Sovranità limitata

Pubblichiamo di seguito una selezione di telegrammi top secret inviati a Washington dal Controspionaggio americano, tra l’ottobre 1945 e il gennaio 1946, riguardanti l’Italia.

Il contenuto dei documenti è di tale gravità che non necessita di alcun commento.

Provengono dal Nara di College Park, nel Maryland (Record group 226)

a cura di Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino

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Alcide de Gasperi

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15 ottobre 1945

Il Papa ha discusso le attività che don Sturzo potrebbe sviluppare al suo arrivo in Italia. Erano presenti all’incontro monsignor Montini, monsignor Tardini e monsignor Pio Rossignani, il segretario particolare del pontefice.

Don Sturzo ha già scritto al Papa, evidenziando la necessità di fornire direttive alla Dc perché operi in sintonia con le intenzioni statunitensi (che egli conosce molto bene).

Il governo americano è al corrente del programma di azione di don Sturzo per l’Italia, programma che gode della totale approvazione degli Stati Uniti.

Washington ha mutato la sua opinione sul problema istituzionale italiano, passando dal totale agnosticismo dello scorso anno al sostegno del punto di vista britannico sulla monarchia.

Anche don Sturzo ha cambiato opinione, nel senso che ora appoggia la monarchia.

La Santa Sede sembra intenzionata a seguire tale linea.

Monsignor Montini ha comunicato al Papa le allarmanti informazioni giunte presso la segreteria di Stato dalle sedi della Dc di Novara, Bologna, Parma e Bergamo. In queste città, la Dc è riuscita ad ottenere informazioni segrete riguardanti le bande comuniste, che hanno raccolto e nascosto considerevoli quantità di armi con l’obiettivo di attuare azioni violente non appena gli Alleati avranno abbandonato tali aree. Sono stati forniti elenchi dettagliati delle armi in possesso delle bande comuniste, nonché liste dei loro componenti e delle località in cui gli arsenali sono stati occultati.

Dopo aver esaminato i dati, il Papa ha deciso di informare le autorità alleate.

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15 ottobre 1945

Su istruzioni del Papa, monsignor Montini ha convocato Alcide De Gasperi per comunicargli le ultime direttive papali e le vedute della Santa Sede sui rapporti tra la Dc e l’esapartito del Cln.

De Gasperi ha accolto con un certo dispiacere tali nuove direttive, che contrastano con l’attività da lui svolta fino a questo momento. Tuttavia, ha dichiarato di voler obbedire ciecamente al Papa. Ha soltanto suggerito di sospendere ogni definizione fino al ritorno di don Sturzo, con il quale si dovrebbero prendere le ultime decisioni  sulla situazione.

Sua Eccellenza monsignor Amleto Cicognani, nunzio apostolico a Washington, ha informato la Santa Sede che i comitati cattolici statunitensi hanno dato inizio ad una campagna su vasta scala per sfruttare l’attuale, favorevole situazione politica. Mirano a fare pressioni sul governo americano affinché raggiunga un accordo con i britannici per la creazione di una roccaforte contro l’espansione sovietica nell’Europa dell’est. Hanno anche suggerito che tale cordone sanitario sia allestito il più a oriente possibile. La campagna anticomunista viene condotta con eccellenti risultati anche nelle repubbliche sudamericane.

Tali notizie sono state accolte con soddisfazione dal Vaticano.

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22 ottobre 1945

Su istruzioni del Papa, il 20 ottobre u. s. monsignor Giovanni Battista Montini, vice segretario di Stato, ha inviato una lettera a De Gasperi, leader della Dc, contenente le direttive che il partito dovrà seguire. I punti principali della nota sono i seguenti:

occorre tenere a mente che comunisti, socialisti, liberali, repubblicani, democratici del lavoro e azionisti sono tendenzialmente anticattolici. I loro programmi politici mirano a secolarizzare l’Italia, a spezzare i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa e, in un secondo momento, a promuovere la legge per il divorzio. Se i suddetti partiti riuscissero ad assicurarsi la maggioranza nell’Assemblea Costituente, il Concordato tra il Vaticano e l’Italia perderebbe ogni valore e il paese diventerebbe preda delle forze anticattoliche; la Dc deve scegliere i suoi militanti tra i gruppi politici estranei ai suddetti partiti. I loro voti farebbero così da contrappeso alle forze dell’opposizione; la Dc deve capire che la questione istituzionale (la scelta tra monarchia e repubblica, ndr) è secondaria in rapporto alla discussione sulla nuova costituzione italiana.

