Nato: Regione Sud

INIZIAMO  LA PUBBLICAZIONE DI ALCUNE CARTE RIGUARDANTI LA NATO COSI’ COME QUESTA ORGANIZZAZIONE POLITICO – MILITARE ERA SEGUITA DA UN PAESE DEL PATTO DI VARSAVIA ATTRAVERSO L’INTELLIGENCE DI CUI ERA DOTATO.

CREDIAMO SIA LA PRIMA VOLTA CHE UN ATTO DEGLI ARCHIVI DEI PAESI GRAVITANTI ATTORNO ALL’EX UNIONE SOVIETICA VENGA MESSO A DISPOSIZIONE DEGLI STUDIOSI.

Il documento è stato acquisito dall’Archivio Casarrubea presso l’Archivio storico dei Servizi segreti ungheresi di Budapest nel settembre 2009. Fa parte del nostro fondo magiaro

(a cura di Regina Kerékgyártó)

*

 

 

REPUBBLICA UNGHERESE

ÁLLAMBIZTONSÁGI SZOLGÁLATOK

TÖRTÉNETI LEVÉLTÁRA

Archivio storico dei Servizi per la Sicurezza dello Stato

Budapest

Coll.: ABTL, O-8-346/1, ff. 283-293

Translation from English to Italian   T-75/360-AP

Comando Forze Alleate Sud Europa

Napoli/Italia

Complessità della Regione Sud del Comando Alleato in Europa

 

I Paesi della Nato

Questo documento non è classificato ed è stato basato sul normale briefing che viene presentato unitamente alla proiezione di diapositive. Questa versione è aggiornata al 1 febbraio 1975 e poiché molti degli argomenti trattati possono evolvere col tempo, le informazioni contenute nel presente documento potrebbero perdere la loro attualità col mutare delle circostanze.

Per informazioni in merito alla versione aggiornata del presente documento rivolgersi alla Public Information Division, Press Office, Headquarters, Allied Forces Southern Europe, Bagnoli, Naples, Italy.

Questo briefing si prefigge lo scopo di fornire una visione generale della Regione Sud del Comando Alleato in Europa (Ace). Sono state di recente rese note dai governi interessati delle decisioni ed altre ancora sono attese in merito alla futura assegnazione di Forze alla Regione Sud della Nato. Quando le discussioni saranno terminate e se ne conosceranno i dettagli il nostro atteggiamento difensivo potrà subire un cambiamento.

Fino a quando non saranno state prese queste decisioni, il Comandante in Capo continuerà a basare qualsiasi valutazione riguardante l’entità delle sue forze sulle dichiarazioni rese alla Nato dai Paesi che fanno parte della Regione.

Finché noi continuiamo a mostrare di essere pronti a reagire a qualsiasi forma di azione militare intrapresa contro un membro della Nato, la nostra credibilità sarà conservata. Alla luce di queste considerazioni vediamo innanzitutto quali sono i compiti che il Comandante in Capo è chiamato ad assolvere:

Difendere la Regione Sud e

Preservare l’integrità del territorio Nato.

Come introduzione alla nostra presentazione diamo uno sguardo ai rapporti geografici esistenti fra la nostra Regione e altre Regioni del Comando Alleato in Europa.

La zona di competenza delle Forze Alleate del Nord Europa (Afnorth) si estende dal confine con la Russia e dal Capo settentrionale della Norvegia a Nord verso Sud fino all’Elba nella Germania settentrionale; quella delle Forze alleate del Centro Europa (Afcent) da questo fiume alle Alpi svizzere e austriache, mentre la Regione Sud è limitata a Nord dalla Svizzera e dall’Austria e a Sud dalla linea costiera meridionale del Mar Mediterraneo.

Vi sono tre importanti aspetti geografici che incidono sulla nostra pianificazione.

