L’anno dei tre papi

Papa Giovanni Paolo II

I DOCUMENTI DEL FOREIGN OFFICE SULLA SANTA SEDE (1977-1978) SONO STATI DA NOI RINTRACCIATI L’ANNO SCORSO NEGLI ARCHIVI NAZIONALI BRITANNICI DI KEW GARDENS (SURREY) E SARANNO CONSULTABILI – IN COPIA CARTACEA DELL’ORIGINALE – NELLA NUOVA SEDE DELL’ARCHIVIO CASARRUBEA, A PALAZZO RAMO (PARTINICO), DAL PROSSIMO AUTUNNO.

OGGI, IL GIORNALISTA MARCO ANSALDO COMMENTA AMPIAMENTE I NOSTRI RITROVAMENTI ARCHIVISTICI IN UN LUNGO ARTICOLO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO “LA REPUBBLICA”. TITOLO: “LE SPIE NELL’ESTATE DEI TRE PAPI”, pp. 31-33 (con richiamo in prima pagina).


G. CASARRUBEA E M. J. CEREGHINO

DOCUMENTO KG D-28

VISITA DEL PRIMO MINISTRO JAMES CALLAGHAN A ROMA, 21-23 SETTEMBRE 1977. UDIENZA DEL PRIMO MINISTRO CON SUA SANTITA’ PAPA PAOLO VI, CITTA’ DEL VATICANO, 23 SETTEMBRE 1977, ORE 11.00-12.15, CONFIDENZIALE, PREM 16/1354.

[…] Il Primo Ministro ha chiesto al Papa cosa ne pensasse dell’Eurocomunismo. Il Papa ha replicato che il tema lo preoccupa molto. Al momento, non è possibile capire che direzione prenderanno movimenti come l’Eurocomunismo, dal punto di vista della persona umana. Sta di fatto, comunque, che tali movimenti sono ancor atei e ciechi dinanzi alla sfera spirituale. Di conseguenza, il Papa non può approvarli. Egli riponeva grandi speranze nella Conferenza di Helsinki, che era vista come l’inizio di una nuova coesistenza tra le nazioni. Ma ora sembra che si è appena agli inizi di un lungo percorso. La prossima conferenza di Belgrado evidenzierà i progressi compiuti finora. L’arcivescovo Casaroli ha affermato che l’Eurocomunismo provoca grande preoccupazione nella Santa Sede, dal momento che potrebbe rafforzare il materialismo, l’ateismo e il totalitarismo. La missione della Chiesa consiste nel mostrare la via ai fedeli. Il Papa ha aggiunto che la Chiesa ha la grande responsabilità di pronunciarsi e di dire la verità, anche se questa risulta impopolare per una parte dell’opinione pubblica.

Il Primo Ministro ha affermato che, fortunatamente, l’Eurocomunismo non è un problema per la Gran Bretagna. In Italia, tuttavia, la questione è differente: un solo partito è rimasto al potere per un periodo molto lungo e non vi è mai stata un’alternativa democratica. Questo partito è destinato a tramontare, anche se ora sembra aver intrapreso un processo di rinnovamento. Con l’eccezione dei comunisti, non vi è alcuna alternativa reale di governo.

Il Papa ha sostenuto che la situazione italiana è molto difficile perché il programma della Dc è basato su alleanze molto precarie. Gli attuali esponenti del partito sono brave persone, ma questa risulta essere l’unica consolazione. […].

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DOCUMENTO KG E-2

DA M. A. CAFFERTY, PRIMO SEGRETARIO DELL’AMBASCIATA BRITANNICA PRESSO LA SANTA SEDE (ROMA) AL FOREIGN AND COMMONWEALTH OFFICE (FCO, LONDRA), TITOLO: “RAPPORTO ANNUALE SULLA SANTA SEDE NEL 1977”, 25 GENNAIO 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3789.

[…] Nel corso del 1977, si è speculato molto sulla possibilità che il Papa abdicasse al compimento del suo ottantesimo compleanno, lo scorso settembre. […] Vi è la generale impressione che abbia virtualmente concluso la sua missione pastorale. […].

