Lo stivale dei forconi

forconi

Stanotte dovrebbero averla finita dandosi finalmente una calmata. Ma non è così, le asce non sono state sotterrate, si sentono da vicino ancora i tamburi degli accampamenti e si può osservare il corredo dei pennacchi di fumo nel cielo plumbeo di quest’inverno nero.

Stamattina tutto è peggio di prima. L’acqua, la pasta e altri generi di prima necessità scarseggiano nei supermercati; alle pompe di carburante si vedono lunghe code di persone con bidoni in mano. Gli spazzini continuano a non passare perché i loro furgoncini sono a secco, e i ragazzi non vanno a scuola perché c’è un freddo cane.

La Sicilia è stata messa a ferro e a fuoco, presa d’assedio. Ma finalmente abbiamo capito la differenza che passa tra uno sciopero ordinato e composto, e la sollevazione dei fantasmi, della paura. Cosa significa sentire i piedi di qualcuno sulla testa. Nel primo caso avverti la forza collettiva, hai rivendicazioni condivise, sei attento ai bisogni di tutti. Nel secondo no. Perché sei in un ingranaggio malevolo, perverso. Non sono i netturbini a scioperare e neanche i dipendenti dell’Ato Rifiuti, ma categorie lontane da casa tua.

Entrano e te la mettono sottosopra. E per te, che sei siciliano, questo è già troppo. Eppure devi chinare la testa perché sei abituato a farlo da secoli, e, in più, non scioperano tanto i padroncini, i piccoli proprietari di un camion. Sono i proprietari dei Tir,  i grandi padroni di bestiame, quelli che hanno sempre votato per Cuffaro o Lombardo che alzano i polveroni del disagio e della confusione. Il governatore della Sicilia ha venduto l’acqua dei monti Sicani alla Nestlè, eppure non si trova acqua al supermercato.

Alcuni prodotti di prima necessità si stanno riducendo a livello del grano ai tempi dell’ammasso. I baroni lo occultavano per fare lievitare il prezzo. Si dice che così i forconi rivendicano i diritti dei siciliani e fanno gli interessi collettivi. Molti s’accodano, magari plaudendo.

Le cose non stanno come appaiono. Quando uno sciopero, un blocco stradale, ferroviario o marittimo si risolve contro le famiglie, contro quelli che ogni giorno lavorano e devono recarsi al mercatino per risparmiare qualche soldo, non può che essere nocivo. Ieri una giovane insegnante ha collocato una tenda davanti alla sua scuola, non potendo viaggiare. Quando è il piccolo commerciante, l’artigiano, lo studente, il padre di famiglia, l’ammalato, il pensionato a pagarne le spese, qualcosa non funziona. E’ intuitivo che se uno sciopero ha effetti solo contro la popolazione e non su una ben chiara controparte, non solo qualcosa non funziona ma c’è dell’oscuro dietro.

Abbiamo assistito a furti di carburante, all’assideramento delle persone, a vetrine rotte e a incomprensibili discorsi improvvisati di signorotti che forse rappresentano solo se stessi. Li vediamo poi  in abiti da sera, allegri nei loro salotti, mentre la povera gente viene illusa. Ora si minaccia l’allargamento della “lotta” ad altre regioni d’Italia.

C’è o non c’è, allora, una strategia nazionale dentro la muraglia grigia del disagio sollevato in questi giorni? I pastori sardi se la intendono o no con i forconi siciliani, con gli allevatori lumbard e con altre categorie regionali? E tutte assieme sono o non sono attraversate dagli interessi corporativi di autotrasportatori, magnati della terra e delle produzioni agricole, proprietari di impianti zootecnici, vaccari e pecorai abituati da secoli a far pascolare i loro animali in terreni altrui, a disinvolte transumanze a costo zero? E se c’è una strategia, chi sono i fautori di un piano tanto diabolico da sovvertire il vecchio ordine democratico e costituzionale e persino la serenità dei comuni mortali?

il manifesto che gira tra molti aderenti a Forza Nuova (Facebook)

Alcuni dati sono trapelati. Si cominciano a conoscere, ad esempio, i legami dei Forconi con esponenti di Forza Nuova, con piccoli gerarchi neofascisti. Per quanto il capo dei forconi, Martino Morsello dica che non ha nulla a che fare con la politica, quanto da lui dichiarato  non tranquillizza proprio.