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22 ottobre 1945

Tramite i nunzi apostolici di Londra e Washington, i governi di Gran Bretagna e Stati Uniti hanno informato la Santa Sede di essere pienamente d’accordo con il programma stilato dal Vaticano per l’Italia, e di trovarlo conforme ai loro interessi.

A sua volta, il Papa ha inviato istruzioni ai nunzi apostolici nelle due capitali per esaminare la possibilità di negoziare un sostegno finanziario alla Santa Sede con l’obiettivo di rafforzare la Dc in Italia. In tal modo, gli interessi americani, britannici e italiani ne trarrebbero un sicuro vantaggio.

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22 ottobre 1945

Prima di partire per la Sicilia, dove di recente è stato nominato arcivescovo di Palermo, monsignor Ernesto Ruffini ha ricevuto dal Papa le seguenti direttive:

occorre tenere a mente che gli angloamericani non sono più interessati al movimento separatista in Sicilia. Si rendono infatti conto che né il comunismo né altri partiti estremisti potranno governare l’Italia;

sebbene unitario, il nuovo Stato italiano garantirà una notevole autonomia regionale. E’ anche possibile che venga adottato un sistema federale. Tuttavia, è certo che per molti anni l’Italia subirà il controllo degli angloamericani (o dell’Inghilterra da sola);

la ricostruzione e la futura prosperità dell’Italia sono decisamente basate su una politica di destra, che salverà il paese da ogni avventura rivoluzionaria o sovversiva;

monsignor Ruffini dovrà sforzarsi di assicurare i siciliani che la Santa Sede segue con estremo interesse tutti problemi dell’isola.

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25 ottobre 1945

Monsignor Montini ha consegnato al Papa una lettera personale di don Sturzo, giunta per via aerea. Nella missiva, l’ex segretario del Partito popolare italiano afferma di essere pronto a sottomettersi totalmente al punto di vista della Santa Sede, sia nell’ipotesi che  egli ritorni in Italia o rimanga in America (nel caso si reputi che la sua presenza sia dannosa alla pacifica evoluzione della situazione politica italiana).

Il Papa ha apprezzato tali dichiarazioni ed ha espresso l’opinione che, forse, sarebbe meglio che don Sturzo decidesse di rimanere in America. La sua è infatti una personalità forte e restìa ad ogni genere di compromesso, elemento che potrebbe portare alle dimissioni di numerosi militanti della Dc. Al contrario, De Gasperi  è di vedute più ampie e riesce gestire con abilità le varie componenti del partito. Il Papa ha aggiunto che la Dc non deve essere inflessibile come gli altri partiti politici. I suoi militanti, infatti, devono essere guidati soltanto dalla condivisione della fede cristiana e dal programma sociale delle encicliche papali”.

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26 ottobre 1945

Monsignor Montini ha presentato al Papa una lunga lettera inviata dal cardinal Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli. La missiva contiene i risultati di una inchiesta condotta nell’Italia meridionale e in Sicilia a proposito dei sentimenti del clero e della popolazione sul tema “monarchia o repubblica”. Inoltre, sono stati ascoltati un gran numero di militanti della Dc.

Più del settanta per cento è monarchico. Il sessanta per cento si oppone alla Costituente ed è favorevole a ripristinare lo Statuto Albertino del 1848.

Se la Dc si schierasse ufficialmente per la repubblica, perderebbe più dell’ottanta per cento dei suoi militanti nell’Italia meridionale e in Sicilia.

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26 ottobre 1945

Tramite i nunzi apostolici di Londra e Washington, i governi di Gran Bretagna e Stati Uniti hanno informato la Santa Sede di essere pienamente d’accordo con il programma stilato dal Vaticano per l’Italia, e di trovarlo conforme ai loro interessi.

A sua volta, il Papa ha inviato istruzioni ai nunzi apostolici nelle due capitali per esaminare la possibilità di negoziare un sostegno finanziario alla Santa Sede con l’obiettivo di rafforzare la Dc in Italia. In tal modo, gli interessi americani, britannici e italiani ne trarrebbero un sicuro vantaggio.

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3 novembre 1945

Pio XII
Pio XII

Il dott. Volterra, amico e medico personale di don Sturzo (il medico è arrivato di recente in Italia a bordo della nave che avrebbe dovuto portare anche il prelato), è stato ricevuto da monsignor Montini, al quale ha consegnato una lettera per il Papa.