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DOCUMENTO KG E-42

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A MICHAEL J. RICHARDSON (FCO, LONDRA), 7 APRILE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3784.

Di recente, sono circolate molte voci sullo stato di salute del Papa: non si è ancora ripreso dall’influenza che lo ha colpito. […].

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DOCUMENTO KG E-45

DA M. A. CAFFERTY (AMBASCIATA BRITANNICA PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A MICHAEL J. RICHARDSON (FCO, LONDRA), 13 APRILE 1978, RISERVATO, FCO 33/3790.

[…] La possibilità che sia eletto un papa non italiano è ora maggiore rispetto al passato, persino in rapporto ai secoli scorsi. […] Tuttavia, in alcuni circoli [ecclesiastici] stranieri, vi è l’impressione che un papa italiano offra il vantaggio di essere generalmente più gradito e capace di governare la Curia. […].

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DOCUMENTO KG E-47

DA G. A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) ALL’FCO (LONDRA), TITOLO: “INCONTRO CON MONSIGNOR SILVESTRINI”, 14 APRILE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3793.

[…] In risposta ad una mia domanda, monsignor Silvestrini [segretario di Stato vicario della Santa Sede] ha affermato che il Vaticano non è in possesso di alcuna informazione segreta su Aldo Moro.

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DOCUMENTO KG E-51

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A DAVID GOODALL (FCO, LONDRA), TITOLO: “ALDO MORO”, 19 APRILE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3577.

[…] Lo scorso 25 marzo, l’ambasciatore italiano presso la Santa Sede [marchese Montezemolo] mi ha confidato di avere motivi per ritenere che l’arcivescovo di Torino stia tentando di muoversi dietro le quinte in relazione al rapimento di Moro. […].

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DOCUMENTO KG E-58

Paolo VI

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) ALL’FCO (LONDRA), TITOLO: “INCONTRO DEGLI AMBASCIATORI DELLA CEE ACCREDITATI PRESSO LA SANTA SEDE”, 4 MAGGIO 1978, CONFIDENZIALE (UK EYES), FCO 33/3793.

[…] Secondo l’ambasciatore italiano [marchese Montezemolo], risulta evidente dalle lettere inviate che Moro è condizionato dalla prigionia, indubbiamente dalla solitudine e, forse, dalle condizioni di detenzione. Tuttavia, dalle missive non si evince che sia stato narcotizzato. […] Io ho commentato che l’arcivescovo Caprio mi ha riferito che il Vaticano non è in possesso di informazioni segrete su Moro e che non vi sono contatti con le Brigate rosse. La questione riguarda le autorità italiane. Il Vaticano non può andare oltre gli appelli umanitari del Papa e la disponibilità della Caritas a fornire ogni possibile aiuto. Tuttavia, secondo Caprio, i terroristi non hanno stabilito alcun contatto con la Caritas (questa informazione mi è stata comunicata dall’arcivescovo in persona, il 27 aprile scorso). […].

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DOCUMENTO KG E-64

DA A. TURNER (FCO, LONDRA) A MR. UDEN (FCO, LONDRA), TITOLO: “IL PROSSIMO PAPA?”, 10 MAGGIO 1978, RISERVATO, FCO 33/3784.

[…] Le caratteristiche che il nuovo Papa dovrà avere sono le seguenti: 1) essere italiano; 2) avere tra i 62 e i 67 anni; 3) avere esperienza pastorale come vescovo diocesano; 4) far parte della Curia; 5) parlare fluentemente l’inglese, il francese e lo spagnolo.

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DOCUMENTO KG E-67

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A DAVID GOODALL (FCO, LONDRA), TITOLO: “IL PAPATO E ALDO MORO”, 13 MAGGIO 1978, RISERVATO, FCO 33/3577.

