Desaparecidos: i documenti inediti di Kew Gardens

ARCHIVIO CASARRUBEA

DOCUMENTI BRITANNICI

SULL’ARGENTINA DELLA DITTATURA

1977-1978

THE NATIONAL ARCHIVES

KEW GARDENS (GB)

GIUSEPPE CASARRUBEA

MARIO J. CEREGHINO

*

Madri della Plaza de Mayo

Madri della Plaza de Mayo

KG F-3

DA J. SHAKESPEARE (AMBASCIATA BRITANNICA, BUENOS AIRES) A DAVID OWEN (MINISTRO DEGLI ESTERI, LONDRA), TITOLO: “ARGENTINA: DIRITTI UMANI E SOVVERSIONE”, 31 MARZO 1977, CONFIDENZIALE.

[…] Dalla fine degli anni Sessanta, una minoranza elitaria – determinata, ben organizzata, addestrata e dotata di finanziamenti – ha cercato di rovesciare la struttura politica e sociale dell’Argentina utilizzando metodi violenti. La classe politica, il potere giudiziario (costretto ad una virtuale paralisi dal terrorismo sovversivo per almeno quattro anni) e le forze di polizia non sono stati capaci di contenere tale minaccia. Soltanto le Forze armate ci sono riuscite, ricorrendo però a metodi illegali. Agli occhi della maggior parte degli argentini, il fatto che gli insorti siano colpevoli di assassinio, estorsione e tortura giustifica il modo in cui vengono soppressi. Le autorità argentine affermano che la campagna per i diritti umani ha motivazioni politiche. E ciò è provato dal fatto che gli insorti la fomentano attivamente. Amnesty International accoglie spesso in modo acritico le informazioni provenienti da queste fonti, che sono decisamente sospette. Le autorità argentine aggiungono che il mondo ha iniziato ad occuparsi della violazione dei diritti umani in Argentina quando gli insorti hanno iniziato a perdere terreno, e cioè dopo che i militari avevano preso il potere. […].

In Argentina, l’attuale apparato repressivo non mira a mettere a tacere le critiche, oppure a mantenere il controllo sulla popolazione. E’ invece un’organizzazione che ha l’obiettivo di affrontare un’emergenza decisamente autentica. Si tratta di un bisturi – in teoria, temporaneo e purtroppo indispensabile – che viene utilizzato per recidere un’escrescenza maligna. Non è quindi un bastone che serve per assoggettare l’intera società argentina. […].

Il sistema repressivo è stato perfezionato nel corso dell’ultimo anno e funziona nel modo seguente: un sospettato è arrestato in maniera illegale – diventa uno “scomparso” – per un periodo in cui viene sottoposto a interrogatorio, che non sempre prevede la tortura fisica. A seconda dei risultati dell’interrogatorio, o per altri motivi, il detenuto viene rilasciato. Viene “riportato in superficie” in un luogo di detenzione legale, oppure recluso in un luogo segreto. Evento, quest’ultimo, che spesso porta alla sua esecuzione senza un regolare processo. Prima del colpo di Stato del 24 marzo 1976, e nei mesi successivi, i morti venivano abbandonati in luoghi pubblici, spesso mutilati. E ciò per aumentare l’impatto deterrente. Tuttavia – ora che i gruppi di vigilantes della polizia sorti durante il regime peronista sono sotto controllo – il ritrovamento di cadaveri è generalmente attribuito a finti scontri a fuoco o ad incidenti. Oppure, le persone “spariscono” con altre, macabre modalità.