Nella lettera, don Sturzo dichiara che le differenze di punti di vista tra lui e la Santa Sede sono sorte solo perché non era stato informato degli accordi raggiunti tra il Vaticano e gli Alleati a proposito della situazione politica italiana. Ora che ne è al corrente, don Sturzo è pronto a collaborare con la Santa Sede in modo che la situazione si sviluppi secondo i piani stabiliti.

Verbalmente, il dott. Volterra ha poi fornito altre spiegazioni. Montini; suggerirà quindi al Papa di inviare un telegramma a don Sturzo in cui si dica che il suo ritorno in Italia è benvisto.

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6 novembre 1945

Il Papa ha chiesto a monsignor Montini di cercare di persuadere don Luigi Sturzo a posporre la sua partenza dagli Stati Uniti e il suo ritorno in Italia.

Tale decisione è basata su informazioni confidenziali inviate alla Santa Sede. Di ritorno in Italia, infatti, don Sturzo cadrebbe nuovamente sotto l’influenza di quella parte della Dc che, facendo leva sulle antiche tendenze della sinistra, finirebbe per prevalere sul prelato per salvare il governo del Cln.

Il sostegno di don Sturzo a tale politica non farebbe che aggravare la situazione italiana, che ora marcia con grandi difficoltà verso una soluzione approvata dagli Alleati.

Monsignor Montini è stato autorizzato a informare don Sturzo che, per il momento, è opportuno che egli rimanga in America.

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8 novembre 1945

Il Papa ha istruito il capo dei gesuiti, padre Norbert De Boynes, ad effettuare una dettagliata ricerca per entrare in possesso delle prove degli ordini e dell’aiuto finanziario inviati dall’Unione Sovietica ai comunisti italiani. Tale missione dovrà essere affidata a gesuiti intelligenti e ben addestrati, in grado di spostarsi in tutta l’Italia senza destare particolari sospetti.

La Santa Sede desidera trasmettere tali prove agli Alleati per contribuire alla lotta al comunismo, che tenta di espandere la sua influenza in tutta l’Europa.

De Boynes dispone di gesuiti in grado di assumersi tale missione: per anni, infatti, questi si sono specializzati nell’aspra lotta al comunismo ed hanno una perfetta conoscenza della lingua russa.

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10 novembre 1945

Il Papa ha sostenuto un importante colloquio con padre Alfonso M. Martin, responsabile della Compagnia di Gesù in Italia.

Durante la conversazione, alla quale ha preso parte anche monsignor Montini, il Papa si è trovato d’accordo con padre Martin sul fatto che la linea di azione della Dc non è delle migliori.

Padre Martin ha evidenziato due errori: il primo è la demagogica tendenza della sinistra all’interno del partito; il secondo, la partecipazione al governo del Cln.

Ciò è la conseguenza delle idee di De Gasperi, troppo imbevute dei principi di don Sturzo. Consigliare a don Sturzo di non tornare in Italia è stata quindi una mossa avveduta, dal momento che la sua presenza non avrebbe fatto che aumentare la confusione. Ora De Gasperi deve essere persuaso a fare della Dc un partito di centro e un elemento di mediazione tra le varie forze politiche. Sebbene non debba abbandonare il governo e provocare una crisi,  la Dc dovrà approfittare della prima occasione in cui uno dei sei partiti decida di uscire dal governo. Inoltre, soprattutto al nord, è necessario affrancare la Dc dalla stretta alleanza con il Cln, invitando i militanti del partito ad abbandonarne le fila. Ciò richiederà una notevole abilità, giacché in molte aree dell’Italia settentrionale la Dc è inquinata dalla collaborazione con il Cln.

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19 novembre 1945

Prima della riunione della segreteria politica della Dc, De Gasperi è stato convocato dal Papa in udienza privata. Secondo De Gasperi, vi è il pericolo che la Dc perda molti iscritti se si dovesse procedere troppo rapidamente alla rottura con le sinistre. E’ stata infatti l’ala sinistra della Dc ad attrarre nel partito decine di migliaia di militanti. Di conseguenza, il partito deve saper collocarsi al centro e non allearsi ai partiti della Destra. Da partito di centro, sarà quindi facile promuovere le azioni suggerite dal Papa per un nuovo orientamento politico, evitando così di esternare in maniera chiara le ragioni del cambiamento. Al momento, il destino del governo Parri e del Cln è nelle mani della Dc. Occorre tenere bene a mente tali considerazioni.

