Il teatro dei pupi di Beppe Grillo

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Pensavo che gli unici pupi fossero quelli di Berlusconi. Ma adesso capisco che c’è chi supera in grottesco e in drammaticità al tempo stesso, il cavaliere di Arcore. Anche i pupi di Grillo non scherzano, alla faccia dell’art. 67 della Costituzione che recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Altro che libertà dai vincoli, qui pare che i grillini siano tenuti proprio al guinzaglio e con la museruola. Non si sente un latrato di cane.

Non so se Beppe Grillo si sia consultato con qualche esperto della Corte Costituzionale per le affermazioni che ha fatto oggi sul suo blog. Penso proprio di no e che egli continui a spararle grosse, continuando ad arrampicarsi sugli specchi. Leggo: “Se l’Italia è senza governo (in realtà è in carica il governo Monti) ha però un Parlamento che può già operare per cambiare il Paese. Non è necessario un governo per una nuova legge elettorale o per avviare misure urgenti per le pmi o per i tagli delle Province. Il Parlamento le può discutere e approvare se solo volesse sin da domani.” Il comico pensa che il Parlamento italiano, che è uno dei tre poteri su cui si articola lo Stato (l’altro è la Magistratura), possa fare a meno del Governo, e che gli italiani possano abituarsi all’idea di potere fare a meno dei partiti e dello Stato. Cioè del sistema su cui si è retta finora la democrazia. Per lui ciascun potere può anche non esistere o non essere neanche istituito, perché avendo vita autonoma può procedere per i fatti suoi e secondo un calendario suo proprio. Magari in qualche sede innovativa quale potrebbe essere una piazza o una grande sala teatrale. O, la Rete, dove ciascuno può dire quello che gli pare e prendere a pesci in faccia chi non gli piace.

Purtroppo, o per fortuna, le cose non stanno come le pensa Grillo perché ogni potere non può esistere negando i diritti costituzionali degli altri due poteri di cui fino a prova contraria lo Stato ha bisogno per esistere. Il Governo, ad esempio, anche se non fa parte del Parlamento ha il diritto e qualche volta anche l’obbligo, di assistere alle sedute parlamentari e i suoi membri, “devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono”, dice la Costituzione. Specialmente di questi tempi come ha dimostrato il caso dei due marò, o come la stessa crisi economica imporrebbe. Che finalità avrebbero altrimenti le leggi senza un esecutivo in grado di metterle in opera? Ecco perché un governo è urgente ed ecco perché quello che dice Grillo nel suo blog è una baggianata. L’Italia ha urgenza estrema di un Governo e che Grillo lavori in senso opposto puzza a cento miglia di distanza.

In un momento così tragico qual è quello che attraversiamo il comico trova pure il tempo e lo spirito per prendere le cose alla leggera: “Si fa passare l’idea che senza Governo il Paese è immobile, congelato, in balia dello spread, delle agenzie, ma si tace sul fatto che le leggi per le riforme possono essere discusse e approvate senza la necessità di un governo in carica”. Dunque Grillo dice: – che vada a quel paese il tentativo di Bersani e che i parlamentari si mettano a fare quello che vuole il M5S approvandone le proposte. Saranno pure buone queste proposte, ma pretendere che ci sia un Governo da subito a disposizione della volontà parlamentare è pure una questione  di responsabilità politica e di buon senso. O no? Nessun medico al capezzale di un ammalato sarebbe credibile se dicesse  che ha altro da fare. Ma ormai il colpo tagliente è stato inferto e non credo che, continuando ancora per molti giorni ancora, Grillo guadagni consensi alla sua impressionante follia. Il guaio in ogni caso è che ne paghiamo le spese tutti gli italiani.

GC

Informazioni su Giuseppe Casarrubea

Giuseppe Casarrubea (1946 - 2015), ricercatore storico. E' stato impegnato per anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a Il teatro dei pupi di Beppe Grillo

  1. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Il Parlamento è il corpo dello Stato,cui spetta di legiferare : l’Esecutivo legifera solo in particolari circostanze. L’applicazione delle leggi, approvate dal Parlamento, è compito della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, in tutte le sue articolazioni. La PUBBLICA AMMINISTRAZIONE continua a svolgere la sua attività ANCHE QUANDO IL PAESE E’ PRIVO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E DEL RELATIVO PRESIDENTE. E’ assai strano che il nuovo Parlamento non esplichi la sua fondamentale competenza ( quella di legiferare). Credo che nel nuovo Parlamento ci sia un ampio consenso per legiferare e sostituire con nuovi provvedimenti quelli massacranti, adottati, in modo autoritario, dal Governo di Mario Monti. Perchè i partiti si astengono dal promuovere l’attività legiferante del Parlamento ? Questa inerzia è veramente riprovevole . Si attende, forse, un “DEUS EX MACHINA”, un inviato dalla Provvidenza ?

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