La lucida follia di Grillo

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Pensavo che la metafora più adeguata fosse quella del vicolo cieco, ma in queste ultime ore ho cambiato idea. E’ un’altra parola. Reale, non metaforica: follia. Penso che la follia di Grillo stia conducendo l’Italia al disastro. Non solo perché l’Italia non si può permettere il lusso di non avere un governo, ma anche perché gli italiani hanno votato i loro parlamentari perché facessero le loro leggi e, per prima cosa, tanto per cominciare, dessero la loro fiducia a un governo capace di governare, non per qualche mese, ma per cinque anni suonati. Perciò i nuovi parlamentari, a meno che non vogliono essere presi a pedate nel culo, comincino a fare il loro dovere visto che abbiamo speso di tasca nostra un bel po’ di quattrini per portarli al posto in cui anche loro sono voluti andare. E non facciano i  pontificatori ascoltando la voce  dei padrieterni che li hanno fatti eleggere mettendoli in lista. Se non vogliono farlo, si dimettano tutti in un giorno consentendo a chi sarà invitato a formare una maggioranza di governo di andare dal Capo dello Stato e rappresentare le sue dimissioni. In questo caso, si farebbe opera di bene pubblico, si eviterebbero le lungaggini e il tempo perso, e si aiuterebbe un processo di chiarezza. E ciascuno dimostrerebbe il grado di responsabilità che ha nel concepire la cosa pubblica. Perché è evidente, non si possono servire due padroni: Berlusconi e la rabbia popolare. Ed è anche chiaro a tutti che Bersani, capo della coalizione di centro-sinistra, legittimato a formare un governo, non vuole giocare con due mazzi di carte. Dovendo scegliere, non ci ha pensato due volte, nonostante gli insulti di Grillo, a orientarsi sul Movimento 5 Stelle. Un movimento fatto da persone per bene che non credo siano disposte a farsi manovrare come marionette. Vogliono solo il cambiamento radicale del nostro Paese e delle sue classi dirigenti.

Invece pare che Grillo predichi la nascita di una nuova razza, e che il suo slogan “Mandiamoli tutti a casa” veda un mondo fatto tutto di corrotti e corruttori, nel quale solo lui si salva, con la chiesa dei suoi fedeli, sempre pronti ad ascoltar prediche e messe, e ad alleggerirsi dei loro peccati davanti al nuovo confessionale del web, nel quale il confessore unico che sta dall’altra parte dello sportellino è lui, Beppe Grillo. Se così stanno le cose è bene che ci interroghiamo sulla natura democratica di un movimento che dice di essere l’unico mondo possibile di moralità e di buon governo. Intanto perché è lui e solo lui a decidere se questo deve nascere, e poi perché  si stenta a capire quale sia la ragionevolezza dell’affermazione: “Mandiamoli tutti a casa”. Chi resta? Nessuno. Neanche loro, i grillini.

Mi rifiuto di pensare che sia onesto mandare tutti a casa. Molti non se lo meritano, oso dire, neanche nel PdL. Nessuno è autorizzato a sentirsi il migliore del mondo. Sarebbe un pericolo per sé e per tutti. Ecco perché penso che Bersani abbia questo merito: di apparire o di essere dotato di una sua domenicana umiltà. E’ un bravo politico e neanche Renzi pensa di doverlo rottamare. In fondo il toscanaccio vorrebbe altro. Ad esempio, un profondo rinnovamento dei comportamenti e delle nozioni di riferimento di un nuovo partito come il Pd. E non credo neanche che  per risolvere l’impasse in cui ci siamo venuti a trovare sia giusto sostituire Bersani con qualche altro, come se il problema italiano dipendesse dalle colpe di un singolo dirigente. Si darebbe forza e ragione alla richiesta di Grillo che, chissà perché, vuole che tutti vadano a casa e solo lui resti a guardarsi lo spettacolo e a fare orchestra da solo. O vuole il partito unico?