Questo sistema autorizza il governo a negare di essere al corrente delle sparizioni e delle morti, o di esserne il responsabile. In tal modo, trae il massimo profitto dalle informazioni ottenute, protegge l’identità dei terroristi “pentiti” e infonde l’incertezza e il panico tra i ranghi dei terroristi e dei loro simpatizzanti. Memore dell’esperienza cilena, i militari argentini sembrano essere arrivati alla conclusione che le “sparizioni” sono preferibili agli arresti eseguiti legalmente. In maniera comprensibile, infatti, i parenti e gli amici di uno “scomparso” fanno il possibile per non peggiorare la sua posizione. Ecco perché, in patria o all’estero, non protestano troppo, nella speranza che lo scomparso riappaia in vita. I soggetti che applicano questo sistema concordano sul fatto che è moralmente indifendibile. Ma affermano che, in tal modo, si raggiungono risultati importanti, obiettivi che non si potrebbe sperare di ottenere con metodi meno drastici. Ritengono che, sul lungo periodo, le sofferenze diminuiranno. A loro dire, nel corso del precedente regime, hanno combattuto una guerra civile che, per un certo periodo, sembrava essere stata persa. Quest’ultima affermazione appare dubbia. Tuttavia, un anno fa, era in corso una ribellione armata nella provincia di Tucuman. I militari soffrivano attacchi diretti, che non sempre si rivelavano fallimentari. […].

I paesi comunisti hanno affermato che quello argentino non è un regime ostile: anche Cuba si è dichiarata in tal senso, una nazione che un tempo incoraggiava la sovversione in Argentina, e non solo a parole. Giustificano la loro doppia morale in rapporto al Cono Sud latinoamericano affermando che il regime abbattuto in Argentina lo scorso anno [Isabelita Peron, 1974-1976] non poteva essere definito “progressista” nemmeno alla lontana.  Inoltre, dinanzi alla moralità carteriana applicata dalla politica estera statunitense, i paesi comunisti concordano con l’Argentina nel rigettare le preoccupazioni dell’Occidente in rapporto alla questione dei diritti umani, che sono considerate un’intrusione ingiustificata nei loro affari interni. Per l’Urss e Cuba, l’importanza commerciale dell’Argentina è un ulteriore fattore che renderà improbabile una loro presa di posizione a favore della causa dei diritti umani in Argentina. […].

Malgrado se ne vergognino in privato, gli attuali leader argentini [il regime di Videla] non rinunceranno al sistema repressivo che sono stati costretti a mettere in campo, e ciò a causa degli eventi e delle loro carenze organizzative e militari. Non faranno un passo indietro fino a quando l’emergenza non sarà terminata. Non ignorano i rischi ai quali sono esposti poliziotti, soldati e uomini d’affari. Sono sinceramente convinti che le attuali politiche sono l’unico strumento che permetterà loro di vincere quella che è sempre stata una guerra sporca. E la maggioranza degli argentini condivide questo pensiero. E’ improbabile che il governo argentino diventi il bersaglio di una condanna universale a causa della situazione dei diritti umani. Su questo punto, il governo non ha dubbi. Sempre e quando riesca a portare a termine il suo compito nel giro di qualche mese, e non di anni. […].

In forma privata, noi possiamo continuare a dedicare una speciale attenzione ai casi individuali [di desaparecidos]. Oppure, sentirci obbligati a protestare pubblicamente. Purtroppo, in entrambi i casi, la nostra personale influenza sarà marginale. E, senza alcun dubbio, protestare pubblicamente non produrrà altro effetto che togliere speranza ai nostri sforzi in rapporto ai casi individuali. Inoltre, nuocerà ai nostri interessi politici ed economici sul breve periodo.

Infine, se cedessero alle pressioni internazionali in rapporto ai diritti umani, è opinione diffusa che gli attuali leader militari finirebbero per essere rimpiazzati da un regime ancora più repressivo. […].

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KG F-4/C

DA D. S. KEELING (DIPARTIMENTO PER IL SUD AMERICA, FO, LONDRA) AI SUOI SUPERIORI (FO, LONDRA),  TITOLO: “NOTE PERSONALI SUL PRESIDENTE VIDELA”, 10 GIUGNO 1977, RISERVATO.

E’ soprannominato “l’Osso” (ma anche “la Pantera rosa”), a causa della sua magrezza e del suo strano modo di camminare. E’ profondamente religioso, molto serio e sorride raramente. […].

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KG F-5

DA MISS E. R. ALLOTT (OVERSEAS INFORMATION DEPARTMENT, FO, LONDRA) A D. S. KEELING (DIPARTIMENTO PER IL SUD AMERICA, FO, LONDRA), TITOLO: “VIOLENZA E DIRITTI UMANI IN ARGENTINA”, LUGLIO 1977, RISERVATO.

