Lucky Luciano


Lucky Luciano

Cronologia

Espulso dagli Stati Uniti (10 febbraio 1946), Lucky Luciano arriva a Napoli il 27  febbraio 1946, a bordo del piroscafo americano “Laura Keane”. Le date della sua presenza in Sicilia, rispetto al calendario politico italiano del biennio 1946-’47 sono, di per sè, molto eloquenti. Il capomafia, che sarebbe dovuto rimanere in galera per tutta la sua vita, è, al contrario, in grande movimento. L’Italia sembra essere la base geografica del suo perfetto controllo del traffico internazionale di droga.

Aprile – giugno: risiede a Palermo.

Luglio – ottobre: è in Brasile, Colombia e Venezuela.

Dal 29 ottobre 1946 al 20 marzo 1947 risiede a Cuba.

Espulso da Cuba, il 12 aprile 1947 arriva a Genova a bordo del piroscafo turco “Bakir”. Viene portato al carcere di Marassi.

*

Il 30 aprile, nel tardo pomeriggio, arriva a Palermo con un treno speciale composto da due vagoni.  Scortato da cinque carabinieri è condotto al carcere dell’Ucciardone.

Il 14 maggio è rimesso in libertà, a Palermo.

Dal 15 al 30 maggio risiede all’hotel Excelsior (Pa).

Dal 30 maggio al 22 giugno risiede all’hotel delle Palme (Pa).

Lasciata Palermo, si trasferisce a Capri e poi a Napoli (dove muore nel 1962).

La presenza di Salvatore Lucania, alias Lucky Luciano, a Palermo presenta, dunque, i seguenti punti cruciali:

– arriva nell’aprile del 1946, in coincidenza con la sua elezione a capo indiscusso della mafia siculo-americana, e in vista del referendum istituzionale del 2 giugno di quell’anno. Dopo il referendum parte per l’America latina e rientra in Italia il 12 aprile ’47. E’ in Sicilia alla vigilia della strage di Portella della Ginestra e fino alle stragi del 22 giugno dello stesso anno.

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SEGRETO

DESTINATARIO: Irwin Greenfeld (Ufficio Federale per i Narcotici, Dipartimento del Tesoro, Washington)

MITTENTE: Henry L. Manfredi (CID)

TITOLO: Lucania Salvatore (alias Charles “Lucky” Luciano) (a)

12 gennaio 1947

In data 8 luglio 1946, il CIC e il controspionaggio italiano hanno trasmesso a questo Ufficio alcune informazioni sulle attività di Salvatore Lucania, meglio noto come Charles “Lucky” Luciano.

Luciano nacque nella città di Lercara Friddi, Sicilia, l’11 novembre 1897. Il Soggetto arrivò negli Stati Uniti da piccolo, dedicandosi subito al crimine. Mentre scontava una pena di vent’anni per sfruttamento della prostituzione, tra il 1942 e il 1943 il Soggetto avrebbe fornito una serie di informazioni agli Alleati utilizzando i suoi collegamenti mafiosi in Sicilia. Per l’aiuto prestato, la sua pena fu cancellata. Nel 1946, il Soggetto fu espulso dagli Stati Uniti e deportato in Italia. Si stabilì in Roma, dove conserva ancora il suo domicilio (via Basurto 37).

Luciano arrivò per la prima volta a Palermo, da Roma, il 19 aprile 1946, per poi tornare nella Capitale (via Napoli) il 4 maggio 1946. Il Soggetto fece poi ritorno a Palermo il 18 maggio 1946 in compagnia della sua amante, Virginia Massa, di Torquato e Maria Villano, nata a Roma il 4 dicembre 1920 e residente al numero 7 di via Pertinale, Roma. La coppia prese alloggio all’Hotel delle Palme, Palermo. Il documento di identità esibito da Luciano fu una Tessera Postale (n. 637484) rilasciata in Roma il 6 marzo 1946. […]

Il 26 giugno 1946, la sua amante Virginia Massa partì per Roma (via Napoli), mentre Luciano si diresse in automobile (numero di targa: Pa 9026) verso Settecannoli, nei pressi di Palermo, per raggiungere sua sorella Rosa presso la tenuta “Gargano”. Luciano fece ritorno a Roma una settimana dopo.

Durante il suo primo soggiorno all’Hotel delle Palme (aprile 1946), Luciano era  in compagnia di un italoamericano, Gaetano Martino, un membro della Guardia costiera della Marina militare statunitense. Martino ripartì poco dopo e, da allora, non è stato più visto.

