I giornali e la rete

In queste ore il nostro blog sta ricevendo migliaia di consensi e attestati di affetto per il lavoro silenzioso e onesto che, nella più grande solitudine, Mario J. Cereghino ed io stiamo svolgendo ormai da anni.

Le notizie sul sequestro Moro, frutto di alcusi mesi di ricerca da noi condotta presso gli archivi del Foreign Office di Kew Gardens,  diffuse dall’Ansa, sono state quasi tutte  ignorate dalle grandi testate.  E’ un’ulteriore conferma di come l’accesso all’informazione sia guidato da logiche che corrispondono a criteri di omologazione e talvolta di occultamento della verità. Eppure il lettore si renderà conto del valore dello sforzo che abbiamo prodotto e dei risultati che abbiamo raggiunto.

Con questa breve nota, perciò, vogliamo ringraziare tutti i nostri visitatori (circa 4.000 in meno di 18 ore), i nostri amici di altri blog che ci stanno sostenendo e quanti con il loro lavoro faticoso e alternativo, stanno dando  una mano a capire cosa successe in Italia nel 1978, quado fu ucciso Moro e si mise in atto una “Covert Action” volta a frantumare il Pci e quindi una forza significativa dell’antifascismo nel nostro Paese.

Un grazie sincero che parte dal cuore e dalla comune intelligenza delle cose.

Mario J. Cereghino e Giuseppe Casarrubea

*

Ricorre tra alcuni giorni l’anniversario dell’uccisione del giornalista del “L’Ora” Giovanni Spampinato (27 ottobre 1972). Per ricordarlo, il fratello Alberto presenterà il suo libro di memorie  “C’erano bei cani ma molto seri”, vincitore del premio Siani.

Mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 18

a Milano, Libreria Feltrinelli, Piazza Duomo

Roberto Natale

presidente della FNSI,

Giovanni Negri

pres.Associazione Lombarda dei Giornalisti

Angelo Agostini

direttore Problemi dell’Informazione (Il Mulino)

presente l’Autore

presentano il libro

di Alberto Spampinato

C’ERANO BEI CANI MA MOLTO SERI

Storia di mio fratello Giovanni

ucciso perché scriveva troppo

Editore Ponte alle Grazie

vincitore del Premio Giancarlo Siani 2009

L’Autore è un giornalista. Da dieci anni segue il Quirinale per l’Agenzia l’ANSA. Dal 2008 dirige OSSIGENO, l’Osservatorio FNSI-Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza. Nel libro racconta in prima persona la vita e la morte del fratello, corrispondente del giornale L’Ora, ucciso a Ragusa nel 1972 all’età di 25 anni. Una storia di drammatica attualità che spiega perché in Italia, ai giorni nostri, un cronista corre seri pericoli ogni volta che tratta notizie sgradite a qualche potentato criminale, e di fronte alle minacce è costretto all’auto-censura o una vita sotto scorta

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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