[…] In Argentina, una frequente violazione dei diritti umani consiste nell’arrestare in maniera illegale un sospettato di terrorismo, che “scompare” per un certo periodo, durante il quale è sottoposto ad una serie di interrogatori. In seguito, viene rilasciato o “riportato in superficie”. In alternativa, viene mantenuto segretamente in custodia e può essere ucciso senza processo. Il “Rapporto della Missione di Amnesty International in Argentina: 6-15 novembre 1976” afferma che i prigionieri politici sono 5.000/6.000. […].

I Montoneros controllano l’Ancla (Agencia de noticias clandestina de Argentina) e la Cadhu (Comision argentina por los derechos humanos), che forniscono dati e stime. Secondo il giornalista argentino Rodolfo Walsh (vicino ad ambienti peronisti), si registrano “15.000 persone scomparse senza lasciare traccia, 10.000 prigionieri, 4.000 morti e decine di migliaia di esiliati” (24 marzo 1977).

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KG F-6

DA D. S. KEELING (DIPARTIMENTO PER IL SUD AMERICA, FO, LONDRA) A MISS E. R. ALLOTT (OVERSEAS INFORMATION DEPARTMENT, FO, LONDRA), TITOLO: “ARGENTINA: DIRITTI UMANI”, 24 GIUGNO 1977, CONFIDENZIALE.

Dal momento che il documento [il n. 5] manca ancora di classificazione, immagino che il suo scopo sia di essere utilizzato dalle nostre sedi diplomatiche in America Latina, […] affinché la situazione dei diritti umani in Argentina sia collocata in una prospettiva ragionevole dinanzi, ad esempio, ai vari gruppi che si battono per i diritti umani. In tal senso, i nostri motivi non sono altruistici: è il governo argentino che deve badare alla pulizia della sua immagine. Il nostro obiettivo consiste nel contrastare le richieste provenienti dagli oppositori del regime in Argentina e dalle lobby dei diritti umani. Costoro ci chiedono di condannare pubblicamente il governo argentino. […] Tuttavia, tale azione andrebbe contro i nostri interessi, nel senso che potrebbe danneggiare i futuri negoziati sulle isole Falkland (e la cosa potrebbe rivolgersi contro gli isolani). Infine, una simile mossa finirebbe per nuocere ai nostri interessi commerciali.

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KG F-7

DA HUGH E. BICHENO (AGENTE DELL’MI6, AMBASCIATA GB DI BUENOS AIRES) A HUGH M. CARLESS (INCARICATO D’AFFARI BRITANNICO, BUENOS AIRES) E AL FO (LONDRA), TITOLO: “INFORMAZIONI SULLA GUERRA CONTRO LA SOVVERSIONE”, 7 OTTOBRE 1977, SEGRETO.

1. Avvertenza

Con pochissime eccezioni, le cifre seguenti costituiscono solo delle stime. Potete giudicare da voi quali siano i numeri più sensibili, osservando le “forchette” fornite. Tuttavia, queste stime coincidono con i dati in possesso dell’ambasciata degli Stati Uniti e con quelli della mia ricerca. In qualche caso, differiscono dalle stime fornite dalla Cee. […].

6. Sparizioni

Fonti attendibili riferiscono che il ministero dell’Interno – nei confronti del quale nessuno si sognerebbe di fare delle rimostranze – è in possesso di uno schedario delle persone scomparse, comprendente oltre 5.000 nominativi. Il ministro, Harguindegoy, ha ammesso di essere a conoscenza solo di 2000 casi. La Asociacion por los derechos humanos (Apdh) – che, secondo le stime, è informata soltanto di un caso su tre o quattro – ha redatto una lista di 2.000 scomparsi solo per il 1977. Non è irragionevole il calcolo che siano scomparse fino a 15.000 persone. E’ la metà della stima avanzata dall’organizzazione per i diritti umani dei Montoneros (Cadhu, Comision argentina por los derechos humanos). Anche se attribuissimo ad un’azione volontaria la scomparsa di un terzo di questa cifra (sono persone che entrano in clandestinità, che si nascondono o che scelgono un esilio anonimo), rimangono ancora 10.000 persone. E’ probabile che queste abbiano trovato la morte in seguito a torture per mano delle forze di sicurezza. I loro cadaveri sono stati verosimilmente bruciati, sepolti o gettati nell’oceano. Ciò porterebbe ad una stima di venti morti al giorno in tutto il paese, a partire dal colpo di Stato [del marzo 1976]. […].

