E Togliatti disse no a Stalin

Togliatti Palmiro

Togliatti Palmiro

Presentiamo due documenti da noi rintracciati recentemente.

I servizi britannici e americani segnalano, per vie differenti, una circostanza, non adeguatamente valutata, finora. Riguarda il reale comportamento di Togliatti nei confronti di Mosca.

Alla riunione dei partiti comunisti europei tenutasi in Polonia nel novembre ’47, i sovietici capeggiati da Zdanov tentano di imporre a Togliatti di organizzare una insurrezione armata per la presa del potere del Pci in Italia. Ma il ‘Migliore’ prende tempo e di fatto vanifica il rozzo tentativo sovietico.

Questi documenti dimostrano ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, quanto fosse genuina la volontà dei vertici del Pci italiano, tranne alcune frange che facevano capo a Grieco e a Secchia, di costruire una via tutta italiana al socialismo, basata cioè sul rispetto assoluto dei valori democratici nati dalla Resistenza.

CONFIDENZIALE

DESTINATARIO: Central intelligence agency (Cia), Washington.

MITTENTE: Central intelligence agency (Cia), Roma.

OGGETTO: Segnalazione di attività comuniste per la presa del potere in Francia e in Italia (riassunto settimanale) (Cfr. Tna, Uk, Kv 2/1816. Titolo del fascicolo:  Palmiro Ercoli).

1 dicembre 1947

 

L’ambasciatore [statunitense] Dunn (Roma) ha ricevuto da [striscia nera sul nominativo] un documento che [striscia nera sul nominativo] valuta “autorevole”, riguardante la recente conferenza speciale del Cominform svoltasi in Polonia.

 

Secondo [striscia nera sul nominativo], il documento indica che:

 

a) il Politburo sovietico sta dirigendo una campagna comunista a tutti gli effetti, con l’obiettivo di conquistare il potere in Francia e in Italia con metodi violenti piuttosto che per vie istituzionali;

 

b) i comunisti non si limiteranno all’uso dell’arma degli scioperi generali, sebbene all’inizio abbiano apparentemente enfatizzato le astensioni dal lavoro sincronizzandole con l’attuazione del blocco del Programma di ricostruzione europea [European recovery program, ossia il Piano Marshal];

 

c) da Mosca, la campagna è personalmente coordinata da Zdanov, segretario generale del Pcus, tramite il suo “rappresentante personale”, Ana Pauker, ministro degli Esteri della Romania;

 

d) la signora Pauker fa parte di un nuovo Comitato speciale con sede a Belgrado – composto da rappresentanti dei partiti comunisti di Urss, Jugoslavia, Francia e Italia – che opera indipendentemente dal Cominform. Questo Comitato speciale coordinerà e sincronizzerà l’azione comunista in Francia e in Italia;

 

e) al Comitato sono state assicurate risorse illimitate  (finanziamenti, generi alimentari, materiale bellico, ecc. ecc.) con l’obiettivo di attuare il piano.

 

 

 

Commento della Cia

In via preliminare, si ipotizza che il documento potrebbe essere:

 

a) un piano del Governo italiano per accelerare un aiuto economico immediato. L’obiettivo consiste nel sollecitare il congresso degli Stati Uniti sull’urgente necessità di adottare misure contro i piani sovietici;

 

b) una mossa del Cominform per spingere i comunisti italiani e francesi a muoversi. Di conseguenza, tale mossa non riflette un’intenzione reale [da parte dei Pc di Francia e Italia];

 

c) un’indicazione reale e accurata dei piani sovietici, che puntano a raggiungere un obiettivo massimo – la conquista dei governi di Francia e Italia da parte dei comunisti – o minimo: creare una tale situazione di caos politico ed economico in Francia e Italia  da precludere il successo del Piano Marshal.

 

La Cia non ritiene che i comunisti francesi e italiani siano in grado di conquistare il potere, nei loro rispettivi Paesi, senza un concreto sostegno esterno. Tuttavia, questa assistenza rischierebbe di scatenare un conflitto di grandi proporzioni, per affrontare il quale l’Urss non è al momento preparata.

***

 

 

Un riscontro a quanto affermato dalla Cia ci viene da un documento britannico (Foreign Office) di tre giorni prima e desecretato nel 2004. Lo riportiamo in traduzione, qui di seguito (Kew Gardens, Kv  2/1816):

SEGRETISSIMO

DESTINATARI: Mr. Halford, Ford, Mi 5, Jib, ambasciatore britannico (Roma).

MITTENTE: Foreign Office (Western Department).

OGGETTO: Italia, politiche del Pci (rapporto n. 177)

Cfr. documenti (California, Usa), titolo dell’antologia: “Le origini della Guerra fredda” (dvd n. 2), documento n. 46.

***

28 novembre 1947

 

Le seguenti informazioni, datate ottobre-novembre 1947, provengono da una nuova fonte molto vicina a Togliatti. La sua attendibilità non può essere ancora avvalorata. Di conseguenza, la fonte dovrebbe essere trattata con riserva.

 

  1. 1. In origine, il Pci intendeva raggiungere il potere per vie istituzionali. Il declino della sua forza – dovuto all’esclusione dei socialisti e dei comunisti dal governo [nel maggio 1947] – ha tuttavia condotto alla seguente decisione assunta durante la Conferenza [del Cominform] nella regione della Slesia [in Polonia]: il Partito dovrebbe conquistare il potere con la forza. Sono stati quindi rivisti i piani per abbattere il Governo [De Gasperi]. Tuttavia, si ritiene che non siano stati aggiunti nuovi elementi ai piani già esistenti per l’occupazione di ministeri, caserme, edifici pubblici ecc. ecc., nonché per il controllo delle abitazioni dei membri del Governo e dei vari esponenti politici. La revisione del piano [insurrezionale] dovrà concludersi prima della fine della Conferenza dei ministri degli Esteri [dei Paesi del Cominform, in Polonia], sebbene Togliatti non abbia fornito indicazioni che vi sia l’intenzione di renderlo immediatamente operativo. Ma Di Vittorio sta già preparando uno sciopero generale che dovrebbe svolgersi non appena l’Assemblea Costituente inizierà a discutere il riconoscimento dei Consigli dei lavoratori.

 

  1. 2. Togliatti ha ammesso che l’annuncio della formazione del Cominform ha sortito un effetto negativo sul Pci. Egli teme la fine del patto di unità con i socialisti, non su iniziativa di Nenni ma per decisione della maggioranza [socialista]. Il 9 ottobre scorso – in seguito ad un incontro tra Togliatti e Nenni – il segretario di Togliatti  ha consegnato, su richiesta dei socialisti, 7 milioni di lire (in banconote) a Basso, il segretario del Partito socialista. In seguito, non sono state effettuate retribuzioni dello stesso genere.

 

  1. 3. Un comunicato stampa afferma che a Togliatti è stato offerto l’incarico di segretario del Cominform: si ritiene che la notizia sia fondata.

Per leggere il documento originale della Cia clicca qui sotto:

TOGLIATTI 1 DICEMBRE 1947 cia



 

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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