Quattro motivi per scegliere chi non votare

Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea

La disinformazione e il voltastomaco l’hanno fatta da padroni in questa campagna elettorale, condotta e quasi conclusa all’insegna delle menzogne, delle solite promesse, degli animali domestici in braccio, del fumo e delle tabacchiere di legno. Fumo senza arrosto, senza serietà e coerenza, nell’assenza quasi totale di idee per il futuro. E tabacchiere, di quelle che sembravano fatte a mano, per farsi una tirata dandosi arie di antica saggezza, quando invece contengono ora chissà cosa e rappresentano semplicemente il nulla, aria fritta. Non sono mancati i programmi che ogni volta ci sommergono per essere poi sistematicamente stravolti o non realizzati. Assenti quelle semplici idee credibili che ci aiutano a ricostruire la nostra scala di valori, dopo che  i soliti lestofanti li hanno devastati e cancellati, con una lunga azione criminale di reset di massa. Da manuale di intelligence occulta.

Perciò, escludendo i criminali con i colletti bianchi, le mafie di sempre, le facce di bronzo e di culo, sono costretto a fare delle semplici operazioni mentali per raccapezzarmi e recarmi alle urne, nonostante tutto, per scegliere il meno peggio. Con il senso della nausea e con quello della responsabilità che questa volta si unisce al primo dandomi la strana sensazione di vivere, come scriveva per la sua Torino il poeta crepuscolare Guido Gozzano, ai primi del Novecento, in un “tempo mite e sonnolento”, senza passioni e fatto solo di cose decadenti e decadute. Perché al peggio non c’è mai fine e oggi si è indotti a vedere il meno peggio come il migliore dei mondi possibili. In questa Italia che frana, che si sbriciola nelle mura delle case e nell’anima del suo popolo.

La scaletta viene fuori da sé, in modo automatico. Escludo dalle mie preferenze:

–         quelli che, con o senza la par condicio, da almeno un mese ci torturano con smargiassate, sparate, sorrisi cellofanati e resurrezioni virtuali, con le risatine artificiali di quanti sono ormai curvati dal potere, nati per essere servi;

–         gli urlatori di piazza, assai simili a quelli che si credono interpreti unici del mondo ed esibiscono, falsi salvatori della patria, ricette riservate al popolo dei loro adepti, unito in rete per rendere omaggio al piazzista che lo domina, lo inibisce, lo seleziona o lo caccia via in nome di una autocrazia scambiata per democrazia, di una neotelecrazia da social network, spacciata per democrazia antagonista al sistema unidirezionale della non-comunicazione massmediale;

–         quelli che hanno dato il colpo di grazia contro il diritto costituzionale di avere un lavoro; che hanno trattato i lavoratori come merce o esubero; che hanno messo le mani nelle tasche delle comuni famiglie, dei pensionati, salvando i grandi evasori, il capitale finanziario, le lobbies dei banchieri, dei massoni, dei palazzinari, dei trafficanti di armi e di strumenti di morte, in nome dell’Italia portatrice di pace nel mondo. Con gli annessi pappagalli pronti a unirsi sempre al coro, ad applaudire, a tessere lodi, pur di galleggiare come gli stronzi di cane dopo un temporale;

–         i doppiogiochisti, “a Dio spiacenti e a li nimici sui”, che dànno un colpo al cerchio e uno alla botte, giocando con le slitte ora in direzione dei centristi ora in quella dei sostenitori della sinistra, questi ultimi a loro volta disponibili a stare in altalena e ad an dare avanti e indietro pensando di muoversi, ma in realtà  ‘annacandosi’ e restando fermi, senza accorgersene.

Giuseppe Casarrubea

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Quattro motivi per scegliere chi non votare

  1. Maruzza Battaglia ha detto:

    Carissimo Giuseppe Casarrubea, lei è grande!
    Mi interessava molto conoscere il suo parere e deduco quindi che, escludendo Berlusconi, Grillo, Monti e Bersani con Vendola, l’unica alternativa è votare Rivoluzione Civile.
    Spero che abbia ben interpretato il suo pensiero e se così fosse sono ben felice di questa presa di posizione.
    Con stima e simpatia
    Maruzza Battaglia

  2. Renzo C ha detto:

    Carissimo Dott. Casarrubea,
    nella scaletta degli esclusi dalle sue preferenze ci sono tutti i principali partiti.
    Ammetto di non conoscere i programmi del partito dei Pensionati e nemmeno di Union Valdotaine, così come quelli di altre formazioni “minori”, e fra loro forse sono soddisfatti i requisiti che ha posto al contrario.
    Viceversa, l’ astensione o la scheda bianca mi sembrano le sole preferenze possibili.

