Scusi, il Senato dov’è?

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Il grillismo comincia a connotarsi di alcuni suoi tratti salienti. Quelli dei vecchi partiti li conosciamo già: corruzione, compromesso, tornaconto e chi più ne ha più ne metta. Ma i connotati di questa classe di ragazzi, che hanno passato il tempo a starsene davanti ai loro bei computer compratigli dai papà e dalle mamme, e che a furia di esercitarsi si sono fatti le ossa sui servizi offerti dal blog di Beppe Grillo, non escluso quello di sapere come fare a diventare deputati, quelli no, non li conosciamo ancora. A parte l’élite dei quarantenni e dei cinquantenni che hanno un loro mestiere che non intendono giustamente lasciare, c’è una massa di adepti, la cui cultura media supera o raggiunge appena il livello medio-basso,  che costituisce veramente un problema. E si capisce perché. Sono quelli che si sono fatti rappresentare alla Camera e al Senato senza sapere dove si trovano le sedi di queste due istituzioni della nostra Repubblica. Come ha dimostrato Bartolomeo Pepe che, intervenendo alla Zanzara di ieri, ha candidamente affermato di sconoscerne l’indirizzo e l’ubicazione. Tanto – pare che abbia detto – prima o poi li troveremo. E a me che sono abituato a considerare il Parlamento come il cuore dello Stato, mi è venuta una stretta al cuore. Perché, mi pare, che questi giovanotti o ragazzi che siano, abbiano studiato poco l’educazione civica che essi stessi vorrebbero potenziare nelle scuole, ma che educati alla scuola di Beppe Grillo, predicano bene e razzolano male. Come purtroppo sempre accade. Lo conferma lo stesso Pepe che, non contento di avere fatto un buco, ha cercato di rimediare con un rattoppo che è stato peggio del buco. Si è chiesto, infatti, davanti a tutti, come si faccia ad eleggere il Presidente della Repubblica. E visto che a maggio i parlamentari saranno chiamati a sostituire la massima carica dello Stato, è brutta cosa che qualche (o molti?) grillini non sappiano come la cosa avvenga. Si farà un’adunata popolare? Si convocheranno i comizi elettorali? Si voterà da casa standosene comodamente seduti davanti al computer? Chi lo sa?

Che la fattispecie di Pepe non sia un’eccezione, lo conferma un altro caso, quello della senatrice M5S, Enza Blundo che ci ha regalato un’altra perla di quanto i senatori grillini, che in materia di Costituzione dovrebbero essere più ferrati dei loro colleghi della Camera, conoscano a fondo le istituzioni che dovranno trattare. La neosenatrice ci ha fatto questo generoso dono, dimostrando a “Un giorno da pecora”, di non sapere quanti senatori ci siano a palazzo Madama. E non finisce qui perché non pochi grillini si sono messi già a riflettere su quella scocciatura che sarà la questione della fiducia. Cazzo, avrà detto qualcuno di loro, una soluzione ci sarà. Carlo Sibilia, neodeputato M5S di Campania 2, si è andato a leggere la Carta costituzionale, e si è soffermato giusto sull’art. 94. Nessun italianista, filologo o semplice utente della madrelingua italiana, saprà mai come l’ha letto. Ma pare che ci abbia intravisto la soluzione del problema. E leggendolo e rileggendolo, senza rendersi conto di ciò che intanto accadeva dentro il suo cervello, si è convinto che fosse proprio l’articolo giusto, scritto apposta per negare l’obbligo, da parte delle due Camere, di dare la fiducia al nuovo governo. Così si è seduto al computer, è entrato nella sua pagina Facebook  e ci ha fatto sapere che sulla base dell’art. 94, non c’è bisogno che il nuovo governo abbia fiducia alcuna. “Per governare non c’è bisogno della fiducia di nessuna delle due Camere. Art. 94 della Costituzione. E’ semplice e così faremo“. Tutto al contrario. L’art. 94 della Costituzione ha il suo incipit con un principio del tutto opposto: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere”, recita la Costituzione. E continua: “Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.” E così i padri costituenti, chissà non fossero stati chiari prima, aggiungono che  la fiducia deve essere votata entro dieci giorni dalla formazione del nuovo governo e che “il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo, non importa obbligo di dimissioni”.  Il voto contrario su una proposta del Governo, non significa affatto che il Governo non debba avere, prima di operare, la fiducia di entrambe le Camere.