Almeno centomila organizzati – come afferma –  scenderebbero in campo a un suo fischio. Sua figlia, Antonella, è una dipendente di Forza Nuova  e qualcuno la dà come vera e propria ideologa del movimento. Forse sono dicerie. Ma non è diceria il fatto che gestisce la pagina Facebook dei Forconi e ha comunicato i nomi dei primi referenti regionali (quelli di Calabria, Lazio e Puglia) nominati direttamente da lei.  Pare che i primi referenti regionali siano tutti di Forza Nuova. Ci sarebbero Umberto Mellino per la Calabria, Antonio Mariani, responsabile Agricoltura di Forza Nuova di Frosinone, per il Lazio, e Fabiano Fabio di Foggia per la Puglia.

Tra gli aggiornamenti pubblici attivati dalla Morsello nella sua pagina Facebook c’è, al primo posto, un gruppo di oltre 1.200 iscritti che si identifica con il volto di Benito Mussolini.  Porta la dicitura “Movimento Sociale Italiano” e la seguente precisazione: “Lavora presso il Duce”. Chi sono questi 1.200 cavalieri dell’Apocalisse? Sanno o no che in Italia è un reato ricostituire il disciolto partito fascista, o addirittura lavorare per un dittatore anche se morto? E non è finita. Tra i simpatizzanti dei forconi c’è Giovane Italia, il movimento giovanile del Popolo della Libertà,  a suo tempo tenuto a battesimo, se non ricordo male, da Marcello Dell’Utri. Sono schierati tutti con “Forza d’Urto” la cui ideologia nelle pagine Facebook si ispira direttamente a Mussolini. L’ex duce è presentato come l’uomo che per primo pareggiò il bilancio dello Stato, senza ricorrere all’ Ici, all’ Irpef,  e a tasse varie come Irap, Tarsu e quant’altro. Questo spiega perché, durante lo sciopero di ieri a Palermo, uno studente che farebbe meglio a studiare di più e a manifestare meno, abbia bruciato la bandiera italiana, assunta a simbolo dello Stato e di una classe politica vista tutta in blocco come corrotta.

Ci fa piacere, perciò, che il procuratore della Repubblica Messineo abbia voluto aprire un dossier “per verificare eventuali intromissioni mafiose in questa specie di movimento che ci siamo venuti a trovare tra i piedi. E non solo per le dichiarazioni del presidente degli industriali siciliani. Ci pare doveroso dire che l’angolatura dello sguardo non potrà essere solo la mafia, ma un intrigo di forze oscure in cui, anche questa volta, come molte altre volte in passato, questo fenomeno, volenti o nolenti,  si è saldato ai gruppi eversivi di destra, per pescare, come sempre, nel torbido. Perciò, sarà pure estraneo a Cosa Nostra l’onorevole Roberto Fiore, cofondatore con Massimo Morsello di Forza Nuova, ma la loro collocazione politica ci pare poco rassicurante. Fiore, intervistato da Giuseppe Parente (v. blog di Ugo Tassinari) ha dichiarato:

“Il mondo della terra e quello dei padroncini e dei tassisti è filosoficamente vicino a FN. […] La nostra analisi ideologica è che il mondo liberalmarxista (purtroppo esiste ancora questa categoria) odia quelle categorie e le vuole morte, mentre noi vediamo in queste categorie, nella protezione dei corpi intermedi, nella rinascita del mondo della terra in particolare, il cuore della prossima Rivoluzione”. A parte la confusione tra rivoluzione e reazione, o meglio tra innovazione e conservazione, c’è da dire che dietro l’agitarsi dei forconi tridentati, c’è un’immagine deformata di Sicilia e di Nazione. La prima è ridotta alle sue scarne tre punte, declassata dal mito della terra dei giganti e delle sirene, dalla classicità goethiana, a oggetto oscuro di ribellismo medievale. La seconda è vista come una sommatoria di piccole corporazioni in ebollizione che tanto ci richiamano il tumulto dei Ciompi, gli antichi lavoratori della lana. Ma eravamo nel XIV secolo e si potevano capire. Oggi no. Solo Fiore ne è entusiasta quando oltre che ai forconi fa appello ai tassisti, ai camionisti e non si sa a quante altre singole e isolate categorie di lavoratori per scagliarle tutte contro le politiche del default di Draghi e di Monti. Ma come mai quell’avveduto uomo qual è Giorgio Napolitano non si è accorto prima della presenza nel nostro Paese di uno statista come Roberto Fiore? Oggi non si trova più in territorio inglese a contatto, dicono le cattive lingue, con i servizi segreti britannici, l’MI6, come pare abbiano scritto i redattori della Commissione parlamentare di Inchiesta sul razzismo e la xnofobia (1991). E forse non è neanche vero che Fiore abbia avuto qualche predilezione per Julius Evola e che sia stato cofondatore di Forza Nuova. Ma un paio di anni fa era o non era a Bergamo alla testa  di un manipolo di naziskin armati di mazze a inneggiare contro gli immigrati di quella città?