Il primo è la vastità del nostro settore operativo = 4000 km circa da Est a Ovest, e 1.400 km  da Nord a Sud. La Regione comprende i tre Paesi membri della Nato, Grecia, Italia e Turchia, il Mediterraneo e anche il Mar Nero.

Il secondo è rappresentato dal suo isolamento dal resto del Comando Alleato in Europa dovuto all’interposizione geografica della Svizzera e dell’Austria, due Paesi non impegnati che si trovano tra noi e le forze alleate del centro Europa, rendendo la nostra Regione un teatro operativo sostanzialmente indipendente.

Il terzo aspetto è il settore terrestre non continuo della Regione Sud. Le nazioni della Regione occupano infatti tre importanti penisole separate fra di loro dal Mar Mar Ionio e dal Mar Egeo.

Ciò ci porta ad avere tre zone per le operazioni terrestri ampiamente separate l’una dall’altra.

Nato Awacs and Usaf F16 fighter aircraft 2

Queste zone si trovano nell’Italia Nord-orientale, in Grecia e nella Turchia occidentale e nella Turchia orientale. Le estesissime coste di questi Paesi e le numerose isole aggiungono il loro peso ai problemi della difesa nazionale e regionale. In caso di ostilità il Comandante in capo delle Forze alleate Sud Europa, quale comandante Nato, è responsabile della difesa dell’Italia Nord-orientale, della Grecia e della Turchia, nonché delle linee di comunicazione Nato nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

La complessità della difesa della Regione è resa ancor più grave dall’atteggiamento adottato dai Paesi confinanti con la Regione Sud.

Ad esempio, l’appoggio dato da taluni Paesi firmatari del Patto di Varsavia a Stati del Medio Oriente e del Nord Africa, tendenzialmente orientati verso di esso, potrebbe portare ad allineamenti sfavorevoli alla Nato e critici per la difesa della Regione Sud. Di notevole importanza,per altro, in qualsiasi confronto, con il Patto di Varsavia, sarebbe l’atteggiamento assunto dalla Francia e dalla Spagna, dalla Iugoslavia e dall’Albania, in considerazione della loro posizione strategica nei confronti della Regione Sud.

Per la posizione geografica e per la dispersione dei settori terrestri, la Nato è condizionata da linee di comunicazione aeree e marittime estremamente lunghe e vulnerabili che si estendono fino all’Atlantico, da dove deve provenire il flusso principale dei nostri rinforzi interni ed il nostro sostegno logistico. Inoltre il rischieramento delle forze per il sostegno reciproco fra i Paesi membri nell’ambito della Regione deve fare affidamento sui trasporti aerei e su quelli marittimi.

Caratteristiche singolari del Mar Mediterraneo sono gli stretti relativamente angusti di Gibilterra e del Bosforo e, quando il Canale di Suez sarà riaperto al traffico, quello di Porto Said. Il controllo di questi punti di accesso ha avuto, in passato, una parte importante nel controllo di tutto il Mediterraneo ed è probabile che lo stesso accada in un qualsiasi conflitto futuro che veda impegnate forze aeree e navali.

Altrettanto importante è la capacità di utilizzare le nostre forze aeree con basi terrestri o su porta-aerei nella fase iniziale di qualsiasi conflitto al fine di ottenere la superiorità aerea locale, la difesa di impianti vitali, centri industriali ed abitati, e di scortare i convogli Nato ed altro naviglio Alleato. Il controllo e la distruzione delle navi nemiche che cerchino di attraversare lo stretto di Gibilterra è soprattutto un compito combinato aeronavale, mentre soltanto con la ricognizione aerea noi possiamo essere in grado di ottenere informazioni tempestive circa i movimenti di superficie del nemico sia nell’ambito che nelle adiacenze della nostra Regione.

