Il partigiano Gaetano Costa

Il procuratore Gaetano Costa al tempo in cui era partigiano

Ricorre oggi, 6 agosto, il trentesimo anniversario dell’assassinio del procuratore capo della Repubblica di Palermo Gaetano Costa, ucciso nel 1980.

Tra le vittime della mafia è una delle più illustri, per la sua singolarità e per il tempo in cui ebbe a svolgersi la sua azione di contrasto di Cosa Nostra. Prima ancora dell’epoca di Falcone e Borsellino. E’ un precursore, un magistrato che precorre i tempi, come il Battista.

Originario del nisseno, quando arriva a Palermo, trova un ambiente ostile. Ciò nonostante continua l’azione coraggiosa intrapresa dal giudice Cesare Terranova assassinato l’anno prima, nel 1979. Comincia così a fare quello che non avevano fatto alcuni dei suoi colleghi: firma diversi mandati di cattura contro il boss Gaetano Spatola e diventa presto, consapevole di esserlo, il numero uno della lista  dei nomi che la mafia decide di cancellare. Il delitto è ordinato da Salvatore Inzerillo, ma a distanza di trent’anni possiamo dire che nessuno è stato condannato per la sua morte. Avvenuta quella sera d’estate a Palermo mentre solo è intento a guardare un libro in una bancarella di via Cavour. Aveva rifiutato ogni scorta perchè non voleva essere responsabile  della morte provocata indirettamente agli uomini che lo avrebbero accompagnato.

Tirò dritto per la sua strada come un uomo che sapeva che quella era la via giusta da percorrere per arrivare alla meta. Cioè l’esempio, la serietà professionale, il coraggio delle proprie scelte, quando altri magistrati lo lasciavano solo e apparivano arrendevoli. La sua fu, al contrario, una vera e propria guerra di Liberazione, molto simile a quella che egli stesso aveva combattuto dopo l’8 settembre durante la Resistenza antifascista. E da combattente è caduto.

Nell’occasione della ricorrenza del suo assassinio, pubblichiamo alcuni stralci di documenti che abbiamo avuto tramite il figlio, l’avvocato Michele Costa. Ne ricordiamo la figura in questi tempi in cui il disfacimento dei valori, il personalismo, e la corruzione sono persino al governo della cosa pubblica.

Buscetta e Cammarata verbali

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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4 risposte a Il partigiano Gaetano Costa

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  3. pietro ancona ha detto:

    La Sicilia ha generato personalità combattenti per la libertà la giustizia che ci rendono orgogliosi di esservi nati. Gaetano Costa è stato coraggioso e coerente in tutta la sua vita guidata dall’etica della responsabilità e dalla voglia di rendere migliore e libera la nostra terra oppressa dalla violenza di un potere mafioso che non è altro che l’artiglio di un potere politico e di classe che abbiamo subito nel corso di tutta la nostra storia.
    Gaetano Costa continua a vivere nell’opera di quanti si battono contro la mafia e contro la violenza delle classi dominanti.

  4. luigi boggio ha detto:

    Caro Peppe,hai fatto bene ricordarlo per la sua grande saggezza e preparazione.Aveva però un tratto inconfondibile l’autonomia e il coraggio delle scelte.

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