Partinico e la vittoria di Pirro

Il sindaco Lo Biundo

Il sindaco Lo Biundo

Aprendo il Giornale di Sicilia di questa mattina ho visto, con mia grande sorpresa, che a Partinico ha vinto lo schieramento di centrosinistra, mentre le due liste civiche dell’altro candidato, Gianfranco Bonnì, non ce l’hanno fatta, con il loro 44,12% dei consensi.

Ma quale centrosinistra ha vinto? Quello di ben sette liste civiche che ci hanno dato la prova di un paese ancora immaturo e diviso? Quello di un sindaco che, per rioccupare la poltrona, ha armato una moltitudine di piccole truppe mandandole alla conquista del palazzo? A quale centrosinistra si ispirano tutti questi militi? Non lo sapremo mai, perché niente e nessuno li ispira, tranne, il potere, per quello che vale, a Partinico. E per inseguire il potere, il nostro vecchio/nuovo sindaco, si è dotato di particolari antenne e di un anemometro speciale utile ai suoi scopi. Cambiando il vento, si è spostato, infatti, dal partito dell’inquisito per voto di scambio con i mafiosi di San Lorenzo di Palermo, l’eurodeputato Antonello Antinoro del Cdu, al partito del megafono di Crocetta, mettendosi in tempo utile dietro un paravento. Se il centro sinistra è questo, preferisco Emanuele Filiberto di Savoia che si è dato ai giochi sportivi internazionali, non avendo nient’altro da fare.

Ma per il giornalista il vincitore è il vecchio sindaco Salvo Lo Biundo che, certamente, con il suo 55,88% ha avuto la meglio e perciò è di diritto il nuovo sindaco. C’è un piccolo particolare, però, in questo ragionamento lapalissiano. Si è recato alle urne soltanto il 50,77% dei partinicesi, mentre l’altra metà ha preferito starsene a casa. Mi pare altrettanto evidente allora che per quanto vincitore, il vecchio/nuovo sindaco rappresenti poco più di un quarto dei partinicesi e noi, che non abbiamo peli sulla lingua, ci sentiamo autorizzati a chiamarlo il sindaco “quartino”, in  quanto rappresenta solo la metà della metà dei partinicesi.

E tuttavia ce lo dobbiamo sorbire per altri cinque anni. Dio solo sa se per le amministrative che verranno nel 2018, questo nostro cavaliere delle truppe d’assalto addestrate ad espugnare il palazzo della cosa pubblica, non presenterà un più ampio schieramento di tribù armate, ancora più esperte ad usare catapulte, costruire trabocchetti e preparare trappole per i poveri inesperti di questo nostro inguaribile paese. Ci saranno, forse, trenta liste “civiche”, ad appoggiare il futuro sindaco. Una per ogni aggregato di famiglie, o due o tre per gli aggregati di ciascun quartiere. Ma proprio per questo penso che se hanno vinto, anche questa volta, le truppe cammellate, preparate con congruo anticipo sulla data dello scontro finale, questa vittoria è un brutto segno per Partinico. Vediamo perché. Lo Biundo:

–  è un sindaco che promette e non mantiene;

–  ha un’intuizione politica che non va oltre il suo naso;

– ha poco da aspettarsi da un paese che nella maggioranza dei casi non si sente rappresentato da lui e dal codazzo degli assessori che ha già messo in campo per rispettare, con il bilancino del farmacista, accordi e patti stipulati chissà dove e quando;

– ha di fronte un paese carico di problemi, stanco e sfiduciato a tal punto che in quindici giorni la percentuale dei votati è scesa di ben 22 punti percentuale.

E non vogliamo aggiungere altro per carità di patria. E’ vero che, da quello che sembra, ha ottenuto, con la mobilitazione  del suo arcano villaggio elettorale, il 55,88% dei voti validi pari a 7763 voti, ma il suo avversario, l’avvocato Gianfranco Bonnì,  ha raggiunto, contro ogni aspettativa, il 44,12 % dei consensi, privo di potere, d’apparato e di tutto. Con i suoi 6130 voti ha dimostrato di avere un seguito non indifferente che sarebbe un sacrilegio buttare via. Tanto per cominciare questa è una parte considerevole della nostra popolazione, che costituisce una buona opposizione alla nuova amministrazione Lo Biundo. Una massa popolare che deve trovare le sue forme organizzative, quale potrebbe essere, ad esempio, un Comitato cittadino di opposizione, capace di darsi uno spazio nei social network, una strumentazione di base per la discussione, una sede reale di incontro e di elaborazione che eviti l’errore di considerare  la rete come la sede esclusiva dell’elaborazione politica.

Insomma il lavoro non finisce adesso con questo risultato un po’ scontato. E’ questo l’augurio che facciamo a Gianfranco Bonnì. Che si metta alla testa di un coordinamento di forze e di cittadini che vogliono cambiare realmente. Altrimenti Partinico sarà sempre una palude.

