Nazifascisti a Verona

Per gentile concessione della Casa Editrice Bompiani pubblichiamo, qui di seguito,  uno stralcio del recente volume di G.Casarrubea e Mario J. Cereghino, “Lupara nera”, in libreria dai primi di questo mese:

L’organizzazione “Cypresse”

Campalto di Verona, oggi. Gli edifici erano adibiti a scuola di sabotaggio.

Campalto di Verona, oggi. Gli edifici erano adibiti a scuola di sabotaggio.

Nel luglio ’44, nasce un’organizzazione segreta nazifascista che inizia ad operare nel novembre dello stesso anno nell’Italia liberata, con l’invio di trenta agenti in Sicilia. Comprende un quartier generale, una scuola di sabotaggio, una scuola per marconisti, un campo di transito per agenti, una stazione radio, un laboratorio. All’inizio, Otto Ragen stabilisce il suo quartier generale a Villa Grezzana di Campalto, nei pressi di Verona, e alla fine di agosto ’44 lo trasferisce nel capoluogo in Strada San Fermo 19. A Campalto, continuano ad operare il campo di transito e la scuola. A ottobre, il quartier generale è ancora una volta trasferito presso la sede della sezione italiana del Bds [Comando della polizia di sicurezza e dei servizi di sicurezza germanici], presso il palazzo delle Assicurazioni. Ai primi di gennaio ’45, Ragen invia parte degli uffici a villa Eiseck nei pressi di Chiusa (Bolzano). A metà febbraio la scuola per marconisti, la postazione radio e il laboratorio di villa Grezzana sono trasferiti nella zona di Ortisei.

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Tra luglio ’44 e febbraio ’45 a Campalto operano, tra gli altri, l’istruttore Augusto Negroni e Giuseppe Sapienza. La stazione radio garantisce le comunicazioni giornaliere con Berlino, mentre una telescrivente del Bds è destinata a inviare rapporti dettagliati alla capitale tedesca. A febbraio ’45, è installata a Ortisei una potente radio ricetrasmittente che serve “a controllare i gruppi di agenti sabotatori (provvisti di radio ricetrasmittenti portatili) da inviare (o già operanti) nell’Italia liberata. Nel marzo ‘45, prove di trasmissione sono effettuate tra Ortisei e La Spezia. […] All’inizio di aprile ‘45, si stabiliscono le comunicazioni tra Ortisei e Campalto. Si tenta inoltre di collegare via radio il gruppo ‘Gamma’ della Decima Mas (a Valdagno) con Ortisei. Ma, al momento della disfatta, l’operazione non è ancora riuscita e a Valdagno, il ‘Cypresse’ ha ancora delle ‘attività’ in corso”.

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Ragen è una personalità di spicco dei servizi di intelligece germanici. Nativo di Posen, 46 anni, alias “Begus” dell’Sd [servizi di sicurezza germanici] di Verona, conosciuto anche come Beng, Beck, Benke, Igel, Gerbel. Ad Atene è capo del controspionaggio nazista. Qui inizia l’organizzazione dei gruppi di sabotaggio e di “resistenza” antialleata. Dopo la prima guerra mondiale, si laurea in legge a Innsbruck ed esercita la professione di avvocato. Nel ‘33 diventa uno dei primi membri del Partito nazista austriaco e, poco prima dell’annessione dell’Austria alla Germania, nel ’38, è imprigionato con l’accusa di essere un agente nazista. Nel febbraio ‘43 riceve l’ordine di tornare ad Atene dove è già stato nel ‘41, per organizzare lo spionaggio nazista sia nella capitale sia a Salonicco. La sua organizzazione in Grecia è divisa in due sezioni. Begus è al comando di circa 100 sabotatori, soprattutto nell’area di Atene, mentre è alle sue direttive anche un gruppo di resistenza di 150 uomini, tra i quali il monteleprino Giuseppe Sapienza. Vi sono poi altri 3000 elementi appartenenti ad un’organizzazione filonazista greca che, in collaborazione con la Gestapo, si batte contro “il bolscevismo e il capitalismo anglo-giudaico” in Grecia. L’addestramento di entrambi i gruppi è diretto da un tedesco, August Ludwig, alias “Bertram”. Ha a disposizione una radio ricetrasmittente e quattro marconisti (un greco e tre italiani). Bertram non è in contatto diretto con loro, ma comunica attraverso messaggeri. Dispone di 6 o 7 valigie piene di esplosivo destinate ai 20 uomini del suo commando. I membri più importanti dei due gruppi saranno successivamente arrestati, compreso Ludwig. Secondo la stessa fonte, nei sei mesi precedenti, circa duecento agenti nemici o sabotatori sono arrestati dagli Alleati.

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I servizi alleati, dopo la sua cattura avvenuta a Verona il 29 maggio ’45, interrogano Ragen a lungo. Il nazista afferma di essere nato a Bolzano nel 1899. Diventa commissario di polizia a Vienna nel ’29. Si trasferisce in Germania facendo l’investigatore privato presso un’agenzia di Monaco di Baviera (fino al ’34). Di ritorno in Austria, è condannato a sei mesi di prigione per aver preso parte all’assassinio del cancelliere Engelbert Dollfuss. Trasferitosi in Germania con la famiglia, si reca in Abissinia dove diventa istruttore di 4000 soldati della guardia personale del Negus. Combatte quindi contro le truppe di occupazione italiane e alla metà del ’36 torna in Germania. Nel ’39 è arruolato dalla polizia segreta di Hannover e inviato in Francia come spia. Vi rimane fino al ’41. Opera poi in Romania, Bulgaria e Grecia. Nel suo interrogatorio, Ragen conferma le dichiarazioni rese nelle stesse settimane da un altro componente del “Cypresse”, Gino Locatelli, che ha un ruolo fondamentale nelle azioni di sabotaggio al Sud. E’ responsabile di gruppo dislocato a Roma dal Kommando 212 (Abwehr), alla vigilia dell’arrivo degli Alleati.