Ora se i grillini partono con gli abbagli che cominciano ad avere, con questo piede sbagliato, io penso che ci vorranno parecchi anni di formazione prima che possiamo avere un M5S all’altezza dei compiti che dichiara di volere affrontare, e se partiamo con una bella alleanza con questi o simili livelli di cultura generale, saremo tutti belli e fritti in breve tempo. Se non altro perché passeremo mesi o anni a interpretare cose che già alla scuola elementare dovrebbero essere arcinote.

Perciò stiamo attenti a quello che dicono e che fanno piuttosto che pietire un’alleanza che è meglio che non ci sia, date le premesse. La fenomenologia del lessico grillino è abbastanza eloquente, se è vero che ogni parola ha un suo senso e se è altrettanto vero che esistono anche linguaggi non verbali la cui analisi ci aiuta a capire cosa vogliono gli altri e cosa si nasconde dietro un gesto, un atteggiamento, un modo di relazionarsi con il prossimo. Persino su ciò che non è detto.

Prendiamo, per esempio, in esame il programma di Beppe Grillo.

Alla voce ‘Stato e cittadini’ si fa una mera descrizione dell’esistente. Si dice che i partiti hanno sostituito la volontà popolare, ma nell’elenco dettagliato delle voci che si intendono affrontare manca del tutto un riferimento alla riforma elettorale, né tanto meno si spiega come dovrebbe attuarsi. Quindi mentre il periodo introduttivo al capitolo sembra alludere alla necessità di questa riforma, nei fatti, poi, questa manca tra le righe dei vari punti-obiettivo. In merito agli insegnamenti si parla della Costituzione, ma si ignora che essa è di fatto parte integrante di quella che una volta si chiamava educazione civica e che oggi può essere la semplice educazione alla cittadinanza. Prima di suggerirla agli altri, M5S dovrebbe impartirla ai suoi che dovrebbero essere i primi ad impararla. Per altro moltissimi insegnanti praticano l’insegnamento della Costituzione italiana da sempre, senza che questo abbia mai costituito un problema normativo. Per il resto l’abolizione dei privilegi parlamentari è comune a diversi altri partiti, che però non utilizzano il sistema dei social network e che perciò hanno minore voce in capitolo. Ma ciò, come si vede, cambia poco le cose.

Alla voce energia si prevede l’accesso gratuito alla rete internet, ma non si fa riferimento alcuno alle modalità di utilizzo della rete e ai costi successivi a tale accesso. E intanto non si mette in guarda sul vero rischio che l’utente corre: quello di essere manipolato.

E potremmo continuare a lungo solo sul programma.

Restano gli atteggiamenti e le nostre domande su cosa succederà. Nessuno vuole il governissimo con i berlusconiani. Grillo ci fa perdere solo tempo, perché nella sua grande intelligenza del futuro pensa che riuscirà ad ammucchiarli con bersaniani e vendoliani, per trarne vantaggio al più presto. Restano solo poche strade praticabili:

– un governo di  minoranza di centro-sinistra che, di volta in volta, riesca ad andare avanti su poche proposte chiare;

– una proroga al governo Monti che, fatte alcune riforme, a cominciare da quella elettorale, ci conduca dritto dritto a nuove elezioni;

– un incarico nuovo a un altro tecnico che riesca, anche lui, a gestire le riforme indifferibili per guidarci tutti, fra sei mesi, a nuove elezioni.

