Lo storico Casarrubea querela il nipote di Giuliano

COMUNICATO STAMPA

Lo storico Giuseppe Casarrubea ha denunciato il nipote del bandito Salvatore Giuliano, Giuseppe Sciortino, figlio di Marianna Giuliano e di Pasquale ‘Pino’ Sciortino, membro della banda del monteleprino, condannato dai giudici di Viterbo all’ergastolo per la strage di Portella della Ginestra e per gli assalti armati contro le Camere del Lavoro e sedi comuniste di ben sei comuni della provincia di Palermo.

22 giugno 47. La Ps Partinico informa la questura e il pretore dell'eccidio

Durante uno di questi attentati terroristici, avvenuto la sera del 22 giugno 1947, fu ucciso il padre dello storico, dirigente comunista della Camera del Lavoro di Partinico. In Appello, i giudici romani, in revisione della Sentenza del 3 maggio 1952, condannarono lo Sciortino alla pena di ventisei anni di reclusione.

Ecco i fatti: il 28 luglio 2010 alle ore 14,30, sintonizzandosi casualmente sul telegiornale di Tele Occidente, una emittente televisiva con sede a Montelepre, Casarrubea nota, con sconcerto, che il sign. Giuseppe Sciortino, figlio del defunto Pasquale ‘Pino’ Sciortino, cognato del bandito Salvatore Giuliano, e organizzatore degli assalti contro le sedi del Pci e del Sindacato dei Comuni di Partinico, Borgetto, San Giuseppe Jato, Monreale, Cinisi, Carini, avvenuti il 22 giugno 1947, sta rilasciando un’intervista alla stessa emittente dall’evidente carattere diffamatorio. Sciortino infatti afferma chiaramente quanto segue:

“D.: In tanti hanno scritto sulle vicende del banditismo e di Salvatore Giuliano che ne fu il protagonista. Tra i tanti Giuseppe Casarrubea che ha dato l’input alla Magistratura di riaprire un fascicolo.

R.: Ma vede, Casarrubea non è nuovo a queste, diciamo, trovate, a queste cose. Io penso che lui farebbe bene ad occuparsi della morte di suo padre piuttosto che della morte di mio zio. Lui si atteggia a vittima mentre in realtà né Giuliano né gli uomini di Giuliano hanno ucciso suo padre, perchè suo padre venne ucciso da un suo amico e compagno di partito all’interno della sede. Se lui vuole accertarsi di questa cosa faccia fare la riesumazione del cadavere di suo padre e si accorgerà che suo padre è morto con un colpo di pistola, non con un proiettile di mitra Beretta calibro 6,50”.

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Affermazione del tutto priva di fondamento, questa di Sciortino, contraddetta- spiega Casarrubea – da tutti gli atti prodotti dalle autorità civili, militari e giudiziarie, oltre che dalla stampa del tempo, su quello che avvenne quella terribile sera. Forse  Sciortino non sa che i fatti di cui suo padre, assieme ad altri, fu protagonista, sono stati ricostruiti nei più minuti particolari da ben due sentenze, dagli atti di polizia giudiziaria dell’epoca, dalle perizie mediche e balistiche, dalle strutture ospedaliere, come il “Fatebenefratelli” di Palermo, che  ci dicono come andarono realmente le cose.

“Devo aggiungere – afferma lo storico – che all’indomani dell’intervista di Sciortino, mi sono recato nella sede di Teleoccidente, per ritirare una copia in DVD dell’intervista. All’uscita, mentre mi dirigevo verso la mia automobile, mi si è avvicinato Sciortino il quale mi ha rivolto parole offensive e minacciose”.

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“E’ inammissibile – conclude lo storico, autore di opere come Portella della Ginestra e Lupara Nera – che, a oltre sessant’anni da quei fatti, ci sia ancora qualcuno che abbia il coraggio di difendere, in modo aperto e spudorato, le attività terroristiche di uno squadrone armato che in sette anni ha causato la morte di centinaia di persone. Lo stravolgimento della verità sui fatti del 22 giugno 1947 è un atto offensivo e intollerabile per tutti coloro che credono nella legalità e nella democrazia”.

Il legale dello storico è l’avvocato di Partinico Francesco Tafarella del foro di Palermo.