Ora, a proposito dei forconi dice: “Abbiamo la nostra proposta regina per la crisi e per queste categorie in difficoltà: la Moneta di Popolo. Anche in questo caso la sinistra, salvo qualche eccezione, non capisce.  Il sistema non ne può parlare perché la forza di questa tesi è disarmante e noi procediamo di città in città nella conquista di cuori e cervelli. Negli ultimi cinque giorni ho parlato di questo tema di fronte a centinaia di persone a Cremona e Chieti”.

Gli va dietro Martino Morsello,  “leader naturale dei Forconi”. Pare sia stata la stessa natura a fare di quest’uomo singolare un leader. “Con lui – precisa Fiore – c’è un rapporto di stima, è noto che sia intervenuto al nostro congresso e sua figlia è una militante attiva del Movimento. Nulla da nascondere, nulla da interpretare. Certo che anche qui i nostri detrattori avrebbero capito qualcosa in più se fossero venuti al nostro Congresso. Un Congresso che ha visto 10 delegazioni straniere e personaggi di tutti i settori parlare di un Italia che non muore e che emergerà combattiva nei prossimi mesi”.

Speriamo bene. Per ora ci basta sapere che Fiore fu denunciato per associazione sovversiva. Faceva parte di Terza Posizione (fonte: Osservatorio sul razzismo). Il che ci spiega molte cose, anche se all’epoca era poco più che un ragazzo.

Giuseppe Casarrubea

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Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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11 risposte a Lo stivale dei forconi

  1. giovanni giannone (Modica) ha detto:

    prof. Casarubbea, grazie
    il 18 gennaio ho pubblicato un articolo su http://www.Agoravox.it dal titolo:” in Sicilia nessuna rivoluzione. Ecco chi c’è dietro”. Sono stato il primo in Italia a schierarmi contro, a lanciare
    l’allarme sugli ispiratori occulti, (se fossero solo i fascisti, mi preoccuperei di meno, ma in Sicilia non muove foglia che mafia non voglia). Sono stato massacrato, come lei può ben immaginare.
    Per due giorni mi sono sentito solo. Poi è venuta la voce autorevole di Sonia Alfano, e infine la Sua, che mi ha confortato molto, grazie.

  2. samina ha detto:

    Grazie. Avremmo bisogno, piuttosto che di manifestazioni indegne come questa, di uno sciopero alla rovescia, come quello che grazie a Danilo Dolci consentì la costruzione della diga sullo jato. Quella sì che sarebbe una protesta efficace, e ciascuno sarebbe responsabile del cambiamento. Grazie per rappresentare sempre una luce in quest’oscurità così densa.
    Daniela Thomas

  3. Giuseppina Ficarra ha detto:

    nuovi elementi da valutare movimento rivolta in Sicilia

    - IMPORTANTISSIMO COMUNICATO ONDA D’URTO. MARIANO FERRO: 1* Comunicato Ufficiale Martino Morsello è pregato di chiarire la sua posizione nei confronti delle voci che lo danno vicino a Forza Nuova, io e Mariano Ferro fondatori del movimento prendiamo le distanze da Morsello e Forza Nuova. (Giuseppe Scarlata)
    2° Comunicato Ufficiale
    Ci dissociamo da Forza Nuova e da qualsiasi forma di fascismo sia io che Mariano Ferro, siamo contro queste ideolo…gie e i soggetti che li mandano avanti e fino a quando non capiamo da dove viene la strumentalizzazione che ruota attorno al MOVIMENTO DEI FORCONI gli unici a diffondere notizie ufficiali sono Giuseppe Scarlata e Mariano Ferro. LE ALTRE CONSIDERATELE NULLE.

    3° Comunicato Ufficiale
    Ci dissociamo da tutti i movimenti dei forconi che stanno nascendo in tutta Italia non coordinati dal vero movimento dei forconi siciliani che a livello nazionale è legato solo al movimento pastori sardi e in sicilia ha solo due portavoce: Giuseppe Scarlata e Mariano Ferro.

    4° Comunicato Ufficiale
    “Stiamo andando alla polizia postale con tanto di nomi e cognomi per denunciare gente di Forza Nuova che su facebook sta facendo nascere profili di FN legati al Movimento dei Forconi. Questa è una cosa che non è sopportabile.” (Mariano Ferro a SKY tg24)

    Comunicati e manifesti della rivolta siciliana.