Prima di concludere l’argomento che riguarda la geografia sarebbe bene esaminare la Regione Sud come potrebbe essere vista da Mosca. In qualsiasi modo il pianificatore sovietico orienti la sua carta, la Regione Sud si presenta come una vastissima barriera che si oppone all’espansione dell’influenza sovietica verso Sud e verso Sud-ovest. Di importanza immediata sono le posizioni chiave occupate dalla Jugoslavia e dall’Albania e le zone di montagna lungo i confini fra la Nato e il Patto di Varsavia e il pericolo derivante da forze ostili che operino nel Mar Nero. Questi e numerosi altri fattori mettono in risalto che il pianificatore moscovita si trova a dovere affrontare, al pari del pianificatore Nato, numerosi difficili problemi.

Passiamo ora allo schieramento delle forze nell’ambito della Regione Sud e di quelle ad esse opposte.

Le forze nazionali precettate per la Regione Sud sono assegnate a cinque principali comandi dipendenti. La denominazione Nato dei loro comandanti e la sede dei rispettivi comandi, due terrestri, uno aereo ed uno aeronavale, sono le seguenti:

Comandante Forse terrestri Alleate Sud Europa con sede a Verona, responsabile della Difesa terrestre dell’Italia Nord-orientale.

Comandante Forze terrestri Alleate Sud-Est Europa con sede a Izmir, in Turchia, responsabile del coordinamento della Difesa terrestre della Grecia e della Turchia.

Comandante Forze Navali Alleate Sud Europa con sede a Napoli. E’ responsabile della protezione delle linee di comunicazione Nato nel Mediterraneo e delle operazioni navali nel Mar Nero. Comnavsouth è altresì responsabile delle operazioni aeree e navali antisom in tutto il Mediterraneo.

Anche il comandante delle Forze aeree alleate Sud Europa ha la propria sede a Napoli. Egli è responsabile della Difesa aerea della Regione e della condotta delle operazioni aerotattiche mediante velivoli con base a terra. E’, inoltre, l’autorità cui compete il coordinamento della maggior parte delle operazioni aerotattiche nella Regione.

 

Il settore Napoli dell'Agenzia Nato per le telecomunicazioni

Comandante delle Forze navali di intervento e sostegno del Sud Europa è la denominazione Nato del comandante della VI Flotta Usa. La sede del suo Comando è a bordo di una nave, ma per il coordinamento Nato si avvale di un vicecomandante che si trova qui a Napoli. Da Comstrikforsouth dipendono unità navali e dei Marine Usa, nonché la Forze aeronavali, assegnate alla Regione Sud.

Passiamo ora ad esaminare alcuni problemi che interessano il comandante terrestre, iniziando dall’Italia settentrionale.

Le Alpi costituiscono un ostacolo naturale ai rifornimenti delle unità corazzate e meccanizzate attraverso la frontiera settentrionale dell’Italia e, come tale, favoriscono le Forze della Difesa. La frontiera Nord orientale con la Jugoslavia è più difficile a difendersi poiché le posizioni dominanti si trovano tutte in territorio jugoslavo. La posizione di Trieste crea un problema difensivo particolarmente difficile.

Qualora unità corazzate e motorizzate nemiche dovessero penetrare attraverso la soglia di Gorizia, naturale area di penetrazione della frontiera orientale, il cuore delle industrie italiane e la popolazione dell’Italia settentrionale ne verrebbero ad essere seriamente minacciati.

La strategia Nato in questo settore, come in ogni altro settore operativo, prevede una battaglia difensiva su posizioni quanto più avanzate possibile. Non conosciamo le intenzioni dei sovietici e del Patto di Varsavia, ma in tutta la Regione Sud è imperativo per noi guardare con occhio vigile gli Stati neutrali così come i Paesi del Patto di Varsavia.

Passando ad esaminare il settore centrale della nostra Regione, vediamo che la Grecia settentrionale e la Tracia occidentale sono zone montagnose attraverso cui passano i confini internazionali che separano la Grecia dall’Albania, dalla Jugoslavia e dalla Bulgaria. Benché in linea di massima favorevoli alla difesa, vi sono cinque possibili assi di penetrazione di cui le Forze corazzate o meccanizzate potrebbero avvalersi per entrare in Grecia da Nord.