Partinico, 24 agosto 2010

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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9 risposte a Lo storico Casarrubea querela il nipote di Giuliano

  1. Renzo C ha detto:

    Egr. Dott. Casarrubea,
    se da un lato mi sono sorpreso per le parole a Lei rivolte dallo Sciortino, dall’ altro ne sono invece contento e incuriosito.
    Il tentativo di delegittimare il Suo lavoro storico, potrebbe essere sia frutto dell’ insofferenza per il riaprirsi di una vecchia vicenda, sia il timore che possano uscirne clamorose novità.
    Quanto affermato da Sciortino è già di per sè illogico, senza nemmeno il bisogno di ricorrere alle prove certe di come andarono i fatti, ma è proprio questa insofferenza a distanza di tanti anni che mi incuriosisce e mi fa pensare.
    Benissimo ha fatto ad adire le vie legali, non vi era altra possibilità se non ricorrere in giudizio per dirimere la questione, spero anche però che queste mie sensazioni le abbiano anche i magistrati, e che in qualche modo possano servire ad accelerare l’ iter per l’ esame del DNA su Salvatore Giuliano o chi fosse colà inumato.
    Se per caso non ci fosse Salvatore Giuliano, che scenario si aprirebbe?
    Chi lo ha fatto fuggire? Dove è, o dove è morto, il bandito di Montelepre?
    Si aprirebbe una caccia internazionale imbarazzante, ma è meglio per ora non fantasticarci sopra, anche se questo “curioso” comportamento di Sciortino ha ben poco di razionale.
    Se Le fosse possibile mettere online il video, credo che farebbe cosa gradita ai tanti che non lo hanno visto.

    Cordiali saluti

    Renzo C

    • casarrubea ha detto:

      Grazie, Renzo, per le tue osservazioni illuminanti. Anch’io, come te, penso che l’atteggiamento arrogante dello Sciortino sia il risultato di una sua certa insofferenza. Per la verità storica che comincia ad affiorare e perchè, forse, c’è ancora qualcuno che nasconde complità e silenzi. Hai ragione tu, l’esame del Dna sul corpo di quel cadavere taglierebbe la testa al toro. Sarebbe un atto doveroso a fronte delle voci, delle affermazioni, delle mezze parole e delle contraddizioni innumerevoli presenti nella documentazione ufficiale. A cominciare da quella fotografica che, ad una attenta analisi, non convince proprio nessuno. La stessa cosa capitò al nazista Martin Bormann. Fu doveroso in questo caso accertare, alcuni decenni dopo il presunto decesso, l’identità dei resti umani rinvenuti il 2 maggio 1945. Ma di quanti altri nazisti e fascisti scappati in America Latina si sono smarrite definitivamente le tracce? Penso che per la tranquillità degli italiani onesti, che hanno buona memoria e sana coscienza, la giustizia non sia far passare inutilmente il tempo. Per dimenticare.

  2. Angelo Del Boca - Ufficiale partigiano nella Guerra di liberazione ha detto:

    Caro Casarrubea, approvo in pieno la sua decisione di querelare Sciortino. All’ini-
    zio della mia attività di giornalista, per la “Gazzetta del Popolo”, negli anni cinquanta,
    mi occupai di Giuliano e dei suoi accoliti e posso testimoniare che si trattava di una
    banda di assassini. Le sono molto vicino, l’abbraccio, Angelo Del Boca.

    • casarrubea ha detto:

      Carissimo professore,
      Le sono grato per il Suo contributo a questa vicenda di cui molte persone in Italia si dovrebbero vergognare. A cominciare da coloro che la causarono a cominciare dai mandanti, per lo Stato ancora inesistenti, delle stragi di Portella della Ginestra e degli assalti armati contro le Camere del Lavoro della provincia di Palermo (1° maggio e 22 giugno 1947). Il sonno della ragione produce fenomeni come quello che può consentirsi il sign. Sciortino in disprezzo di ogni regola di buon senso e del rispetto dei fatti. Tutto si può tollerare nella vita, ma non l’inversione delle parti: i carnefici che diventano vittime, i terroristi che diventano uomini del potere, e gli eroi che, con un colpo di spugna, vengono cancellati, come se non fossero mai esistiti. Sono troppi i nomi sommersi dalla polvere e via via accumulati sulla scia di sangue su cui si è costruita la nostra democrazia. Sono sindacalisti di paesi sperduti della Sicilia, ammazzati dalla mafia con la complicità omertosa di molti uomini dello Stato. Da mio padre, mitragliato e aggredito con bombe a mano dentro la sezione politico-sindacale del Pci/Camera del Lavoro in cui si trovava quella sera del 22 giugno 1947 a Partinico, a Placido Rizzotto, sindacalista di Corleone; da Accursio Miraglia a Paolo Bongiorno, entrambe persone impegnate, in tempi diversi, per lo sviluppo della Sicilia. Sono centinaia di morti di cui le nuove generazioni non sanno nulla.
      Ora le sue parole mi sono di aiuto nel percorso che sto seguendo di non smettere di cercare la verità di cui i giovani hanno bisogno. Altrimenti non so quali prospettive si possano costruire per il futuro.
      Perciò vengo a pregarLa, nel caso, Lei abbia degli appunti, o dei ricordi degli anni in cui ebbe ad occuparsi della banda Giuliano, di darmene un cenno. Sarei oltremodo lieto di poterLa ospitare nel mio blog di testimonianza attiva destinato a costruire un archivio permanente e accessibile della memoria di ciò che ci è stato nascosto e negato.
      Cordialmente
      Giuseppe Casarrubea

