L’ira funesta di Grillo

Laura Boldrini e Pietro Grasso

Laura Boldrini e Pietro Grasso

“Cantami o diva del Pelide Achille/l’ira funesta che infiniti addusse/ lutti agli Achei…”. Ma qui non c’è Omero che racconta le vicende dei troiani e dei greci, ma un pazzo che, pensando di usare per i suoi scopi le misere condizioni in cui si trova l’Italia, senza meta e senza nocchiero, in un mare in tempesta, pensa di trarre vantaggi dalle disgrazie altrui. Non è l’Italia che Dante Alighieri si sarebbe sognato, ma un vero postribolo. La cosa peggiore è la mancanza di consapevolezza del punto in cui siamo arrivati, o lo stuolo degli altri pazzi che hanno smarrito ogni senso delle regole che fanno una danza macabra attorno al protagonista principale delle scene di follia.

Cosa ha fatto Grillo finora? Ha indossato i pantaloni alla zuava, il cinturone e il fez da capo di uno strano partito tutto suo e, approfittando dell’assenza temporanea di regole, o meglio del loro sovvertimento da parte dei tradizionali partiti, non ha pensato di rimediare ai guasti finora prodotti, ma ha fatto quello che più o meno avevano fatto i segretari politici suoi antagonisti. Si è premurato di curare un suo orticello, mandando al Parlamento una nutrita truppa di suoi rappresentanti. Ragazzi che, avendo la testa sulle spalle,  non pensano proprio di eseguire ordini, ma di rappresentare la Nazione nel posto che ora occupano. Come vuole l’articolo 67 della Costituzione di cui tutti i partiti hanno fatto altro uso che quello per il quale questo articolo era stato scritto dai padri della Patria. Leggiamo infatti che “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.  Cioè il parlamentare non deve votare seguendo un dictat, un indirizzo esterno alla sua coscienza, perché egli, nello stesso momento in cui si siede al suo posto, alla Camera o al Senato della Repubblica, risponde solo alla Nazione, cioè agli italiani. E non a Grillo o a qualche altro. Se questa fosse la regola interiore di ogni parlamentare, l’Italia non avrebbe i problemi che invece ha. Comunque ne avrebbe di meno. Invece non solo dell’art. 67 tutti, a cominciare da Grillo, hanno fatto carta straccia, ma in conseguenza della sua abolizione, ogni parlamentare è diventato ipso facto oggetto di persecuzione per le opinioni espresse e per i “voti dati nell’esercizio” delle sue “funzioni”. Ostracismo che viene messo in pratica clamorosamente in queste ore, in disprezzo del successivo art. 68, da parte di un Movimento che si ritiene alla testa del cambiamento dell’Italia, e che trasforma invece i propri rappresentanti eletti, in oggetti di ricatto e di ritorsione.  “Chi sgarra è fuori”, ha detto Grillo. E a molti questa frase lapidaria è sembrata una minaccia. Per me è roba da codice penale.

Giuseppe Casarrubea

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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4 risposte a L’ira funesta di Grillo

  1. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Con amarezza e con rammarico constato che LAURA BOLDRINI e PIETRO GRASSO appartengono alla ” NOMENKLATURA” del passato. Chi desiderava ( e continua a desiderare ) il RINNOVAMENTO si attendeva la designazione di persone, totalmente estranee alla “NOMENKLATURA” del passato. I personaggi NUOVI – si dice – sono privi di quell’esperienza, che è necessaria per guidare gli eventi della vita e del mondo.Io so che nessuno è così fortunato da avere , fin dall’inizio, il bagaglio dell’esperienza, e so anche che questo bagaglio MAI E’ CONCLUSO. E’ probabile che il caos e le “oggettive” contraddizioni,oggi esistenti, superino questa “impasse”, e riaprano la via al DESIDERIO DEL NUOVO ( i Latini indicavano la volontà e il progetto di un’autentica rivoluzione con questa espressione : ” REBUS NOVIS STUDERE ” ). Viviamo, in questi giorni, un momento di rivoluzione, oppure un momento di conservazione e di ripetizione del passato ? E’ il tempo del “TUTTO CAMBI,PERCHE’ TUTTO RESTI COME PRIMA” ? Dal mondo della Chiesa , con l’elezione del Papa Francesco, comincia a soffiare, CLAMOROSAMENTE e VISTOSAMENTE, il vento del NUOVO. Sapremo noi,laici e illuministi ,seguire l’esempio, che ci offre Papa Francesco ?

  2. Ivana ha detto:

    Si, è vero “La cosa peggiore è la mancanza di consapevolezza del punto in cui siamo arrivati..”. Non mi ha stupito affatto il comportamento di Grillo e, adesso, neanche la sua retromarcia. Vedo in tutto questo una drammatica logicità, non poteva essere diversamente da parte sua, loro. Mi sconcerta invece il fatto che abbia ancora tutto questo credito, siamo davvero messi male….

  3. Giovanni Pietrangelo ha detto:

    Non c’e’ bisogno di fare nomi, ma di personaggi come Grillo ce ne sono sempre stati nella storia, pronti ad approfittarsi della perdita di fiducia, da parte dei cittadini, nei politici e nelle istituzioni. Attenzione alla “vox populi” che vuole solo distruggere ma che non offre il vero cambiamento che tutti vorremmo.

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