L’Europa come obiettivo e come opportunità

Matteo-Renzi

Matteo-Renzi

La vittoria di Renzi nelle elezioni europee di domenica non ha nulla di ordinario. Non era mai successo, infatti, che i partiti politici, subissero uno spostamento di consensi così alto come quello che ha registrato il PD e che l’arcipelago dei vecchi governi fosse mandato in frantumi in tutte le sue periferie. La debacle ha colpito anche partiti tradizionalmente forti, come il PdL-Forza Italia, i populismi chiassosi delle piazze e della rabbia senza direzione politica, mentre hanno fatto capolino sulla scena partiti che hanno saputo leggere la crisi nostrana, sia a destra come il NCD, sia a sinistra come il partito di Alexis Tsipras.
La prima domanda da porsi è dunque questa: cosa rappresentano i risultati elettorali in Italia? Non ci sono altre risposte che questa: una forte spinta verso un processo di riforme e di cambiamento che riesca a risolvere la crisi che attanaglia il mondo del lavoro con tutti i suoi dati drammatici e di prospettiva. Ciò significa che in queste europee gli italiani hanno creduto nella scommessa di Renzi e hanno in qualche modo premiato Alfano e la lista Tsipras per i loro elementi di supporto positivo a un mutamento degli atteggiamenti istituzionali europei. Hanno espressso in modo inequivocabile la volontà di un cambiamento di rotta rispetto alla mortificante azione di restrizioni contro i ceti medio-bassi volute dal neoliberismo della Merkel. Se Renzi riuscirà, con il suo piccolo esercito a giocare una buona partita con i suoi potenziali alleati di Bruxelles, a cominciare da Martin Schultz, le cose allora potrebbero cambiare, a partire dalle riforme economiche e da una saggia politica sull’immigrazione. In questo senso Tsipras propone un cambiamento profondo: riduzione delle spese militari; tassazione delle transazioni finanziarie e dei beni di lusso; difesa del diritto all’istruzione, alla sanità e all’ambiente. Cioè un’inversione della politica della Troika.
A questo punto a Renzi non conviene isolarsi, ma trovare ogni consenso possibile. Non solo quello dei socialisti europei, ma anche e soprattutto delle forze autenticamente europeiste, come quelle raccolte anche per l’Italia dalle liste Tsipras, con cui Renzi dovrà fare i conti se non vuole avviare la diaspora del Pd, come effetto indotto da una malaugurata continuità politica nei vari Paesi dell’Europa.

GC

Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a L’Europa come obiettivo e come opportunità

  1. Giacomo Falchetta ha detto:

    Bel pezzo! A questo proposito mi fa piacere condividere un post che ho appena scritto: https://giacomofalchetta.wordpress.com/2014/05/29/europa-e-kant/#more-170

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