Il Papa si è trovato d’accordo con De Gasperi su diversi punti e gli ha garantito piena libertà d’azione, purché si attenga alle direttive tracciate dalla Santa Sede.

Il colloquio ha avuto luogo giovedì 15 novembre.

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20 novembre 1945

Il Papa ha chiesto a monsignor Montini di trasmettere a De Gasperi precise direttive, nell’eventualità che il Cln del nord continui ad opporsi al nuovo governo che sorgerà a Roma come risultato della crisi politica. Al nord, la Dc non deve seguire tale tendenza, che potrebbe provocare la divisione tra il nord e il sud della penisola. Al contrario, il partito dovrebbe cercare di persuadere il Cln a non ostacolare il naturale sviluppo della crisi con aspre dichiarazioni, che finiscono per rivelarsi dannose all’Italia.

Al contempo, De Gasperi deve gradualmente prepararsi a scindere i rapporti tra la Dc e il Cln (anche al nord).

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20 novembre 1945

Monsignor Giuseppe Monticone, prelato della congregazione della Propaganda Fide ed ex compagno di studi di Palmiro Togliatti, ha sostenuto di recente due incontri con il segretario del Pci.

Sul tema, Monticone ha stilato un rapporto per la Segreteria di Stato.

Togliatti ha riconosciuto che i tre partiti dell’estrema sinistra (comunisti, socialisti e azionisti) si trovano in difficoltà nell’attuale situazione di cambiamenti e di imminente crisi politica.

Infatti, non sono in grado di costituire un governo di sinistra a causa degli Alleati. E non possono nemmeno pensare ad una insurrezione popolare, sempre a causa degli Alleati.

Per rimanere al potere devono quindi condividerlo, con l’obiettivo di non rimanere tagliati fuori nel momento in cui si deciderà la costituzione dell’Assemblea Costituente.

Per tali ragioni, la miglior politica sarebbe quella di fare concessioni, soprattutto nei confronti della Dc (considerata l’arbitro dell’attuale situazione politica).

Nell’interesse del Pci, Togliatti sarebbe quindi pronto a sostenere la Dc in tutte quelle questioni che l’anticlericalismo delle destre sfrutta per produrre frizioni e disaccordi.

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22 novembre 1945

Il padre gesuita Alfonso M. Martin, responsabile per l’Italia della Compagnia di Gesù, è stato ricevuto dal Papa in udienza privata. Martin ha trasmesso al Santo Padre una informazione confidenziale ricevuta il giorno stesso.

Secondo tale comunicazione, il governo di Mosca ha inviato precise istruzioni al segretario del Pci Togliatti sul comportamento da sostenere durante la crisi di governo, nel caso risulti impossibile evitarla.

Una copia di tali direttive è stata consegnata al Papa, che ha deciso di trasmetterla alle autorità alleate.

Naturalmente, tali istruzioni non tengono conto delle pressioni britanniche e alleate. Gli Alleati sono accusati di puntare alla crisi politica e di desiderare una soluzione reazionaria.

Nel caso il Pci finisca per trovarsi in una situazione di diretto conflitto con gli Alleati, il governo di Mosca promette di provocare un incidente internazionale per proteggere i comunisti italiani.

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22 novembre 1945

La Santa Sede ha ricevuto le seguenti informazioni: le autorità alleate hanno avvertito il presidente del consiglio Parri e i leader dei sei partiti al governo che, nel caso di una crisi di governo, questa dovrà essere risolta nel più assoluto ordine. In caso contrario, gli Alleati saranno costretti ad assumere provvedimenti drastici contro quei partiti che optassero per la guerra civile.

In Italia, l’ordine pubblico non deve essere turbato per nessun motivo.

Anche il Cln dell’Italia settentrionale è stato ammonito a non organizzare pubbliche dimostrazioni o pronunciamenti per influenzare il corso degli eventi.

Tale avvertimento è stato rivolto solo al nord, giacché gli Alleati non ritengono il Cln sufficientemente forte nell’Italia centro-meridionale.

Gli Alleati ritengono inoltre che dovrebbe essere il Luogotenente del Regno a risolvere la crisi, e ciò nel caso i partiti non vi riuscissero.

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27 novembre 1945

Monsignor Gioacchino Di Leo, cardinale vicario di Palermo, ha inviato un corriere speciale alla Santa Sede con un dettagliato rapporto sulla situazione politica a Palermo e in tutta la Sicilia.

