L’alba di Gladio

UN SERVIZIO SPECIALE DELL’ANSA SUL LIBRO DI

G. CASARRUBEA E MARIO J. CEREGHINO

“LUPARA NERA” (Milano, Bompiani, luglio 2009, pp. 496 Euro 16,00)

Herbert Kappler, dopo l'arresto

Herbert Kappler, dopo l'arresto

PP30107 R POL S0A QBXB RETE NAZIFASCITA SALVATA E RICICLATA, GIULIANO IN TESTA/ANSA LA “GUERRA SEGRETA” SULLA BASE DI DOCUMENTI USA- RUOLO DE MAURO (ANSA) – ROMA, 30 GIU – Fu la quasi sconosciuta rete ‘Invasione nazifascista’ predisposta da Herbert Kappler e Karl Hass per fronteggiare l’avanzata delle truppe Usa in Italia ad essere prima salvata e poi ”riciclata” per costituire quei gruppi anticomunisti poi ”calati” in quei gruppi e strutture che divennero con il tempo Gladio. Un ruolo centrale l’ebbero Salvatore Giuliano e, a sorpresa, Mauro De Mauro, il giornalista rapito a Palermo negli anni Settanta. Quella che era una intuizione diviene con il volume ”Lupara nera. La guerra segreta alla democrazia in Italia (1943-1947)”, edito da Bompiani e scritto da Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino una verita’ storiografica sulla base di documenti Usa e inglesi usciti dagli archivi in questi ultimi anni. Nel febbraio ’43, dopo le disfatte di Stalingrado ed El Alamein, Himmler si incontra con Mussolini a Roma. L’invasione angloamericana della Sicilia e’ imminente. Himmler si fida ben poco degli italiani e invia ordini al comando in Italia (Kappler, Hass, ecc.) di iniziare a costituire una rete di spionaggio e sabotaggio da attivare su larga scala in Sicilia e al Sud per contrastare l’avanzata alleata. La prima operazione della ‘Rete Invasione’ viene battezzata ‘Azienda Agricola’, in Sicilia e prevede di utilizzare i latifondi dell’aristocrazia. Il 5 ottobre 1943, con una lettera, Himmler ordina ai servizi nazisti a Roma di costituire la ‘Rete Invasione e Sabotaggio’, affidata a Karl Hass. I conventi e le tenute dell’aristocrazia al Sud diventano cosi’ basi operative permanenti in Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania.

Nella Roma occupata, Mauro De Mauro diventa il braccio destro di Kappler e Priebke. Si infiltra nelle Resistenza della capitale e partecipa agli interrogatori di via

Heinrich Himmler

Heinrich Himmler

Tasso. Dopo la liberazione di Roma, decine di commandos nazifascisti entrano in azione in tutto il meridione. Sono gli uomini di Ceccacci e di Buttazzoni (Decima Mas).In missione segreta a Taranto nell’aprile ’44, Ceccacci varca la Linea Gustav all’inizio di maggio in compagnia di un certo ‘Giuliani’. Dalla base di Penne, a giugno, tre suoi uomini raggiungono Partinico (Sicilia) per addestrare il nuovo gruppo armato di ‘Giuliani, leader of a fascist band in Sicily’, e’ Salvatore Giuliano. In luglio, a Verona, il maggiore delle SS Otto Ragen costituisce il gruppo ‘Cypresse’, ovvero una scuola di spionaggio e sabotaggio per elementi della Decima da spedire al Sud. A novembre, 30 militi della scuola raggiungono la Sicilia. Poco dopo, scoppiano i cosiddetti moti del ‘Non si parte’ in tutta l’isola, guidati da Salvatore Giuliano e da Salvatore Ferreri (il vice) alias ‘Fra’ Diavolo’ e lo ‘Scugnizzo. Da Roma, e poi da Milano (fino all’aprile ’45), opera il ‘Gruppo Sabotatori-Attentatori’ di Tommaso David, un fascista della prima ora. E’ il capo di Ferreri. La rete viene debellata nel marzo ’45. Sulla Linea Gotica, gli americani catturano due spie. I due ‘cantano’: confermano agli Alleati e ai carabinieri del Sim che la Decima Mas arma, addestra e finanzia il plotone armato di Giuliano in Sicilia. Nell’estate del ’45, gli americani concedono l’immunita’ agli uomini della Decima Mas di stanza all’isola di Sant’Andrea (Venezia) mentre Ceccacci, Buttazzoni, De Mauro e molti altri ‘fuggono’ dai campi di detenzione allestiti per gli ex militi della Rsi. Nell’aprile ’46, Buttazzoni inizia a lavorare per James Jesus Angleton, a Roma, con lo pseudonimo di ‘ingegnere Cattarini’, mentre Romualdi scrive il pamphlet ‘Il Fronte Antibolscevico’ e lo consegna ai servizi Usa. In agosto, il tenente Perenze (Cc), ufficialmente responsabile della morte di Giuliano nel ’50, incontra Kappler a Forte Boccea. In breve, nascono come funghi i gruppi paramilitari armati neofascisti, da Trieste alla Sicilia. Nell’ottobre ’46, i servizi alleati di Angleton organizzano una serie di riunioni segrete alle quali partecipano i capi neofascisti, i servizi e la polizia italiani e alcuni membri del governo De Gasperi. Si decide l’offensiva terroristica che dovra’ culminare in un colpo di Stato e nella repressione violenta del Pci. All’inizio del ’47, i gruppi armati neofascisti si organizzano nel ‘Nuovo Comando Generale’. I soldi per le attivita’ terroristiche arrivano dall’Argentina di Peron. Dall’autunno ’46, giungono in Italia tramite il Vaticano (padre Zappaterreni), Lucky Luciano, Abelli (Far, ex Decima Mas). Nel giugno ’47, Evita Peron trasporta in Italia 250 milioni di dollari dell’Internazionale Nera nazifascista e li consegna alle gerarchie vaticane guidate da Pacelli e Montini. Hass collabora con gli americani sotto falso nome, a Roma. Il Sim italiano, composto da Cc, si allinea alle direttive di Angleton e mantiene i contatti con i gruppi neofascisti. E’ nata l’Unione patriottica anticomunista (Upa), composta ”solo” da militi dell’Arma. La strage di Portella della Ginestra (1 maggio 1947) e’ la miccia che deve dare il via al colpo di Stato. Ma le cose non vanno secondo i piani. Il Pci non reagisce alla provocazione e, il 31 maggio, nasce il quarto governo De Gasperi, il primo senza comunisti e socialisti. I Far di Romualdi e le teste calde del neofascismo non ci stanno. Tra il 19 e il 22 giugno 1947 sferrano una serie di attacchi contro le Camere del Lavoro in Calabria e nella provincia di Palermo. La banda Giuliano partecipa agli assalti. Pochi giorni dopo, inizia la repressione violenta dei gruppi armati dissidenti. E’ l’inizio della fine anche per Romualdi, Salvatore Giuliano e Salvatore Ferreri (massacrato assieme ai suoi uomini).A risolvere la situazione arriva Charles Poletti che promette finanziamenti e armi dagli Usa a patto che i gruppi armati anticomunisti si unifichino sotto il comando Usa. A novembre, la struttura paramilitare segreta, guidata dal maresciallo Messe, e’ gia’ attiva. Siamo cosi’ alle origini di Gladio.