[…] Al momento del suo assassinio per mano delle Brigate rosse, Aldo Moro era un comune cittadino. Di conseguenza, la decisione di Papa Paolo VI di celebrarne i funerali di Stato nella basilica di San Giovanni in Laterano ha assunto un significato di rilievo. Soprattutto perché i familiari di Moro – che avevano chiesto che non si svolgessero funerali di Stato – hanno disertato la cerimonia. […] La loro assenza ha evidenziato l’estrema difficoltà in cui erano venuti a trovarsi il Vaticano e il Papa in persona durante la prigionia di Moro. La famiglia aveva chiesto allo Stato italiano di aprire una trattativa con le Brigate rosse. […] E’ chiaro che i familiari desideravano che la Chiesa appoggiasse le loro richieste e che avrebbero visto con indubbio favore un’iniziativa negoziale della Chiesa nei confronti dei terroristi. All’inizio, in effetti, erano circolate voci secondo le quali era stato stabilito un contatto segreto di alto livello da parte di un prelato dell’Italia settentrionale, se non proprio da parte della Santa Sede. Tuttavia, in più occasioni il Vaticano ha assicurato che non vi sono mai stati contatti e che non sarebbe stato possibile andare oltre i pressanti appelli umanitari pronunciati ripetutamente dal Papa, che si era anche “inginocchiato” nel chiedere ai terroristi di risparmiare la vita a Moro. […].

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DOCUMENTO KG E-69

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A MICHAEL J. RICHARDSON (FCO, LONDRA), TITOLO: “POSSIBILE MORTE DEL PAPA”, 24 MAGGIO 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3784.

[…] Al momento, il Papa non è malato e svolge regolarmente le sue mansioni, ma appare chiaramente più fragile rispetto al mese di gennaio (quando l’ho veduto per la prima volta). Lo si nota soprattutto nella voce, che è più debole, e nella crescente difficoltà a camminare. […].

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DOCUMENTO KG E-94

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A DAVID OWEN, MINISTRO DEGLI ESTERI (LONDRA), TITOLO: “LA MORTE DI PAPA PAOLO VI”, 16 AGOSTO 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3785.

Sebbene fossero evidenti nel Papa la fragilità tipica di un ottantenne e la sofferenza fisica causata dall’artrite – una malattia che gli aveva reso l’incedere difficoltoso negli ultimi mesi – , la sua morte è giunta improvvisa e inaspettata. Il decesso è avvenuto domenica 6 agosto nella residenza estiva di Castel Gandolfo. […] Nel corso dell’ultima settimana, i dolori artritici si erano acutizzati. Nel pomeriggio di sabato 5 agosto si è aggiunta la febbre, provocata dall’improvviso riapparire di una cistite acuta. La sera di domenica 6 agosto ha sofferto un attacco cardiaco. La morte è sopravvenuta alle ore 21.40. […]. Il conclave per l’elezione del nuovo Papa si aprirà il 25 agosto. […] Tuttavia, non è ancora emerso un candidato forte tra la mezza dozzina di possibili concorrenti. […] Al momento, qui a Roma si specula molto sulla possibilità che il conclave possa rompere la tradizione ed eleggere un Papa non italiano, su probabile pressione dei cardinali del Terzo Mondo. […].

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DOCUMENTO KG E-98

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) ALL’FCO (LONDRA), 24 AGOSTO 1978, TELEGRAMMA, ORE 10.00, CONFIDENZIALE, FCO 33/3785.

Alla vigilia del conclave, si registrano naturalmente molte ipotesi su chi sarà il prossimo Papa, ma non vi è ancora un favorito. […] Una fonte vaticana ha commentato: “Vogliamo un Papa pio, ma che non sia eterno. Un regno di 8-10 anni sarebbe l’ideale.” […].

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DOCUMENTO KG E-100

DA A. TURNER (FCO, LONDRA) A MR. FURNESS (FCO, LONDRA), TITOLO: “L’ELEZIONE DEL PAPA”, 25 AGOSTO 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3785.

[…] Sono sempre più convinto che nessun candidato non italiano abbia la benché minima possibilità di essere eletto. […] I candidati possibili: […] Albino Luciani (Venezia). Una personalità forte e cordiale. Il fatto che Giovanni XXIII e Pio X provenissero dal patriarcato di Venezia, lo aiuterebbe sicuramente a emergere se il conclave finisse per imboccare un vicolo cieco. […].