9. Conclusioni

Le forze di sicurezza hanno sbaragliato l’insurrezione guerrigliera più consistente e meglio addestrata di tutta l’America Latina, dopo quella di Fidel Castro. Hanno ucciso, catturato o costretto all’esilio un numero di persone che equivale, all’incirca, alla stima di massima sulle forze messe in campo dai loro nemici, stima effettuata prima del golpe. Nel tentativo di liquidare la guerra in maniera rapida, si sono attenute al principio che considera una persona “colpevole fino a prova contraria”. Attraverso l’uso sistematico della tortura, hanno fatto del loro meglio per assicurarsi che le persone uccise o detenute si meritassero un simile trattamento. Tuttavia, risulta inevitabile che un numero significativo di persone innocenti abbia finito per andarci di mezzo. […].

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KG F-9

DA J. B. URE (DIPARTIMENTO PER IL SUD AMERICA, FO, LONDRA) A HUGH M. CARLESS (INCARICATO D’AFFARI BRITANNICO, BUENOS AIRES), TITOLO: “LA GUERRA CONTRO LA SOVVERSIONE”, 19 OTTOBRE 1977, SEGRETO.

Ho letto la nota che Hugh Bicheno ti ha inviato il 7 ottobre. E’ roba da far rizzare i capelli in testa. […].

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KG F-10

DA H. M. CARLESS (INCARICATO D’AFFARI BRITANNICO, BUENOS AIRES) A J. B. URE (DIPARTIMENTO PER IL SUD AMERICA, FO, LONDRA), TITOLO: “LA GUERRA CONTRO LA SOVVERSIONE”, 26 OTTOBRE 1977, SEGRETO.

Concordo con quello che affermi nella tua lettera del 19 ottobre: le stime contenute nella nota di Hugh Bicheno (7 ottobre) fanno rizzare i capelli in testa. Tuttavia, prima di scendere nei dettagli, vorrei porre l’accento su due punti. Anzitutto, voglio ricordare che nella sua “avvertenza” iniziale Bicheno afferma che i calcoli sono basati su stime. In secondo luogo, la nota ha un carattere interno, giustamente passata al tuo Dipartimento (anche se in maniera alquanto prematura). […].

Hugh ha tentato – coraggiosamente – di trarre una serie di conclusioni da una massa di informazioni disordinate in origine, informazioni che egli è riuscito a raccogliere da una varietà di fonti. Tali conclusioni non possono essere considerate autorevoli ma, indubbiamente, sono più realistiche di quelle disponibili fino a questo momento. Inoltre, forniscono un quadro più chiaro e spaventoso della situazione. In maniera inevitabile, si registra una zona di incertezza, in specie per quanto riguarda le sparizioni. La tecnica della “scomparsa”, che comprende una drastica azione sulle informazioni, è stata la colonna portante delle forze di sicurezza. Ha incrementato, infatti, l’incertezza e lo sconforto tra i gruppi guerriglieri. Purtroppo, gli argentini hanno imparato dai cileni e dagli uruguaiani che è il mezzo più efficace per limitare le critiche internazionali. […].

Di conseguenza, i calcoli sulle sparizioni sono stati ottenuti estrapolandoli da stime spesso imprecise, parziali e che in molti casi finivano per sovrapporsi. E’ indubbio che il calcolo di un massimo di 15.000 persone scomparse comprende delle duplicazioni. E cioè: gran parte delle persone uccise in azione non vengono identificate; le persone considerate scomparse riappaiono poi in circolazione; per una serie di motivi, molti spariscono in maniera volontaria, senza avvertire i familiari o gli amici. […].

