Sulla scrivania del duce

sbarco degli inglesi (bombardamento tedesco) a Gela

Ritrovato a Kew Gardens un rapporto del maggio 1943 sulla situazione a Palermo

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L’ultima volta che Benito Mussolini mette piede a Palazzo Venezia, è nella tarda mattinata del 25 luglio 1943. Riceve l’ambasciatore giapponese e trascorre qualche ora a leggere i rapporti che gli hanno mandato i prefetti dalle varie parti d’Italia. Poche ore dopo, alle ore 18, è “messo sotto custodia” da parte dei Carabinieri, per proteggere “l’uomo più odiato d’Italia”, dalle reazioni di un improbabile folla  romana che si sarebbe scatenata contro di lui.

Il nuovo capo del governo, Badoglio, ordina subito ai suoi uomini di irrompere  nella sala del mappamondo a palazzo Venezia e di sequestrare tutte le carte di Mussolini. Tra queste vi è il rapporto su Palermo che vi presentiamo in traduzione inglese.  Badoglio consegnerà agli Alleati migliaia  e migliaia di carte dell’archivio personale del duce, dopo l’8 settembre.

Palermo e la Sicilia sono realtà militarmente sensibili. Il prefetto, ad esempio, informa il duce che la città è sottoposta a continui bombardamenti e che di fatto la controaerea italiana è inadeguata a far fronte ai continui attacchi del nemico.

Volantino di propaganda alleata prima dello sbarcoIl fascismo è agli sgoccioli e lo Stato maggiore italiano sa che, dopo la disfatta in Tunisia e in tutto il Nord Africa, le forze angloamericane sbarcheranno in Sicilia. Questione di settimane. Il rapporto del prefetto di Palermo per il mese di maggio ’43 (pervenuto ad duce ai primi di giugno) descrive una realtà terrificante: bombardamenti a tappeto, fame, mancanza di luce, gas e acqua, paralisi di ogni attività ecomomica e commerciale, interruzione delle comunicazioni ferroviarie.  Il prefetto annota, ad esempio,  che a Lercara Friddi  le condizioni dei circa 400 operai nelle miniere di zolfo, sono “deplorevoli”: non mangiano e non hanno scarpe. Aggiunge che le riserve idriche dello Scillato sono rimaste danneggiate dal bombardamento del 18 aprile e che Palermo, di conseguenza, è a secco. Infine segnala che, dopo il terribile raid aereo del 9 maggio, un gruppo di donne esasperate decide di mettersi in corteo e di raggiungere il palazzo del Municipio per protestare contro la guerra. Ma qualcuno, all’ultimo minuto, riesce a dissuaderle.

Collocazione: Kew Gardens, AIR 20/5383

SITUAZIONE A PALERMO NEL MAGGIO ’43

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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