In tal modo ciascuno si assume le sue responsabilità. E Grillo, che ha dimostrato di non volere risolvere i problemi del Paese, renderà finalmente conto agli italiani del suo essere solo un comico da palcoscenico. Perché si è servito delle piazze d’Italia solo per fare un cinico spettacolo, e non affatto per risolvere i problemi degli italiani.

Giuseppe Casarrubea

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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14 risposte a Scusi, il Senato dov’è?

  1. Pingback: Contro la semplificazione | Simone Tulumello

  2. Francesco Paolo Magno ha detto:

    La funzione attuale del grillismo è quella di togliere la sporcizia dalla strada, che gli sfruttati e gli onesti intendono percorrere. La sporcizia è costituita dai corrotti e dagli affaristi, che si autodefiniscono ( SCORRETTAMENTE) “forze politiche”. Tolta la sporcizia, emergeranno gli uomini “novi”, capaci di raddrizzare il cammino contorto dell’Italia e dell’Europa. L’attuale malessere ha le sue origini non solo nel nostro Paese, ma nell’Europa intera. L’Italia non guarirà dai mali , di cui soffre, se gli altri Paesi europei ( Germania, Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra,…) non modificheranno RADICALMENTE la loro ignobile politica.

  3. Ivana ha detto:

    La funzione attuale del Grillismo la conosce bene solo Casaleggio… del resto lui di web se ne intende non poco e sa bene come renderlo produttivo…. l’utente, per sua natura, resta sempre un allocco…..guardate oltre il vostro naso!!

  4. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Ho una proposta per il Presidente Giorgio Napolitano : affidi l’incarico di formare il nuovo Governo al medico GINO STRADA, che da tempo ha dato, e continua a dare una concreta testimonianza di capacità pratiche e fattive, accompagnate quotidianamente da un comportamento onesto e generoso.

  5. Ivana ha detto:

    Senza nulla togliere a Gino Strada che stimo tantissimo per il suo infaticabile e ammirevole lavoro, sarebbe come se, da malata grave, andassi all’ospedale e trovassi un bocconiano con il camice bianco…. “non si preoccupi signora, studio da sempre i mercati specie finanziari, le aziende e le altre istituzioni che lo compongono”. No, non credo che Gino Strada sia proponibile, almeno al momento attuale o almeno fino a che, buon per noi, ci resta la grande capacità di
    discernimento di un uomo come Napolitano….

  6. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Carissima Ivana, nessuno di noi può ignorare una verità, oggi incontrovertibile : TUTTI ( dico TUTTI ) i sedicenti politici attuali, oltre che essere impermeabili ai valori dell’etica, sono manifestamente incapaci di governare la ” res publica”.Anche le scelte di Giorgio Napolitano non credo rivelino “la grande capacità di discernimento “, di cui tu parli. GINO STRADA, invece, in un ambiente intriso di guerra, ha mostrato di possedere l’arte di governo ( che non è -come tu sembri pensare- un’attività meramente teorica ). Governare significa comprendere le esigenze della gente, che ci circonda, ed essere capaci di organizzare se stessi e gli altri, eliminando o attenuando le difficoltà presenti. GINO STRADA possiede a iosa questa capacità, e , quindi, ribadisco la mia proposta : si nomini Senatore a vita questo coraggiosissimo medico, e gli si dia l’incarico di costituire il nuovo Governo del nostro Paese ( egli saprà scegliere gli uomini adatti per questo compito).

  7. Paolo Falconi ha detto:

    La levata di scudi contro Grillo e il Grillismo per far credere che la causa dell’ingovernabilità sia attribuibile al M5S e alla sua chiusura a qualunque accordo è ignobile! Sono coerenti alle loro promesse, chi li ha votati doveva saperlo. Sarebbe stato più ignobile se promettevano quello che da sempre hanno affermato “mandarli a casa” e poi comportarsi come ogni altro quaquaraquà, accordandosi proprio con il PDL e il PD senza L.
    Almeno sono coerenti.

