Rai per una notte

bavaglio

Un tempo si mettevano le mordacchie, oggetti di tortura con cui quelli che avevano parlato quando dovevano stare zitti,  venivano umiliati mostrandoli in pubblico come cani con la museruola.  Avevano avuto il torto  di esprimere il loro pensiero libero o avevano manifestato il loro credo religioso e politico piuttosto che inchinarsi alla volontà dei potenti. Avevano osato sfidare il mondo del quieto vivere e respinto l’umiliazione di essere privati del diritto più sacro di cui possano godere gli esseri umani.

Erano altri tempi e tuttavia non furono pochi, quelli che, intellettuali noti o umili e anonimi religiosi  preferirono l’umiliazione delle torture fisiche e morali prima di essere buttati in cella, sottoposti alle torture, e addirittura uccisi.

Comprendiamo che per molti la parola è oggi una scorza vuota; vana retorica, strumento di potere, di persuasione occulta, di inganno. Ma per molti altri è, grazie a Dio, strumento per esistere, capire il mondo, comunicare, lottare, vivere e sentirsi più liberi. Togliere la parola è uccidere. Per questa semplice ragione, in un momento assai delicato per le sorti della nostra democrazia, quando la gente ha maggiore bisogno di essere informata per decidere meglio cosa fare del suo voto, perché sia più critico e consapevole, riteniamo che avere tolto questo diritto persino a giornalisti come Santoro o Vespa, e in generale a tutte le trasmissioni di approfondimento, sia stato una grave violazione dei diritti costituzionalmente sanciti, oltre che un errore di presunzione, di tutti coloro che lo hanno commesso, organizzato e realizzato.

Grave, perché la storia ci insegna che proprio la presunzione è stata alla base di tanti diritti negati.

Per questo motivo invitiamo i nostri lettori a seguire la trasmissione presentata dalla FNSI e dall’USIGRAI per giovedì, 25 marzo 2010, alle ore 21, in diretta dal Paladozza di Bologna.

live.raiperunanotte.it

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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