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DOCUMENTO KG E-101

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) ALL’FCO (LONDRA), TITOLO: “L’ELEZIONE DEL NUOVO PAPA”, 25 AGOSTO 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3786.

[…] A commento delle prospettive del conclave, l’ambasciatore italiano presso la Santa Sede [marchese Montezemolo] ha affermato che il cardinal Bertoli è uomo della Curia e che può essere considerato il candidato del Centro-sinistra. […] A detta dell’ambasciatore, non è da escludere che il cardinal Luciani, patriarca di Venezia, diventi il candidato del Centro-destra. […].

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DOCUMENTO KG E-103

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A DAVID OWEN (MINISTRO DEGLI ESTERI, LONDRA), TITOLO: “PAPA PAOLO VI”, 28 AGOSTO 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3786.

[…] Si dice che Giovanni XXIII fosse serenamente convinto che Dio gli indicasse sempre la giusta via. Per contro, Paolo VI era un intellettuale angosciato dalle responsabilità papali che gravavano su di lui, sebbene avesse in comune con il suo predecessore una fede profonda. Era un ascetico che badava poco al cibo e alle bevande. […] Aveva inoltre la reputazione di essere cupo, austero e pessimista. […] Politicamente, era considerato un liberale e un progressista. Prima della Seconda guerra mondiale, si era opposto al regime fascista nelle fila del movimento studentesco cattolico. […] A Milano, era noto come l’ “arcivescovo degli operai”. […] Era convinto che il marxismo ateo fosse incompatibile con il Cristianesimo. Tuttavia, continuò ad incoraggiare il dialogo tra cristiani e marxisti, un processo iniziato da Papa Giovanni e da Kruscev alla fine dell’era staliniana. Così come il suo predecessore, Paolo VI amava il peccatore e odiava il peccato. Escludeva ogni compromesso sui principi cristiani fondamentali, anche se ammetteva che le idee comuniste non fossero del tutto negative. […] Tuttavia, da un punto di vista teologico, era un conservatore determinato a preservare la purezza della fede. Non era pronto a fare concessioni di principio, anche dinanzi ai progressi scientifici o ai cambiamenti sociali (ad esempio, l’emancipazione femminile). […].

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DOCUMENTO KG E-104

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A DAVID GOODALL (FCO, LONDRA), 30 AGOSTO 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3786

E’ troppo presto per avanzare una valutazione sul nuovo Papa. La sua elezione ha colto tutti di sorpresa. […] Trovo comunque strano che sia stato eletto e che abbia raggiunto così rapidamente i voti necessari. Avrai letto l’ipotesi di Peter Nichols apparsa sul Times di lunedì 28 agosto: un gruppo di cardinali non italiani aveva comunicato ai cardinali italiani di essere favorevole all’elezione di un Papa italiano, a patto che non provenisse dalle fila della Curia e che fosse un arcivescovo dotato di autentica esperienza pastorale. Circolano anche voci secondo le quali il cardinal Benelli avrebbe appoggiato totalmente Luciani. A detta di alcuni, egli sperava così di attirare voti per sé, per vie traverse. Altre versioni riferiscono che Benelli puntava a un Papa senza esperienza nella Curia, nella speranza di poter diventare segretario di Stato. […] Il nuovo Papa non ha mai fatto parte della Curia e non ha mai ricoperto alcun incarico diplomatico. […] Tutta la sua esperienza si limita all’Italia nord-orientale. […] E’ descritto come conservatore, tradizionalista, fautore dell’immutabilità dell’interpretazione della teologia cattolica, comprensivo nei confronti degli uomini e persino dei peccatori ma estremamente rigoroso in materia di fede e di ideologia. Luciani consigliò a Paolo VI di non opporsi alla pillola contraccettiva. Tuttavia, al momento della pubblicazione della Humanae Vitae, difese l’enciclica con vigore. Una delle sue caratteristiche consisteva nell’essere assolutamente leale al Papa. […] Sul divorzio, Luciani assunse una linea intransigente. Da un punto di vista politico, si è sempre schierato con forza contro i partiti della sinistra e i sindacati, convinto com’è che la Chiesa possieda le risposte giuste al problema della povertà. Al contempo, si dice certo che i cattolici italiani debbano votare per i partiti che godono del placet della Chiesa. Il mio collega tedesco, che lo ha incontrato a Venezia lo scorso giugno, mi ha raccontato che Luciani considera la Dc “il suo partito”, aggiungendo però che l’Italia avrebbe bisogno di un partito socialdemocratico forte come quello tedesco. Durante il colloquio, si è detto fortemente contrario a ogni compromesso con il Pci ma ha accennato alle tendenze interne a questo partito (moderati e radicali). Luciani è rimasto fedele alle sue povere origini, nel senso che vive e mangia con frugalità. E’ una persona umile. Qualche volta, da vescovo, si muoveva in bicicletta, incurante del protocollo imperante al patriarcato di Venezia. Si è sempre prodigato con ogni mezzo per aiutare i poveri. Parla molto bene il latino e il tedesco. Il suo francese è buono e sta imparando l’inglese. Ha un sorriso coinvolgente ma, stranamente, parla in falsetto. […].