    «È INIZIATA LA RIVOLUZIONE IN SICILIA! STANOTTE TUTTI I TIR AI PRESIDI! GRIDIAMO FORTE L’INDIGNAZIONE CONTRO UNA CLASSE POLITICA DI NEPOTISTI E LADRONI! ».

    «IL SISTEMA ISTITUZIONALE È AL COLLASSO! I POLITICI RUBANO A DOPPIE MANI, E LO STESSO FANNO I BUROCRATI. LA RIVOLTA DEI SICILIANI È NECESSARIA E URGENTE. A MORTE QUESTA CLASSE POLITICA COME SI È FATTO CONTRO I FRANCESI CON IL VESPRO!».

    «NELLE PROSSIME ORE I MANIFESTANTI AGIRANNO CON MANIERE FORTI PER CHIEDERE AL GOVERNO REGIONALE I PROVVEDIMENTI ADEGUATI. IL 70% DEL COSTO DEL CARBURANTE È TASSA CHE ALIMENTA GLI STIPENDI DI POLITICI CORROTTI E MAFIOSI. LA RIVOLTA DIVENTERA’ NAZIONALE».

    «IL MOVIMENTO CHIAMA A RACCOLTA TUTTI I SICILIANI PER LIBERARE LA SICILIA DALLA SCHIAVITU’ DI QUESTA CLASSE POLITICA!».

  4. LUIGI FICARRA ha detto:

    E’ un’analisi moto ben documentata, che condivido in pieno, anche per il giudizio che viene dato sulla politica del default di Draghi e Monti, che invero proprio ad esso ci conduce dritti.
    Tu, che ne sei grande conoscitore e che hai dato contributi di notevole approfondimento storico sull’argomento, avresti potuto porre un’analogia fra questo movimento dei Forconi, vicinissimo al Partito del Sud -(che ha come ideologo il poco serio Pino Aprile e come capo politico il capace Salvatore Lombardo) -, ed il lontano MIS ed il suo EVIS. MIS nel quale era presente il bandito Giuliano, la mafia e tutta.la reazione siciliana.; ed al quale, così come accade oggi col movimento dei Forconi, guardarono allora con simpatia, vittime della reazionaria cultura del sicilianismo, anche piccoli intellettuali genericamente di sinistra, romantici e massimalisti.
    Secondo me dovresti dare questo contributo di approfondimento, perché hai gll strumenti conoscitivi e culturali più avanzati per farlo.

    luigi ficarra (Padova)

  5. pietro ancona ha detto:

    da sempre gli scioperi e le agitazioni hanno prodotto disagi alla popolazione. Se scioperano i ferrovieri quanti viaggiano ne traggono un disagio. Se scioperano gli insegnanti idem e così dicasi per quanti esercitano il loro diritto alla protesta sospendendo l’attività alla quale sono dediti. Se poi queste persone scoraggiano il crumiraggio o invitano altri ad aderire con modi che possono sembrare violenti anche questo fa parte della lotta e delle sue conseguenze. La lotta ha anche aspetti sgradevoli ma è assai più sgradevole una crisi generale dell’agricoltura siciliana costretta a vendere alla filiera mafioso-liberista che arriva alle Coop ed alla grande distribuzione mandarini arance a 5 centesimo il chilo o il frumento a 10 centesimi ( ci vogliono dieci chili di frumento per pagarsi una tazzina di caffè). Se il movimento è infiltrato o controllato dalla destra bisogna chiedersi perchè non è infiltrato o controllato dalla “sinistra” ed io aggiungo: c’è ancora una sinistra? Liquidare i movimenti del popolo siciliano o del popolo sardo come jacquerie o come movimenti di destra è sommamente stupido e obbedisce alla logica che si sono imposti i partiti per non disturbare il governo del tronfio vuoto livido governor dell’Italia Monti che lavora giorno e notte per distruggere la civiltà del lavoro e del diritto che i lavoratori italiani erano riusciti a conquistarsi in tanti decenni di lotta. Chiunque criminalizza il movimento per la sua connotazione “fascista” o “forza novista” fa propaganda a queste forze e gli regala un atto della vicenda politica siciliana che va letto in modo assai diverso. Purtroppo come è stato fatto morire dal Potere il movimento dei pastori sardi anche questo siciliano sarà fatto morire da governi e partiti anche quelli che si qualificano di sinistra per mancanza di risposte. Risposte non ne avremo e questo potrà portare o ad una profonda e secolare rassegnazione o ad una esplosione rivoluzionaria perchè la gente è arrivata al capolinea. L’anno scorso solo tra i lavoratori licenziati ci sono stati 400 suicidi. E’ così che dobbiamo andare avanti?

