Picasso: storia di un attimo

Pablo Picasso e la sua compagna Gilot

Il luogo è Golf-Juan, in Francia. L’attimo è uno scatto fotografico. L’obiettivo è puntato su un gruppo di tre persone che camminano sulla sabbia con lo sfondo di un mare calmo e caldo. Se ne sente l’alta temperatura da lontano perchè i tre proiettano un’ombra molto scura e  corta, segno che il sole picchia forte a quell’ora, mentre un leggero e impercettibile vapore si avverte nell’aria. Sono tre volti felici, sereni. E’, si direbbe, uno scatto che immortala una familiare gioia di vivere.

Uno dei tre con entrambe le mani sorregge un ombrellone per attenuare la canicola che si abbatte sulla persona che lo precede: una donna di rara bellezza, con un sorriso smagliante e fresco sotto un ampio cappello intrecciato. Incede con un paio di sandali per evitare alla pelle sensibile della pianta dei suoi piedi, qualche scottatura. Indossa un abito lungo fino ai malleoli, come una tunica bianca e sembra avere al collo una vistosa collana di piccoli ciottoli di mare. L’uomo che regge l’ombrellone è scalzo ed indossa una camicia, a motivi floreali o qualcosa di simile, sbottonata e un paio di pantaloni corti, al ginocchio. Il suo volto è concentrato sulla figura femminile: ragazza molto più giovane di lui, quasi settantenne. Sullo sfondo, un po’ più lontano dalla coppia, completano la scena un giovane con l’arpione, un mare calmo, la sabbia finissima della spiaggia e un cielo limpido, senza nuvole. Il giovane è appena uscito da una battuta di caccia subacquea.

*

Robert Capa

Dietro la macchina fotografica c’è uno dei più grandi fotoreporter di quegli anni, Robert Capa, reduce dai campi di battaglia di Tel Aviv, dove il 14 maggio 1948 era stato fondato lo Stato d’Israele. Un maggio rosso, di sangue e di morte.

Una primavera di guerra e di tensioni internazionali, perchè a seguito della  dichiarazione di indipendenza da parte di Israele,  alcuni Paesi arabi come la Giordania, la Siria, il Libano, l’Iraq e l’Egitto avevano attaccato la giovane nazione dando origine a quello che oggi siamo soliti chiamare il conflitto arabo-israeliano che dura tragicamente ancora oggi. Capa era stato ingaggiato  dall’Esercito americano al momento dell’ingresso degli Usa nel conflitto mondiale con la mansione di fotografo di guerra. Aveva seguito i soldati nelle varie vicende belliche ed aveva visto le tragedie della guerra civile spagnola dandoci immagini di un valore eccezionale. Era stato dunque coinvolto da eventi ad alto rischio per la sua vita. Ma il suo spirito combattivo e la sua voglia di rendersi utile glieli aveva fatto mettere in conto in partenza. Durante la guerra civile spagnola si era reso conto di quanto le atrocità dei fascisti di Franco, al pari  di quelle del nazifascismo italo-germanico, fossero un male assoluto e certamente era entrato nel giro della cultura antifascista europea del suo tempo.

Pablo Picasso  era stato un punto ineludibile. Certamente Capa vuole riprendere i suoi antichi rapporti con gli amici che avevano fatto cultura nella Parigi di quegli anni. Così va a trovare il suo amico Pablo sulla riviera francese dove l’artista in quegli anni tormentati vive con la sua nuova compagna, anche se i tempi di Guernica sono ormai lontani.

Picasso con la Gilot e il figlio Claude

Non sappiamo se per il bisogno di allontanare l’idea di una umanità sofferente, Capa decide nell’estate di quell’anno di andare a trovare il suo amico. Certo è che ad agosto, nel pieno di una giornata infuocata oggetto del suo interesse  sono Pablo e le persone che in quel momento lo circondano.  Ma la fotografia ha un suo focus evidente.  Il centro della scena è lei  e anche le attenzioni dell’artista sono concentrate su questa figura femminile che cammina con la grazia soave di un angelo. La donna  sorride, incede con leggerezza come se volesse volare, gabbiano libero nell’aria, pronto a fare un balzo da un momento all’altro.  Chi è quest’angelo?

E’ la compagna di Picasso, Francoise Gilot, studentessa d’arte, che aveva conosciuto dopo la  liberazione di Parigi, nel 1944.  E lui, che era nato nel 1881, se ne era innamorato.  Al pari di lei che ebbe da questo suo amore due figli, Claude e  Paloma. L’uomo sullo sfondo con l’arpione è il nipote di Picasso, Javier Vilato. Che fanno tutti assieme in quel preciso momento? Perchè sono assieme? Perchè si trovano sulla spiaggia di Golf-Juan?

*

Il 1948 fu un anno decisivo per le sorti di alcuni popoli. Ma  la storia non potrà mai dare risposte precise ai grandi problemi, a  tutto ciò che è accaduto e accade. Molti elementi escono dal gioco delle connessioni tra cause ed effetti. Ecco il pregio della fotografia. Ci dà la rappresentazione visiva della storia di un attimo. E quest’attimo ci dice che in quel giorno d’agosto Picasso è felice con la sua Francoise e col loro figlioletto Cloude  anche lui partecipe di quella gioia, come Capa dimostra in uno scatto successivo.

(GC)

Su Capa vedi in questo stesso blog:

Il paradiso perduto di Capa

Obiettivo sulla storia

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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3 risposte a Picasso: storia di un attimo

  1. Nicola ha detto:

    Una qualsiasi foto, è sempre qualcosa di eterno, che rimane lì, pronta,quando lo desideriamo per farci rivivere piacevoli momenti dello scatto,con i personaggi ritratti sia che non ci siano più o ancora con noi. Si fantastica su quei luoghi,antichi nel tempo,si sente ancora fragranza del tempo andato, dei suoni, dei rumori ,del vociare dei bambini….- Questo è quello che racchiude un vecchio ,dimenticato,polveroso,sbiadito scatto di una fotografia.
    Figuriamoci il grande F. Capa, il suo “attimo” ha in sè poesia , arte pura. Gli scatti fatti al grande P.Picasso (foto che a dir del vero,sconoscevo) consacrano quell’uomo in modo “naturale”, di persona vista nel suo essere libero dagli occhi degli altri (critici,colleghi,gente comune ect) per essere consacrato in modo spontaneo, nella piena gioia di quello che sta facendo con i suoi cari, in un giorno qualunque, di uomo qualunque…solo l’abile scatto, ha reso quell’uomo e le altre figure meravigliosamente belle !

  2. Maillis ha detto:

    Où avez-vous trouver la photo de Picasso, Françoise Gilot et Claude ? De qui est-elle ?
    je suis une amie de F.Gilot (nous avons écrit un livre ensemble) .
    Merci de voter réponse

    • casarrubea ha detto:

      Cara Annie,
      è una foto di Robert Capa che fa parte di una collezione di fotografie di Cornell Capa edite da Richard Whelan per una collezione definitiva delle foto di Capa uscita per i tipi di Phaidon in omaggio alla memoria del grande fotoreporter ungherese.
      Spero che il mio articolo ti sia piaciuto.

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