Telecamere oscure

I mezzi di comunicazione di massa, ormai si sa, fanno il bello e il cattivo tempo e noi, comuni mortali, ne piangiamo spesso le conseguenze.

Per quanto ci riguarda, nel nostro piccolo, è  accaduto ieri.   Alle ore 6,48 del 23 ottobre, durante la trasmissione “Mattina in famiglia”, (Rai 1) qualcosa è andato per il verso sbagliato e non certo per colpa degli ospiti.

Il conduttore ha intervistato il prof. Alberto Bellocco e il giornalista Attilio Bolzoni. Tema: la riesumazione del cadavere di Salvatore Giuliano, che avrà luogo nel cimitero di Montelepre il prossimo 28 ottobre.

Alla banda Giuliano, alle stragi e ai misteri di quegli anni  (e non solo in Sicilia),  abbiamo dedicato oltre un decennio di studi e ricerche, in Italia, negli Usa e in Gran Bretagna. Un lavoro lungo e faticoso, nonché costoso, che ha prodotto saggi, articoli e nove volumi.

E siamo al punto. Durante la trasmissione nessuno ha citato le nostre ricerche, tanto meno il fatto decisivo che la riesumazione della salma del bandito è conseguenza diretta di una richiesta da noi inoltrata al questore di Palermo, il cinque maggio scorso.

La Procura della Repubblica ha accolto la nostra istanza e raccolto le nostre testimonianze, il cinque luglio.

Possibile che la redazione di “Mattina in famiglia” non abbia ritenuto opportuno sentire anche il nostro parere?

Ma non è l’unico fatto curioso accaduto nella giornata di ieri.

Nel corso del telegiornale Rai della Sicilia, alle ore 14, è andato in onda un lungo servizio sulle reazioni della famiglia Pisciotta (Montelepre) alla decisione della Procura di procedere con la riesumazione. Anche questa volta il nostro ruolo è stato oscurato.

Non siamo alla ricerca di pubblicità gratuita. Si tratta solo di rispettare le più elementari regole dell’informazione giornalistica.

Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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10 risposte a Telecamere oscure

  1. Luciano La Piana ha detto:

    E’ successo anche a me, non è eticamente corretto attingere informazioni da una fonte e non citarla
    Quando è andato in onda il notiziario del TG3 Sicilia, sono rimasto indignato nel notare che non hanno Vi hanno citato.
    Saluti

    • casarrubea ha detto:

      Il Manuale di propaganda occulta prevede che se vuoi raggiungere uno scopo devi distorcere l’informazione cambiando interlocutore. Ottieni due risultati: un processo emarginativo della fonte primaria; spazi di manovra per agire. La scuola risale al 1946, quando per la prima volta in Italia, questo Manuale, valido in linea universale (Iraq, Afghanistan, Corea, ecc.) fu introdotto dai servizi di intelligence americani.

      • Luciano La Piana ha detto:

        Caro Giuseppe, gli americani come ben saprai, mettono lo zampino ovunque, pur di difendere i loro interessi economici, distruggendo la credibilità delle altre popolazioni.

  2. Rosa ha detto:

    E’ una prassi consolidata oscurare, chi può dare reali delucidazioni, per competenza e merito di studi seri. Continui con tenacia a ricercare la verità sulla prima e grande strage di mafia…che ha cambiato il destino della Sicilia e dell’Italia tutta.Complimenti per il blog e per le pubblicazioni.

  3. Gianfranco Criscenti ha detto:

    Quando la disinformazione diventa la regola, bisogna reagire. Certo, è ammirevole la tua umiltà. Ma non è giusto sorvolare sempre.
    Nel mio piccolo, mi adopererò affinchè l’informazione sia piu’ corretta.

  4. Mario Pintagro ha detto:

    Sono indignato, prof. E non difendo certo queste “dimenticanze” dei colleghi.