In questa zona si nota la mancanza di profondità per la difesa della Tracia lungo il litorale egeo. Una penetrazione in questo settore potrebbe facilmente separare le forze greche da quelle turche aprendo la via per giungere sul Mediterraneo.

Più a Est, la frontiera fra Turchia e Bulgaria attraversa una pianura che, estendendosi dalla Bulgaria meridionale al Bosforo, offre un terreno molto favorevole alle unità corazzate e meccanizzate nemiche. Sia la difesa della Tracia che quella della Turchia Nord-orientale è resa difficile dalle numerose spiagge lungo la costa del Mar Nero, che ben si prestano ad operazioni anfibie.

La Turchia e la Norvegia sono le uniche nazioni Nato che confinano direttamente con l’Unione sovietica. La frontiera orientale turca si trova in zona estremamente impervia, sfavorevole a forze corazzate d’invasione poiché la maggior parte delle strade sono impraticabili durante la stagione invernale. Comunque la pianura costiera del Mar Nero si presta in vari punti a operazioni anfibie.

Consideriamo ora alcuni aspetti relativi alle forze del patto di Varsavia e della Regione Sud. Non intendiamo presentarvi un prospetto esauriente riferito a tutte le armi in quanto ciò richiederebbe un’esposizione molto dettagliata mentre questo briefing si propone di fornirvi un quadro generale della nostra Regione e del suo nemico potenziale.

 

F16

Le divisioni del Patto di Varsavia superano quelle della Regione Sud della Nato in proporzione di quasi due a uno. Benché la divisione del Patto di Varsavia sia in genere più piccola dell’equivalente Divisione Nato, essa ha il vantaggio in mobilità e in potere d’urto con i mezzi corazzati. Infatti le divisioni del Patto di Varsavia sono corazzate e motorizzate mentre noi abbiamo poche divisioni corazzate e ancor meno divisioni completamente meccanizzate. Inoltre le nostre forze terrestri sono datate di equipaggiamento superato, e alcune scorte belliche sono carenti. Esse sarebbero per altro vulnerabili alla guerra chimico-biologica.

Poiché i potenziali aggressori dispongono di linee interne di comunicazione: le forze del Patto di Varsavia, godono di una libertà di concentramento che a noi è negata. Ciò consente all’Unione sovietica e ai suoi alleati di realizzare un rapido potenziamento in un periodo di tempo relativamente breve, mentre nello stesso arco di tempo il potenziamento dei rinforzi Nato dall’interno della Regione sarebbe di gran lunga inferiore.

In sintesi, per quanto riguarda le nostre forze terrestri, una migliore mobilità nonché la tempestività dei rinforzi e la potenza di fuoco costituiscono per noi motivo di grave preoccupazione.

In fatto di velivoli da combattimento, il Patto di Varsavia gode di un netto vantaggio rispetto alla Regione Sud di oltre 2 e mezza a 1. Inoltre esso possiede un equipaggiamento che ha raggiunto un notevole grado di standardizzazione e di ammodernamento, che manca in talune unità delle forze Nato.

Potrebbero essere inviati alla nostra Regione rinforzi aerei di notevole entità purché si disponesse di adeguati impianti per riceverli.

