Alida Valli come Mata Hari?

ALIDA VALLI 1946 

QUATTRO DOCUMENTI

DEI SERVIZI SEGRETI STATUNITENSI

STRATEGIC SERVICES UNIT (SSU)  

COUNTER INTELLIGENCE CORPS

(CIC)

*** 

NARA 

NATIONAL ARCHIVES AND

RECORDS ADMINISTRATION 

COLLEGE PARK

MARYLAND 

STATI UNITI D’AMERICA

 

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Alida Valli

DALLO STRATEGIC SERVICES UNIT (SSU, ITALIA) ALL’SSU DI WASHINGTON, “ALIDA VALLI”, 1 AGOSTO 1946, SEGRETO, NARA (COLLEGE PARK, MARYLAND), RG 226, ENTRY 108A, BOX 233, FOLDER JRX-4040.

Alleghiamo i rapporti n. 1 e n. 2, che contengono informazioni supplementari sul Soggetto (già inoltrate nei memorandum Jzx-6857 e Jzx-6858). Gli allegati comprendono tutte le notizie reperibili e provengono da ogni fonte possibile presente in questo Teatro di Operazioni.

Si è riscontrata, ad un certo punto, una qualche confusione in merito al caso. Il Soggetto, infatti, era stato erroneamente identificato con un’altra donna che le somigliava molto, a Bergamo, e che doveva essere paracadutata nell’Italia liberata [nel 1944-‘45]. Al contrario, all’epoca, il Soggetto si trovava a Roma in stato interessante. L’errore è stato accertato (nel periodo in cui il Cic aveva raccomandato di negare al Soggetto il visto di entrata negli Usa, l’informazione inesatta era già stata scartata).

Non siamo in possesso di informazioni secondo le quali il Soggetto avrebbe collaborato con l’Office of Strategic Services (Oss) sotto qualsiasi forma.

*** 

“ALLEGATO N. 1: DE MEJO ALIDA, ALIAS VALLI ALIDA, RICHIESTA DI VISTO”, COUNTER INTELLIGENCE CORPS (CIC), ROMA, 19 FEBBRAIO 1946, SEGRETO, NARA (COLLEGE PARK, MARYLAND), RG 226, ENTRY 108A, BOX 233, FOLDER JRX-4040.

All’inizio del 1946, i Servizi militari americani in Italia (il Cic) indagano sul passato di Alida Valli. L’attrice ha inoltrato richiesta di visto all’ambasciata americana di Roma per poter recarsi a Hollywood, in California (ha un contratto con il potente produttore cinematografico David O. Selznick). Gli agenti americani scrivono di aver consultato gli schedari romani dell’Ufficio “Z” dello Special Counter Intelligence (Sci/Z), diretto dal maggiore americano James J. Angleton, nonché quelli dell’Arma dei Carabinieri e della Questura della capitale. “I risultati non sono positivi” afferma il Cic.

[…] Il rapporto n. 730/130 dello Special Counter Intelligence,  datato 12 luglio 1944, indica che il Soggetto – Valli Alida, un’attrice cinematografica di spicco – era in contatto con Bernasconi Giuseppe, il capo di un gruppo di Ss che integrava la componente esecutiva del “Quinto Gruppo” dell’Sd [lo Sichereitsdienst, i servizi segreti nazisti], comandato da Agostini Antonio.

Secondo un organigramma compilato dalla “Squadra speciale di polizia” del ministero dell’Interno della Rsi, in possesso di questo Ufficio, una certa Alida Vali [sic] era una confidente di Giuseppe Bernasconi, il capo della squadra. Questo gruppo si dedicava allo spionaggio, al controspionaggio ai danni degli antifascisti e dei comunisti e operava anche contro gli Ebrei. In generale, la squadra speciale [di Bernasconi] era una controparte (composta integralmente da elementi italiani, sotto l’egida del ministero dell’Interno della Rsi) del gruppo Agostini, che operava agli ordini dell’Sd germanico.

Raccomandazioni: in virtù del fatto che il Soggetto era affiliato ad un gruppo attivo dell’Sd, si raccomanda che gli sia negato il visto di entrata negli Usa.