Giuseppe Casarrubea

Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Partinico e la vittoria di Pirro

  1. Sono di sinistra ( vengo dal vecchio PCI ) e sono siciliano trapiantato a Modena. Ho letto attentamente l’articolo e lo condivido appieno, perchè in Sicilia non esiste una vera classe politica. Non esistono veri partiti.Come quaglie, la stragrande maggioranza dei cosiddetti politici saltano da un posto e l’ altro per interessi personali.La Sicilia è bella senza i siciliani.

  2. Antonina Misuraca ha detto:

    L’augurio non basta! Insieme all’augurio a Gianfranco Bonnì, che mi pare un auspicio più che un semplice augurio, ci vuole il contributo personale di quanti come noi hanno creduto e lavorato per formare coscienze critiche, che hanno provato ad insegnare “come pensare e non “cosa pensare”! Non è mai troppo tardi per continuare a lavorare per la collettività, il tuo paese ha bisogno di te per uscire dalla palude! un abbraccio!

  3. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Oggi dietro la parola “CENTROSINISTRA” si nasconde un grosso equivoco. L’elettorato del cosiddetto “CENTROSINISTRA” non è altro che l’elettorato della vecchia DC : una massa di gente, che non ha alcun progetto di riordinamento sociale, e si contenta di assicurarsi un modesto “pane quotidiano”, indossando l’abito dei “clientes” ( il “cliens” è colui, che fa poco, o nulla, e accetta la “sportula”, il compenso, offerto dai potenti ).Dare queste indicazioni, a proposito della situazione odierna ( locale, e nazionale ), non è sufficiente. In primo luogo bisogna apertamente riconoscere che nel nostro Paese , da lungo tempo, non esiste una “SINISTRA”. I potenti HANNO ELIMINATO, con la violenza,gli oppositori più fervidi, e, con accordi infami ( con la corruzione ) HANNO ADDOMESTICATO chi si opponeva, senza avere maturato e acquisito una ideologia adulta e appassionata. All’assenza di oppositori si aggiunge un altro, vistosissimo limite. La DC, pur essendo, nel suo complesso, un partito conservatore, aveva nel suo seno mature e sincere frange di INNOVATORI : penso a DOSSETTI, al siciliano LA PIRA, ad IGINO GIORDANI,…….Oggi, in seno al sedicente “CENTROSINISTRA”, non ci sono più fautori dell’INNOVAZIONE. Nel mondo cattolico italiano ( che costituisce la spina dorsale del nostro Paese) i propositi di INNOVAZIONE SOCIALE sono sostenuti da un esiguo gruppo di PRETI OPERAI, un centinaio di individui, che pubblicano una rivista con grandissimi sacrifici personali. Prospettive di apertura sociale sembrano presenti nel comportamento di Papa Francesco. Ai pochi, che conservano nel cuore e nella mente, il desiderio e il progetto di una società ragionevole, tocca IL COMPITO DI NON SMARRIRSI, aprendo gli occhi ai ciechi e le orecchie ai sordi. Il che, a pensarci bene, è avvenuto sempre nella storia degli uomini. L’invito ad organizzarsi ( che tu rivolgi ai perdenti di Partinico ) è benedetto. Non si dimentichi che , al di là delle apparenze macroscopiche, nei sotterranei delle vicende umane le esigenze costruttive continuano a vivere, e a poco a poco si coagulano fino al momento in cui esplodono, e rompono la crosta del male e dell’oppressione.

  4. Leonard Rogers ha detto:

    “Il rinnovamento non ce l’ha fatta”, ha commentato a caldo l’avvocato Bonnì, uscito sconfitto dal ballottaggio con il sindaco uscente Lo Biundo. “Partinico non vuole cambiare – ha aggiunto – ne prendo atto. Non posso che inchinarmi alla volontà degli elettori, che hanno votato per la continuità. Mi auguro adesso che Lo Biundo faccia atti concreti per Partinico e non sia latitante. Spero che rispetti gli impegni presi in campagna elettorale”.

  5. Katherine H. Skinner ha detto:

    VILLAFRATI. Francesco Agnello diventa sindaco conquistando con 574 voti. Rosario Verciglio 402, Santo Salvatore Porcaro 369.

  6. Erick F. Hansen ha detto:

    “Il rinnovamento non ce l’ha fatta”, ha commentato a caldo l’avvocato Bonnì, uscito sconfitto dal ballottaggio con il sindaco uscente Lo Biundo. “Partinico non vuole cambiare – ha aggiunto – ne prendo atto. Non posso che inchinarmi alla volontà degli elettori, che hanno votato per la continuità. Mi auguro adesso che Lo Biundo faccia atti concreti per Partinico e non sia latitante. Spero che rispetti gli impegni presi in campagna elettorale”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...