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DOCUMENTO KG E-116

Papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani)

DA A. TURNER (FCO, LONDRA) A DAVID GOODALL (FCO, LONDRA), TITOLO: “IL PROSSIMO PAPA: UGUALE MA DIVERSO?”, 9 OTTOBRE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3787.

[…] Qualunque sia la decisione che assumeranno, sono sicuro che i cardinali continueranno a ritenere assolutamente essenziale una certa esperienza pastorale. Sono inoltre convinto che non li renda felici la prospettiva di un terzo conclave nel prossimo futuro, che li porrebbe dinanzi ad una nuova, difficile scelta. Ecco perché appare estremamente improbabile l’elezione di un Papa ultrasettantenne. […] Sfortunatamente, sembra ugualmente incerta l’elezione di un candidato sotto i sessant’anni. Il precedente da evitare è quello di Pio IX, eletto quando aveva cinquant’anni. […] Se poi questo candidato diventasse il primo Papa non italiano in più di quattrocento anni, allora vorrà dire che i cardinali elettori dovranno essere doppiamente prudenti. […].

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DOCUMENTO KG E-119

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A DAVID GOODALL (FCO, LONDRA), TITOLO: “IL PROSSIMO PAPA”, 11 OTTOBRE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3787.

Il nuovo conclave inizia il 14 ottobre e, naturalmente, a Roma si specula su chi possa essere il prossimo Papa. A mio parere, è possibile che il conclave voglia questa volta prendere in considerazione un candidato più giovane, al di sotto cioè del limite dei 65 anni, se non dei 60. […] Per quanto riguarda la lista dei candidati non italiani, l’età porterebbe ad escludere, in base al suddetto ragionamento, König e Suenens. La forte spiritualità del cardinale Hume è stata messa in evidenza ma si tratta, relativamente, di un nuovo arrivato. Si parla bene di Gantin, ma c’è da chiedersi se il mondo sia pronto per un Papa nero. Non ho inserito Lorscheider: presumibilmente, il suo recente infarto lo esclude dai giochi. Rimangono Wojtyla, che non è molto noto, Willebrands e Pironio. […].

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DOCUMENTO KG E-120

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) ALL’FCO (LONDRA), TITOLO: “IL PROSSIMO PAPA” (TELEGRAMMA N. 29), ORE 14.45, 11 OTTOBRE 1978, RISERVATO, FCO 33/3787.

[…] A parte König e Suenens, fino a questo momento sono stati fatti i nomi di Willebrands (69 anni, Utrecht), Wojtyla (58 anni, Varsavia), Pironio (58 anni, proveniente dalla Curia), Gantin (56 anni, Curia) e Hume (55 anni, Westminster). Tutto considerato, è più probabile che sia eletto un italiano. Pironio sarebbe una scelta di compromesso: è argentino ma i suoi genitori sono italiani. […].