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“ALLEGATO N. 2: DE MEJO ALIDA, ALIAS VALLI ALIDA, RAPPORTO DEFINITIVO”, COUNTER INTELLIGENCE CORPS (CIC), ROMA, 26 MARZO 1946, SEGRETO, NARA (COLLEGE PARK, MARYLAND), RG 226, ENTRY 108A, BOX 233, FOLDER JRX-4040.

[…] Gli archivi del Cic mostrano che il Soggetto [Alida Valli] manteneva relazioni con Trinchero Giulio, confidente dell’Ovra e del Kommando 190 (Abwehr). Tale informazione ci è stata confidata dalla moglie di Trinchero, senza fornire ulteriori dettagli in merito alla natura del rapporto che intercorreva tra i due.

I documenti dell’Italian Army Intelligence (Iai) e del Rome Area Allied Command (Raac) rivelano che nel gennaio del 1944, stando a un rapporto della Sezione Calderini [un’unità del Servizio Informazioni Militare – Sim – che operava a Napoli, dalla fine del 1943, sotto il controllo dei Servizi anglo-americani], si è aperta  un’indagine per appurare l’ampiezza della collaborazione nazifascista tra il Soggetto, Ferida Luisa, Valenti Osvaldo e Duranti Doris (nei nostri archivi, non si riscontrano ulteriori dettagli su tale indagine). Inoltre, gli archivi mostrano che, tramite il regista cinematografico [Carmine] Gallone, il Soggetto ha incontrato  Bruno Mussolini e ne è divenuta l’amante nel 1938. Probabilmente, la medesima cosa si è verificata con Vittorio Mussolini. Il Duce in persona si è interessato al Soggetto, nel tentativo di favorire, per suo tramite, la carriera artistica della sorella di Clara Petacci, Maria.

In merito ai sospetti secondo i quali il Soggetto era in contatto con Bernasconi Giuseppe, gli agenti di questo Ufficio hanno ottenuto le seguenti, ulteriori informazioni.

Bisogno Ernesto – internato presso il campo “R” [“Recalcitrant Fascists”] di Terni, ex membro del “Quinto Gruppo Agostini” (Sd) associato a Bernasconi – ha affermato, durante un interrogatorio svoltosi il 18 marzo scorso, che Valli Alida conosceva Bernasconi; che era l’amante di Bruno Mussolini, deceduto in un incidente aereo [nel 1941, a Pisa]; che il nome della Valli circolava nell’ambiente di Bernasconi; che le loro idee politiche [della Valli e di Bernasconi] coincidevano. Bisogno ha poi aggiunto che la Valli desiderava suicidarsi dopo la morte di Bruno Mussolini. Ha scelto, invece, di darsi alla cocaina e all’alcol.

I documenti della Questura di Roma e del Commissariato di Ps del quartiere Flaminio (Roma) forniscono i seguenti dettagli sul passato del Soggetto. 

E’ nato a Pola con il nome di Altenburger Alida.

Dal 1931 al 1938 ha vissuto a Como, dove il padre insegnava filosofia in un liceo.

Nel settembre del 1938, mentre risiedeva in via Pompeo Magno n. 5, a Roma, ha ottenuto un passaporto per viaggiare in Europa e in Egitto.

Nel dicembre del 1939, mentre risiedeva in via Eustachio Manfredi n. 9, ha ottenuto un passaporto per recarsi in Svezia. E ciò tramite i buoni uffici di Bruno Mussolini, il quale aveva ordinato al presidente del “Parioli Sport Club”, De Gennaro (un noto fascista), di chiedere ad Ariemma (che vegliava sulla sicurezza del Duce con una squadra speciale) di intercedere presso il ministero dell’Interno e la Questura di Roma. In seguito, la Valli si è recata in aereo a Berlino e poi in  Svezia.

Nel luglio del 1942, la Valli ha rinnovato il suo passaporto per la Germania ed ha girato un film per la Tobi Film.