Churchill

Churchill

CP 01-LUG-09 14:18 NNNN WPP30109 R POL S0A QBXB E CHURCHILL DISSE, L’ITALIA NON AVRA’ MAI SUA PIENA LIBERTA’ (PAOLO CUCCHIARELLI)

(ANSA) – ROMA, 30 GIU – Tra i tanti documenti presenti nello studio ”Lupara nera” (molti, interessanti, riguardano De Gasperi e il suo ben difficile rapporto con il Papa e tutti consultabili sul sito www.casarrubea@wordpress.com) uno colpisceparticolarmente. Il resoconto di     un colloquio tra l’ex Primo ministro britannico Wiston Curchill e il delegato apostolico William Godfrey, avvenuto a Londra il 6 novembre del 1945.
Curchill e’ durissimo, spietato con l’Italia. Il politico inglese, riferisce il diplomatico vaticano, ha affermato ”che l’Italia godra’ di eccellenti condizioni di pace e che le sara’ fornita una concreta assistenza per la ricostruzione. Cio’ e’ garantito, dal momento che Stati Uniti e Russia considerano la questione italiana di competenza della Gran Bretagna. L’Unione Sovietica acconsentira’ a lasciare in assoluta pace l’Italia, mentre gli Stati Uniti forniranno tutto il possibile sostegno morale e materiale nell’ambito degli interessi britannici. Una totale liberta’ politica e’ l’unica cosa che manchera’ all’Italia. La Santa Sede dissentira’ in parte da questa avvilente valutazione psicologica, che determinera’ uno stato di discordia permanente e che provochera’ la debolezza dei futuri governi italiani. Tuttavia, Churchill ha affermato che tale mossa e’ necessaria”. Il fascismo e la sconfitta bellica, infatti, ”hanno causato una rovina tale da rendere impossibile che il popolo italiano goda della tranquillita’ necessaria alla ricostruzione morale e materiale del Paese, utilizzando un’affidabile prassi democratica. Ci vorranno molti anni per raggiungere tale obiettivo. Ma, al momento, la rabbia e il risentimento dei partigiani sono cosi’ forti che il popolo italiano non puo’ essere abbandonato alle sue sole forze”. Notando che ero rimasto perplesso e turbato dalle sue parole, Churchill – riferi’ al Papa il diplomatico – ”ha aggiunto che il controllo politico sara’ effettuato con la maggior discrezione possibile e, comunque, sempre nell’interesse dell’Italia. Lasciato a se stesso, il Paese precipiterebbe nel giro di pochi mesi in una forma di fascismo peggiore di quello che l’ha condotto alla rovina”.

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a L’alba di Gladio

  1. Vincenzo ha detto:

    Autorizzo la pubblicazione della mia mail. Il commento all’articolo inizia con il considerare la freddezza e la crudeltà di Churchill, il quale la propaganda dei vincitori lo presenta come un benefattore dell’umanità, mentre è stato uno dei maggiori guerrafondai e sanguinario che la storia abbia registrato. Autore di lutti e devastazioni immensi che avrebbe potuto evitare oltre che alla propria nazione anche all’intera umanità accettando le due proposte di pace fatte da Hitler.

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