Caccia al Diario di Ciano

II

Novità dagli Archivi segreti americani
di Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino

IL PICCOLO 03 12 14

IL PICCOLO 03 12 14

Abbiamo già accennato alle rivelazioni dell’Ss Klaus Hügel, secondo le quali sono gli agenti dell’Sd nazista a propiziare i contatti tra Edda e il prete in Svizzera a partire dal marzo 1944, nell’ambito dell’Operazione Roderich.

Vediamo ora il dossier del tenente delle Ss Walter Segna, citato poc’anzi da Hügel. Arrestato dagli americani a Verona alla fine del conflitto, il tenente rivela che nel gennaio del 1944 il generale Harster gli chiese di “contattare don Pancino, allo scopo di impadronirsi del Diario personale di Ciano che Edda aveva portato con sé in Svizzera”. Nelle parole di Segna, il prete si rifiutò di negoziare con la vedova Ciano la consegna delle agende ai nazisti, ma acconsentì a “chiedere a Edda di non rendere pubblici i contenuti del Diario. Di ritorno dalla Svizzera, don Pancino affermò che Edda era disposta a tenere segreto il Diario fino al dopoguerra, un periodo in cui avrebbe avuto bisogno di maggiori quantità di denaro”.

Da qui la solerte mossa del sacerdote, che convince la sua amica d’infanzia a conservare le agende manoscritte di Galeazzo in una cassetta di sicurezza del Credit Suisse, a Berna. In cambio di soldi, a quanto sembra, e di chissà quali altre promesse. Almeno fino alla conclusione del conflitto bellico.

Nel corso degli interrogatori ai quali viene sottoposta dagli agenti dell’intelligence statunitense a Weimar (Germania) nell’estate del 1945, Frau Hildegard Beetz rivela che un pezzo grosso delle Ss, il generale Wilhelm Hoettl, voleva impedire a tutti i costi a Edda di “entrare in contatto” con l’intelligence delle potenze alleate in Svizzera, affinché “non sottoscrivesse degli accordi per la pubblicazione del Diario. Hoettl sperava così di persuaderla a tornare in Italia”. Se non è possibile al momento mettere le mani sui Diari di Ciano – è questo il logico ragionamento dello spionaggio nazista –, si può almeno fare in modo che non cadano in mano agli Alleati.

Don Giusto Pancino – “sacerdote cattolico, amico e confessore di Edda” – è in realtà un agente tedesco dello Sichereitsdienst germanico, l’Sd. Il suo nome in codice è “Nikolaus” ed è alle dirette dipendenze del generale delle Ss Wilhelm Harster, a Verona.

Lo attesta un rapporto dello Special Counter Intelligence (Sci) alleato nel giugno 1945. Harster e Segna sanno bene che il religioso “non era valorizzato dalla Chiesa, tanto che gli era stata affidata una piccola parrocchia in una zona rurale nei pressi di Feltre”. Con astuzia, giocano allora sul fatto che il prete “ambisce a fare carriera” nelle gerarchie ecclesiastiche.

Racconta lo spionaggio Usa che “fu raggiunta un’intesa: in cambio dell’assistenza finanziaria tedesca, don Pancino avrebbe permesso a Segna di visionare la corrispondenza tra Mussolini e la Contessa Ciano. Don Pancino, inoltre, avrebbe tenuto informato Segna in merito ai negoziati tra il Duce e sua figlia”. Fino all’estate del 1944, è proprio il tenente delle Ss Walter Segna in persona a consegnare al prelato “sei pagamenti in contanti di 10.000-15.000 Lire ciascuno”.

Girano molti soldi, dunque. Anche se non è ancora chiaro se “l’assistenza finanziaria tedesca” arrivi a toccare anche la vedova Ciano in Svizzera.

Nei suoi interrogatori del 1945, a Weimar, Frau Beetz parla ampiamente di don Giusto Pancino. La ragazza diffida del sacerdote. Lo considera un losco doppiogiochista. Dichiara addirittura di essere certa che lavorasse “per l’intelligence vaticana” e che “Edda abbia commesso l’errore di fidarsi di lui”.

Frau Beetz sa benissimo che le operazioni Roderich e Felicitas rischiano di entrare in collisione. In pratica, è “una gara tra spie”, come rilevano i servizi segreti americani. I contatti tra Edda e il prete, tra l’altro, sembrano dare ottimi frutti. La vedova Ciano è sola e disperata, ma ha ritrovato un caro amico d’infanzia. Al punto da affidargli nel maggio del 1944 il Diario di Galeazzo affinché sia custodito in una cassetta di sicurezza del Credit Suisse, a Berna.

