La Repubblica delle stragi impunite

Ferdinando ImposimatoFinalmente dopo trentadue anni di tempo, forse non perduto, abbiamo una mezza verità sulla strage di Ustica, quella che ci viene consegnata dalla giustizia civile, anche se dal punto di vista penale i veri colpevoli sono ben lontani dall’essere individuati e colpiti. Perché in Italia, molti reati hanno la copertura della ragion di Stato e i veri colpevoli sono coloro che hanno agito non per iniziativa personale, ma perché mandati da qualcuno collocato molto in alto.

A fare maggiore chiarezza sulle cose arriva, giusto di proposito, questo bel libro, ben documentato, di Ferdinando Imposimato che ha passato in rassegna le stragi accadute nel nostro Paese, dandocene, finalmente, una descrizione completa e veritiera. Completa perché, a differenza di coloro che ritengono che le complicità della mafia con lo Stato iniziano con la cosiddetta trattativa del 1992-’93, finalmente questo libro (  “La Repubblica delle stragi impunite”, ed. Newton Compton, dicembre 2012, già alla seconda edizione), ha il suo punto di avvio con la strage di Portella della Ginestra, da tutti gli studiosi definita a parole la madre di tutte le stragi, ma nei fatti ignorata come evento paleozoico dello stragismo. A loro modo di vedere troppo lontano per capire la storia di oggi. Imposimato dimostra che non è così e che non si può capire lo stragismo italiano senza partire da quell’incipit, da quel peccato originale della nostra Repubblica. E questo fatto è la prima volta che accade e segna, in partenza, la metodologia innovativa seguita dall’autore lungo un arduo percorso di ricerca.

Imposimato e la copertina del suo nuovo libroMa questo libro, come leggiamo nell’introduzione, ha un altro merito: quello di non essere condizionato dall’esito dei processi “che quasi mai rispechiano la verità”, perché i procedimenti propri di un’aula di tribunale sono ben altra cosa dal mestiere che fa lo storico: confrontare le ipotesi, cercare le fonti della verità, rintracciare i documenti, e persino trascendere i dati empirici delle singole minute conoscenze. E le stesse sentenze. Perchè i giudici sottostanno alla verità storica e non può mai succedere il contrario: che gli storici debbano chinare la testa al verdetto di qualche giudice, o, peggio, di qualche medico.

Il che, detto più o meno direttamente, da un avvocato penalista e Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione come Imposimato, non è poca cosa. Un magistrato che ha seguito alcuni dei fatti più tragici della nostra storia: il caso Moro, l’attentato a Giovanni Paolo II, e, prima ancora, l’uccisione di Vittorio Bachelet.

In questo libro egli ha soprattutto il merito di cogliere per tutti noi le linee di continuità delle stragi, le loro connessioni con i tentativi di colpo di Stato, l’eliminazione di molti magistrati come delitti preventivi, fino alle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Insomma uno strumento utile al comune lettore per capire, e al ricercatore per seguire una precisa pista di lavoro senza smarrirsi nelle tortuose strade dei sotterranei labirinti dell’Italia.

Giuseppe Casarrubea

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a La Repubblica delle stragi impunite

  1. Katia ha detto:

    Sempre grazie per i suoi preziosissimi articoli.

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