    • placido ha detto:

      Chi oggi protesta prima ha alzato la testa con dignità e furbescamente si è comportato senza tenere in conto gli altri: false assunzioni in agricoltura solo per la disoccupazione, evasione fiscale al 100%, abusivismo edilizio, galoppinaggio elettorale, consumismo sfrenato, imprenditoria assistita, truffe all’U.E., sfruttamento degli immigrati, etc. etc.
      Ed i loro capi: si preparano a prendere il posto dei Cuffaro, dei Lombardo, dei vecchi della politica siciliana; vogliono cambiare tutto affinché nulla cambi!

  6. placido ha detto:

    Finalmente, cominciamo a dire le cose per come stanno. Non ne posso più di vedermi bloccato da questi disperati, utilizzati come massa d’urto da personaggi inquietanti, mossi solo dai propri interessi egoistici e corporativi, gli stessi che hanno curato per decenni affollando le segreterie dell’onorevole di turno!

  7. s ha detto:

    Sono d’accordo con Casarrubea, la vicenda ha aspetti molto inquietanti e spaventosi.
    Grazie per la sua opera di verità

  8. Salvatore (Palermo) ha detto:

    E’ del tutto evidente che se scende in campo la media borghesia siciliana (proprietari di aziende agricole e zootecniche, proprietari di aziende marittime, proprietari di aziende di trasformazione del pesce, proprietari di aziende dei trasporti) che subisce i colpi della crisi capitalistica e della riduzione dei finanziamenti regionali, statali e dell’Ue la direzione inevitabile del movimento è a destra (separatista, fascista……). Ma proprio per questo è necessario, urgente, la scesa in campo del moviemnto operaio, degli studenti.
    Devono essere i comunisti rivoluzionari a rilanciare la necessità della rivoluzione contro la borghesia mafiosa, le banche, il padronato anche “onesto”, il governo regionale e quello nazionale: o la classe operaia scende in campo aggregando un blocco sociale che comprende i disoccupati, i precari, il sottoproletariato e i povere delle città e dei paesi, gli studenti e gli strati medi inferiori (la piccola borghesia) oppure saranno le forze di destra a scendere in campo e dirigere il movimento verso uno sbocco reazionario (separatismo, sicilianismo, fascismo).
    Le forze della sinistra politica (PCL, FdS), sindacali (sinistra CGIL, USB, COBAS), di movimento (Comitati per l’acqua pubblica, a difesa dei servizi pubblici, per il lavoro, ecc) devono costruire un fronte unico di lotta anticapitalista. La FdS deve rompere con i partiti borghesi (IDV, PD).
    Il lamento e la passività non servono a nulla: è ora di agire, di muoversi, non c’è più tempo! serve organizzazione, azione politica cosciente, programma transitorio.

  9. ff0rt ha detto:

    Protestare contro il governo centrale senza criticare apertamente quello locale mi sembra poco coerente, considerando soprattutto com’è stata maltrattata la regione Sicilia dai suoi stessi politici. Chiedere prezzi bassi del gasolio risolve forse un problema contingente, ma non apre prospettive. Ma forse, il primo ad essere male informato sono proprio io.

  10. gaspare lo grasso ha detto:

    gasptrapp:
    condivido il fastidio per questo sciopero (credo di essere, nel mio piccolo, uno tra quelli maggiormente danneggiati dal blocco) tuttavia mi e vi pongo alcune domande:
    Perchè a sinistra non siamo riusciti a cogliere i segnali di sofferenza di un mondo produttivo che da anni è ridotto alla disperazione (tutti quanti: artigiani, agricoltori etc…) e abbiamo lasciato che gli stessi responsabili della malapolitica siciliana (mi pare che qui ha quasi sempre comandato la destra e la mafia!) per interposta persona cavalchino la tigre?
    Perchè a sinistra non si è stati capaci di selezionare una classe dirigente capace di cogliere il disagio sociale e dare risposte a leggittime domande di attenzione.?
    Perchè a sinistra non siamo stati capaci di capire che chi fà impresa a volte non è un brigante?
    Perchè almento una volta invece di demonizzare non cerchiamo di capire?

    Forza nuova, mafiosi, facinorosi, violenti e sfaccendati riescono ad occupare spazi (vere e proprie immense praterie) lasciati liberi da una classe politica, perdonatemi, di poveri puffetti nominati.
    cordialità

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