Quello che penso dell’Italia

la-locandina-di-cul-de-sac-49992Prima o poi saremmo arrivati in questo cul de sac. Ora siamo tutti saputelli, con arroganza piuttosto che con umiltà, come le circostanze imporrebbero. E tutti, come quel povero sciagurato che si è messo a sparare per strada, sulle macchine dei passanti,  ce la prendiamo con i primi che ignari attraversano la strada, andando per i fatti loro. Tutti nemici e, nel migliore dei casi, estranei. Anche se è Natale, anche se tutti si dicono più buoni, e gli italiani preferiscono l’albero di Natale luccicante di luci e doni al vecchio presepe che si faceva una volta, con la sacra famiglia, i pastorelli, lo scemo del villaggio e i re magi.

L’Italia smidollata e spappolata si è messa in fermento, e i pazzi in libera uscita si sono messi a fare il bello e il cattivo tempo presumendo di salvare il genere umano perduto, tirando fuori ricette d’occasione.  Ricette d’ogni tipo che non scalfiscono la sostanza delle cose, uguale per tutti: nessuno mette in discussione lo spreco delle risorse, l’arte di arrangiarsi,  il sistema dei consumi, le varie forme di ladroneggio diffuso. Gli italiani di oggi hanno perduto anche la virtù di indignarsi, lasciando spazio alla rabbia urlata, senza idea di governo e di futuro. Tranne a trovare, poi, buone alternative al malessere profondo e diffuso.

Nessun politico ci dice come ci farà passare il voltastomaco. Lo fa, in modo appena accennato Bersani con la sua ricetta della socialdemocrazia europea. Il Pdl si sgretola e Fini, Casini e Montezemolo sognano la guida di Monti mentre il decaduto ex premier fa sapere che non accetterà di essere candidato. E’ già senatore a vita. Dice.  Bersani, dopo aver vinto su Renzi, lancia a modo suo le primarie per il Parlamento, dimenticando di essere corresponsabile del vergognoso mantenimento dell’attuale sistema elettorale che affida ai segretari di partito il compito di scegliersi i cortigiani e i leccapiedi di turno  per tirare avanti. De Magistris e Orlando s’agitano  pensando, con Ingroia, di uscire fuori dal pantano in cui una classe dirigente porcina ha rinchiuso gli italiani. E il massimo che concepiscono è un inesistente partito arancione. Monti nicchia e per il momento se ne sta a guardare. Cosa che non fa quella gelatina biliosa che è il movimento di Grillo: un formicaio di adepti al nuovo potere che i social network sono riusciti a esercitare su una massa enorme di italiani che senza bisogno di essere militarizzati sono inquadrati in tante piccole caserme.

C’è da augurarsi che in questo torpore masochistico in cui ci troviamo, le menti si illuminino, e spuntino, da qui a breve tempo, persone in grado di farci navigare in acque migliori, dopo averci tirato fuori dagli acquitrini. Dubitiamo che il miracolo possa avvenire in tempi brevi.

Molti segnali ci avvertono. Guardiamo, ad esempio, ai due italiani arrestati in India per avere aperto il fuoco sui marinai di quel Paese. Per i due graduati della Marina italiana, lo Stato ha fatto di tutto per averli a casa per Natale, mentre per diversi altri poveri cristi,  giornalisti o privati cittadini,  presi in ostaggio in Siria o in altre parti del mondo, di cui non si ha più notizia, lo Stato  finge di non sapere nulla e nulla ha fatto.

Il futuro dell’Italia non può riservaci tempi migliori, se un capo dello Stato, accompagnato da un rappresentante della Chiesa cattolica, considera come eroi due italiani che si sono resi responsabili dell’uccisione di due poveri pescatori indiani, e va a riceverli come se fossero stati già giudicati e assolti dalle autorità competenti.

Siamo alle solite, alla vecchia idea di Patria, quando si benedicevano armi e gagliardetti e il capo del fascismo invitava il suo popolo a credere, obbedire, combattere. O mi sbaglio?

GC

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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8 risposte a Quello che penso dell’Italia

  1. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Il quadro dell’Italia, che ci è presentato da Giuseppe Casarrubea, è veritiero : c’è caos, confusione, prepotenza, follia, brigantaggio morale di ogni tipo, ignoranza,……Io ribadisco la mia convinzione : il male, l’irragionevolezza, lo squilibrio sono realtà, che si avvitano su se stesse, e si accrescono,come avviene nei processi cancerosi, ma proprio per questo arrivano al loro termine finale, e scompaiono.Dopo ogni fine c’è sempre una rinascita. Io, con le gambe ritte e ferme (come cantava Tirteo), attendo, fiducioso, la NOSTRA RINASCITA.