Al momento, il movimento separatista ha perso consensi, mentre le correnti monarchiche appaiono in crescita.

E’ in aumento la reazione di molti partiti contro il Cln, specialmente contro i partiti di sinistra. Il Cln è in minoranza.

L’ottanta per cento dei liberali e il settanta per cento dei democristiani hanno abbandonato il Cln.

Possiamo quindi affermare che il Cln ha virtualmente smesso di ricoprire un ruolo attivo nella vita politica siciliana.

Numerosi agenti della polizia militare americana sono arrivati in Sicilia per limitare la libertà di azione dei sovversivi.

La Dc e i liberali sono ormai pronti a rompere i rapporti con il Cln per unirsi ai movimenti reazionari.

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29 novembre 1945

Su richiesta del Papa, Montini ha istruito De Gasperi, segretario politico della Dc, a mantenere la segreteria di Stato costantemente informata sulla crisi politica. In tal modo, il Papa sarà in grado in ogni momento di fornire direttive e suggerimenti sulle mosse che la Dc dovrà intraprendere nei confronti delle eventuali proposte avanzate dagli altri partiti.

Il Papa insiste sul fatto che la Dc deve trarre il maggior vantaggio possibile dall’attuale crisi, con l’obiettivo di rafforzare la posizione dei cattolici italiani.

Al contempo, il Papa ha ordinato alla Dc, all’associazione delle Madri Cristiane e all’Azione Cattolica di mantenere il totale controllo delle organizzazioni. Ciò permetterà di prevenire ogni tentativo di violenza e di promuovere la cooperazione, impedendo di fatto lo scatenarsi di incidenti durante lo sviluppo della crisi.

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29 novembre 1945

Il Papa ha ricevuto il padre gesuita Alfonso M. Martin, responsabile per l’Italia della Compagnia di Gesù.

Martin gli ha riferito di essere entrato in possesso quello stesso giorno di alcuni documenti. Secondo questi, Togliatti ha ricevuto urgenti istruzioni da Mosca (tramite l’ambasciata sovietica a Roma) per promuovere la costituzione di un governo di sinistra composto da comunisti, socialisti e azionisti, relegando all’opposizione gli altri tre partiti.

Nel caso tale governo sia formato, l’Unione Sovietica userà tutta la sua influenza in campo internazionale affinché l’Italia goda di condizioni più eque nelle discussioni per il trattato di pace. Inoltre, l’Urss si prodigherà perché i termini dell’armistizio siano cancellati.

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1 dicembre 1945

Padre Martin ha esposto i risultati di un’indagine segreta condotta dai gesuiti sulla crisi italiana e sui piani sovietici.

Come abbiamo già riferito, il governo di Mosca dirige le mosse del Pci tramite l’ambasciata sovietica a Roma, che trasmette gli ordini del Cremlino direttamente a Togliatti.

I gruppi clandestini comunisti sono già pronti in varie località della penisola.

Il comandante generale, Longo, ha messo a punto i necessari preparativi.

Le mosse suggerite da Mosca sono le seguenti:

costituire un governo di sinistra formato da comunisti, socialisti e azionisti;

scatenare una insurrezione armata in appoggio a tale governo;

la Russia farà le necessarie mosse per prevenire l’intervento degli angloamericani.

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4 dicembre 1945

Il padre gesuita Alfonso M. Martin, responsabile per l’Italia della Compagnia di Gesù, si è incontrato con monsignor Montini e lo ha messo al corrente delle informazioni raccolte dai gesuiti nell’Italia settentrionale.

Il quartier generale delle forze clandestine socialcomuniste è ancora attivo a Milano. Il loro comandante, Longo, ha sostenuto un incontro decisivo con i responsabili locali in un luogo sconosciuto.

La guerra civile è in avanzata fase di preparazione. La propaganda afferma che una guerra civile è necessaria perché, se i socialisti e i comunisti non agissero ora, il proletariato italiano subirebbe una sconfitta definitiva.

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4 dicembre 1945

Le ultime informazioni ricevute dal Vaticano indicano che il Pci guarda con ottimismo alla situazione politica.

Il tentativo di annientare il Cln è fallito. Guidati con polso dal Pci, i partiti della sinistra (comunisti, socialisti e azionisti) non solo avranno l’occasione di riprendersi dal mancato colpo, ma finiranno per ribaltare la situazione a loro favore.

Anche le direttive ricevute dal Pci tramite l’ambasciata sovietica sono incoraggianti.

