La sfida di chi crede in Facebook

Dal sito Facebook

di Francesca Scoleri

(con il suo permesso naturalmente)

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Francesca Scoleri (da Facebook)

Di questi tempi ci si imbatte spesso in “verbi” che da tanti anni, la democrazia aveva un po’ recluso. Verbi tipo: chiudere, censurare, fermare, bloccare, contenere, tutti rivolti alle idee del popolo italiano, anzi, solo a quelle idee che si allontanano dalla corrente governativa! Il che è già sufficiente per denunciare un indebolimento della forza democratica nel Paese. In questi ultimi giorni, dopo l’episodio di Milano, tutta la maggioranza è scesa in campo contro trasmissioni televisive “scomode”, contro la rete e tutto ciò che ne fa parte, non a caso, anche contro i gruppi di Facebook, definiti pericolosi e eversivi.

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Voglio per questo parlarvi di un gruppo, che per quanto mi riguarda, non è ne’ pericoloso, ne’ eversivo!

Si chiama

“SFIDA- STIAMO CERCANDO VENTI MILIONI DI PERSONE CHE NON VOTERANNO BERLUSCONI”.

Ad oggi conta circa 438.000 iscritti! La nascita del gruppo è basata su un forte dissenso nei confronti del presidente del consiglio e di tutta la linea politica con cui governa. Nella home page del gruppo, sono descritti i motivi per i quali, secondo noi Berlusconi non è “il miglior presidente del consiglio” nonostante egli stesso affermi ciò con grande convinzione.

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Noi di SFIDA

riteniamo che una carica così importante all’interno di un apparato governativo, debba essere rivestita da un soggetto al di sopra di ogni sospetto di conflitto d’interesse e di pendenze penali. Non credo sia questo un concetto “strano”, è il minimo che un cittadino possa chiedere a coloro che si candidano in politica, se la politica si fonda realmente sulla tutela del popolo!

SFIDA

è severamente regolamentato; non si accettano volgarità, offese, comportamenti incivili e soprattutto “istigazioni alla violenza”.

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Ogni giorno, SFIDA raccoglie numerosi interventi da parte degli iscritti che si confrontano sulle proprie opinioni e sulle proprie ideologie. Credo che questo agire non possa essere definito “atto eversivo” . Capita, che all’interno del gruppo si infiltri qualcuno al solo scopo di portare provocazioni e scompiglio in quello che è un civile dibattito fra persone, e capita anche che individui “estremamente” accesi nei confronti della causa, diano segnali evidenti di esortazioni alla violenza. Tutto questo non è mai tollerato da parte degli amministratori che, alternandosi durante la giornata, cancellano e bannano prontamente interventi inopportuni che non trovano sintonia con il pensiero primo che il gruppo vuole trasmettere. Questo gruppo,vuole rappresentare un’icona di democrazia e di civiltà. Il dissenso nei confronti del sistema adottato da Berlusconi c’è, e noi lo manifestiamo attraverso la forza delle idee. Non ammettiamo che pochi insensati guastino un clima di libera espressione e siamo profondamente contrari ad ogni tipo di violenza e ad ogni tipo di istigazione, non che ad ogni manifestazione di ammirazione nei confronti di “falsi” eroi che vanno in giro a tirare statuette o altro.

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Forse a sbagliare tutto, sono state migliaia di famiglie italiane, sì, perchè dopo aver subito anni di repressione e di governo dittatoriale, hanno ritenuto di insegnare ai propri figli, fra cui alla sottoscritta, il valore del pensiero di ogni singolo individuo e noi ci abbiamo talmente creduto, da rimanere illusi e delusi dagli anni di politica che ci hanno condotto all’oggi. La storia del Paese passa attraverso situazioni di censura violente e inaccettabili e la maggior parte dei giovani, insegue sogni di libertà per le proprie idee, come accettare di essere definiti “nemici”della democrazia per il solo fatto di “volere” una democrazia? Non si è necessariamente nemici di chi non si condivide,si è solo “oppositori” e se l’opposizione non trascende in manifestazioni aggressive e immorali,perchè essere definiti sovversivi per il solo fatto di “disapprovare” ? Il clima è teso e portare il Paese in condizioni di mitezza è al quanto difficile. Noi crediamo nelle nostre cause e nel principio di “libertà” che non genera “mostri” come qualcuno vuol far credere. Diciamo pure,che forse si è un po’ “alterato” il significato delle parole negli ultimi tempi,”legalità” per esempio…sembra banale dire ciò che significa,ma è davvero cosi ? non è forse,che questa parola subisce un uso scorretto da parte di organi istituzionali che hanno il potere di “associarla ” a ciò che è più consono con le proprie idee ? eppure…non dovrebbero esserci diverse interpretazioni del termine,ma questo è un inconveniente inevitabile per un popolo che troppe volte ha dimostrato di fare scelte sbagliate. Anche la parola “libertà” si presta a differenti interpretazioni ? i fatti dicono di si ! Per alcuni un abuso, per altri un diritto per i più distratti, un optional. Per quelli di SFIDA, una conquista da non farsi sottrarre

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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