Un papa mitico

Luca Immordino

Bisogna sempre discernere ciò che è buono e ciò che è cattivo senza rimanere
imprigionati in preconcetti o convinzioni.


In questi giorni non si è fatto altro che parlare della beatificazione di Karol
Wojtyla, ovvero di papa Giovanni Paolo II.*Si è verificato un bombardamento mediatico circa la sua condotta durante il suo
lungo pontificato; condotta che è stata spesso spacciata per assolutamente
positiva, senza il più delle volte addurre documentazioni o fatti oggettivi che
rafforzassero questa tesi assoluta di bontà infinita.

Data la vastità dei fatti accaduti durante il periodo in questione, ne
analizzerò brevemente solo tre, dei quali anche solo uno è bastevole per
giudicare negativamente il pontificato del predecessore di Benedetto XVI; fatti
che invito tutti a verificare perché non credo nello “ipse dixit”.

Carol Wojtyla

1) Il predecessore di Wojtyla, Papa Giovanni Paolo I (all’anagrafe Albino
Luciani) prima e durante il suo breve pontificato (un mese scarso stroncato da
una morte che ha destato molta perplessità) si scagliò contro la corruzione
nella Chiesa in merito alle implicazioni in sporchi traffici finanziari e
attaccando il cardinale Paul Marcinkus a causa dello scandalo del Banco
Ambrosiano Veneto. Questa determinazione contro i loschi traffici finanziari
cessò con l’avvento di papà Giovanni Paolo II che permise e appoggiò lo
sviluppo dello IOR (la banca vaticana) al vertice dei cui traffici vi erano
nomi del calibro di Paul Marcinkus, Roberto Calvi, Michele Sindona, Licio
Gelli, i quali erano infilati in affari illegali che coinvolgevano persino la
mafia (un esempio che è fonte di grande indignazione, è il fatto che fu
concessa la sepoltura al capo della banda della magliana Enrico De Pedis,
presso la basilica di Sant’Apollinare; il tutto è esplicativo dei forti
rapporti con l’eversione e la criminalità organizzata da parte della Chiesa).

2) Wojtyla avversò fortemente la teoria della liberazione, la corrente interna
alla Chiesa cattolica, che aveva riscontrato molto successo in America latina
in quanto si era scagliata contro le dittature e a favore dei poveri. Contro
esponenti di questa corrente Giovanni Paolo II scagliò il suo teologo Joseph
Ratzinger e isolò i suoi membri, alcuni dei quali vennero uccisi (esempio il
cardinal Oscar Romero che aveva solo la colpa di aver denunciato i crimini
della dittatura imposta per ragioni politico-economiche dagli Stati Uniti e
dalle multinazionali). Wojtyla appoggiò attivamente per ragioni geopolitiche,
le più feroci dittature latino-americane, un esempio è l’impegno fornito alla
luce del sole, a favore di Augusto Pinochet, uno dei più sanguinosi dittatori
che l’America ha conosciuto (addirittura le immagini di Wojtyla che benediva la
giunta governativa, hanno fatto il giro del mondo).

3) Il problema della pedofilia nella Chiesa che raggiunse il suo culmine
durante il pontificato di Giovanni Paolo II, mai risolto e spesso coperto.
Alcuni esempi: il cardinale Hans Hermann Groër, l’arcivescovo Julius
Paetz, il sacerdote Lawrence Murphy, l’alto prelato Edward Nowak, il reverendo
Marcial Maciel Degollado e purtroppo, tanti altri ancora.

Non conta l’autorevolezza di una persona, contano i fatti!

Questo papa seppe tessere rapporti dove prevalsero la ragion di stato più che i
nobili sentimenti.

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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3 risposte a Un papa mitico

  1. goccedivita ha detto:

    Semplicemente… grazie.
    E’ una gioia vedere che esiste ancora qualcuno in questo “Bel Paese” che non si basa su ciò che ascolta o ciò che gli fanno vedere ma va oltre, scavando dove molti non solo non ne hanno il coraggio, ma peggio ancora non ne hanno nessuna voglia.
    E come qualcuno disse: una menzogna non diventa una verità solo perché qualcuno la chiama storia.

    Nuovamente grazie.

    • domenico ha detto:

      e poi strano…lei è un ricercatore storico. alcune cose le conosce meglio di me. anche se la storia è spesso soggettiva.

  2. domenico ha detto:

    apprezzo sempre chi si prodiga a tener vive memorie personali, storiche etc…ma vorrei dire, con umiltà, che è necessario un lavoro molto accurato quando si parla di fatti storici. spero di essere un futuro storico. Non sentenzio sulla buona condotta del fu Giovanni Paolo II…al 100% , ma invito a non fermarsi a 4 pagine di “storia” che narrano le vicende delle dittature latinoamericane. Ci sono fior di documenti negli archivi di stato dei vari paesi, e non ultimo in quello dell’ONU. Consultate le “verità ufficiali” venute fuori dalle commissioni nate in questi paesi e vedrete. basta cn la storia di GPII connivente di Pinochet. Basta con l’assassinio di Mons. Romero. La chiesa cilena fu la prima a creare il vicariato della solidarietà. e il dissenso sulla teologia della liberazione non fu tale da portare all’omicidio di Romero. attenzione. inoltre leggetevi i maggiori quotidiani dell’epoca che riportano della famosa visita del papa in Cile…e ne scoprirete di belle. Sull’argentina invece…ne possiamo parlare. quella e una storia diversa. impariamo anche a contestualizzare i tempi. buon lavoro

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