Se non dovesse essere possibile fare un governo  Centrosinistra-M5S per i processi di rinnovamento, per la moralizzazione, per lo sviluppo, per il sostegno alle classi meno fortunate, per i giovani e i disoccupati, per la riforma elettorale, e per le mille altre cose che – sono sicuro – decine di milioni di italiani vogliono, allora sarebbe bene andare subito a nuove elezioni. E’ triste dirlo, ma è così. Ed è ancora più triste pensare che lo vogliono gli stessi italiani che hanno votato queste due grandi aree della nostra rappresentanza politica, non prevedendo forse, che il grillismo è una variabile impazzita e incontrollabile del nostro sistema politico. Se Grillo, unico attore, non è in grado di risolvere il problema, che lo risolvano almeno i grillini che sono tanti.

Giuseppe Casarrubea

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Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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21 risposte a La lucida follia di Grillo

  1. silvia ha detto:

    giusto.
    dalla capitaneria di porto:
    avete voluto salire a bordo e adesso governate, caxxo.

  2. Paolo ha detto:

    Da sempre ho votato a sinistra, come per me credo che per tanti altri votare per il movimento 5 stelle, sia stato un vero atto di coraggio.
    Ci auguriamo che questo voto non sia stato vano, di non averlo dato al solito politico che come gli altri fa ostruzionismo non costruttivo.
    Sono in perfetto accordo con l’articolo di Casarrubea e in extremis di tornare immediatamente alle elezioni.

  3. Massimo ha detto:

    E’ chiarissimo che il 50% dei voti presi dal M5S è uno schiaffo che il popolo sovrano ha voluto dare alla politica ed ai sui derivati! Come un buon padre di famiglia noi cittadini vogliamo che siano prima i poltici a dare l’esempio: VIA RIMBORSI ELETTORALI; VIA VITALIZIO, VIA LA POLITICA DALLE LOBBY FINANZIARIE!!!!!!!!

    • casarrubea ha detto:

      E intanto che tutto vada via, l’Italia cola a picco.

      • CHE L’iTALIA COLA A PICCO NON è COLPA DEL POPOLO MA DI GOVERNI CHE ANNO PENSATO SOLO AL PORTAFOGLIO PERSONALE E NO ESCLUDO NESSUN PARTITO CHE AL POPOLO NON AVETE DATO SCANS E CON TUTTI I RIBALTONI CHE CI SONO STATI E COSTATI L’ITALIA è ANDATA GIù CON LE LORO MESATE FARAONICHE E CHI A VOTATO PER LA RIDUZIONE DI QUESTI STIPENDI E PENSIONI FARAONICHE TUTTI E RIPETO TUTTI NON ANNO VOLUTO TOGLIESI NULLA NOI DOBBIAMO FARE I CONTI TUTTI I GIORNI E CERCAR DI FAR QUADRARE IL BILANCIO E NON MANDARE A CASA GLI OPERAI QUESTA è LA PICCOLA IMPRESA E NON PARLIAMO DEL PENSIONATO PICCOLO E MEDIO CHE NON ARRIVANO PIù IL CARO PRODI CI A MESSO NELL’EURO E SI è DATO……E NESSUNO A CONTROLLATO LA GRANDE INDUSTRIA CHE CON GLI AUMENTI 20 EURO AL GIORNO PER MANGIARE 3 PERSONE NON BASTANO CHE EQUIVALGONO ALLE VECCHIE 40 MILA LIRE E I NOSTRI POLITICI COSA ANNO FATTO SI SONO MESSI IN TASCA FIOR DI MILIONI E CHI è FUORI ANDRA SEMPRE CON LE TASCHE PIENE E NOI COSA CI RITROVIAMO NULLA NON VOGLIO PIù DIRE NULLA MA IL NOSTRO CAPO DELLO STATO SI è PURE AUMENTATO LO STIPENDI COME TUTTI I NOSTRI PARLAMENTARI IO OGGI SONO SOLO DELUSA E NON SO COSA CI ASPETTERA DICO SOLO CHI A PIù CERVELLO LO USI …….ARRIVEDERCI ,,,,,,,

