Nota dello spionaggio tedesco sulla posizione del papa durante la guerra

Attacco tedesco durante lo sbarco a Gela, 11 luglio 1943

Na/Uk, gfm 33/403, segreto.

TITOLO: Rapporto inviato da Ernst Kaltenbrunner (capo della Sipo e dell’Sd, Berlino) a Joachim Von Ribbentrop (ministro degli Esteri, Berlino).

16 dicembre 1943

Oggetto: la posizione del Papa in rapporto all’attuale situazione bellica e allo Stato nazionalsocialista. 

Un confidente attendibile e competente – noto al Papa dai tempi in cui questi era Nunzio apostolico a Monaco – ha soggiornato a Roma tra il 14 e il 19 novembre 1943, quale inviato speciale del Nunzio [della Santa sede a Monaco] e su incarico del cardinale Bertram. Nel corso di un colloquio di un’ora con questo confidente, il Papa ha parlato ampiamente dell’attuale situazione e dei rapporti tra il Vaticano e il Reich tedesco. Secondo la relazione del confidente, egli ha sostenuto le seguenti posizioni:

[…] il Papa ha rilevato che la situazione – in specie nell’Italia del Sud – scivola sempre piu’ a sinistra. […] ecco le sue testuali parole: “noi siamo molto preoccupati perche’ risulta evidente che l’influenza della massoneria prende sempre piu’ corpo nella nuova situazione venutasi a creare nell’Italia meridionale. Siamo turbati anche perche’ il comunismo si sviluppa in maniera allarmante in tutta l’Italia, e purtroppo anche a Roma. In tal senso, abbiamo ricevuto informazioni molto inquietanti dal Sud ma anche dalle citta’ industriali dell’Italia settentrionale (Bologna, Milano, Torino e Genova). Noi temiamo il peggio, nel caso in cui la Germania sia costretta a sgomberare il campo [a ritirarsi dall’Italia]”.

L’incarico – conferito al confidente da parte di Bertram – di chiedere al Papa un giudizio sulla situazione attuale e, possibilmente, una valutazione sul suo prevedibile sviluppo, ha fornito al Papa l’occasione di manifestare le seguenti osservazioni:

“al giorno d’oggi, la guerra volge a sfavore della Germania, e cio’ a causa della pesante superiorita’ di mezzi delle potenze nemiche [Usa, Gb e Urss] nonche’ per l’allargamento del conflitto. E’ verosimile che gli avvenimenti militari e politici precipitino nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Tenendo in conto la linea esercitata dalle potenze nemiche nei confronti della Germania nazionalsocialista [la richiesta di resa incondizionata], il Papa ha scarse speranze di riuscire ad arrivare ad un accordo di pace in qualche modo tollerabile dalla Germania. Fin dallo scoppio della guerra, egli si e’ prodigato tenacemente per il ristabilimento della pace, e cio’ in misura molto piu’ ampia di quella nota all’opinione pubblica. Egli segue lo sviluppo della situazione interna tedesca con la massima preoccupazione. E’ convinto che anche qui [in Germania] il comunismo avanzi con forza e, in specie, considera straordinariamente pericolosi i 12 milioni e mezzo di lavoratori stranieri”.

In riferimento agli attacchi terroristici [i bombardamenti angloamericani sulla Germania], il Papa ha pronunciato con forte emozione le seguenti parole:

“noi la autorizziamo esplicitamente a comunicare a tutti  che il popolo tedesco e’ da sempre nei nostri cuori. La nostra ansia e’ rivolta al popolo tedesco, ora il piu’ provato fra tutte le nazioni. Noi abbiamo sempre espresso apertamente il nostro affetto per la Germania, al punto che abbiamo spesso interrotto le nostre udienze private affinche’ i membri delle forze armate tedesche – che desideravano essere ricevuti da noi – non facessero inutilmente anticamera. Noi ci siamo instancabilmente premurati affinche’ il popolo tedesco fosse anzitutto risparmiato dai terribili attacchi terroristici. […]”.

Come era gia’ accaduto in altre occasioni alla presenza di confidenti, il Papa ha infine affrontato il tema del pericolo bolscevico su scala mondiale, lasciando intendere che, fino a questo momento, soltanto il nazionalsocialismo ha rappresentato una roccaforte contro il bolscevismo. Egli ha chiarito che certi sviluppi del nazionalsocialismo lo preoccupano. La Chiesa si e’ sempre prodigata per la pace nell’interesse dei popoli, in particolare ora. La fondamentale propensione della Chiesa ad un accordo con il nazionalsocialismo e’ stata messa alla prova  dalla firma del concordato [tra la Santa sede e la Germania]. Tuttavia, il Papa e’ convinto che, fino a questo momento, la controparte [tedesca] non ha manifestato la seria intenzione di mutare atteggiamento nei confronti della Chiesa. […].

Ad integrazione delle informazioni sopra riportate, vi comunichiamo che un altro nostro confidente attendibile ha sostenuto un breve colloquio con l’arcivescovo di Friburgo, Groeber, nel corso del quale questi ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sul presente atteggiamento del Papa:

Il Papa si trova ora in un conflitto interiore straordinariamente grave in rapporto alle sue posizioni nei confronti della situazione mondiale e, in specie, del nazionalsocialismo e del bolscevismo. Il Papa nutre una profonda diffidenza nei confronti di Stalin, che egli considera una persona su cui non e’ possibile riporre alcuna fiducia. E cio’ anche nell’eventualita’ che in futuro il regime [sovietico] sia  costretto a concedere la liberta’ di culto, promuovendo addirittura la Chiesa cattolica in Russia con grande diligenza e impegno. D’altra parte, vi sono certi ‘reati’ dei nazisti (sterilizzazione, eutanasia, ecc.), che rendono difficoltoso per il Papa un avvicinamento al nazionalsocialismo. Nonostante questi ‘reati’, il Papa non ha perso la speranza che – in considerazione della situazione attuale, a certe condizioni e nell’eventualita’ di una manifesta necessita’ da parte del nazionalsocialismo – vi sia ancora la possibilita’ di giungere ad un rapporto leale con il Reich e con il nazionalsocialismo. Tuttavia, e’ opinione personale di Groeber che sia necessario aprire gli occhi al Papa per convincerlo a non lasciarsi influenzare a considerare Hitler e il nazionalsocialismo sotto una luce negativa”.

(Archivio Casarrubea)

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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