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Ragen dichiara che Locatelli, in compagnia del capitano Lo Cascio, il 26 dicembre ’44 va a trovarlo a Verona per comunicargli l’intenzione di effettuare una missione a Napoli. Fa un dettagliato rapporto sulla situazione nell’Italia liberata, dove è appena stato in missione, e gli chiede sette milioni di lire, una radio e un marconista. Ragen concorda e gli mette a disposizione una radio ricetrasmittente e il marconista, Mazzuccato, milite del “Vega” già dipendente da Mario Rossi. All’inizio del ’45 Locatelli è aviolanciato a Napoli dopo essere partito da Bergamo. Ragen parla inoltre dei marconisti formatisi alla scuola di Campalto: “Gli allievi erano otto: Nai, Di Napoli, Carbone, Garofalo, Gianlombardo, D’Aniello e Mazzuccato (a dicembre si aggiunge Canavese, un sottotenente del gruppo ‘Gamma’ della Decima Flottiglia Mas)”. Il documento aggiunge: “In particolare, Ragen aveva in mente almeno due missioni. Il piano prevedeva che Ragen, da Ortisei, rimanesse in contatto radio permanente con Gianlombardo (che era stato spedito a Varignano, nel marzo 1945, munito di un apparecchio ricetrasmittente fornitogli dal ‘Cypresse’); e che, a sua volta, Gianlombardo trasmettesse a Begus ogni informazione di rilievo”. La radio di Ortisei fabbricata dalla ditta Face di Milano, è allestita nel febbraio ’45 ed ha il compito di monitorare, da marzo, gli agenti sabotatori muniti di radio portatili da inviare o già operanti nell’Italia liberata.

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Verona è la sede principale della rete di radiocomunicazioni, “quartier generale della Sipo (Sicherheitspolizei) e dell’Sd (Sicherheitsdienst, servizio di sicurezza del partito nazista). Roma: è in contatto con l’emittente radio di Verona (la radio si trova presso l’ambasciata tedesca in Vaticano)”.

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“Sicilia: Palermo, Catania, Enna e Agrigento sono in contatto radio con la sede Sd di Verona. […] Le stazioni radio in Sicilia mantengono i contatti tra di loro tramite corrieri. […] L’attività è aumentata alla vigilia dei disordini siciliani del dicembre 1944. […] Lo sbarco di agenti da sottomarini tedeschi e il lancio con paracadute di informatori e operatori radio hanno l’obiettivo di confondere il controspionaggio alleato, potenziare l’attività dello spionaggio nazifascista e assicurare la sostituzione degli agenti (in caso di loro cattura). In Sicilia, l’attività dell’Sd ha un forte carattere politico: mira ad attivare una rete permanente di informatori (l’attività è iniziata all’indomani dello sbarco nell’isola) ed a paracadutare agenti ed equipaggiamenti. Contatti: circoli fascisti, dissidenti o separatisti. […] In Italia, il quartier generale dell’Sd si trova a Verona”. Nell’estate ’44, al suo arrivo a Verona, Ragen entra in contatto con Eugenio Wolk, comandante del gruppo “Gamma”. I due discutono di una rete di sabotaggio da attivare al momento dell’ingresso delle truppe alleate. Ragen non ha rapporti di fiducia col comandante del “Vega” perché pensa che questi faccia il doppio gioco di Borghese. Il “Cypresse” (e la scuola di sabotaggio affidata al capitano nazista Wolff a Campalto) è la diramazione di una più complessa ed efficiente struttura operativa costruita dai nazisti nel Nord-est italiano. Il suo raggio d’azione è nazionale e rappresenta una delle strutture operative della “Rete Invasione” in Italia.

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Da un documento Oss del febbraio ‘45, apprendiamo che “nel giugno ‘44, Otto Ragen fu richiamato in Germania e, in luglio, inviato a dirigere una nuova scuola di sabotaggio dell’Sd a villa Grezzana di Campalto. Riteniamo – scrive l’agente – sia il capo dell’Sd in Italia. Riteniamo inoltre stia costituendo una Quinta colonna nell’Italia settentrionale e che invii sabotatori nell’Italia liberata”. La scuola rappresenta un passaggio obbligato per tutti i sabotatori che aderiscono alla Rsi, ciascuno con missioni precise. Il “Cypresse” non prevede un corpo omogeneo e strutturato di tipo rigidamente militare, ma una serie diffusa di interventi che mirano allo spionaggio e al sabotaggio, specialmente nelle zone dove gli Alleati hanno instaurato i loro governi provvisori. Si tratta di soggetti addestrati alla guerriglia, molto mobili, da Milano a Trapani. Con una caratteristica comune: sono poco formalizzati ma molto affiatati sul piano delle relazioni umane. Inoltre, non lasciano traccia alcuna del loro passaggio. Sono gli angeli della morte del terrorismo nero. Non ci sono uffici né scartoffie che ne registrano la presenza. Nessuno saprebbe mai cosa fanno se, incappati nella rete dell’intelligence alleata, non cantassero confessando i retroscena dei loro misfatti. Villa Grezzana è soprattutto una scuola per sabotatori. Vi si apprendono le tecniche della guerriglia. Secondo Hill Dillon, un colonnello del Cic americano che primo svela l’insidia rappresentata da questi giovani esaltati, alla fine di ottobre ’44 l’hanno già frequentata una trentina di elementi provenienti dalla Decima Mas.

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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