Tour of Sicily

Chiesa della Martorana, Palermo

Chiesa della Martorana, Palermo

Nel giugno 1967 R.Q. Braithwaite, alto funzionario dell’ambasciata britannica a Roma, compie un viaggio conoscitivo in Sicilia.  Visita Palermo, Agrigento, Noto e Siracusa e incontra vari personaggi pubblici, tra cui Nisticò direttore del “L’ora” di Palermo. La sua analisi della situazione politica dell’isola è sorprendente in quanto vi trovano posto alcuni caratteri salienti della politica siciliana e, al paragrafo ottavo, un’attenzione rivolta a un fenomeno del quale all’epoca era vietato parlare: la mafia. L’unica persona che tocca spontaneamente il tema è  il toscano Mariotti, direttore del “Giornale di Sicilia”.  Il giornalista gli dice che la mafia è più forte che mai. Opinione condivisa anche da Nisticò.

Braithwaite l’11 giugno, nel giorno per le votazioni delle Regionali del ’67, si reca sia a Noto sia a Siracusa, per osservare come procedono le operazioni di voto. Annota: “I seggi erano deserti: non capisco come Siracusa sia stata la seconda città per numero di votanti in tutta l’isola”. E si dà una spiegazione: “Accanto al seggio vi sono il seminario teologico e la cattadrale, i quali sono evidentemente usati come quartier generale per una flotta di grosse macchine con in cima il simbolo della Dc che servivano a portare i fedeli a votare”.

Non tutti i democristiani, però, sono uguali.  Il dott. Garbino, del Comitato regionale della Dc, racconta che “un’indicazione sorprendente del persistente feudalesimo dell’amministrazione siciliana, è il sistema esattoriale a livello locale, gestito da un’organizzazione privata alla quale viene concesso di ritenere il 9% delle tasse per ‘spese’, il 2% per i ‘rischi’ e il 3% per ‘ i profitti legittimi’.” Quello delle esattorie è un nervo molto sensibile. Tant’è che a giudizio del diplomatico, il milazzismo, dopo il 1958, sarebbe nato come supporto politico al mantenimento del vecchio  sistema privato di riscossione delle tasse. Insomma, le esperienze cosiddette autonomistiche nell’isola, hanno una motivazione tutt’altro che politica, essendo legate alla difesa di ben precisi interessi di parte.

Braithwaite, si riferisce poi a Danilo Dolci. “Influenzato -scrive- da Dolci e dalla stampa domenicale britannica (che parla della Sicilia) mi aspettavo di trovare uno squallore assoluto dovunque”. Ma il suo impatto con la realtà, in varie parti della Sicilia non è tanto sgradevole, tranne che nella proncincia di Palermo e nella zona del porto. “La gente vive in spazi angusti e si riversa sulle strade. Nei piccoli villaggi  – osserva- c’ è immondizia ovunque. Ma almeno i bambini sembrano abbastanza in salute e ben vestititi. Ma a parte l’assenza di televisori nella case, probabilmente lo standard di vita da queste parti non è peggiore di quello,  ad esempio, delle Repubbliche sovietiche dell’Asia centrale”.

In ultimo Braithwaite, forse sotto l’influenza delle letture di Dolci, individua il sistema clientelare del notabilato politico siciliano: “La paura e il rispetto per le gerarchie statali governano ancora le azioni del popolo, e questo è il clima in cui fiorisce la mafia. La politica siciliana è soprattutto un affare personale.”

E conclude con una nota attualissima: “Il leaderismo, lo spostamento di alleanze da un partito all’altro, senza alcun senso della morale e delle considerazioni di tipo ideologico, insomma, questo opportunismo politico, raggiunge il suo apogeo nell’esperimento milazzista” del 1959-’61, quando il Pci e i fascisti entrano in una coalizione guidata da un democristiano rinnegato. Ora tutti si vergognano di quell’episodio”.

Per leggere il documento in linglese clicca qui sotto:

Tour of Sicily

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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