  5. Renzo C ha detto:

    Egr. Dott. Casarrubea,
    anche questa volta non mi sono stupito, perchè se ci sarà ancora più attenzione mediatica a questa riesumazione, vedrà in quanti saranno pronti ad attribuirsene i meriti indebitamente.
    Avendo visto soltanto la trasmissione RAI registrata, non ho comunque apprezzato che Attilio Bolzoni abbia, e solo incidentalmente, accennato a “due storici” senza nemmeno nominarVi.
    Personalmente disistimo Bolzoni, ha scritto cose false (ci sono sentenze definitive in merito), altre prive del benchè minimo riscontro, oltre ad aver raccontato in diretta a milioni di italiani assurde teorie di manovre militari e oscuri personaggi, tutt’ora privi di volto e nome.
    Se la Storia, così come Lei la scrive, si basa su fatti oggettivi e inoppugnabili, scevri da ogni giudizio di parte e distorsioni a fini politici, sarebbe auspicabile che anche i giornalisti si attenessero ai medesimi criteri, o che almeno basassero i loro articoli su qualcosa di certo.
    Non è certo un’ accusa la mia a tutta la categoria, ma purtroppo trovano sempre più spazio i giornalisti dallo scoop facile, piuttosto di quelli che lavorano seriamente e con accuratezza, e che sono la stragrande maggioranza.
    D’altronde è il mercato che forse li porta a colorire oltremodo le inchieste, ma non tanto per aumentare la tiratura, quanto la readership, che è poi in pratica il vero prodotto di una testata, in quanto determinante alla raccolta pubblicitaria.
    E’ per queste ragioni che, se l’argomento “riesumazione Giuliano” catturerà l’attenzione popolare, parecchi altri tenteranno di appropriarsene: sempre e solo di soldi si tratta.

    Per quanto mi riguarda, non mancherò di segnalarLe tutte le eventuali ricostruzioni mendaci o parziali in cui dovessi imbattermi, e comunque so di chi sono i VERI meriti, e di questo non finirò mai di ringraziarVi.

    Cordiali saluti

    Renzo C

    • casarrubea ha detto:

      Caro Renzo, Bolzoni è un bravo giornalista. attento anche alle forme, oltre che alla sostanza. Penso (bisogna sempre pensare in positivo) che data l’ora in cui la trasmissione è andata in onda (6,45) e i tempi ristretti che aveva, abbia voluto essere sintetico. Bolzoni ha, comunque, la correttezza di riferire la fonte, sia pur genericamente; altri invece la rimuovono completamente e, quel che è peggio, deformano l’nformazione attribuendo ad altri titoli che non hanno. Ad esempio: abbiamo denunciato i fatti, dopo averli ricostruiti. C’era materia per riaprire un caso, grave per la nostra storia. Al contrario, molti si sono sempre limitati alle chiacchiere e al sentito dire e anche se hanno scritto qualcosa in passato, non hanno mai formulato una sola ipotesi e non hanno mai documentato con un solo documento quanto era nella voce popolare. Ma che vuoi? c’è chi vive per le scene nel mondo della finzione e chi vive e basta.

      • Renzo C ha detto:

        Egr. Dott. Casarrubea,
        ha ragione, forse mi sono accalorato un po’ troppo, ma è un mio difetto quando leggo o sento cose che non stanno né in cielo né in terra: c’è di peggio di Bolzoni, non c’è dubbio.
        Non è forse questo il luogo per discuterne, ma il sacro dio denaro ha fatto moltissimi danni anche nel mondo dell’ informazione, tanto che farsi un’ opinione obiettiva dei fatti è operazione ardua.
        Almeno la Storia, scritta con la passione per la ricerca e la dedizione di persone come Lei, ci fornisce le basi per comprendere – o almeno tentare – i fatti odierni.
        Purtroppo è Storia, quindi giocoforza non può essere attualità, e l’ attualità invece è spesso solo fiction e immagine, perchè chi ha il compito di raccontarla lo fa ponendo più attenzione allo spettacolo che ai fatti nudi e crudi.
        Forse è uno degli effetti espressi nella teoria del “modello di propaganda” di Herman e Chomsky, ovvero ciò che definiscono come il media bias (distorsione).

        Cordiali saluti

        Renzo C

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