In albergo, all’inizio, Luciano intratteneva rapporti amichevoli con gli ufficiali americani ivi alloggiati (l’Hotel delle Palme era stato integralmente requisito dalla Marina statunitense e gli ufficiali del Comando navale che risiedono a Palermo continuano ad abitarvi). Si riteneva che Luciano fosse un uomo d’affari, almeno fino al giorno in cui scoppiò una lite tra il Soggetto e l’unico ufficiale medico ospitato presso l’albergo. Subito dopo, gli americani furono messi al corrente della vera identità e del passato di Charles “Lucky” Luciano.

All’hotel, Luciano occupava una stanza in compagnia della sua amante. I conti che pagava erano spesso molto salati.

In rapporto alle ragioni del suo viaggio a Palermo, vi sono varie ipotesi: secondo alcuni, il Soggetto si sarebbe messo in affari investendo denaro straniero; secondo altri, invece, avrebbe rivolto il suo interesse alla mafia e al movimento separatista. Durante il suo soggiorno all’hotel, infatti, numerosi membri del separatismo siciliano e noti elementi mafiosi erano soliti rendergli visita.

Il 21 giugno 1946, Luciano si recò alla Questura di Palermo nel tentativo di ottenere un passaporto per poter viaggiare in Argentina.

Il 12 dicembre 1946, ho parlato con un amico intimo di Luciano, Ralph Ligurio, anch’egli espulso dagli Stati Uniti. […] In forma confidenziale, Ligurio mi ha informato che Luciano era riuscito ad ottenere il passaporto e che, all’epoca, si trovava a Buenos Aires.

Al momento, Ligurio sarebbe il comproprietario del “Columbia Club” di via Gregoriana 9, in Roma, un locale frequentato da militari e civili americani e inglesi. […].

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CONFIDENZIALE

DESTINATARIO: Segretario di Stato (Washington)

MITTENTE: Lester L. Schnare, console generale statunitense (Genova)

TITOLO: Arrivo a Genova, Italia, di Salvatore Lucania, alias Lucky Luciano (b)

15 aprile 1947

In riferimento al telegramma n. 93 del Dipartimento di Stato, datato 4 aprile 1947 e con oggetto Salvatore Lucania (meglio noto come “Lucky Luciano”), partito da Cuba il 20 marzo 1947 a bordo del piroscafo turco “Bakir”, ho l’onore di comunicare quanto segue.

Alle ore 5 antimeridiane del 12 aprile 1947, a bordo della nave “Bakir”, Lucania è stato preso in consegna dalla Polizia Portuale di Genova. La nave si trovava ancora a dodici miglia dalla costa. Le autorità di polizia lo hanno poi condotto alla prigione di Marassi. I quotidiani affermano che Lucania sarà presto tradotto a Palermo, sotto scorta della polizia, città in cui egli potrebbe prendere la residenza. Lucania è originario di Lercara Friddi, un piccola città in Sicilia. L’ordine di arresto è giunto alla polizia portuale di Genova (via telegrafo) dal Ministero dell’Interno, Roma. Motivazione: “Misure di pubblica sicurezza”.

Non è ancora noto se il Questore di Palermo rimetterà in libertà Salvatore Lucania, oppure se lo obbligherà a risiedere a Lercara Friddi o, ancora, se procederà al suo arresto. […].

Un impiegato del consolato generale americano a Genova ha inoltre riferito dell’arrivo presso il Ponte dei Mille (stazione passeggeri) di una lussuosa automobile di fabbricazione americana, munita di targa statunitense. Ciò avveniva venerdì 11 aprile, nel pomeriggio. La stampa ha poi riferito che a bordo della macchina si trovavano un certo John Balsamo e un rappresentante del ministero dell’Interno italiano. Balsamo si sarebbe presentato come un marconista dell’ambasciata americana in Roma e avrebbe chiesto l’autorizzazione a trasportare il Lucania a Lercara Friddi. Ricevuto un diniego, la macchina si è allontanata. […].

*

SEGRETO

DESTINATARIO: Federal Bureau of Narcotics (New York)

MITTENTE: agente Aidan Burnell (New York)

TITOLO: Charles Luciano, alias Lucky, alias Charlie Lucania (c)

18 aprile 1947

[…] Gli archivi dell’FBI indicano che, durante il suo soggiorno romano del 1946 e prima di partire per il Sud America [nda:settembre ’46], Luciano fu visto spesso a bordo di un’automobile Pontiac Club (coupé) munita di targa diplomatica. Si ritiene trattarsi di un’automobile ufficiale del Dipartimento di Stato statunitense, veicolo solitamente guidato da John Balsamo, un cittadino americano impiegato presso l’ambasciata statunitense in Roma. […].