Ciononostante, la sottrazione fatta da Bicheno in rapporto alla cifra di 5000 persone scomparse “volontariamente”, non è ingenerosa. Fino a quando il governo argentino non rilascerà cifre credibili, la stima di “un massimo di 10.000 sparizioni” non è irragionevole. […].

Ritengo che, al momento, il regime stia facendo uno sforzo enorme per mantenere la situazione sotto controllo, e certamente si sono registrate  meno sparizioni negli ultimi tempi rispetto a qualche mese fa. Ma, come in molti altri campi, si tratta di un’impresa erculea e, forse, le previsioni si stanno rivelando troppo ottimistiche. Tuttavia, anche il pessimista più cinico non potrebbe che essere d’accordo sul fatto che la situazione sta migliorando, se non altro perché le forze di sicurezza hanno compiuto grandi progressi nel raggiungimento dei loro obiettivi:  le vittime rimanenti sono ormai poche.

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KG F-40

DA HUGH CARLESS (INCARICATO D’AFFARI BRITANNICO, BUENOS AIRES) A DAVID OWEN (MINISTRO DEGLI ESTERI, LONDRA), TITOLO: “IL GOVERNO VIDELA”, 4 MAGGIO 1978, RISERVATO.

[…] Se le elezioni politiche si svolgessero domani, emergerebbe un nuovo regime di tipo peronista, guidato da un nazionalista come Massera (che, al momento, sta cercando di costruire un’alleanza nel caso si manifesti una simile evenienza). Il governo di Sua Maestà, così come altri governi democratici, continua ad essere fortemente turbato dalla situazione dei diritti umani in Argentina. […] Tuttavia, sembra che il governo Videla abbia le migliori chances di migliorare gradualmente le libertà civili. Inoltre, dal punto di vista degli interessi britannici, vi possono essere anche altri vantaggi: la stabilità che potrebbe svilupparsi nei prossimi due o tre anni può offrire al governo di Sua Maestà l’opportunità di aggiornare la posizione britannica nell’Atlantico del Sud-ovest. A patto che, così facendo, il nostro governo vada incontro alle più urgenti preoccupazioni argentine in rapporto alla sovranità nelle isole Falkland.

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KG F-60

DA HUGH CARLESS CARLESS (INCARICATO D’AFFARI BRITANNICO, BUENOS AIRES) A DAVID OWEN (MINISTRO DEGLI ESTERI, LONDRA), TITOLO: “ARGENTINA ’78. POLITICA E CALCIO”, 6 LUGLIO 1978, RISERVATO.

La decisione del governo argentino di ospitare i mondiali di calcio nel giugno 1978, è stata un azzardo politico. Ma è un azzardo che ha finito per pagare, migliorando la posizione del presidente Videla e l’immagine dell’Argentina all’estero. […]. Videla e il suo moderatismo si sono rafforzati. Ora, staremo a vedere se egli sarà in grado di incanalare in maniera costruttiva il fervore nazionalista emerso durante i mondiali. La portata di tale eccitazione popolare deve averlo sorpreso, cosa che è avvenuta anche tra gli osservatori stranieri. […]. Vi è la ragionevole speranza che la fiducia che ora pervade l’Argentina e il suo attuale governo, contribuirà a migliorare la situazione dei diritti umani. Nel medio termine, inoltre, è probabile che tale fattore riduca la portata delle operazioni degli apparati di sicurezza. […].

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KG F-65

DA HUGH CARLESS (INCARICATO D’AFFARI BRITANNICO, BUENOS AIRES) A J. B. URE (DIPARTIMENTO PER IL SUD AMERICA, FO, LONDRA), TITOLO: “LA SVOLTA”, 1 AGOSTO 1978, CONFIDENZIALE.

Nell’affrontare la possibilità di un ritorno alla democrazia in Argentina, è importante ricordare il caos che regnava qui nel marzo 1976. La memoria di quel periodo è ancora fresca tra i membri del governo, e influenza le loro politiche. La Junta ha preso il posto di un regime [Isabelita Peron, 1974-1976] che aveva virtualmente rinunciato a governare il Paese. L’economia era a pezzi, con un tasso di inflazione annuo del mille per cento. Si era scatenata una guerriglia senza quartiere. La popolazione appariva demoralizzata. […].