  4. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Bersani non merita di dirigere il nostro Paese per due motivi : a) appartiene alla casta politica del passato ; b) ha dato una pessima prova di sè e del suo progetto politico durante l’infausto Governo di Romano Prodi ( lo pseudoeconomista, che ha distrutto l’I.R.I.). Mi sia consentita una considerazione. Io credo che una o parecchie potenze straniere abbiano immesso nei diversi partiti i cosiddetti “infiltrati”, perchè intendono BALCANIZZARE la vita politica del nostro Paese. E’ sintomatico il fatto che , subito dopo la conclusione della tornata elettorale, i media abbiano lanciato con insistenza un’indicazione : “L’Italia E’ INGOVERNABILE”. E’ necessario scoprire e indicare chi in Europa trae vantaggio da un’Italia POLITICAMENTE BALCANIZZATA. E’ necessario, altresì, affidare il Governo del nostro Paese a persone, rimaste finora emarginate e fuori da ogni trama della vita pubblica : persone di questo tipo esistono.Si tratta di sceglierle : esse, proprio perchè hanno le mani pulite, sapranno guidare l’Italia. E’ ovvio che tale scelta dovrà ispirarsi a criteri TOTALMENTE DIVERSI da quelli, che hanno portato alla designazione dell’attuale Governo, definito IMPROPRIAMENTE “tecnico” (esso,infatti, ha una connotazione specificamente politica : e si tratta di una connotazione politica cieca, retriva, conservatrice).

  5. Lea ha detto:

    Il problema, secondo me, è che Grillo é Napoleone Berlusconi II! A lui interessa solo la sua visibilità; del Paese e degli italiani non gliene importa niente: forse più avanti scopriremo quali sono i veri “ideali” che lo hanno spinto a darsi alla politica: speriamo siano davvero “ideali”!
    Inoltre, la sensazione, niente affatto gradevole, è che non sappia proprio cosa fare: parole, parole, parole, parole, parole…………………..

  6. antonio ha detto:

    Caro Casarrubea,
    Hai completanente non centrato il punto, perdonami la franchezza.
    Non c è la maggioranza ed il governo ha vita breve, c è lo insegna la storia.
    Il punto è che Grillo ha gia detto che appoggera Bersani su alcuni punti fondamentali (legge elettorale, privilegi politici, no tav etc.) e prendera in considerazione tutte le proposte che si faranno.
    Il punto è, il non compatto PD appoggera le proposte di Grillo? X me no e sara il PD a far cadere il governo.

    Ciao

  7. mcc43 ha detto:

    “Se Grillo, unico attore, non è in grado di risolvere il problema, che lo risolvano almeno i grillini che sono tanti.” Dal punto di vista delle Istituzioni Grillo è zero, è il proprietario del logo del Movimento che- sempre lui lo ha rivendicato – non è un partito. Grillo non è in Parlamento, non è Presidente di un partito, non ha titoli per autoproporsi alle consultazioni con Napoltiano più di quanti ne abbia qualsiasi cittadino italiano; nè di proporre Presidenti della Repubblica di sua fiducia, pescando nella propria categoria professionale.
    Se non stiamo tutti attenti l’autoritarismo di Grillo trascina a discutere di una democrazia finta dentro una realtà finta.
    Gli eletti del Movimento sono, secondo loro stesse affermazioni in campagna elettorale, dei nostri dipendenti. Subito, da ora attraverso quel web che è stata la loro culla SI Scelgano i capigruppo, quelli che andranno con pieno diritto alle consultazioni, ed è da quei colloqui che dovrà nascere il loro orientamento, sostegno o astensione, a un Governo.