  2. Cettina ha detto:

    Grazie prof.Giuseppe. Credere obbedire combattere? Ci viene chiesto soltanto di obbedire, in tutti i settori, e qualche volta ci fa pure comodo, visto che credere e combattere sono verbi troppo impegnativi. Informazione popolare (TV, quotidiani) scarsa e pilotata, istruzione pubblica insufficiente e pilotata, cultura pochissimo aperta all’esterno, condizioni insomma perfette per garantire la formazione di una massa uniforme con il cervello appiattito. Ma io credo nell’Intelligenza dell’Uomo che si rialza e si riscatta sempre, soprattutto quando diventa o rischia di diventare schiavo. Anche se c’è il rischio che “lo schiavo non vuole essere libero, vuole essere padrone” come constato in piccole situazioni quotidiane dove si realizzano le soddisfazioni piccine. Penso che vivere ed essere cittadini europei ci aiuti a sviluppare qualità positive e costruttive perché ci confrontiamo, dialoghiamo, studiamo e lavoriamo in un ambiente più vasto e aperto…senza dimenticare la nostra buona radice e la nostra lunga storia. Buona nottata di Natale!
    Cettina

  3. Gabriella Giudici ha detto:

    No, non si sbaglia, ma è tempo di agire, di chiarirci le idee, di ricominciare a distinguere, di non farci fregare dalle mediazioni “porcine” di chi ci ha tolto anche la speranza. Buon 2013, prof..

  4. jose antonio ha detto:

    Por casualidades de la vida un español os ha leido comentarios inclusive y como bien se dice el Estado finge no saber nada, o se gas 500.000 euros en una cena parlamentarios europeos, mientras los ciudadanos aparte de sus propios problemas tienen tenemos que seguir abarcando otros por la solidaridad de no ver como el prójimo está mal. Comparto también que esto tendrá que cambiar empezando por la crisis de valores y quizás la solución del Estado sea distinta a poner antidisturbios y reventando a la gente con alas de goma y botes de gas- Acabo con un Forsa Italia que estamos en el punto de mira de los alemanes o mejor dicho del Estado alemás.

  5. jose antonio ha detto:

    han destrozado el texto

  6. Gherardo Maffei ha detto:

    C’è poco da ironizzare sullo slogan fascista del credere,combattere,obbedire…la verità vera e che il fascismo italiota e lo stesso Mussolini (che comunque fu oltre che un ottimo giornalista, anche un uomo politico del novecento di livello internazionale)nei confronti del popolo germanico o nipponico, ma io aggiungerei pure del popolo russo, è una cosa da ridere. Caro Casaburea aveva ragione il cancelliere austriaco principe Metternich, ad affermare che l’Italia era solo una espressione geografica, né una nazione né un popolo.Ecco la radice dei nostri mali:questa penisola le cui classi dirigenti sono prevalentemente formata da lestofanti e camaleonti e in specie nel sud in maniera assolutamente più negativa da malandrini (così definì i meridionali Gaetano Salvemini non Bossi)entro qualche decennio ma forse anche prima, scendera di livello al pari dei paesi del nord Africa.Ma veramente qualcuno crede ancora di poter salvare questa nazione di cialtroni? Una riflessione si impone: a fronte del continuo salasso che il nord della penisola da quasi un secolo, si è sottoposto per mantenere il sud, credo che sia onesto intelettualmente ammettere che c’è qualcosa di irremidiabilmente perso. Le rammento che dopo il crollo del comunismo la Germania comunista ( DDR che aveva comunque il livello di vita più elevato di tutto il blocco sovietico) in un decennio ha raggiunto l’altrra parte della Germania.Questa è una chimera che da noi non si realizzerà mai.Lei lo sa che la storia è maestra di vita, e allora perché sono così pessimista: semplicemente perché le rammento che nella primavera del 1945 il governo antifascista retto da Ferruccio Parri dichiarò guerra al Giappone! Poi Napolitano, si offende perché un socialdemocratico tedesco, ha detto la verità e cioè che gli italiani hanno eletto due comici ai vertici del paese!

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