*

CONFIDENZIALE

DESTINATARIO: Segretario di Stato (Washington)

MITTENTE: J. F. Huddlestone, Primo Segretario d’Ambasciata e Console (Roma)

TITOLO: Investigazione preliminare sulle attività di John Michael Balsamo (d)

28 aprile 1947

[…] Ho l’onore di rispondere al telegramma confidenziale numero 371 del 18 marzo 1947, in cui si chiedevano informazioni (per conto del Dipartimento del Tesoro) a proposito dell’uso fatto da John Michael Balsamo della somma di Us $ 3000,00, inviata a Balsamo da Joseph Profaci il 16 aprile 1946, nel periodo in cui Balsamo era impiegato presso l’ambasciata americana a Roma. […] Balsamo è arrivato in Italia, a Napoli, il 26 novembre 1945. A bordo della nave, il soggetto fece la conoscenza di un certo James J. Ryan. Giunto a Roma, il soggetto alloggiò prima all’hotel ‘Excelsior’, per poi trasferirsi in piazza Fiume e infine in via Lucillo 6, dove attualmente risiede. […] Il suddetto James J. Ryan è stato identificato come il direttore della filiale romana della “New York Mercantile Company”, con sede in via Regina Elena 68. […] Ryan ha poi affermato di aver incontrato Lucky Luciano nell’appartamento di Balsamo alla fine di febbraio del 1946 e di averlo poi visto frequentemente in quella casa. Il colloquio con Ryan ha poi rivelato che Balsamo aveva chiesto a Ryan il cambio di 400 dollari a gennaio, di 850 a febbraio, di 600 in marzo e di 1000 in aprile (1946, ndr). Ryan ha affermato che le suddette somme in dollari venivano accreditate sul conto della “New York Mercantile Company” a New York e che egli pagava a Balsamo il corrispettivo in lire, qui a Roma. […] Ryan ha poi osservato che Balsamo aveva rapporti stretti con il cardinal Todeschini e con altre personalità vaticane e che, per sua stessa ammissione, Balsamo utilizzava un’automobile dell’ambasciata per attività di mercato nero. […].

*

CONFIDENZIALE

DESTINATARIO: Segretario di Stato, Washington

MITTENTE: J. F. Huddlestone, primo segretario dell’ambasciata e console

TITOLO: Attività di John Michael Balsamo (e)

18 giugno 1947

[…] Non vi è traccia dei 3.000 dollari depositati da Profaci Giuseppe, New York, in favore di Balsamo. Una ulteriore indagine sulle dichiarazioni di Balsamo (avrebbe ricevuto i 3000 dollari da Joseph Profaci per pagare il viaggio di 6 suore negli Stati Uniti), è giunta alla conclusione che Balsamo non ha pagato il viaggio delle suore con i soldi di Profaci. […] Altri rapporti indicano che i fondi furono utilizzati da Balsamo nel periodo in cui a Roma era presente Lucky Luciano [marzo – aprile 1946]. Di conseguenza, è probabile che tale somma fosse destinata a Luciano. […] E’ da rilevare, infine, che John Balsamo non lavora più per l’ambasciata americana dal 30 settembre 1946. […].

*

CONFIDENZIALE

DESTINATARIO: Garland H. Williams (Supervisore del Settimo Distretto di New York)

MITTENTE: Will S. Wood (Ufficio Federale per i Narcotici, Dipartimento del Tesoro, Washington)

TITOLO: Joseph Profaci e John Balsamo, Roma, Italia (f)

25 agosto 1947

In riferimento al memorandum del 7 maggio 1947 redatto dall’agente Charles Siragusa, trasmettiamo un’interessante comunicazione inviataci dal Dipartimento di Stato (18 giugno 1947, J. F. Huddlestone, Primo Segretario dell’Ambasciata americana e Console, Roma, Italia). Il documento indica un rapporto molto stretto tra Balsamo e Salvatore (“Lucky”) Lucania. […].

Allegato n.1: Petizione in italiano (2 aprile 1947)

A S. E. Luigi Ferrari, Capo della Polizia, Ministero dell’Interno, Roma.