    Vorrei sottolineare che nei fatti il nuovo governo non si farà “solo” a Roma. Si farà dovendo tener conto della Lombardia finita in bocca alla Lega (+ PDL) e a CL .
    Ricordo per inciso che gestiranno (sforchettando) i fondi dell’Expo nella regione più popolosa che manda un drappello di parlamentari votati a ottenere il ritorno del gettito fiscale.
    Pur tracollando nel complesso del paese, la Lega è diventata più incisiva di quanto fosse in precedenza. Che nelle altre regioni se lo ricordino, e Napolitano pure.

  8. gaetano ha detto:

    Qui ed ora c’è che il 25% che non ha votato più il 25% di grillini denotano che quello che c’era non va più bene ,chi governera da qui dovrebbe partire .

  9. Gigi Zucca ha detto:

    Il tema merita una riflessione profonda e seria. Da un lato Grillo non vuole scendere a compromessi con Bersani e la sua cricca di parlamentari e senatori pluri-decennale, ritenendoli co-responsabili della caduta della nostra nazione, quando erano prima al timone; poi come oppositori del regime di Berlusconi ed infine come fiancheggiatori del governo Monti. In tutti i casi la loro non-politica ha contribuito alla sfascio. Si chiama coerenza, credo … Manca un solo tassello al mosaico: le dimissioni di Bersani da segretario; la nomina di Renzi e la rottamazione delle mummie! Poi avremo un Italia che potrà ripartire!

    • casarrubea ha detto:

      Con un partito unico e tutte le anime pie in processione.

      • elvira de simone ha detto:

