Altri documenti su Rossellini

Roberto Rossellini

Roberto Rossellini

Come abbiamo visto nel post “Due documenti su Rossellini” del 30 ottobre 2009, tutto comincia con un’intercettazione telefonica del 27 marzo 1944 delle ore 8,40 del mattino (vedi nella stessa pagina il link in basso “Questura di Roma su Rossellini), in cui il regista di Roma città aperta afferma: “Mi servono assolutamente 2500 pezzi, anche a 25 lire, per il Comando tedesco”.

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L’interlocutore è un certo Francesco De Filippis, via Margutta 61, interno 5, che dichiara (26 settembre ’45) di avere intrattenuto “rapporti di ‘buon vicinato’ con il regista”. Così continua il questore di Roma: “Un giorno, saputo che il De Filippis era in possesso di un certo quantitativo di sapone da vendere, [Rossellini] ne richiese il prezzo e le modalità, aggiungendo che tale merce occorreva al Comando tedesco. Da intermediario serviva lo Zenobi Amato [residente a Tagliacozzo], il quale trattava direttamente con i tedeschi. L’affare però non fu compiuto. Circa l’ultima frase e cioè ‘guardi che è importantissimo proprio risolutivo per tutti’, il De Filippis ha fatto presente che, con l’eventuale guadagno, il Rossellini avrebbe potuto estinguere un debito  di qualche migliaia di lire contratto in precedenza”.

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Sempre nello stesso link abbiamo riportato un documento della Regia questura di Roma, datato 17 luglio 1945 (oggetto: Intercettazione telefonica), nel quale si forniscono le generalità del regista, nato a Roma l’8 maggio 1906, “già alloggiato alla pensione Patrizi, in piazza di Spagna, n.11/A ed in atto abitante in via del Parco Pepoli  2, presso l’avvocato Leva. Il predetto, durante il periodo nazifascista – scrive il questore di Roma  nel rapporto inviato al ministero dell’Interno – essendo rimasto disoccupato a causa della cessata attività della produzione cinematografica, si dedicò a commercio di natura imprecisata. Risulta che egli alla pensione Patrizi […] riceveva continuamente ufficiali germanici che spesso tratteneva anche a pranzo”.

Il questore aggiunge che Rossellini è in rapporti di amicizia con Picchi Osvaldo (Livorno, 1898), arrestato dalla polizia il 24 agosto 1944 e denunciato al tribunale alleato quale collaboratore delle SS tedesche (Archivio Centrale dello Stato, Servizio Informazioni e Sicurezza, busta 5, fascicolo “Rossellini Roberto”, consultabile anche in Archivio Casarrubea, Sis A-1).

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Un anno dopo e precisamente il 17 luglio 1946, il capo del controspionaggio Usa in Italia (Sci/Z, X-2), conferma quanto esposto già dal questore di Roma e rileva che Rossellini viveva di “attività di ‘mercato nero’ in collaborazione con i tedeschi”. Anche questo documento è riportato integralmente sia in traduzione italiana sia in originale nel post del 30 ottobre 2009 (National Archives and Records Administration, College Park, Maryland, Stati Uniti d’America, Record Group 226, Entry 108A, Box 231, consultabile anche in Archivio Casarrubea,  MJC F-169).

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Passa qualche anno e la Criminal Investigation Division (Cid) scrive un rapporto sul superboss mafioso Salvatore Lucania, in arte Lucky Luciano, in Italia dal 1946. L’agente Henry L. Manfredi riferisce il 17 marzo 1948 che Lucky Luciano si incontrerà a breve con il regista americano Orson Welles che all’epoca risiede all’Hotel Excelsior di Roma. Lucania millanta che presto avrà un incontro con il famoso attore americano George Raft, il leggendario interprete di molti film di gangster negli anni ’30. Manfredi conclude che il boss intende entrare nell’industria cinematografica italiana (National Archives and Records Administration, College Park, Maryland, Stati Uniti d’America, Record Group 170, Entry 71A- 3555, Box 2, Folder 2, consultabile anche in Archivio Casarrubea, MJC C-133).