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DOCUMENTO KG E-122

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) ALL’FCO (LONDRA), TELEGRAMMA, 16 OTTOBRE 1978, ORE 22.30, RISERVATO, FCO 33/3787.

Sebbene annoverassi Wojtyla tra i papabili, egli sembrava un candidato con scarse probabilità di vittoria. […].

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DOCUMENTO KG E-124

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A DAVID OWEN (MINISTRO DEGLI ESTERI, LONDRA), TITOLO: “LA MORTE DI GIOVANNI PAOLO I”, 17 OTTOBRE 1978, RISERVATO, FCO 33/3787

Giovanni Paolo I è morto improvvisamente per un attacco cardiaco, alle ore 23.00 circa di giovedì 28 settembre. Era solo e il suo decesso è stato scoperto verso le 5.30 del mattino successivo, quando il suo segretario, sorpreso di non vederlo alla messa mattutina, ha deciso di indagare. Sebbene non particolarmente robusto, il Papa godeva di una salute normale e, per quanto se ne sa, non aveva mai sofferto di problemi cardiaci. […]. Il pontificato di Giovanni Paolo I è stato così breve che risulta difficile avanzare una valutazione sul suo significato. Di certo, egli ha avuto poco tempo per comprendere gli intricati meccanismi della Curia, ancor meno tempo per assumerne il controllo e influenzarne le politiche. Sembra tuttavia che, pur presentandosi come un innovatore, Luciani sarebbe stato un conservatore nella sostanza. Agiva di testa sua e poteva diventare molto ostinato. Una volta, ad esempio [quando era Patriarca di Venezia] alcuni insegnanti di un seminario si rifiutarono di adeguare le lezioni alle sue direttive. Luciani, quindi, tolse loro gli allievi del corso. Era fortemente anticomunista e si diceva fosse contrario al concetto di “Compromesso storico” tra la Dc e il Pci. […]. La sua elezione potrebbe essere interpretata come un segnale inviato alla Curia dalla maggioranza dei cardinali, che puntavano a scegliere un Papa pastore piuttosto che un diplomatico o un amministratore. […].

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DOCUMENTO KG E-127

DA K. R. C. PRIDHAM (AMBASCIATA BRITANNICA, VARSAVIA) ALL’FCO (LONDRA), TELEGRAMMA, 17 OTTOBRE 1978, ORE 14.50, CONFIDENZIALE, FCO 33/3787.

L’elezione del nuovo Papa ha avuto l’effetto di una bomba su tutta la Polonia. […]. Non c’è bisogno di rimarcare che è stata un’assoluta sorpresa. […] In Polonia, Wojtyla ha fama di essere politicamente tosto, ma moderato dal punto di vista teologico. […] Si è sempre schierato con forza contro la censura statale e contro la repressione delle idee non comuniste. […].

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DOCUMENTO KG E-128

DA DAVID GOODALL (FCO, LONDRA) A MR. FERGUSSON (FCO, LONDRA), TITOLO: “L’ELEZIONE DI GIOVANNI PAOLO II: ALCUNE POSSIBILI IMPLICAZIONI”, 18 OTTOBRE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3787.

[…] L’impatto del conclave non rimarrà confinato alla Polonia. L’elezione del primo Papa slavo avrà ripercussioni in tutta l’Europa dell’Est, incoraggiando i dissidenti religiosi e sollevando speranze in tutti i paesi comunisti. […] In termini più generali, il nuovo Papa potrebbe anche denunciare con forza il tema dei diritti umani. In una sua omelia, pronunciata lo scorso anno, Wojtyla ha affermato: “L’unica strada in grado di condurre all’unità nazionale è quella del rispetto dei diritti umani. La Chiesa pretende diritti, non concessioni”. In determinate circostanze, ciò potrebbe condurre a maggiori tensioni nei rapporti tra il Vaticano e l’Europa dell’Est, in particolare con l’Unione Sovietica. […].

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DOCUMENTO KG E-130

DA K. R. C. PRIDHAM (AMBASCIATA BRITANNICA, VARSAVIA) ALL’FCO (LONDRA), 26 OTTOBRE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3787.