  3. marcello ha detto:

    lo sciortino in un articolo su il tempo del 09 08 10 dice che la verità sulla banda giuliano si saprà fra sei anni quando cadrà il segreto di stato c’e’ da credergli? cordiali saluti Marcello.

    • casarrubea ha detto:

      Sciortino forse ignora che la circolare Prodi del 2 maggio 1998 desecreta tutti gli atti giacenti presso qualunque ufficio dello Stato, concernenti il bandito Giuliano e la strage di Portella della Ginestra. Ma ciò non significa che tutto è stato portato alla luce. Quindi non credo che ci saranno sorprese. A meno che un notaio, depositario di qualche memoriale nascosto, o di dati scottanti, non abbia avuto il mandato, del tutto privato, di portarlo alla luce solo in quell’anno. I segreti di Stato sono e saranno sempre tali.

  4. marcello ha detto:

    la ringrazio tanto per la cortese risposta. Se è cosi’ significa che il”signor” sciortino continua ad essere in totale malafede. Saluti. Marcello.

  5. Maria Caruso ha detto:

    Ma perchè lo Sciortino si ostina a sostenere la tesi del Robin Hood a cui secondo me nessuno ha mai creduto? Magari ci credono oggi gli anziani e nostalgici turisti americani in visita a Montelepre, ma nel passato non mi pare che questa tesi abbia mai riscosso grande successo.Qui di seguito vorrei segnalare una piccola testimonianza risalente a quegli anni. Si tratta di una lettera, datata Ottobre 1952,che una lettrice del settimanale “Tempo” ha inviato al suo direttore Arturo Tofanelli che recita testualmente:

    Egregio direttore,
    leggo su di un giornale del mattino di Roma una corrispondenza da Palermo in data 28 Ottobre,in cui si riferisce che i registi Vittorio De Sica e Frank Capra avrebbero offerto alla madre e alla sorella di Giuliano,il più volgare e feroce assassino di questi tempi,la somma di 365 milioni per la ripresa di un film sulla vita e sulla morte del loro congiunto. E così tra breve vedremo le dette nobilissime ed illustri signore scorazzare,con lucenti e potenti automobili,nelle più belle vie di Italia,e alloggiare nei più sontuosi alberghi italiani e forse anche esteri.E tutto ciò mentre le madri,le mogli e i figli delle vittie di quel malfattore e quelle degli umili che sacrificarono la loro vita per liberare intere popolazioni dallo spaventoso incubo di quel mascalzone,giacciono nella miseria,nel lutto e nel pianto,inconsolabili.Ma non c’è proprio alcuna legge in Italia che impedisca un simile sfruttamento di un triste periodo di cronaca nazionale?”

    Arturo Tofanelli Risponde:

    “La notizia,a quanto ci consta,è stata smentita,almeno per quanto riguarda De Sica.Non ci sono leggi in Italia,come Lei chiede,che impediscano cose del genere;la legge non può occuparsi di problemi morali,quando non vi sia scandalo pubblico.Che si faccia o non si faccia una speculazione intorno a personaggi o azioni ripugnanti ad ogni timorato cittadino,dipende dalla sensibilità o dal gusto o dalla buona educszione di registi,autori di scenari,e simili.E ci auguriamo che in questo e simili casi, registi,autori di scenari e produttori,anche se in fregola di celebrità e di guadagni,non vogliano sporcarsi le mani.”
    Saluti.
    Maria.

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