I fantasmi del Sid

di Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino

Vito Miceli

Il generale del Sid (1916-1990) Vito Miceli muore a Roma il primo dicembre di diciannove anni fa. Primi a rendergli omaggio: il segretario del Msi Pino Rauti e i parlamentari missini Minniti e Servello, seguiti dall’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Trapanese d’ origine intraprende la carriera militare e la consolida alla fine degli anni Sessanta all’interno della Nato Defence College. Assume il comando del Sid, tra il 1970 e il 1974, periodo meglio conosciuto come strategia della tensione. Un periodo al tritolo iniziato con le bombe di piazza Fontana (12 dicembre 1969), proseguito col tentato golpe dell’Immacolata, e chiuso con la scoperta della Rosa dei Venti, con la strage di Peteano e Gladio, denunciata da Giulio Andreotti.

Giovanni Tamburino

Fatti che inducono il giudice di Padova Giovanni Tamburino a emettere contro di lui un mandato di cattura per la vicenda della Rosa dei Venti. Ma è presto scagionato dall’accusa di cospirazione politica e rimesso in libertà.

Nel ’76 è eletto nelle fila del Msi e nel 1980 il suo nome compare nella lista della P2 di Gelli con il numero 491.

Miceli è un esempio, tra i più eclatanti, della guerra interna al Sid tra la componente golpista e quella – diciamo- più morbida. La stessa ostilità di Andreotti rispetto a questo caso andrebbe spiegata tenendo anche in considerazione che il giudice Tamburino fu di fatto privato da ogni possibilità di mettere le mani su uno dei misteri più oscuri della storia occulta del nostro Paese. O meglio su una rete di intrighi inestricabili. In entrambi i casi si muove l’ombra di Licio Gelli.

Il documento che riportiamo è, crediamo, il primo di un Paese dell’Europa orientale nel quale l’attenzione per ciò che accade in Italia occupa una sua centralità strategica internazionale. In questo periodo si registra infatti la crisi dei fascismi europei (Portogallo e Grecia) e anche l’Italia è alla ricerca di un nuovo equilibrio. Ma proprio qui si avranno gli eventi più preoccupanti e sotterranei: dal tentato golpe del 1976, (una nostra scoperta del gennaio 2008: vedi su ‘la Repubblica’ l’articolo ‘Il golpe inglese’ di Filippo Ceccarelli, un evento di cui parlano anche i servizi ungheresi in un altro documento),  alla strage di via Fani compiuta con il palese obiettivo di bloccare il compromesso storico e l’azione di Aldo Moro ed Enrico Berlinguer.

Gianadelio Maletti

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Avveniva così una ricomposizione organica tra le nuove espressioni legalitaristiche del Sid (Maletti) sostenute da Andreotti e da altre componenti del sistema trinitario del potere politico-militare e paramilitare e le vecchie componenti obsolete e inutilizzabili facenti capo al generale Miceli.

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Per leggere la traduzione dal magiaro in italiano del documento, clicca qui sotto. Il documento è stato tradotto da Regina Kerékgyártó.

Giulio Andreotti

I fantasmi del Sid (dalla strage di piazza Fontana al compromesso storico)

Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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