C’è da aggiungere inoltre che, avvalendosi delle linee interne di comunicazione nonché della standardizzazione dei tipi di velivoli e degli impianti, il Patto di Varsavia può accrescere rapidamente il proprio potere aereo, come nel caso delle sue forze terrestri. Tale squilibrio può quindi ritorcersi in maniera rapida e notevole contro i gruppi Nato nella Regione. Il potere aereo, comunque, non si misura unicamente in base al numero di velivoli e noi difettiamo di velivoli da ricognizione ogni tempo, di capacità di centro misure elettroniche nonché di contro-contromisure elettroniche. Mentre il Patto di Varsavia si avvale di un completo sistema missilistico di difesa aerea, la Regione Sud dispone di una difesa con missili terra-aria molto limitata. Stiamo quindi facendo tutto il possibile per potenziare la nostra forza aerea mediante l’acquisto di velivoli moderni e il collegamento radar nell’ambito del sistema di infrastrutture elettroniche della difesa aerea (Nadge). Bisogna tener presente che abbiamo parlato sinora unicamente di velivoli con base a terra; una potente forza aerotattica su porta-aerei, dislocata nel Mediterraneo sotto il comando di Comstrikforsouth, fornisce alla nostra Regione rinforzi aerei di notevole entità.

Mentre la Nato non dispone ancora di una Forza navale permanente nel Mediterraneo, le forze navali precettate per la Regione Sud assicurano al Comandante in capo una forza notevole, di cui fanno naturalmente parte le portaerei or ora menzionate.

Il rapporto di forze è grosso modo di tre a due a vantaggio della Nato. Un paragone diretto non è però possibile perchè la Nato, a differenza del Patto di Varsavia, deve difendere e proteggere le sue vie di rifornimento e le sue rotte marittime.

Normalmente, i Russi mantengono nel Mediterraneo una forza nota come Flotta sovietica del Mediterraneo (Sovmedflt) composta di circa 30/40 unità, comprensi anche i sommergibili. Tale forza può essere rapidamente potenziata in tempo di pace con l’afflusso di unità appartenenti ad altre flotte sovietiche, in particolare da quella del Mar Nero. Pur non conoscendo quale potrebbe essere la consistenza definitiva della Sovmedflt, il Servizio  “I” della Nato può tenere sotto controllo i movimenti di altre unità di superficie.

Benché non collaudate in guerra e attualmente senza una capacità di portaerei per velivoli ad ala fissa, la Sovmedflt è purtuttavia una forza bilanciata che possiede moderne unità di superficie come, ad esempio, l’incrociatore lanciamissili teleguidati Kara, che è oggi l’unità più potentemente armata del genere in tutto il mondo.

Comunque, malgrado le moderne unità e l’armamento della Sovmedflt, noi riteniamo che la minaccia di superficie sia contenibile purché le forze precettate si possano materializzare al momento del bisogno. Pertanto la porta-aerei americana Saratoga, ad esempio, con la sua dotazione di oltre 70 aerei è di vitale importanza in questo contesto.

Carenza di scorte aeree e navali e la difficoltà di rivelare la presenza di sommergibili nel Mediterraneo mette i sommergibili sovietici in condizione di minacciare gravemente il naviglio Alleato. I previsti rinforzi di elicotteri e di velivoli per il pattugliamento marittimo, nonché un certo numero di velivoli per la caccia antisom. tra cui il Nimrod. hanno proprio lo scopo di fronteggiare la minaccia subacquea sovietica. Abbiamo altresì prospettato l’esigenza di una forza navale di contingenza capace di svolgere operazioni navali o di appoggio alle forze terrestri nel nostro teatro operativo.

Abbiamo passato in rassegna, in linea generale, le relative forze, le eventuali zone operativi, nonché i vantaggi e gli svantaggi naturali sia della Nato sia del Patto di Varsavia. Pure essendo in grado di poter valutare quali siano le capacità delle nazioni del Patto di Varsavia, per quanto riguarda invece le loro intenzioni non possiamo fare altro che supposizioni e su ciò si conforma il compito di Cincsouth. La strategia Nato si basa sulla dottrina della risposta flessibile, cioè sulla capacità di rispondere ad una qualsiasi delle varie minacce. É implicito, per il pieno successo di questa dottrina, che un eventuale aggressore debba rendersi conto che la Nato possiede una varietà di armi e piani adeguati per far fronte a qualsiasi atto ostile, nonché la volontà politica per la realizzazione di tali piani.