Secondo il Vaticano, i dirigenti del Pci sono convinti che sia meglio tentare un colpo di Stato durante l’inverno.

Una situazione di stallo favorirà  l’occasione per agire.

Nel caso di una insurrezione violenta, il Pci ritiene che l’Italia non soffrirà lo stesso destino della Grecia. Si verificherà infatti uno scontro internazionale, con l’Urss da una parte e gli angloamericani dall’altra, e ciò favorirà la causa comunista in Italia.

Tali informazioni sono aggiornate al 3 dicembre.

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4 dicembre 1945

Monsignor Montini e monsignor Francesco Morano, segretario del supremo tribunale pontificio, si sono incontrati presso la segreteria di Stato per discutere la crisi.

Al momento, non sono sicuri che De Gasperi riesca a formare un governo. Tuttavia, si sono trovati d’accordo sul fatto che, qualunque sia il governo che vedrà la luce, questo non riscuoterà la fiducia degli Alleati e tantomeno un sostegno popolare più forte di quello dato a Parri.

La situazione italiana è molto delicata, giacché gli Alleati – secondo quanto la Santa Sede ha potuto constatare – non confidano in nessun governo italiano. Diffidano infatti di un eventuale governo di destra per le possibili infiltrazioni fasciste, e sospetterebbero di un governo di sinistra a causa delle tensioni esistenti con l’Unione Sovietica.

L’unica cosa certa è che l’inverno sarà molto duro, che l’aiuto americano sarà molto scarso e che il nuovo governo non riceverà maggiore considerazione di quella concessa ai governi passati.

Il Vaticano è inoltre molto scettico sulla conclusione dell’armistizio.

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6 dicembre 1945

Padre Alfonso M. Martin, responsabile della Compagnia di Gesù in Italia, si è incontrato ieri presso la Segreteria di Stato con monsignor Montini e con monsignor Francesco Morano. Sia Montini che Morano sono stati ufficialmente incaricati dal Papa a seguire la situazione politica italiana.

Padre Martin ha espresso ai due monsignori le preoccupazioni della Compagnia di Gesù a proposito della totale solidarietà politica in atto tra la Dc e il Cln.

Ha poi aggiunto che i gesuiti sono contrari all’egemonia dell’ala sinistra nel partito e a certe posizioni assunte da De Gasperi.

I gesuiti sono convinti che la Dc debba modificare la sua attuale linea politica e disfarsi al più presto del Cln.

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12 dicembre 1945

 Luigi Sturzo
Luigi Sturzo

Durante l’usuale rapporto giornaliero al Papa, monsignor Montini ha ricevuto istruzioni sui passi da intraprendere in merito alla questione italiana.

Dal momento che un cattolico è alla guida del governo, sarà necessario  sfruttare al massimo la posizione di preminenza della Dc.

Il partito dovrà spostarsi – impercettibilmente ma costantemente – verso destra e prepararsi a nuovi sviluppi politici.

De Gasperi dovrà inoltre preparare un piano per controllare al meglio l’ala sinistra della Dc.

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12 dicembre 1945

Tramite Piccioni, vice segretario della Dc, De Gasperi ha inviato alla segreteria di Stato vaticana assolute assicurazioni sul fatto che le sue azioni durante la crisi e la formazione del nuovo governo hanno sempre favorito i cattolici italiani e la Santa Sede.

De Gasperi ha assicurato che obbedirà a tutte le direttive inviate dal Papa e che la collaborazione con i partiti della sinistra sarà gestita con cautela. La Dc, inoltre, si comporterà come un partito di centro. Gli sviluppi politici saranno orientati in tal senso. La direzione della Dc sta preparando un rapporto scritto per dimostrare come la recente crisi politica abbia rafforzato la Dc e indebolito la posizione dei partiti del Cln in relazione alle imminenti elezioni.

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17 dicembre 1945

Il cardinal Enrico Gasparri, prefetto del supremo tribunale pontificio, ha informato il Luogotenente del Regno (Umberto di Savoia, ndr) e l’ammiraglio Stone sulle posizioni assunte dalla Santa Sede in rapporto all’attuale situazione politica italiana.

Grazie al governo De Gasperi, la Santa Sede si trova in una posizione favorevole per contribuire ad una soluzione pacifica della situazione, in collaborazione con le forze di centro. Gli Alleati ripongono speranza in queste per la risoluzione del problema italiano. Occorre infatti allontanare l’estrema sinistra filosovietica e l’estrema destra neofascista.

