L’ VIII distretto di Budapest

Maria Theresia (1717-1780)

Maria Theresia (1717-1780)

Quando vai in un posto non dire che te ne sei innamorato, se poi lo abbandoni.

Quanto meno conseva la memoria di dove sei stato, di ciò che hai visto, anche se è difficile che si possano registrare le percezioni, il desiderio, il sogno, il cielo o la luna.

Budapest è tutta una città culturale. Se ami la cultura e pensi che sia la cultura a dare senso alla nostra vita e al nostro futuro, non puoi che rimanere legato a questa città che ti offre infinite suggestioni e mille possibilità di approfondire le tue conoscenze. Una città cattolica e protestante, calvinista e laica, multietnica e multiculturale.

Vi sono diversi istituti universitari, molti musei specializzati, biblioteche. Persino i palazzi e i mercati parlano un linguaggio raro da noi. Non confusionario, non distruttivo. Sono lì, decadenti e un pò trasandati a parlarti di un lungo periodo di sofferenze, di difficoltà, di incomprensioni. Ma oggi il nemico numero uno è  il consumismo che va di pari passo con l’inquinamento in continua avanzata, come un nemico mortale. Galoppa e sta divorando ciò che di positivo il popolo ha imparato:  respirare aria pulita, l’ascolto del silenzio, il senso del risparmio, la sobrietà, l’odio per lo spreco.  Questa città multietnica, però, offre infinite possibilità, e non bastano pochi mesi per coglierle e farne tesoro.

L’ottavo distretto, ad esempio, è ricco di monumenti la cui storia risale all’epoca di Maria Teresa d’Austria e al suo interesse a consentire l’edificazione di quella parte di Pest che tradizionalmente era di natura paludosa. A partire dalla seconda metà del ‘700, dunque, questa parte notevole di Budapest cominciò ad avere la sua fisionomia e, dopo tante vicissitudini, come le alluvioni che la distrussero, cominciò a fiorire nella sua bellezza e nelle forme che una borghesia agiata ha voluto disegnare, a futura memoria. Non è un distretto devastato, questo, come il terzo, dove l’abusivismo è visibile a vista d’occhio. E’ una parte ben conservata, come se gli abitanti  avessero voluto tutelare per i loro figli, la memoria di oltre due secoli.

Il Muszeum nazionale

Il Muszeum nazionale

Qui oggi troviamo il Museo Nazionale con la sua ampia scalinata da dove Sandor Petofi lanciò il suo grido di guerra contro l’Austria nella rivoluzione del ’48, un circolo culturale italiano dipendente dall’Ambasciata del nostro Paese, dove con una tessera di pochissimi euro puoi partecipare a varie iniziative. Trovi il grande mercato al coperto, il cui accesso è segnato da un portone di legno massiccio, enorme e intarsiato che facilmente puoi scambiare per l’ingresso a un appartamento privato. No. Se per caso entri, magari perchè sbirciando dalla strada ti sei accordo che quella non è proprio una casa privata, trovi il paradiso dei prodotti ortofrutticoli e di generi alimentari vari. Le infinite bancarelle e botteghe non hanno nulla da invidiare ai mercati italiani di grandi città come Palermo o Napoli. Trovi inoltre molte banche, uffici postali, dove le persone non sono costrette a fare la coda. Entrano e trovano delle comode poltroncine, l’aria condizionata, la televisione, e un computer per i collegamenti internet a loro disposizione. Naturalmente anche i servizi igienici che sono tra i più puliti che io abbia mai visto in Europa, dopo quelli svedesi e belgi.

Ma l’ottavo distretto è anche il luogo che ricorda la memoria del letterato Mikszath Kalman (1847-1910), al quale è dedicata una statua di marmo e una piazza abbellita con fiori di ogni specie e alberi che fanno ombra su diverse panchine che l’arredano.

Ecco, è questo dato che mi conforta molto per il nostro futuro: che per quanto in Italia la decadenza e la demenza siano ampiamente diffuse, in Europa ci siano molte realtà che ci potrebbero aiutare a venirne fuori.  Almeno dal punto di vista etico.

Giuseppe Casarrubea

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
Questa voce è stata pubblicata in Cultura, MONDO e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a L’ VIII distretto di Budapest

  1. Regina ha detto:

    Foto bellissime.

  2. luca ha detto:

    belle foto e ottima descrizione, una piccola precisazione però per chi si appresta a visitare Budapest, l’ottavo distretto è diviso in due parti, una è molto bella l’altra è orribile, è il posto peggiore e più degradato della città, quindi attenzione a scegliere l’albergo o l’appartamento dove stare con attenzione!!
    saluti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...