    Cordiali saluti

    Renzo C

    @ Maruzza Battaglia

    Non credo che Rivoluzione Civile possa essere la scelta del Dott. Casarrubea, in quanto, per bocca del proprio candidato leader, ha offerto alleanza a “gli urlatori di piazza”, venendone rifiutato, oltre ad avere esposto “smargiassate, sparate” in varie occasioni di pubblica propaganda elettorale.
    I video sono reperibili su Youtube, se interessa.

    • casarrubea ha detto:

      Carissimo Campagna, che ci possiamo fare? Ognuno è libero di interpretare la lingua italiana per come gli pare. E anche questa è una delle nostre sette meraviglie italiote.

  3. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Nell’Italia di oggi nessun partito promette di modificare la struttura economico-sociale del nostro Paese. Oggi il problema più urgente è la presenza di una disoccupazione galoppante, che rende sempre più povera la vita degli uomini. Carlo Marx ha dimostrato che la disoccupazione galoppante è un frutto naturale dei meccanismi produttivi del capitalismo. Per quello che io so,nessuno parla più del cosiddetto ESERCITO INDUSTRIALE DI RISERVA.Oggi (nessuno lo può negare) imperversa massicciamente,in tutti i settori (in quelli pubblici e in quelli privati) il lavoro sottopagato ( lavoro, che è prestato sia dagli immigrati che dai nostri connazionali ) . Il lavoro sottopagato nasce dall’esistenza dell’ESERCITO INDUSTRIALE DI RISERVA. La peste della disoccupazione travolge le nostre famiglie e la nostra gente, ma non c’è un partito politico, che ne individui la causa, e ne cerchi il rimedio. Un altro pesante problema dell’Italia attuale è l’impoverimento dei trattamenti pensionistici, riservati ai lavoratori pubblici e a quelli privati. Dagli anni ’90 del secolo scorso i rappresentanti della classe padronale ( Giuliano Amato, Dini, Ciampi,..) hanno emanato provvedimenti negativi per i pensionati di oggi e per quelli di domani. Nessuno dei partiti politici , nell’attuale competizione elettorale, presenta proposte, per riportare a un livello adeguato i trattamenti pensionistici di oggi e di domani ( si noti che i trattamenti pensionistici inadeguati sono esplicitamente vietati dalla nostra Costituzione.Nessun partito oggi propone di attuare FINALMENTE i dettati costituzionali : il che è veramente vergognoso ). E’ necessario che ricompaiano e rifioriscano, nell’Italia e nel mondo, l’attenzione e la sensibilità per i problemi e le condizioni sociali della gente.

  4. Ringrazio il prof.Casarubbea per quanto cerca di illuminare anche i miei pensieri.Diamo per scontato che l’homo sapiens si è affermato per l’esercizio del suo libero arbitrio nel creare e nell’usare utensili derivanti dalla necessità esistenziale e non dal pensiero di produrre utensili da usare insieme ed unicamente con altri.Questo aspetto è piuttosto della polis e,quindi,della politica.Superiamo Marx ed anche Gaetano Mosca,Pirandello,La pira e don Sturzo: questa è la domanda:il fascismo prima ed il nazismo dopo sono concezioni in quanto estensioni del concetto del capitalismo marxista che andava costretto sotto tutela degli stati nazionali o ,piuttosto,gli uomini volontariamente vogliono delegare il loro’libero arbitrio’ in maniera totalizzante come hanno fatto per 50 anni nell’Est-Europa?E’ l’equazione di macroeconomia di Keynes che ha il massimo interesse nella redistribuzione dei redditi o le varie filosofie della politica dei partiti e,maximo,il comunismo?In una visione dantesca della storia del pensiero politico,socialismo e liberismo sono un ossimoro o gli assi cartesiani di ‘comunicazioni possibili’ e ‘ricchezze creabili’? Sembra che la cibernetica ci porti verso questa realtà…….oggi anche i cervelli si clonano(V.Ultime ricerche di neuroscienze) quale cervello sarà più clonato?quello di Marx o quello di Berlusconi?Ai posteri l’ardua sentenza.Nel futuro post-umanesimo si affermerà che l’umanità sarà quella sempre più vicino alla animalità,tutto il resto è Cyber.Grazie .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...