    Roma è grande e chi non la conosce fa fatica ad individuare le vie, i palazzi … quindi che male c’è.
    Sull’ignoranza dei grillini, gioca anche l’emozione! capita di dire fesserie a tutti, mica sono politici navigati pronti a cavarsela come un gatto in caduta sa rigirarsi per tempo prima di toccare terra! e poi le Jene si sono divertite a dimostrare quanto fossero ignoranti i politici tradizionali … quelli che oggi dimostrano responsabilità e vogliono dare un governo al Paese che amano, ma che in questi ultimi 20 anni hanno solo fatto gli affari loro … mancando la promessa più importante: a novembre 2011 mentre Monti pensava a come ridurre lo spread da 580, i politici avrebbero dovuto riformare un bel po di cosette, compreso dare un segno simbolico “ridursi lo stipendio” … invece!

  8. Salvatore Paterniti ha detto:

    Carissimo Casarrubea, da semplice tuo lettore, mi permetto di fare questo comento :
    -a mio modo di veder e un giudizio politico non deve essere “assoluto” ma “relativo”. In altre parole dovresti applicare gli stessi criteri di giudizio anche agli eletti degli altri partiti. Cito a memoria una trasmissione delle “Iene” di qualche tempo fa nella quale fior di deputati e senatori, con una carriera di diverse legislature alle spalle, non sapevano rispondere alle piu’ elementari domande (tipo: quante sono le regioni italiane, ecc.).
    -nella valutazione dei costi/benefici di un’operazione si deve tenere conto anche degli effetti positivi “indiretti” che il voto al movimento 5 stelle ha provocato all’interno degli altri partiti. Per esempio: adesso tutti dicono di volere la “riduzione dei costi della politica” ma fino a pochi mesi fà un ordine del giorno simile è stato respinto alla camera col voto contrario di tutti i partiti (salvo l’IDV). Bersani stesso, di fronte allo scandalo alla Regione Lazio, dove tutti i partiti, all’unanimità, aumentarono di tre volte i fondi a disposizione dei gruppi (che poi li utilizzarono) , si limito’ a dire: “noi non abbiamo nessun Fiorito”. Evidentemente a lui basta ma agli elettori non basta.

    • casarrubea ha detto:

      Caro Salvatore,
      la differenza tra tutti i partiti e il M5S sta nel fatto che quest’ultimo dice di voler mandare tutti a casa, di essere il miglioredei mondi possibili. Ora non ti pare che i grillini dovrebbero dare l’esempio studiando un pò di più? Altrimenti perchèlio dovremmo definire diversi dagli altri? Non c’è cosa peggiore che sentirsi i migliori, o essere arroganti. Possiamo cadere dalla padella alla brace, e cioè da una condizione di politici corrotti e ignoranti, a un nuovo ceto di giovani non all’altezza dei compiti che si propongono per un’Italia diversa? Considera il mio un modo per stimolare un impegno maggiore di quello che traspare dalle piazze accaldate, perchè, non c’è dubbio, tanto più si vuole cambiare, tanto maggiore deve essere la professionalità che occorre investire. Per non dire infine che sono molto preoccupato dell’insistenza di Grillo per un partito unico. Il suo. Così si passò dalla Repubblica di Weimar a Hitler, anche se questo, adesso, sembra una spropositata affermazione.