        Egregio Prof. Casarrubea,sono pienamente d’accordo con il suo articolo….quella di Grillo è pura follia….TALMENTE PURA DA ESSERE FORTEMENTE PERICOLOSA Le energie di molti benintenzionati, I GRILLINI. in maggioranza giovani o addirittura giovanissimi, sono incanalate in un movimento in cui sono rinvenibili elementi di criptofascismo.c. I L’animus fascistoide si trova. di solito si riscontra nei movimenti di impronta qualunquista / poujadista / destrorso-populista etc. Tra questi ultimi si può annoverare la Lega Nord.
        La cifratura del grillismo è molto peculiare. Il nocciolo criptofascista è avvolto da fitti banchi di nebbia e fuffa. Il modo in cui il movimento descrive se stesso trasuda di quella retorica dei «processi dal basso» che il grillismo ha avuto in dote dai movimenti altermondialisti di inizio secolo e si è adoperato a ricontestualizzare. Per molti versi, il grillismo è un prodotto della sconfitta dei movimenti altermondialisti: ha occupato lo spazio lasciato vuoto da quel riflusso. Per citare Žižek che parafrasa Benjamin: «Ogni fascismo è testimonianza di una rivoluzione fallita».. La retorica autoreferenziale e auto-elogiativa del grillismo è mistificante. Non è su di essa che dobbiamo concentrarci, ma sui modi in cui il movimento addita e descrive i propri nemici.
        Presso il grillismo, l’individuazione del nemico è sempre diversiva. . In questo, è in «buona» compagnia: in Italia, negli ultimi anni, abbiamo visto movimenti tutti focalizzati sulla «disonestà dei politicanti», sui privilegi della «casta» etc. Sono problemi veri, e al contempo falsi bersagli: le decisioni importanti sull’economia non vengono prese a Roma, perché il potere capitalistico sovranazionale non autorizza la politica in tal senso.
        Diceva tempo fa un compagno: «’Ce lo chiedono i mercati’ è il nuovo ‘Sento le voci nella testa’. Puoi fare le peggiori cose e nessuno ti riterrà responsabile!» «Ce lo chiedono i mercati» è il tormentone di un’epoca in cui la politica è esautorata. Qualunque discorso sulla «Casta», anche quando basato su dati di fatto reali, alimenta una strategia di depistaggio e impedisce di individuare e attaccare i nemici veri.. Certo, anche il grillismo si occupa di economia e, seppure disordinatamente, denuncia la subalternità a essa della politica. Tuttavia, nel farlo, non può fare a meno di introdurre ulteriori diversivi e simulacri. Ad esempio, incanala la critica ai meccanismi finanziari in un discorso paranoide contro il cosiddetto «signoraggio», cavallo di battaglia di vari complottismi destrorsi. A lungo il grillismo si è valso della consulenza di Eugenio Benetazzo, bizzarra figura di economista che si definisce «fuori dal coro», più volte ospite di iniziative del partito neofascista Forza Nuova.. I movimenti che si concentrano a lungo su falsi bersagli diventano, per dirla con Badiou, «fedeli a falsi eventi».
        Falso evento è anche la «rivoluzione di Internet» come la descrive il grillismo: processo unilateralmente positivo, salvifico, che promette la risposta a ogni problema. L’approccio alla rete è all’insegna di un feticismo digitale e di una sorta di «animismo» che vede nella tecnologia una forza autonoma, trascendente le relazioni sociali e le strutture che invece la plasmano, determinandone sviluppo e adozione. La Rete diventa una sorta di divinità, protagonista di una narrazione escatologica in cui scompaiono i partiti (nel senso originario di fazioni, differenze organizzate) per lasciare il posto a una società mondiale armonica, organicista. L’utopia di un uomo è la distopia di un altro.
        A chi pensa che stia esagerando, consiglio il video «Gaia. Il futuro della politica», realizzato nel 2008 dalla Casaleggio & Associati, agenzia di pubblicità e web-marketing organica al grillismo. Guardandolo, mi è tornato alla mente il concetto coniato dallo storico americano Jeffrey Herf per descrivere il tecno-entusiasmo delle destre tedesche tra le due guerre mondiali: «modernismo reazionario».. E’ la tematica dell’immigrazione quella in cui il discorso grillino si fa più decifrabile e lascia trasparire l’animus fascistoide. Il blog di Grillo offre non poche «perle» in tal senso.(vedi un’arringa contro romeni e zingari risalente all’ottobre 2007):Non esiste quasi più discorso razzista che non sia fatto… in nome dell’antirazzismo. E’ in nome dell’antirazzismo che il grillismo fomenta l’odio.(vedi articolo del blog di Beppe Grillo, pubblicato nel maggio 2011 e intitolato«Un clandestino è per sempre»:Si parte dalla denuncia dello sfruttamento di cui sono vittime i clandestini, e si arriva alla conclusione che bisogna impegnarsi a respingerli, in nome della nazione. Una premessa umanitaria, capace di blandire la parte progressista ed egualitaria di un cervello «biconcettuale», apre la via a un discorso che ne vellica la parte conservatrice e razzista.
        5.c. Grillo alza un polverone sensazionalistico ed eccezionalistico («Solo in Italia!») per un numero irrisorio di tunisini sbarcati nella primavera 2011. E’ la stessa impostazione truffaldina dell’allora ministro degli interni Maroni, il quale parlò di inesistenti «maree di immigrati» e reclamò un aiuto da parte dell’UE, che gli rispose con un misto di disprezzo e commiserazione.
        Parlare di lassismo e «serenità d’animo» in tema di immigrazione equivale a occultare leggi criminali e criminogene come la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini e i vari «pacchetti sicurezza». A produrre clandestinità non sono presunte politiche lassiste, bensì, all’opposto, politiche troppo restrittive e vessatorie, in parte disfunzionali anche dal punto di vista capitalistico, concepite per soddisfare una parte di elettorato il cui razzismo eccede quello strutturale e «sistemico» necessario a regolare il mercato del lavoro.
        Una mistificazione presente in molti testi prodotti da Grillo e del suo movimento consiste nel dire che l’accoglienza ai migranti favorirebbe la Lega Nord. Al contrario, è la mancata accoglienza a favorirla. La Lega ha sempre avuto interesse a mantenere una situazione criminogena che producesse clandestinità e quindi disagio da additare e stigmatizzare.
        A seguire, si capovolge la realtà: Grillo, in pratica, sostiene che l’Italia non avrebbe le risorse per mantenere gli immigrati. Ma secondo il «Sole 24 Ore», si dovrebbe proprio agli immigrati (l’8% della popolazione italiana) il 10% del nostro PIL. Gli immigrati lavorano, pagano contributi all’INPS e permettono all’ente di erogare le pensioni ai nostri anziani. Ammesso che abbia senso distinguere tra «noi» e «loro», sono loro a produrre le risorse per mantenere molti di noi.
        Una volta dispersa la fuffa, del discorso grillino sui migranti non resta che il nocciolo razzista e fascistoide.
        EGREGIO CASARRUBBEA è VERO GLI ITALIANI SONO UN POPOLO SENZA MEMORIA……..MI AuGURO DAL PROFONDO DEL CUORE CHE CI SIA UNA RIVOLTA DEI GRILLINI…AL LORO DUCE. Buonaserata.