Di ritorno in Italia, si è trasferita in un appartamento in via Monte Parioli 14, dove ha vissuto assieme alla madre, Obrekar Silvia (quest’ultima, nel settembre del 1943, ha ottenuto un permesso speciale per poter risiedere a Roma).

Riportiamo di seguito ulteriori dettagli sulla vita personale del Soggetto.

Tra il 1942 e il 1943, è diventato l’amante di Bevione Franco, figlio del noto senatore fascista Bevione Giuseppe. Tuttavia, la famiglia non approvava la relazione. La Valli ha poi incontrato Goldschmidt Franco (cognato di Bevione Franco), il quale, a sua volta, l’ha presentata a De Mejo Oscar. La Valli ha chiesto allora a De Mejo di aiutarla a persuadere Bevione Franco a sposarla. La cosa, però, non è andata in porto e la Valli è diventata l’amante di De Mejo. Poco dopo [nel 1944], ha sposato De Mejo, di professione giornalista, compositore e musicista. Secondo la polizia italiana, De Mejo era un fascista.

Stando a una ex domestica, la Valli aveva come amanti Bevione Franco, Furst Renzo (Genova) e un certo Cognasca [sic], un industriale.

Un confidente ha affermato che il Soggetto era un membro del Partito fascista. In un’occasione, la Valli è stata convocata dalla federazione del Partito fascista repubblicano (Pfr), nella sede di Palazzo Braschi (Roma), ed ha donato 20.000 lire a questa organizzazione. 

Una sera, verso le 23.00, un ufficiale della polizia tedesca ha bussato alla porta di casa del Soggetto. La madre, però, lo ha informato che la Valli non era a casa. Dopo aver congedato il tedesco, la signora Obrekar ha commentato con la domestica: “E’ un bravo ragazzo.”

Durante l’occupazione tedesca di Roma, il Soggetto si è allontanato da casa per due mesi. Si ignora dove si trovasse. Il Soggetto ha spiegato l’assenza affermando di essersi nascosto a casa di amici. Temeva infatti che i tedeschi lo portassero con loro al Nord. In seguito, la Valli ha trascorso un mese all’hotel Excelsior perché, a suo dire, aveva paura dei bombardamenti.

Da informazioni provenienti da persone che conoscevano bene il Soggetto, emergono i seguenti elementi:

frequentava gli ambienti tedeschi e del Pfr;

era un membro del Partito nazionale fascista (Pnf), un fatto inusuale per una donna e non imprescindibile per la  sua carriera;

non ha raggiunto il Nord assieme ai tedeschi, al contrario di altri attori e attrici. In apparenza, si sentiva sicuro in Roma;

si dice che ricevesse 15.000 lire al mese da Bernasconi, come compenso per i servizi resi (l’interrogatorio di Bisogno Ernesto, condotto dal Combined Service Detailed Interrogation Centre – Csdic – indica che il Soggetto era in contatto con Bernasconi). Si dice, inoltre, che il Soggetto riscuotesse grosse somme di denaro dai tedeschi.

Commento dell’agente 

Sembra che le attività del Soggetto fossero motivate dai seguenti fattori:

le sue effettive convinzioni nazifasciste, collegate all’appoggio a questa causa;

la promozione della sua carriera cinematografica.

Le attività della Valli confermano le affermazioni sopra indicate. Le informazioni contenute in questo rapporto sono state ottenute tramite fonti molteplici, le quali sono da considerare attendibili e, in apparenza, non motivate da pregiudizi e da rancori.

*** 

“DE MEJO ALIDA, ALIAS VALLI ALIDA, ALTENBURGER ALIDA, VIA BRUXELLES 53, INTERNO 7, ROMA. RAPPORTO CONCLUSIVO”, COUNTER INTELLIGENCE CORPS (ROMA), 11 DICEMBRE 1946, CONFIDENZIALE, NARA, RG 226, ENTRY 174, BOX 243, FOLDER 148.