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Il 13 settembre 1951 Charles Siragusa, agente dell’Antidroga Usa, ex collaboratore di James J. Angleton durante la guerra nelle fila dell’Office of Strategic Services, invia un raporto al Bureau of Narcotics di Washington, con oggetto “Salvatore Lucania, alias Charles Lucky Luciano”, in cui scrive: “Sul settimanale l’Europeo del 16 settembre 1951 è apparso il seguente articolo: ‘Roberto Rossellini, durante un giorno molto afoso, ha visitato il santuario di Pompei assieme ad alcuni amici inglesi. Si era alla metà del pomeriggio e la chiesa era completamente vuota. All’entrata svolazzavano mosconi neri. Rossellini vi si è trattenuto per poco tempo mentre faceva da Cicerone ai suoi amici. Due uomini erano inginocchiati davanti all’altare. […] Erano il contrabbandiere Lucky Luciano ed il produttore cinematografico Peppino Amato’. Si tratta di un breve articolo relegato nell’angolo di una pagina interna. Tuttavia mi sembra portentoso. Tutto sta ad indicare che le mie opinioni erano fondate: è possibile che Luciano abbia allestito una campagna pubblicitaria in grande stile per darsi un’immagine  di ardente frequentatore delle Chiese, filantropo religioso e via dicendo” (National Archives and Records Administration, College Park, Maryland, Stati Uniti d’America, Record Group 170, Entry 71A- 3555, Box 1, Folder 3, consultabile anche in Archivio Casarrubea, MJC C-97).

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Siamo al 2 maggio ’52. Siragusa scrive a Washington: “Riferiamo che Santa Marinella è la città in cui si suppone Lucania stia costruendo una casa per le vacanze estive. Risulta inoltre una coincidenza che Roberto Rossellini e Ingrid Bergman possiedano una casa in quella località. Abbiamo raccolto molte voci secondo le quali Lucania e Rossellini sono buoni amici. Lo stesso Lucania ha pubblicamente affermato che gli piacerebbe che qualcuno producesse un film sulla sua vita. Se ne deduce che Lucania stia cercando di convincere Rossellini a dirigere questo film” (National Archives and Records Administration, College Park, Maryland, Stati Uniti d’America, Record Group 170, Entry 71A- 3555, Box 1, Folder 4 (1952), consultabile anche in Archivio Casarrubea, MJC C-118).

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Lucky si diverte

Lucky si diverte

L’11 agosto ’52, in un rapporto inviato all’ambasciata statunitense di Roma, Siragusa racconta di essersi recato a Santa Marinella, il giorno prima, e di essersi fatto indicare da alcuni abitanti il luogo dove si trova la proprietà di Lucky Luciano, di circa 2.000 metri quadrati. La tenuta consta di diversi acri e sfiora la strada statale, nascosta agli sguardi da una lunga recinzione interrotta da cancelli di ferro (National Archives and Records Administration, College Park, Maryland, Stati Uniti d’America, Record Group 170, Entry 71A- 3555, Box 1, Folder 4 (1952), consultabile anche in Archivio Casarrubea, MJC C-115a e 115b).

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Il 17 febbraio 1953 da Chicago (Illinois), l’agente dell’Antidroga Norris M. Durham scrive al Bureau of Narcotics di Washington un rapporto di tre pagine intitolato “Memorandum Report, Bureau of Narcotics, District n. 9, General file Title: ‘Luciana, Salvatore’, Interrogation of Spec. Empl. Lamar J. Mobely, in re; sources of narcotic supply in Italy and France”.

Durham racconta di aver lavorato su varie vicende di droga assieme a Mobely, nei mesi precedenti. Aggiunge che  questi è appena tornato a Chicago da Parigi e da Londra, il 15 febbraio 1953, dove ha compiuto ampie indagini sul narcotraffico tra gli Stati Uniti e l’Europa. Per due giorni, Mobely riferisce ai suoi superiori le informazioni raccolte in Francia e in Gran Bretagna.

Emerge, ad esempio, che un certo dottor Linder si divide tra il Connecticut, New York e Città del Messico. Linder inoltre afferma di essere in affari con un certo “Wolf” a Bruxelles (Belgio), che gestisce l’impresa Mexican Village.

Linder, in sintesi, è l’uomo che ha le connessioni giuste con le vie della droga ed è in contatto con un certo Kaplan che traffica in eroina tra la Francia e gli Stati Uniti. Kaplan ha circa 35 anni, è di origine ebraica, commercia ufficialmente in gioielli e Mobely lo incontra a Parigi al Lido Club. Mobely, in sintesi, finge di essere interessato a entrare nel business della droga. L’agente incontra anche due individui: Leon Rudd ed Henry Regal, sempre al Lido Club. I due gli raccontano di aver messo in piedi un traffico di eroina tra Parigi e l’Italia. Rudd è di origini italiane o greche, mentre Regal è francese.