  9. Salvatore Paterniti ha detto:

    Scusami se insisto, ma non sono d’accordo.
    Io, questo pericolo di un nuovo Hitler non lo vedo (neanche in senso metaforico).
    Questa impostazione mi ricorda le vicende della mia giovinezza.
    A 15 anni, nel 1968, frequentavo il liceo, avevo i capelli lunghi e il mio primo impegno “politico” fu una “calia” per partecipare, insieme ad altri due compagni, ad una manifestazione sindacale dei solfatari, ad Enna.
    L’indomani l’insegnante di Storia volle dimostrarci, davanti a tutta la classe, che noi non conoscevamo assolutamente nulla nè del comunismo teorico nè del comunismo reale e che quindi eravamo solo dei poveri ignoranti strumentalizzati a fini politici da qualche attivista interessato, corruttore di giovani menti.
    Egli aveva pienamente ragione circa l’ignoranza ma aveva certamente torto sulla nostra autonomia e quindi sulla nostra capacità di migliorare.
    L’ignoranza si puo’ ridurre e l’autonomia si puo’ sviluppare. Bisogna almeno sperarci e rischiarci sopra.

    • casarrubea ha detto:

      Caro Paterniti,
      non c’è un solo campo di esperienze che ci possa aiutare. Se vogliamo costruire democrazia, dobbiamo toglierci dalla testa di essere i soli a poterlo fare, sputando addosso a tutti gli altri.

  10. Ivana ha detto:

    Carissimi signori,
    per quanto mi riguarda, di verità incontrovertibili io non ne conosco…. sono nata con il dubbio ben attorcigliato nel DNA. Non sto a ripere quello che ha già ben raccontato il Dott. Casarrubea che peraltro non conosco, sono capitata qui per puro caso e mi è piaciuto quello che ha scritto, colgo l’occasione ora per salutarlo e ringraziarlo per l’ospitalità. Penso che non sempre chi ti solleva dal malessere fornendoti una prospettiva lo faccia per fini nobili, da quello che vedo e sento in questi giorni mi pare che l’inquadramento, nelle righe, di questi giovani sia totale… non va bene. I giovani sono, per loro natura pronti a “credere” e forse anche a “obbedire”. Io invece non credo, non ho mai creduto a nessuno che mi servisse il piatto pronto con la soluzione facile. Anche l’obbedienza non è mai stata il mio forte.
    .
    Grillo ha un piano infattibile, economicamente parlando, i contenuti sono solo perlopiù slogan e insulti. Ma in questo momento drammatico sta “cavalcando la tigre”, è già accaduto in passato e più di una volta, meglio rifletterci . Il confronto dialettico è totalmente assente, non funziona così, non è credibile. La politica del tanto peggio, tanto meglio (costruiamo poi sulle macerie) non mi è proprio nuova, bisogna poi vedere, quando arriva il meglio (se arriva) a chi è destinato. A me tutto questo non pare normale (come non lo era quando il cavaliere scese in campo), c’è qualcosa di stonato e il mio campanellino d’allarme suona senza sosta.

    Ma il paragone con quell’evento non sarebbe pertinente, enormi sono le differenze, diverso il contesto. Perchè oggi il rischio è molto, molto più alto. La rete, lungi dall’essere libera e indipendente, può diventare un nodo scorsoio alla gola. Questa, a mio avviso, è la differenza sostanziale, chi controlla la rete controlla tutto, e qualcuno si sta preparando a farlo…. Dietro ci sono interessi enormi, invisibili e incomprensibili ai semplici utenti (e anche Grillo, ne sono certa, è un semplice utente) e c’è anche spazio per ogni tipo di delirio. E qui mi fermo.

  11. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Ad Ivana faccio notare che ognuno di noi vive , oscillando tra dubbi e certezze. Nella vita quotidiana di ogni uomo non esistono nè dubbi assoluti e perenni, nè certezze assolute e perenni.Io, comunque, ho da tanti anni una certezza : occorre lottare con fermezza,per liberare gli uomini dal dolore e dall’oppressione dei potenti. Da quello che scrive comprendo che Ivana è una persona pensosa, con la quale è utile e piacevole discutere e confrontarsi.

  12. Ivana ha detto:

    Ti ringrazio molto, Francesco, per il tuo apprezzamento.

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