Affinché le forze Nato possano attuare la politica della risposta flessibile, sono indispensabili i seguenti fattori:

Primo: un elevato grado di prontezza operativa al fine di evitare di essere sopraffatti nel caso di un improvviso attacco convenzionale.

Secondo: capacità di resistenza nell’eventualità di operazioni prolungate.

Terzo: possedere una capacità nucleare quale ultima risorsa deterrente. Una risposta flessibile consente al Comandante Supremo delle Forze Alleate ora Cincsouth di reagire ad aggressioni di qualsiasi entità onde dissuadere il nemico dal proseguire dalle ostilità. Ciò deve essere sostenuto dalla volontà e dalla ferma determinazione da parte dei Paesi Nato di resistere ad ogni aggressione.

 

La paura storica della destra: l'irruzione del Patto di Varsavia da Nord-Est

Finora ci siamo occupati principalmente delle Forze Alleate del Sud Europa e del loro potenziale avversario: il Patto di Varsavia. L’intera situazione strategica nell’area mediterranea è altresì sensibile agli allineamenti degli altri Paesi, che vanno dalla diretta partecipazione all’Alleanza Atlantica a posizioni di aperta simpatia per i sovietici. Come abbiamo già rilevato, l’atteggiamento assunto dalla Francia in un eventuale conflitto che coinvolga la Nato potrebbe essere di importanza vitale per questa Regione.

Un pericolo intrinseco per la Regione Sud è rappresentato dall’abbondanza di porti e aeroporti efficienti esistenti nel Nord Africa e nel Medio Oriente. Se il Patto di Varsavia riuscisse con la coercizione o con la penetrazione ad assicurarsi l’uso su vasta scala di questi impianti militari in qualsiasi situazione, la posizione alleata nel Mediterraneo potrebbe essere seriamente minacciata. L’allineamento attivo dei nostri vicini meridionali con il Patto di Varsavia creerebbe una situazione ancor più grave, generando una minaccia da ogni direzione contro la nostra Regione.

D’altro canto, la panoramica sul Medio Oriente è resa meno fosca dalla presenza dell’Iran che è un membro della Cento e come tale Alleato della Turchia.

In virtù dei suoi confini con l’Iraq, con L’Unione sovietica e con la Turchia, l’Iran esercita una notevole influenza sul fronte orientale di Afsouth. Grazie ai suoi rapporti di buona amicizia con molti Paesi Nato, nonché per il recente sviluppo delle sue capacità difensive, l’Iran deve essere considerato prezioso per la sicurezza Nato sul fronte Sud orientale. L’Iran inoltre è un notevolissimo elemento di stabilità sia nel Medio Oriente, sia nel Golfo Persico.

Nella nostra presentazione ci siamo finora occupati principalmente della linea del fronte. Soffermiamoci adesso alcuni minuti a descrivere a grandi linee altri fattori che hanno il loro peso sulla difesa della Regione Sud.

 

Intervento del Patto di Varsavia

La Regione Sud potrebbe non ricevere tutti i rinforzi ad essa destinati. La situazione che si verrebbe a creare altrove entro il Comando Alleato Europa, dovrebbe in tal caso essere presa in considerazione da Saceur per poter sfruttare le proprie risorse nel migliore dei modi.

Una volta ricevuta la richiesta di rinforzi da parte di Cincsouth, sarà Saceur di concerto con le Nazioni che debbono fornirli, a decidere esattamente quali elementi di detti rinforzi debbano essere impiegati. I rinforzi assegnati alla Regione Sud potrebbero arrivare sul posto entro un minimo di poche ore fino ad un massimo di sessanta giorni a partire dal momento in cui è stata presa la decisione.

E’ pertanto fattore di vitale importanza, se vogliamo che i nostri rinforzi siano efficaci, che la decisione circa il loro trasferimento sia presa il più presto possibile e che la Regione sia dotata della ricettività per assorbire ed impiegare tali rinforzi.

