Veltroni: “Il Rieccolo”

Veltroni

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Tutti lo davano fuori gioco, per autoesclusione, dimissioni volontarie. Ma dopo un semestre eccolo di nuovo sulla scena, non politica, questa volta, ma culturale e umanitaria, tra i terremotati dell’Abruzzo,  nei giorni del G8. “Rieccolo” era l’espressione che usavano le diplomazie internazionali per definire l’onnipresente Amintore Fanfani, al quale piaceva rappresentare l’Italia in ogni occasione, come se senza di lui il mondo non potesse andare avanti. Ma quel piccoletto era un politico di razza e sul suo conto se ne dicevano di tutti i colori. Forse per l’invidia che suscitava tra i suoi stessi amici di partito o per la facilità con cui  si prestava ad essere oggetto di satira. Per i più, negli ambienti americani, era il “tuscan pony”. Ma Fanfani non se ne dava pensiero e tutte le volte che poteva esibirsi, non avendo il problema dei tacchi nonostante la statura di uomo  piuttosto basso, era comunque presente, anche per sbadigliare. Nel maggio ’68 l’ambasciata americana di Roma, scrivendo al Dipartimento di Stato di Washington, comunicava che “Fanfani minacciava spesso di lasciare per sempre la politica, ma poi riappariva sempre. Infatti uno dei suoi numerosi soprannomi  – spiegava la nota – era “Il Rieccolo”. Potremmo dire la stessa cosa di Veltroni al quale non si può attribuire, però, la categoria cui apparteneva un uomo di Stato come Fanfani, perchè il paragone non regge. Sarebbe come scambiare lucciole per lanterne, visto il livello a cui si è ridotta la politica oggi.

La rentrée di Veltroni è più cultural chic di quella che avrebbe potuto fare il grande Amintore, ripresentandosi per l’ennesima volta agli occhi del suo pubblico.

La scena della riapparizione è infatti L’Aquila, dove oltre alla sua presenza ci sarà anche quella di Carla Bruni, moglie del premier francese Sarkozy. A quanto pare la première dame non ama confondersi con le altre first ladies, e tanto meno la simpatica Michelle, moglie di Obama che sin dal primo minuto del G8 italiano ha occupato tutte le scene tra le altre mogli di capi di governo alle prese con un programma tutto per loro.  Una donna umile e buona, una brava massaia si direbbe, elegante e lavoratrice. La Bruni  invece si  vuole distinguere e, stando a quanto scrivono i giornali di oggi, farà il suo ingresso trionfale sulla scena dei luoghi del terremoto, con George Clooney. Una scena idilliaca e perfetta, su uno sfondo infernale, da film horror.  Ma, visto che Sarkozy non ha i problemi che in Sicilia, tanto per citare un esempio classico, certamente si pongono, per tradizione e costume, quando un marito è costretto a vedere la sua donna a braccetto con un altro, il racconto si tinge di rosa. A parte le questioni che riguardano solo Sarkozy, questo galantuono al quale la destra ha insegnato anche la galanteria, non si capisce che ci fa in mezzo a già tanta accesa situazione, il “Rieccolo”. Le cronache ci dicono che dovrà inaugurare la Nobel for Peace Hall, una specie di centro culturale che sorge in una tendopoli. Fa bene Veltroni e apprezziamo l’indipendenza della Bruni, il suo volere apparire fuori dalle regole consuete o, per meglio dire, dal protocollo.

Ma continuiamo a chiederci: aveva proprio bisogno del palcoscenico del G8 Veltroni per dimostrare che è ancora molto attivo politicamente? O questa è la prova di come si sia ridotta certa sinistra? Al fatidico motto veltroniano, in perfetto stile americano: “Yes, we can”, i terremotati hanno risposto indicando al mondo intero quello che sono: persone costrette a vivere ancora in tendopoli, e chissà per quanto tempo  vi saranno costretti.  “Yes, we camp” hanno risposto. E già vediamo Veltroni che taglia il nastro, magari con qualche cardinale nel mezzo.(GC)

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a Veltroni: “Il Rieccolo”

  1. Gabriella Modica ha detto:

    Le disgrazie italiane sembrano adesso più che mai un ottimo supporto per una qualunque delle fiction che guardiamo quotidianamente in tv.
    I politici non sono più tali ma solo protagonisti di una farsa tragicomica.
    Mi pare che il termine più adatto per definire questo stato di cose sia vergognoso.
    Un saluto.
    Gabriella.

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