Questa mattina ho accompagnato Mr. Parsons all’incontro con Dobrosielski, il viceministro polacco per gli Affari Esteri, che ha subito affrontato la questione del nuovo Papa. Egli ha affermato che Wojtyla è molto più colto e intelligente del cardinal Wyszynski. Ha radici popolari ed ha sofferto l’esperienza della guerra. […] In seguito alla sua nomina a cardinale, il governo polacco era convinto che Wojtyla si sarebbe comportato con maggiore saggezza rispetto a Wyszynski. Tuttavia, sorprese tutti per la sua forte intransigenza. […] Mr. Dobrosielski ostentava ottimismo, ma nelle sue parole ho avvertito una notevole ansia per l’atteggiamento del nuovo Papa. […].

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DOCUMENTO KG E-131

DA M. E. PELLEW (AMBASCIATA BRITANNICA, ROMA) A VARIE SEDI (LONDRA E ROMA), TITOLO: “I RAPPORTI TRA STATO E CHIESA IN ITALIA”, 26 OTTOBRE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3792.

[…] Ieri sera, durante una cena, ho domandato a Montezemolo, ambasciatore italiano presso la Santa Sede, quale effetto potrebbe avere l’elezione del nuovo Papa sui rapporti tra cattolici e comunisti in Italia. Montezemolo ha replicato che è troppo presto per dirlo. Tuttavia, egli ritiene che l’esperienza con i comunisti polacchi non incoraggerà il Papa a favorire il “Compromesso storico” in Italia. […] Il nuovo pontefice è tosto e sicuro di sé (al contrario del suo predecessore). Il Pci ha buoni motivi per essere preoccupato.

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DOCUMENTO KG E-133

DA GEOFFREY A. CROSSLEY (AMBASCIATORE BRITANNICO PRESSO LA SANTA SEDE, ROMA) A MISS P. KENWRICK (FCO, LONDRA), 30 OTTOBRE 1978, CONFIDENZIALE, FCO 33/3788.

[…] Il mio collega italiano [l’ambasciatore Montezemolo] afferma di aver raccolto le seguenti informazioni su quanto è avvenuto durante il conclave. Si dice che, all’inizio, le votazioni andassero bene. Tuttavia, nella mattinata di sabato, Benelli l’ha fatta sporca: ha fatto pervenire a tutti i cardinali copia dell’insensata intervista rilasciata da Siri a un quotidiano. Benelli, tuttavia, aveva fatto male i suoi calcoli, pensando che tale mossa gli avrebbe fatto guadagnare voti. Siri era furente ed ha chiesto ai suoi sostenitori di non votare per Benelli. Sebbene quest’ultimo godesse del sostanziale appoggio dei cardinali italiani e stranieri, ha realizzato che non sarebbe stato in grado di raggiungere i 75 voti necessari all’elezione. E’ stato a questo punto che è emerso il nome di Wojtyla. […] A detta del confidente di Montezemolo, Benelli è uscito furibondo dal conclave. Si dice che ora punti a diventare segretario di Stato. […] La Conferenza episcopale italiana e la Chiesa saranno rafforzate dal dinamismo del nuovo Papa. Per il Pci, non sarebbe prudente arrivare alla conclusione che le cose saranno ora più facili solo per il fatto che Giovanni Paolo II non è italiano.

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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2 risposte a L’anno dei tre papi

  1. gilda massari ha detto:

    Questi documenti confermano che la Chiesa è una potenza politica,con una presenza imponente..e che l’elezione di un Papa polacco,è stata una strategia,cheha portato alla caduta dell’imperialismo comunista diretto dall’U.R.S.S.,con lo scopo di sostenere l’Imperialismo americano,cito:.

  2. Olga ha detto:

    Conclavi pilotati e strategie che fanno della Chiesa una potenza in grado di utilizzare forme di “acculturazione” e influenze sulla vita politica dei Paesi, in particolare dell’Italia. Un secolare e tacito accordo consolidato nel secondo dopoguerra e ancora attuale

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