In taluni campi dobbiamo ancora fare molto per migliorare e poter raggiungere gli standard Nato di capacità o di efficienza soprattutto in materia di logistica, addestramento ed esercitazioni, comunicazioni, livelli di forza, difesa aerea e diffusione delle informazioni.

In campo logistico, i livelli delle infrastrutture e delle scorte destano particolare preoccupazione. Con l’aumento dell’inflazione a livello mondiale, i fondi stanziati nei bilanci riguardano un minor numero di progetti e di materiali di cui abbiamo bisogno. La logistica è una responsabilità nazionale ma la standardizzazione delle apparecchiature, delle munizioni e di altro materiale darà enormi benefici agli effetti del costo e della facilità di rifornimento, come pure per quanto riguarda la capacità delle varie forze nazionali di operare congiuntamente.

Passando alle comunicazioni le cui reti sono sovraccariche ai fini del comando e del controllo, appositi piani sono in corso per la messa in opera, entro pochi anni, di un sistema Nato di comunicazioni intergrate. Nel frattempo dobbiamo fare di tutto per potenziare il sistema e le attuali procedure.

La Dayn Patroi 1974 è un esempio di una delle esercitazioni con le truppe svolte annualmente da Cincsouth. Questa esercitazione interarma e combinata interessa circa settanta navi da guerra, oltre 15  gruppi di aviazione, circa 3000 uomini dei reparti operativi per un totale di oltre 20.000 uomini appartenenti a dieci nazioni diverse. Organizziamo un programma di addestramento regionale comprendente ogni anno una importante esercitazione per posti comando e numerose esercitazioni con le truppe.

L’addestramento fornito dalle esercitazioni viene ulteriormente potenziato, e l’efficienza e la capacità dei nostri reparti vengono valutate da appositi gruppi e da osservatori qualificati.

I fattori geografici, politici e militari sembrano tutti favorire le potenze del Patto di Varsavia contrapposte alla Regione Sud. Ci sono però altri fattori che debbono essere presi in considerazione quando si raffrontano forze militari contrapposte.

Uno degli elementi di forza della Nato è il vivo desiderio delle Forze Armate dei vari Paesi membri, di conservare la propria integrità territoriale e la propria indipendenza. Sebbene numericamente inferiori e sotto certi aspetti carenti in mezzi materiali rispetto al  Patto di Varsavia, le nostre forze sono ben addestrate, ben comandate e risolute.

Il nostro più arduo impegno è quello di mantenere la credibilità dell’Alleanza, potenziando le nostre capacità difensive e dimostrando di possedere un’adeguata forza militare e la ferma determinazione di fronteggiare qualunque aggressione da qualsiasi parte essa provenga. Dobbiamo persuadere i vari Paesi dell’Alleanza a non ridurre il loro contributo alla Nato per quei motivi che si basano sul presupposto che la distensione ha lo stesso significato per il Patto di Varsavia come per il mondo libero.

Nell’allegato A si trova l’elenco degli attuali comandanti della Regione Sud.

ALLEGATO A

ATTUALI COMANDANTI DELLA REGIONE SUD

(l’elenco si riferisce al febbraio 1975)

Comandante in Capo Forze Alleate Sud Europa

Amm. Means Johnston, Jr., Marina Usa

Comandante Forze Terrestri Alleate Sud Europa

Gen. Angelo M. Galateri, E.I.

Comandante Forze Terrestri Alleate Sud Est Europa

Gen. Melvin Zais, Esercito Usa

Comandante Forze Navali Alleate Sud Europa

Amm. Giovanni Ciccolo, M.M. Italiana

Comandante Forze Aeree Alleate Sud Europa

Gen. Sc. A. Joseph G. Wilson, Aeronautica Usa

Comandante Forze Navali di Intervento e Sostegno Sud Europa

Amm. di Sc. Frederick C. Turner, Marina Usa.

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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