Afghanistan: Natale ’79

L’Armata Rossa – leggiamo in un documento britannico –  forse invaderà presto l’Afghanistan. Ma, in fondo, è meglio affrontare i sovietici piuttosto che avere a che fare con “un regime islamico reazionario”, tipo quello di Khomeini in Iran.

Carta geografica dell'Afghanistan

La sconcertante affermazione proviene da alcuni fascicoli del Foreign Office appena desecretati dai National Archives di Kew Gardens (Gran Bretagna), documenti consultabili in copia presso il nostro Archivio di Partinico.

I rapporti più importanti sono del novembre ’79 e l’opinione che prevale a Londra in quelle settimane è che l’Urss non invaderà l’Afghanistan, un Paese dove dall’aprile ’78 è al potere un regime “socialista” imposto da Mosca.

La situazione è incandescente in tutto il Medio Oriente. Dal febbraio ’79, il regime degli ayatollah iraniani è una realtà amara per le potenze occidentali, Usa e GB in testa, mentre la crisi degli oltre duecento ostaggi dell’ambasciata statunitense a Teheran – sequestrati dalle guardie della rivoluzione il 4 novembre ’79 – rende molto probabile un blitz dei Marines americani.

Leonid Breznev

Leonid Breznev teme di rimanere tagliato fuori dai giochi e, la notte di Natale del ’79, decide di intervenire direttamente nel “Great Game” dell’Asia Centrale.

Sarà la prima sconfitta militare per l’Urss – che in dieci anni provocherà la morte di quattordicimila soldati dell’Armata Rossa – e l’inizio della fine per il Paese dei Soviet.

“Non spingemmo i Russi a intervenire – scrive Zbigniew Brzezinski, il consigliere per la sicurezza nazionale della presidenza Carter, nelle sue memorie – ma incrementammo consapevolmente la probabilità che lo facessero. Avevamo finalmente l’opportunita’ di dare all’Urss il suo Vietnam.”

G.C. e M.J..C.

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a Afghanistan: Natale ’79

  1. luca ha detto:

    salve,
    sono uno studente di storia presso l’università di Modena, e attualmente sono in Svezia per scrivere la tesi di laurea. è possibile avere una copia dei documenti in formato pdf senza andare di persona negli archivi?

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