Tramite i suoi collaboratori, Gasparri ha poi evidenziato che, per il momento, la Santa Sede veglierà sul governo De Gasperi affinché il programma politico sia rispettato. In tal senso, si inizierà con la sostituzione graduale dei prefetti e dei funzionari di polizia. Si cercherà inoltre di includere nel governo ministri non appartenenti all’esapartito.

In breve, il governo De Gasperi dovrebbe inglobare altri partiti, in aggiunta ai sei del Cln.

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17 dicembre 1945

Assieme a monsignor Montini e ai suoi più stretti collaboratori e consiglieri, il Papa ha tracciato le direttive della Santa Sede in relazione all’attuale situazione politica.

De Gasperi avrà piena libertà di azione nella Dc e si assumerà tutte le responsabilità delle sue azioni. Ma se i risultati dovessero essere negativi, verrebbe rimpiazzato alla prima occasione.

L’obiettivo è quello di non sollevare sospetti tra i partiti del Cln e di continuare ad operare all’interno della coalizione.

Il Vaticano, De Gasperi e la Dc supervisioneranno la preparazione delle elezioni.

Il governo che uscirà dalle elezioni dovrà includere i partiti non appartenenti al Cln.

E’ opinione del Vaticano che i preparativi per l’elezione dell’Assemblea Costituente non saranno completati  prima di aprile. La politica vaticana continuerà ad essere sostenuta dalla Compagnia di Gesù e dai partiti dell’opposizione.

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19 dicembre 1945

Il cardinale Enrico Gasparri, prefetto del supremo tribunale apostolico, e monsignor Morano, segretario del suddetto tribunale, si sono incontrati con il Papa per discutere la situazione italiana.

I due prelati sono convinti che il governo De Gasperi non sarà in grado di mantenere l’ordine pubblico nell’Italia settentrionale durante l’inverno. Le elezioni amministrative acuiranno le difficoltà. Inoltre, i comizi elettorali evidenzieranno l’ampia spaccatura tra il governo e la nazione. Ciò darà agli estremisti il pretesto per scatenare violenze.

Gravi disordini pubblici porteranno al rinvio delle elezioni politiche. Le autorità alleate potrebbero suggerire una data per le elezioni, con l’obiettivo di evitare che si svolgano in contemporanea con le discussioni per il trattato di pace con l’Italia.

Entrambi i prelati considerano le vedute di De Gasperi sulla situazione italiana troppo ottimistiche e lontane dalla realtà.

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21 dicembre 1945

Monsignor Francesco Morano, segretario del supremo tribunale pontificio, ha riferito al Papa sui contatti stabiliti con i rappresentanti della commissione alleata per l’Italia.

Tali incontri mirano ad ottenere l’appoggio britannico e americano per il governo De Gasperi e a rafforzarlo dinanzi all’opinione pubblica italiana.

La definitiva vittoria del governo De Gasperi potrebbe dipendere da un concreto aiuto all’Italia durante l’inverno e da un sostegno morale.

Monsignor Morano è dell’opinione che i rappresentanti alleati siano più favorevoli alla persona di De Gasperi che al suo governo.

Sono infatti convinti che comunisti e socialisti abbiano una posizione così predominante nel governo, che finirebbero per essere i primi  a trarre vantaggio dagli eventuali successi di De Gasperi.

In ogni modo, sono previsti nuovi colloqui per approfondire la questione.

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27 dicembre 1945

Il cardinale Luigi Lavitrano, arcivescovo di Palermo fino a qualche mese fa, e monsignor Ernesto Ruffini, arcivescovo eletto di Palermo, si sono incontrati con l’ammiraglio Stone, capo della Commissione Alleata in Italia. La discussione è stata interamente dedicata alla situazione siciliana.

A nome degli angloamericani, Stone ha ringraziato il Papa per la cooperazione ricevuta dalla Santa Sede, dai vescovi, dal clero e dai cattolici siciliani nel miglioramento delle condizioni dell’isola e nella promozione dell’unità con l’Italia; soprattutto, per l’aiuto dimostrato nella lotta al comunismo e ai gruppi della sinistra, formazioni che, a causa dei loro legami con l’Unione Sovietica, hanno tentato di creare una situazione pericolosa per l’isola.