In seguito alla lettera inviata l’11 novembre 1946 dal console statunitense J. F. Huddlestone (Roma) al capitano Philip J. Corso (G-2, Raac) – missiva con la quale si richiedevano informazioni aggiuntive, al fine di chiudere il caso –, l’agente supervisore di questo Ufficio [il capitano Philip J. Corso] ha affidato l’indagine all’agente sottoscritto.

Un rapporto precedente si era occupato della presunta collaborazione offerta dal Soggetto ai fascisti e ai tedeschi nel periodo che va dall’8 settembre 1943 al 4 giugno 1944, nonché del presunto sostegno fornito dal Soggetto ai suddetti. […] Le informazioni contenute in detto rapporto erano state ottenute tramite i servizi segreti italiani, i carabinieri e la polizia. Il rapporto aveva affrontato le attività del Soggetto con procedura di routine, in concomitanza con un centinaio di casi affini. 

In virtù degli sforzi tenaci e scrupolosi messi in campo dall’avvocato del Soggetto – il signor B. Meredith Langstaff, legale rappresentante degli interessi del produttore [David O. Selznick] del Soggetto – sono emerse prove in grado gettare un po’ di luce (nonché qualche ombra) in merito ad alcuni aspetti negativi collegati al nome del Soggetto.

E’ stata quindi richiesta un’indagine più dettagliata e oggettiva, in grado di fugare ogni dubbio in rapporto alla colpevolezza o all’innocenza del Soggetto. 

In specie, l’agente supervisore ha chiesto che tutte le fonti informative utilizzate in precedenza fossero nuovamente verificate, in maniera accurata.

I risultati dell’indagine, condotta personalmente dal sottoscritto, sono i seguenti:

a)    Il Partito fascista repubblicano

La Valli non era considerata un membro del Pfr. Il suo nome non compariva negli elenchi degli iscritti. L’unica tessera ottenuta dalla Valli era quella della Federazione dello Spettacolo, che però non aveva alcuna valenza politica. Il suo nome era inserito in una lista di attori, compilata dalle autorità della Rsi, da trasferire al Nord. Tuttavia, il Soggetto non ha obbedito alla richiesta ed è rimasto a Roma;

 b)    I rapporti con Bruno Mussolini

Secondo Carmine Gallone, che ha diretto l’attrice in diversi film, l’intimità tra Bruno e Alida era solo una delle tanti voci che circolavano sul Soggetto. Gallone afferma che la Valli si è tenuta lontana dai riflettori durante l’occupazione tedesca di Roma, nel 1943-‘44. La Valli ha incontrato Bruno tramite il suo fidanzato, Carlo Cugnasca, che faceva parte dello stesso squadrone aereo del figlio del Duce. Grazie all’intercessione di Bruno, la Valli ha ottenuto un passaporto per recarsi in Svezia tra il dicembre del 1939 e il febbraio del 1940. Carlo Cugnasca ha perso la vita durante un’azione aerea nei cieli nordafricani, nell’aprile del 1941; 

c)     Il film in Germania

Nel luglio del 1942, la Valli è stata prestata alla Tobi Film per girare un film a Berlino, “I Pagliacci”. E’ stata realizzata sia la versione tedesca sia la versione italiana della pellicola. La Valli non ha preso parte alla versione tedesca (non parla la lingua). Durante il soggiorno in Germania, afferma di non aver svolto attività politica o propagandistica, giacché temeva di essere trascinata nella vita politica. In nessun modo, a suo dire, ha mai espresso il desiderio di immischiarsi nella propaganda fascista o in quella tedesca; 

d)    La collaborazione con Giuseppe Bernasconi

Bernasconi afferma di non conoscere la Valli (se non per i suoi film) e di non aver mai avuto contatti di natura politica con lei;

Ernesto Bisogno, un ex internato presso il campo di prigionia alleato di Terni, afferma di aver soltanto ripetuto le voci che circolavano sulla Valli. Bisogno non l’ha mai incontrata e ignora se vi siano mai stati rapporti tra Bernasconi e la Valli;

 

e)     La collaborazione con Giulio Trinchero

Un successivo rapporto sulle possibili connessioni tra Trinchero e la Valli, ha scagionato quest’ultima da ogni collegamento con Trinchero. Era una donna che assomigliava alla Valli – non la Valli – ad intrattenere rapporti con il gruppo di Trinchero;