A questo punto, nel rapporto leggiamo testualmente: “Paragrafo 4. Roberto Rosselini, marito dell’attrice cinematografica Ingrid Bergman, si suppone sia una delle maggiori ‘connessioni’ del traffico di eroina a Napoli, in Italia. Si suppone, inoltre, che sia associato a Salvatore Lucky Luciano”. Mobely conclude specificando di avere appreso questa informazione dalle persone sopra menzionate.

Nell’originale inglese il cognome del regista è riportato con una sola “l”.

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Ecco il testo in inglese:

“Para #4. Roberto Rosselini.

Rosselini, husband of movie actress Ingrid Bergman, is alleged to be one of the largest heroin ‘connections’ in Naples, Italy, also alleged to be partner of Salvatore ‘Lucky’ Luciana (sic). The Spec. Empl. claims to have learned this from his association with the above named persons”.

Il rapporto è, infine, inviato a Roma all’attenzione dell’agente Charles Siragusa (National Archives and Records Administration, College Park, Maryland, Stati Uniti d’America, Record Group 170, Entry 71A- 3555, Box 1, Folder 5 (1953), consultabile anche in Archivio Casarrubea, MJC C-112).

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Errol Flynn

Errol Flynn

Nel fascicolo “Siragusa’s testimony on Luciano”, si riporta a pagina 71 il riassunto in venti righe del Memorandum dell’agente Durham  del febbraio 1953. Leggiamo che Linder comunica a Mobely di essere in grado di fornirgli eroina a Parigi e che tutto andrà bene a patto che il business  passi dai canali del “Sindacato”, ovvero della Mafia. I  circuiti sono quelli messicani nelle persone di un certo Gonzales e di Tommy Carlucci, proprietari del ristorante Cadillac, a Città del Messico. Il riasunto così prosegue: “Roberto Rosselini, husband of Ingrid Bergman, alleged to be one of largest heroin connections in Naples, Italy, also alleged to be partner of Lucania”. L’agente Mobely aggiunge di avere incontrato sulla Costa azzurra l’attore cinematografico Errol Flynn, che è in contatto con mafiosi americani ed europei in vacanza in Francia. Su Rossellini,  Mobely ci fornisce un’altra notizia: “A Napoli, vi è un certo Natie che è nel business del narcotraffico con Lucania e Rosselini”. La via della droga –   conclude il riassunto su Mobely – è la seguente: grandi quantità di eroina partono in aereo da Parigi e arrivano negli Stati Uniti o in Canada. Inoltre, l’hashish e l’eroina pura sono ampiamente trafficati negli ambienti algerini di Parigi. (National Archives and Records Administration, College Park, Maryland, Stati Uniti d’America, Record Group 170, Entry 71A- 3555, Box 3, Folder “Siragusa’s testimony on Luciano”, consultabile anche in Archivio Casarrubea, MJC C-144a e 144b).

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Nel 1955 il Federal Bureau of Investigation (Fbi) compila un documento di 24 pagine sulla carriera criminale di Salvatore Lucania (titolo: “Fbi # 62920”). Nell’ultima pagina leggiamo: “Nel 1953, il produttore cinematografico italiano Roberto Rosselini si suppone essere stato una delle maggiori connessioni nel traffico di eroina a Napoli, e sembra sia stato un partner di L. E. Flynn sulla Costa Azzurra. Quest’ultimo trascorreva gran parte del suo tempo assieme a mafiosi americani ed europei. A Napoli, un certo Natie sembra essere stato collegato al narcotraffico assieme a Lucky e a Rosselini. Si diceva che Lucky volesse che Rossellini producesse un film con protagonista Lucky”.(National Archives and Records Administration, College Park, Maryland, Stati Uniti d’America, Record Group 170, Entry 71A- 3555, Box 4 (Lucky Luciano), consultabile anche in Archivio Casarrubea, MJC C-103a e 103b).

Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino

Per leggere i documenti in originale, clicca qui sotto:

MJC C-133

MJC C-97

MJC C-118

MJC C-115a

MJC C-115b

MJC C-112

MJC C-144a

MJC C-144b

MJC C-103a

MJC C-103b

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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