Il primo è padre Morlion, un domenicano che punta a un’alleanza tra la Dc e i socialisti dissidenti di Saragat. Questa mossa tuttavia è fallita completamente perché don Sturzo, assieme a Gronchi e ad altri democristiani, ha appoggiato il mantenimento della coalizione tripartita.

Si riscontrano poi gli sforzi di padre Barbera, un gesuita, per la formazione di un’alleanza di governo composta dai partiti di destra, senza la partecipazione dei socialisti e dei comunisti. Ma anche questo tentativo è fallito, malgrado l’influenza papale. Di conseguenza, il Papa ha affermato che ora abbandonerà il partito della Dc “alla sua inevitabile liquidazione”, specificando di aver già trasferito il suo appoggio al movimento dell’Uomo Qualunque.

L’Azione cattolica, che ha istituito le Acli (Associazioni cattoliche dei lavoratori italiani) in alternativa alla Cgil, ha ufficialmente smesso di sostenere la Dc, il che significa la perdita di cinque milioni di voti per questo partito. Sono già stati promossi dei contatti tra l’Azione cattolica e il movimento dell’Uomo Qualunque. Inoltre, padre Barbera ha promesso ai leader qualunquisti il suo pieno appoggio, a condizione però che la presidenza del loro gruppo parlamentare sia affidata a Enzo Selvaggi. Il supporto del clero al movimento qualunquista è già una realtà in molte regioni d’Italia.

In un incontro avvenuto il 5 febbraio, il Papa ha ribadito la sua decisione di appoggiare pienamente il movimento dell’Uomo Qualunque ed ha fornito precise direttive in tal senso a mons. Montini. In particolare, egli ha chiesto a Montini di trasmettere alla Dc al quotidiano Il Popolo la sua crescente preoccupazione in rapporto alla campagna stampa promossa contro i qualunquisti. Il Papa desidera che tale campagna abbia immediatamente fine.

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SEGRETO

DESTINATARIO: Segretario di Stato (Washington)

MITTENTE: J. G. Parsons (Santa Sede, Roma)

TITOLO: L’attuale situazione italiana. Verbale di conversazione tra Sua Eccellenza Monsignor Montini, segretario di Stato della Santa Sede, e il signor Parsons (n. 29).

16 – 17 settembre 1947

Monsignor Montini mi ha convocato presso il suo ufficio, la sera di martedì, per comunicarmi che il Papa è rimasto turbato dai recenti rapporti sulla situazione nell’Italia settentrionale. Di conseguenza, il Papa ha chiesto a monsignor Montini di sondare le nostre impressioni al riguardo. Secondo una serie di resoconti ricevuti in Vaticano da fonti considerate attendibili, i comunisti hanno ricevuto nuove istruzioni da Mosca con l’obiettivo di provocare la caduta del Governo De Gasperi con ogni mezzo, ricorrendo anche alla forza. I rapporti indicano che l’attuale ondata di scioperi altro non è che il primo passo dello sviluppo di una fase rivoluzionaria, mentre altre informative si riferiscono allo spostamento di circa 500.000 soldati jugoslavi, guidati da ufficiali russi, verso il confine orientale italiano. Infine, alcuni dispacci illustrano l’ostruzione (di scarse proporzioni ma apparentemente deliberata) dei movimenti delle unità dell’esercito italiano nell’Italia settentrionale.

Ho replicato a monsignor Montini che, anzitutto, sarebbe mio desiderio incontrarmi con l’ambasciatore Dunn, in modo da poter fornire alla Santa Sede la miglior valutazione possibile, e la più aggiornata, sulla situazione in atto. […] Tuttavia, ho informato Montini che l’addetto alle questioni sindacali della nostra ambasciata in Italia era appena tornato a Roma dal Nord. A suo dire, i motivi economici e politici che stavano dietro agli attuali scioperi erano genuini. Inoltre, per quanto riguarda i piani comunisti per la presa del potere, ho comunicato a Montini che mi risultava difficile pensare che i comunisti desiderassero scegliere questo particolare momento.