  10. mariarosa386 ha detto:

    Ma che foto hai messo? Guarda che Grillo si infuria!

  11. Neuro ha detto:

    Ma perché tutti a dar la colpa a Grillo? O meglio al Movimento 5 Stelle? Di grazia perché dovrebbero essere loro a dar la fiducia a un Governo Bersani o Berlusconi? Se veramente vogliono leggi anticorruzioni, togliere i finanziamenti ai partiti e tante altre belle cose con le quali in questi 20 anni si sono solo riempiti la bocca, dessero loro la fiducia al Movimento e facciano si che tutte queste cose vengano finalmente realizzate. Non mi piace questa campagna per far apparire Grillo e il Movimento come colpevole della non governabilità (se non c’era Grillo stavano a 50/50), colpevole dei problemi dell’Italia, svegliamoci signori, sono 3 le coalizioni votate, che si responsabilizzino TUTTE!

  12. Daniel ha detto:

    Di tempo ne hanno avuto per fare tutte queste belle cose che ora vorrebbero fare con il M5S, non è un po tardi? Se non hanno avuto la fiducia del paese ci sarà un perché! Facile ora scaricare la patata bollente ai 5S.. Chi ha votato il M5S vuole personaggi come Bersani, D’Alema, Bindi e compagnia fuori dalla politica perché sono corresponsabili al pari di Berlusconi dello sfascio del paese… Non sono tutti Crocetta purtroppo.
    L’idea di far governare il M5S (che non ha proposto grillo ma un giornalista sul suo blog) è la migliore per ripulire l’immagine del PD e far vedere agli italiani che vuole realmente il bene del paese.

  13. Ivana ha detto:

    Come si fa a credere a uno che sta chiuso in una casa bunker e diffonde, a senso unico, “il verbo” in rete proprio non riesco a capirlo, hanno visto troppo a lungo il Grande Fratello e Le Iene….. che si sveglino! Nessun Guru gli darà 1000 euro al mese…. qui di democratico c’è solo l’illusione, di manipolazione c’è molto, molto più di quanto possa sembrare!

  14. Fabio ha detto:

    Forse Bersani dovrebbe ricercare un altro interlocutore, anziche’ Grillo parli con gli eletti del movimento 5 stelle! che difatti non amano affatto essere chiamati “grillini”. Quel che voglio dire e’ che probabilmente gli eletti del M5S sono piu’ responsabili, e probabilmente anche piu’ educati, di Grillo. Non si tratta di tramare alle spalle di Grillo, si tratta di capire chi siede veramente nelle due Camere e cominciare a fare qualche passo avanti. sarebbe ora …

    Saluti,
    Fabio

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