Fioretto elettorale

Sondaggi. Vignetta di Vauro

Sondaggi. Vignetta di Vauro

Non so chi vincerà le prossime elezioni siciliane. Ma è bello pensare al futuro prima che le cose ci cadano sulla testa, o precipitino. Sono convinto che la politica oggi sia sia convertita al male, sia degenerata, svuotata di significato e con molti spazi aperti al populismo, o ai soliti millantatori che promettono, assicurano e mettono le loro facce di bronzo al servizio di se stessi, con il pretesto che lo fanno per il ‘popolo’. E so già che il ‘popolo’ darà segnali di insofferenza a un andazzo vessatorio della politica, alla devastazione delle risorse e del sogno di futuro nostro e dei nostri figli. Ma in Sicilia c’è uno zoccolo duro di natura servile, facile agli adescamenti e pronto a cedere alle lusinghe di chi ha sempre vinto con le promesse, facendosi vedere, magari, una volta l’anno o al momento delle elezioni. E’ la massa acquiescente, dei disperati che si fanno acchiappare per la gola, e che i carnefici lasciano poi agli angoli delle strade per non avere rimorsi di aver commesso cattive azioni a casa propria.

Andrò a votare, comunque, con una certa ripugnanza e voterò per il meno peggio, per un volto pulito e onesto che, qualora vincesse, avrebbe più gatti da pelare e viottoli angusti da scalare che autostrade da percorrere. Perché il futuro governo della Sicilia sarà tutto in salita e chi lo dovrà costruire giorno dopo giorno, dovrà sudare sette camicie per ogni punto del suo programma che vorrà realizzare. Supposto che ne abbia la competenza. Per questo non capisco l’allegria e la disinvoltura con le quali molti candidati a governatore o a deputati presentano la loro sicumera in pubblico, e con quali facce da irresponsabili dettano le ragioni della loro spavalderia e della promessa di una comune salvezza.

Voterò per un volto triste che non abbia riso neanche una volta nell’ultimo anno e che non si sia neanche incazzato contro tutto e contro tutti. Perché da che mondo è mondo non si risolvono i problemi con le incazzature, o inveendo contro chi ha sbagliato. Non mi piacciono i Savonarola, o quelli che erano patate e sono diventati carote, gli inquisiti, i condannati, i mascalzoni che non si tolgono dalle palle, quelli che hanno tolto da tempo le divise e le mantengono dentro di loro senza farcene accorgere. Questo è il mio contributo al cambiamento. Uno sforzo che faccio prima di tutto con me stesso.

GC

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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6 risposte a Fioretto elettorale

  1. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Carissimo,sono le ore 21,50 del 27/10/2012,e ancora non so che cosa annoterò sulla scheda elettorale.Nelle tornate elettorali degli ultimi anni ho indicato nella scheda elettorale la mia fede politica,scrivendo :”Viva Stalin e viva Mao”.Probabilmente anche domani annoterò sulla scheda questa stessa indicazione.Il padronato e i traditori hanno bastonato il mio cuore,ma non la mia mente .Lo storico Tucidide mi ha insegnato che nella storia degli uomini accade anche l’ “IMPREVISTO” :può accadere una serie di eventi,che scardinano e gettano giù la situazione di forza di padroni e rinnegati.Un abbraccio da Franco Magno.

    • Perché credere ancora in ideologie sepolte e fallimentari? Che soprattutto con la società odierna sarebbero ancora più utopistiche di un tempo?
      Non sarebbe meglio votare per l’alternativa sulla quale credere oggi che sicuramente non potrà fare peggio del vecchio?
      Con quella scheda non aiuterai la Sicilia..

      • casarrubea ha detto:

        Il declino è iniziato anche per lo svuotamento delle ideologie che si è trascinato dietro valori e ideali. Non credo che le ideologie siano il vero male, ma la loro distruzione è servita alla devastazione nella quale ci troviamo. Non stiamo male oggi per le ideologie, ma per i mascalzoni, per l’eccessiva importanza attribuita al dio denaro. Perciò non so di quale alternativa lei parla, e di quale scheda.

  2. Tika ha detto:

    Caro Giuseppe, mi rattrista molto leggere l’amarezza nelle sue parole. La tua amarezza e’ anche la mia, anche se non Siciliana. Non credo alle “alternative”, all’ “uomo nuovo”, non credo a nessuna improvvisa novita’. Hai ragione quando affermi “Il declino è iniziato anche per lo svuotamento delle ideologie”. Hai ragione quando affermi che la Sicilia e’ facile da adescare, ma non e’ solo in Sicilia purtroppo. Sto seguendo i risultati, ma con nausea. La Sicilia non e’ una bandiera da sventolare come vittoria da chicchessia.

    Tanti cari saluti
    Tika

    • casarrubea ha detto:

      Cara Tika,

      nulla nasce all’improvviso e il declino al quale assistiamo parte da lontano. Ma nel male, certe volte, cresce inavvertito il bene. E bisogna sempre avere l’ottimismo che le cose quanto prima cambieranno. Un abbraccio
      Gius

  3. Cettina ha detto:

    Premesso che non possiamo mai generalizzare e che in qualsiasi ambiente ci sono sempre le persone oneste e in buona fede, non ho seguito questa campagna elettorale anche perché è stata sottotono. La trasmissione Report del 21 ottobre ha dedicato un interessante spazio alle elezioni siciliane, raccapricciante, che mi ha spinto alla fine a fare una ricerca su Internet per documentarmi sui partiti e sui candidati di ogni partito o movimento. Ho letto qualche notizia sulla vita di qualcuno di loro e sul loro impegno. Ho scoperto che c’era qualche faccia pulita tra cui una che svolge una professione per la quale bisogna essere onesti (apprendo in questo momento che ha avuto pochi voti e ormai siamo quasi alla conclusione). Ho saputo anche che era possibile il voto disgiunto (ottima cosa) e l’ho usato. Anch’io ho scelto per il meno peggio, almeno ci ho provato. Mi daranno molto fastidio più tardi i balletti entusiasti a bocca spalancata e i gridolini davanti ai microfoni ringranziando TUTTI (?) i Siciliani che hanno votato. E’ positivo che in ben quattro Comuni della mia provincia, compreso il mio, l’affluenza è andata ben oltre il 50%. Bisogna sempre votare e mai annullare la scheda, né restituirla bianca. Il voto è la voce di un popolo formato da CITTADINI pensanti. Purtroppo non siamo forti abbastanza per cui, ad esempio, non abbiamo voce contro la costruzione del MUOS, contro le trivellazioni a pochi metri dalle nostre bellissime spiagge, ecc.ecc. C’è ancora molta strada da fare. Abbiamo bisogno di un Parlamento siciliano di 80-90 parlamentari, ancora oggi?

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