Come certamente è a Vostra conoscenza, nei primi giorni del mese in corso sarà in arrivo nel porto di Genova il piroscafo “Bakir”, con il quale viaggia, con destinazione Italia, il sig. Salvatore Lucania.

Ho avuto modo di conoscere le qualità e la serietà del sig. Lucania, il quale è cittadino italiano, tanto che il 19 dicembre 1946 egli fece da padrino al battesimo della mia bambina Maria Francesca e, poiché assente, si fece rappresentare per procura.

Ho apprezzato nel Lucania la lealtà e la correttezza di tutti i suoi atti, specie durante il tempo che egli trascorse in Italia, e sono perciò in grado di garantirlo nella sua condotta morale e civile.

Il Lucania sarà mio ospite per tutto il periodo della mia permanenza in Italia e durante questo tempo sono certo di assumermi questa garanzia nel modo più ampio della parola.

Il sig. Lucania, ne sono certo, mi affiancherà nella mia opera di protezione ed aiuto a numerosi orfanatrofi (dei quali sono in grado di darne un preciso elenco con relativo indirizzo) e la sua attività, qualsiasi possa essere, non solo sarà della massima correttezza e serietà ma si rivolgerà esclusivamente a beneficio della nazione italiana e, per essa, più direttamente, a larghi strati di lavoratori dei quali si allieverà la disoccupazione.

Per l’incolumità del sig. Lucania, che tra l’altro è anche ammalato, Vi sarei molto grato se voleste acconsentire  a che due funzionari di P. S. ci accompagnino, naturalmente a mie spese, durante il viaggio da Genova a Roma, che si effettuerà con la mia macchina.

Vi ringrazio sentitamente, Eccellenza, per la considerazione che vorrete avere per la presente istanza.

F.to: Grand’Ufficiale John Michael Balsamo, cittadino americano, residente in Italia dal dicembre 1945, alle dipendenze dell’Ambasciata Americana, abitante in via Lucilio 6, Roma.

2 aprile 1947

Referenze:

S. E. Mons. Tardini, Segretario di Stato Vaticano per gli Affari Straordinari;

Mons. Paganuzzi, Segretario del Maestro di Camera di S. S. Pio XII;

Sua Eminenza Cardinale Todeschini;

Sua Eminenza Cardinale Salvetti Marcheggiani;

Sua Eminenza Cardinale Canali;

Sua Eminenza Mons. Beltrame, arcivescovo di Damasco;

Conte Nasalli Rocca, Ordine di Malta;

Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e molte altre personalità del mondo politico e culturale italiano. […].

*

SEGRETO

TITOLO: Scheda biografica di Salvatore Lucania (g)

estate 1947

[…] E’ stato accertato che né il governo degli Stati Uniti né la causa alleata hanno mai ricevuto alcuna assistenza dal Lucania. Si ritiene che le sue promesse di aiuto furono strumentali al desiderio di riacquistare la libertà. Tuttavia, è noto che tali promesse non furono fatte in buona fede e che non furono mai mantenute. Inoltre, l’individuo che sarebbe stato il responsabile del suo rilascio è risultato essere una persona fortemente screditata. I circoli militari e navali non sono mai riusciti a scoprire una singola azione promossa dal Lucania in favore della causa alleata. […] Dal suo ultimo arrivo in Italia [nell’aprile del 1947], Lucania ha mantenuto i contatti con i maggiori criminali negli Stati Uniti utilizzando vari mezzi, soprattutto attraverso i membri del sottomondo criminale che gli rendono visita in Italia. Vi sono prove che il Lucania ha ricevuto grosse somme di denaro da tali individui. […] In seguito al suo arrivo in Italia nel 1946, il Lucania è immediatamente diventato l’indiscusso capo del crimine organizzato, posizione che conserva ancora oggi. […].

SULLO STESSO PERSONAGGIO VEDI, IN QUESTO BLOG, IL SEGUENTE LINK:

Lucky Luciano e la mattanza


a  Cfr. NARA, rg 170, s. 71A – 3555, b. 1, f. 3 (1951).

b  Cfr. NARA, rg 170, s. 71A – 3555, b. 2, f. 8.

c Cfr. NARA, rg 170, s. 71A – 3555, b. 2, f. 8.

d Cfr. Nara, rg 170, s. 71A-3555, b. 2, f. 8.

e Cfr.  Nara, rg 170, s. 71A-3555, b. 2, f. 8.

f Cfr. NARA, rg 170, s. 71A – 3555, b. 2, f. 8.

g Cfr.  Nara, rg 170, s. 71A-3555, b. 1, f. 3

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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