Al giorno d’oggi, il comunismo è stato sconfitto in Sicilia, mentre il separatismo ha perso consensi. Dal punto di vista politico, la Sicilia si sta ora spostando verso un centrodestra moderato. Ciò contribuirà a riportare la politica alla normalità, a ricostruire l’isola e a tranquillizzare gli angloamericani.

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2 gennaio 1946

Monsignor Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo, ha inviato un corriere speciale alla Santa Sede con una lettera sulla situazione siciliana e il separatismo.

La Dc ha cercato di persuadere i separatisti a smetterla con le agitazioni e le rappresaglie. E se il separatismo finisse per indirizzarsi verso una soluzione autonomista, questo è un compito che dovrebbe essere affidato ai cattolici.

Tuttavia si registra l’opposizione dei comunisti, che minacciano di scatenare violenze contro i separatisti nel caso questi non aderiscano al Pci.

Per i comunisti è ormai una mossa necessaria, giacchè stanno perdendo terreno in tutta l’isola.

L’arcivescovo ha chiesto ad alcuni esponenti democristiani di entrare in contatto con i leader comunisti siciliani. L’obiettivo è di convincerli a permettere ai separatisti di scegliere liberamente a quale formazione aderire.

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2 gennaio 1946

Il cardinale Piazza, patriarca di Venezia, ha inviato un corriere speciale alla Santa Sede con alcune lettere urgenti riguardanti la situazione nella Venezia Giulia.

Allegati a tali lettere, vi sono documenti che provano gli accordi in atto tra il governo di Tito e il Pci e le negoziazioni segrete tra Togliatti e i comunisti yugoslavi. A mediare troviamo gli emissari di Mosca.

Gli accordi prevedono che il Pci fornisca in maniera clandestina ogni possibile supporto ai titini, in modo che i comunisti yugoslavi possano conquistare la Venezia Giulia e aiutare i comunisti italiani nella loro marcia verso il potere.

Ciò prova che la disapprovazione di Togliatti nei confronti degli operai triestini, enunciata nel suo discorso al quinto congresso del Pci, altro non è che una sottile finzione.

La Santa Sede riferirà agli angloamericani su tali documenti.

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4 gennaio 1946

Monsignor Montini ha ricevuto la commissione speciale dell’Azione Cattolica che, assieme ad un gruppo di esponenti della Dc, era stata istruita dalla segreteria di Stato a sondare la possibilità di assorbire gli elementi moderati del Partito socialista. E ciò nel caso i socialisti decidessero di formare un partito unico con i comunisti. La commissione ha riferito i primi risultati dell’indagine.

La tensione in atto tra gli angloamericani e i sovietici ha costretto Togliatti a privare il programma del Pci di ogni significato sovversivo. Un programma intransigente, infatti, non sarebbe stato tollerato dagli angloamericani in Italia.

Dal punto di vista tattico, i comunisti trovano conveniente patrocinare una fusione con i socialisti. Tuttavia, l’ala moderata socialista si rende conto che tale fusione porterebbe alla fine del partito. Per contro, se il cambiamento comunista risultasse radicale, sarebbe il Pci ad essere assorbito dai socialisti. Di conseguenza, l’ala destra dei socialisti si oppone a tale unione. Ma se questa dovesse avvenire, i socialisti moderati finirebbero per costituire un loro partito con Silone come probabile leader.

Nel frattempo, la Dc potrebbe decidere di cooperare strettamente con questi su certi punti fondamentali del programma, in attesa del progresso degli eventi.

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4 gennaio 1946

La Compagnia di Gesù ha ricevuto un rapporto sulle attività dell’ambasciata sovietica a Roma. Il documento è stato immediatamente trasmesso alla Santa Sede.

Presso la legazione sovietica si è tenuto un incontro a cui hanno preso parte due emissari di Mosca, due rappresentanti di Tito e una delegazione del Pci presieduta da Togliatti. La riunione doveva convincere i comunisti italiani sull’importanza di spostare la frontiera yugoslava il più a ovest possibile. Ciò garantirebbe una posizione strategica vantaggiosa all’Urss in caso di conflitto armato con i reazionari angloamericani.

Togliatti ha osservato che il Pci si trova in una posizione molto delicata al riguardo. Sostenere le richieste yugoslave in maniera troppo forte renderebbe impopolare il partito, e ciò potrebbe comprometterne il futuro.

Ma un emissario sovietico ha obiettato che il conflitto tra l’Urss e le forze della reazione capitalistica è ormai inevitabile. Di conseguenza, la questione della popolarità del Pci assume un’importanza secondaria.

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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