Diritti umani. Per le seguenti ragioni, la situazione è ora nettamente migliorata:

in rapporto alle forze di sicurezza, le vittime potenziali sono diminuite;

si osserva un certo controllo sui ranghi più bassi delle forze di sicurezza (un controllo che prima mancava);

si registra un genuino desiderio di ridurre la repressione, dopo tante sofferenze.

Di conseguenza, l’uomo della strada è probabilmente più sicuro ora che non nel marzo 1976. Sempre e quando non appartenga ad alcuna organizzazione sovversiva. […].

Se le attuali politiche liberiste portassero ad una crescita [economica], il loro successo potrebbe favorire il ritorno alla democrazia e allo stato di diritto. Tale “svolta” potrebbe essere raggiunta alla fine del mandato di Videla, nel 1981. I primi anni Ottanta potrebbero quindi assistere  alla nascita di uno Stato dai tratti democratici. A mio parere, i nostri piani per il futuro dovrebbero mettere in conto questa possibilità.

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DA A. J. SINDALL (DIPARTIMENTO PER IL SUD AMERICA, FCO, LONDRA) A MR. ROWLANDS (FCO, LONDRA), TITOLO: “NOTE SULL’ARGENTINA”, 30 GENNAIO 1979, NON CLASSIFICATO, FCO 7/3584.

[…] La situazione dei diritti umani in Argentina e’ costantemente monitorata. Ci preoccupano la continua violazione dei diritti umani e, in specie, la questione dei desaparecidos e dei prigionieri tenuti in carcere senza processo. Tuttavia, in maniera inevitabile, la disputa in merito alle isole Falkland limita la nostra capacita’ di agire in maniera effettiva in rapporto al tema dei diritti umani. […].

DA D. C. ANKERSON (AMBASCIATA BRITANNICA, BUENOS AIRES) A T. H. MALCOMSOM (FCO, LONDRA), TELEGRAMMA, 2 FEBBRAIO 1979, CONFIDENZIALE, FCO 7/3569.

[…] Sono due i centri di potere dell’Esercito nella Capitale: uno si trova all’interno del Quartier Generale; l’altro, semi-indipendente, nel rione di Palermo. […] Per “Centro di potere semi-indipendente”, si intende l’attivita’ degli elementi “incontrollabili”, e cioe’ delle squadre terroristiche che operano sotto la protezione del generale Suarez Mason e che sono spesso motivo di imbarazzo per il presidente Videla e per il generale Viola. […].

DA ANGELA LEWIS (AMBASCIATA BRITANNICA, BUENOS AIRES) A T. H. MALCOMSOM (FCO, LONDRA), TITOLO: “DIRITTI UMANI”, 23 FEBBRAIO 1979, CONFIDENZIALE, FCO 7/3584.

Nella giornata di ieri, John Illman e io abbiamo preso parte ad un pranzo di lavoro con i rappresentanti delle ambasciate di Stati Uniti, Canada, Australia e Francia. Abbiamo cosi’ avuto occasione di rivolgere alcune domande a Tex Harris (il responsabile del tema dei Diritti Umani presso la legazione Usa) sull’attuale situazione. Come sai, gli americani compiono un minuzioso monitoraggio sugli sviluppi della questione e conservano un gran numero di documenti sull’argomento. […] Harris e’ convinto che il numero delle persone “scomparse” negli ultimi cinque anni oscilli tra le 12.000 e le 13.000 unita’ (la maggior parte e’ sparita dopo il 1975). […] Harris ha aggiunto di essere giunto a questa stima solo in tempi recenti. In precedenza, aveva sempre guardato con sospetto alle valutazioni – 15.000 “scomparsi” – avanzate da Amnesty International. Malgrado continui a nutrire dubbi su questi calcoli, Harris ritiene che la stima reale sia ora piu’ vicina a quella di Amnesty piuttosto che a quella da lui ipotizzata in passato. […].