Dopo aver sostenuto un colloquio con l’ambasciatore Dunn nella mattinata di mercoledì, sono tornato da Montini quello stesso pomeriggio. In risposta alla sua domanda iniziale (“Notizie buone o cattive?”), ho subito replicato: “Entrambe”. In rapporto agli scioperi, non siamo convinti che si tratti del primo passo di un tentativo rivoluzionario per la presa del potere o per isolare l’Italia settentrionale. Gli ho quindi consegnato un riassunto del telegramma n. 2734, spedito a Washington dalla nostra ambasciata di Roma in data 12 settembre 1947, aggiungendo che questa era l’unica stagione in cui uno sciopero dei lavoratori agricoli non aveva alcun senso. Per altro, non riteniamo che essi possano permettere che il raccolto del riso sia danneggiato; oppure, che i comunisti osino promuovere uno sciopero così impopolare. A questo punto, Montini ha commentato che lo sciopero, se andasse avanti per molto tempo, potrebbe danneggiare i comunisti; ed ha aggiunto che, finora, le mie notizie erano buone.

Per quanto riguarda i movimenti di truppe, ho detto a Montini che i rapporti dell’intelligence sul tema si contano a dozzine. Tuttavia, non si riscontrano particolari movimenti (a cui Montini aveva accennato) e non vi è alcuna conferma che possa scoppiare nell’immediato una crisi provocata da queste truppe. Gli ho quindi elencato i passi che stiamo assumendo per monitorare la situazione italiana.

In relazione alle informative secondo le quali i comunisti hanno ricevuto nuovi ordini per la presa del potere con ogni mezzo, noi riscontriamo che in Francia e in Italia, per un lungo periodo di tempo, sono effettivamente circolate voci in tal senso. In sintesi, se l’avessero voluto, i comunisti sarebbero stati in grado di andare al potere. Dobbiamo quindi chiederci perché non l’hanno fatto. Le risposte sono almeno tre:

1-come si legge sulla rivista Foreign Affairs, i comunisti non hanno un calendario operativo. La loro dottrina, infatti, li rassicura sul fatto che i governi non comunisti cadranno in ogni modo. Per questo motivo, la loro propaganda è aggressiva mentre le loro mosse strategiche si richiamano alla cautela;

2-al momento, i comunisti sembrano temere la “seconda fase”, ovvero il pericolo di una guerra causata da un’aggressione aperta;

3-ed ecco le notizie cattive: i comunisti non solo sono convinti che il Piano Marshall fallirà, ma prevedono anche che l’Italia affronterà presto una crisi del dollaro dovuta all’inconvertibilità della sterlina britannica. In altre parole, i comunisti devono solo rimanere immobili e aspettare che l’Italia cada tra le loro braccia (ho illustrato a Montini quest’ultimo punto utilizzando alcuni dei ragionamenti contenuti nel telegramma n. 2772, spedito da Roma a Washington in data 16 settembre 1947).

A questo punto, Montini ha nuovamente affrontato la questione degli scioperi. A suo dire, sono le astensioni dal lavoro che impediscono all’Italia di aiutare se stessa e inducono gli Stati Uniti a non sostenerla. E sono proprio questi i fattori che spingono l’Italia tra le braccia dei comunisti. […].

Siamo poi passati a discutere brevemente la questione dei partiti minori e la tendenza di molti italiani a ritenere che si possa essere “comunisti italiani” o “comunisti cristiani”. Una gran parte, inoltre, è convinta di essere in grado di liberarsi dei “comunisti di Mosca” al momento opportuno. Dalle affermazioni di Montini, è risultato chiaro che egli (come noi) considera queste idee assolutamente false. La Chiesa cattolica utilizza tutta la sua influenza per persuadere i partiti minori che lo scontro in atto non è tra le varie convinzioni politiche, bensì tra il comunismo e la civiltà occidentale. […].


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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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