 

f)      La donazione al Pfr (Palazzo Braschi, Roma)

Il 5 ottobre 1943, la Valli è stata convocata a Palazzo Braschi per donare una somma di denaro al Pfr. Si suppone che i giornali abbiano pubblicato, due giorni dopo, una lista contenente i nomi dei benefattori e  l’ammontare delle somme offerte. Il contributo elargito dalla Valli a Carlo Franquinet è stato di 10.000 lire. A tutte le  persone che disponevano di beni veniva chiesto di donare del denaro, a seconda della loro posizione e della loro disponibilità. I soldi venivano versati per paura o per convinzione. La Valli sostiene che il denaro veniva elargito per paura. E’ vero, inoltre, che non ha mai partecipazione a film di propaganda o a pubbliche manifestazioni [nazifasciste]. Elementi, questi, ulteriormente confermati dal rifiuto della Valli di obbedire alla richiesta [delle autorità della Rsi] di lasciare Roma per Venezia, assieme ad altri attori e attrici. Al contrario, ha preferito nascondersi a casa di amici (la famiglia Leonardi) in piazza Pitagora. La Valli ha ripreso il suo lavoro di attrice solo in seguito all’arrivo degli Alleati a Roma;

g)    Le visite dei tedeschi o dei fascisti a casa della Valli

Non vi è alcuna conferma al fatto che noti ufficiali tedeschi o fascisti abbiano mai frequentato regolarmente la casa della Valli, con la sola eccezione di un controllo effettuato dalle autorità per appurare chi possedesse un garage o un’automobile. Quella volta, Alida non era a casa. E’ stata sua madre a parlare con l’ufficiale che aveva bussato. La signora ha poi commentato con la domestica che l’ufficiale era stato molto cortese. 

 

Questo rapporto non intende entrare nella vita amorosa di Alida Valli e rivelarne gli aspetti intimi e privati. Tali elementi non hanno alcuna attinenza con l’oggetto in questione, ossia i rapporti della Valli con i fascisti della Rsi o con i tedeschi.

Per quanto riguarda la sua reputazione morale, occorre dire che la maggior parte delle informazioni denigratorie  sulle sue numerose storie d’amore è costituita dalle voci che solitamente circondano un’attrice famosa.

Da un lungo interrogatorio di Antonio Agostini, attualmente detenuto a Forte Boccea, è emerso che il prigioniero aveva ricevuto rapporti dai suoi agenti, secondo i quali la Valli – che era poco stimata e giudicata inaffidabile – affermava di aiutare agli Alleati. Sono state ottenute prove che confermano l’aiuto prestato [dalla Valli] ai militari alleati che erano nascosti in via Clitunno, a Roma, durante l’occupazione tedesca della città.

Molto tempo è trascorso e, di conseguenza, è risultato difficile ottenere dati ineccepibili. Tuttavia, stando alle notizie reperite dal sottoscritto tramite diverse fonti fiduciarie, è improbabile che vengano alla luce ulteriori informazioni calunniose in merito alla Valli.

Dopo attenta valutazione dei fatti sopra esposti, il Soggetto non è da considerare una minaccia alla sicurezza. Questo Ufficio, quindi, non manifesta alcuna obiezione all’ingresso di Alida Valli negli Stati Uniti d’America, affinché possa onorare il contratto stipulato con il produttore cinematografico David O. Selznick.

George A. Zappalà,

agente speciale (Cic).

***

Archivio Casarrubea

Mario J. Cereghino

19 dicembre 2011

mariocereghino@hotmail.com

+39 338 4257736 

***

 

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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2 risposte a Alida Valli come Mata Hari?

  1. domenico maniscalco ha detto:

    Documento molto interessante.

    • Sabatino Salvi ha detto:

      Si, interessante. Ma come dice l’estensore del rapporto George A. Zappalà non si può parlare di attività tale da pregiudicare il suo ingresso negli States. Non parliamo poi di Mata Hari

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