DA ANGELA LEWIS (AMBASCIATA BRITANNICA, BUENOS AIRES) A T. H. MALCOMSOM (FCO, LONDRA), TITOLO: “DIRITTI UMANI”, 23 MARZO 1979, CONFIDENZIALE, FCO 7/3584.

[…] Le sparizioni continuano, anche se – a detta di molti – sono diminuite: una buona parte delle persone sequestrate ricompare dopo qualche giorno. […] Uno dei miei confidenti – un giornalista ben addentro a queste faccende – mi ha raccontato che lo Stato Maggiore dell’Esercito ha preso provvedimenti per ridurre al minimo il numero dei rapimenti da parte delle squadre militari. […]. A mio parere, e’ impossibile fermare del tutto le azioni di queste squadre, che spesso sono motivate da interessi personali. Molti sequestri sono accompagnati da furti di automobili e da saccheggi nelle abitazioni, attivita’ che garantiscono ai partecipanti entrate economiche stabili. […].

DA J. B. URE (DIPARTIMENTO PER IL SUD AMERICA, FCO, LONDRA) A MR. HALL E A MR. STEPHEN (FCO, LONDRA), TITOLO: “ARGENTINA: DIRITTI UMANI”, 5 APRILE 1979, CONFIDENZIALE, FCO 7/3584.

[…] Negli ultimi quattro o cinque anni, sono “scomparse” almeno  15.000 persone. La gente continua a sparire e l’auto-censura della stampa sull’argomento permane. […].

DA HUGH M. CARLESS (INCARICATO D’AFFARI BRITANNICO, BUENOS AIRES) A MR. BUTLER-MADDEN (FCO, LONDRA), TITOLO: “MR. ROBERT COX”, 12 NOVEMBRE 1979, CONFIDENZIALE, FCO 7/3571.

Robert Cox e’ il direttore del “Buenos Aires Herald”, il quotidiano in lingua inglese della capitale argentina. Nel pomeriggio del 12 novembre 1979, Cox viene convocato all’ambasciata britannica per una “chiacchierata”. Si parla anche di “desaparecidos”.

[…] Di recente, Cox ha incontrato il generale Bignone, capo di Stato Maggiore dell’Esercito argentino. Bignone lo ha rassicurato sul fatto che non si verificheranno piu’ sparizioni [desapariciones]. Cosi’ e’ stato deciso. […].

DA D. C. ANKERSON (AMBASCIATA BRITANNICA, BUENOS AIRES) A MR. BUTLER-MADDEN (FCO, LONDRA), TITOLO: “MR. ROBERT COX”, 12 DICEMBRE 1979, CONFIDENZIALE, FCO 7/3586.

Cox riferisce sul suo incontro con il presidente Videla.

[…] Videla ha affermato che la sua posizione e’ difficile. Tuttavia, si sente obbligato a rimanere in carica. Se si dimettesse, sarebbe  sicuramente sostituito con un altro generale, fautore della linea dura. Videla ha poi tracciato un quadro piuttosto apocalittico di cio’ che potrebbe accadere in Argentina, definendosi come l’ultimo baluardo in grado di frapporsi tra gli elementi moderati e “la crociata anticomunista che sarebbe condotta con il ferro e con il fuoco”. […].



Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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4 risposte a Desaparecidos: i documenti inediti di Kew Gardens

  1. Guillermo ha detto:

    I documenti da presentare per raggiungere KG F-65 quando il “riassunto” indica quali documenti sarebbero molti di più. E ‘possibile conoscere?

    • casarrubea ha detto:

      Il nostro archivio è in fase di sistemazione.Lavoriamo come volontari e facciamo tutto con le nostre povere risorse. Non so quando saremo in condizione di pubblicare tutti i materiali che abbiamo, anche quelli sull’Argentina di Videla.

      • Guillermo ha detto:

        C’è qualche possibilità di ottenere una copia dei documenti rimanenti (a partire dal documento successivo KG F-65)? La ringrazio molto per la vostra gentilezza nel rispondere.

      • casarrubea ha detto:

        Noi abbiamo solo documenti in copia, non ancora inventariati per mancanza di risorse. Gli originali possono essere consultati alle fonti indicate.

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