Da Berlino, Frau Beetz apprende inoltre che don Pancino “lavora ora per l’Ufficio VI” del Rsha (Ufficio centrale per la sicurezza del Reich).
Nel corso degli interrogatori dell’estate 1945, la giovane spia tedesca (Hildegard Beetz ha appena 26 anni) aggiunge di aver incontrato Kaltenbrunner a Berlino. È il maggio 1944 e il gerarca nazista le affida ora una nuova missione: tornare nella Rsi per entrare in contatto con l’agente “Nikolaus”, ossia don Giusto Pancino, per tentare ancora una volta di avvicinare la contessa Ciano a Ingenbohl. Scrive l’Oss americano che Frau Beetz ha il compito di “consegnare del denaro a Edda”, nonché comunicarle che, stando alle presunte ultime volontà di Ciano, “doveva starsene tranquilla per non mettere in pericolo la sua posizione in Svizzera”.

Hildegard Burkhardt, alias Frau Felizitas Beetz

Hildegard Burkhardt, alias Frau Felizitas Beetz

È una dichiarazione pesante che Frau Beetz rilascia all’agente Lawrence de Neufville, a Weimar, il 16 giugno 1945. Lo spionaggio nazista, dunque, si muove concretamente per comprare il silenzio della figlia del Duce, allo scopo di impedire che il Diario di Galeazzo finisca in mano agli Alleati.
Risultano ora più chiare le rivelazioni di Walter Segna in merito alle “maggiori quantità di denaro” di cui avrebbe avuto bisogno Edda nel dopoguerra. Ecco il brano integrale dell’interrogatorio del tenente altoatesino delle Ss. È datato 13 maggio 1945 ed è stato desecretato dalla Cia nel 2005:
Il generale [Wilhelm] Harster chiese a Segna [a Verona] di contattare don Pancino, allo scopo di impadronirsi del Diario personale di Ciano che Edda aveva portato con sé in Svizzera. Don Pancino rifiutò cortesemente di negoziare [la consegna del Diario], ma accettò di chiedere a Edda di non rendere pubblici i contenuti del Diario. Di ritorno dalla Svizzera, don Pancino affermò che Edda era disposta a tenere segreto il Diario fino al dopoguerra, un periodo in cui avrebbe avuto bisogno di maggiori quantità di denaro.

È plausibile dunque che “i sei pagamenti di 10.000-15.000 lire ciascuno” consegnati dal tenente Segna all’agente “Nikolaus” – nell’ambito dell’Operazione Roderich e dell’“assistenza finanziaria tedesca” al sacerdote milanese – fossero in realtà destinati a Edda Mussolini, in parte o del tutto.

***

Nel luglio 1944, nella Roma appena liberata dalle truppe anglo-americane, il quotidiano “Risorgimento Liberale” pubblica tre articoli sulle sette agende manoscritte del genero del Duce. È uno scoop mondiale, la prima volta in assoluto che un quotidiano si occupa del Diario di Galeazzo Ciano.
I servizi segreti americani si mettono immediatamente sulle tracce delle agende. Una storia che si concluderà nella primavera del 1945 con la loro vendita al giornale “Chicago Daily News”, sotto gli auspici dell’Oss di Allen Dulles a Berna (diventerà il capo della Cia negli anni Cinquanta).
Per l’Operazione Roderich, gli articoli di “Risorgimento Liberale” segnano l’inizio della fine. La vedova Ciano ha tutti i motivi per diffidare dei patti segreti stretti nei mesi precedenti con l’Sd tedesco a Ingenbohl, tramite don Giusto Pancino. Certo, l’agente “Nikolaus” l’ha convinta a non consegnare i Diari agli Alleati e a metterli al sicuro a Berna, al Credit Suisse. In cambio di denaro, stando alle rivelazioni fatte nel dopoguerra all’Oss dagli agenti nazisti.
Ora però la situazione sta precipitando. Le truppe alleate hanno liberato Roma a giugno e avanzano rapidamente verso Firenze. La guerra potrebbe concludersi entro l’autunno del 1944, con la resa delle forze armate germaniche al Nord.
Pochi giorni prima dell’uscita degli articoli, a metà luglio 1944, Edda lascia il monastero della Santa Croce di Ingenbohl e si trasferisce con i tre figli alla “Maison de Santé” di Malévoz, nei pressi di Monthey (Canton Vallese).
L’operazione è gestita dai servizi segreti elvetici. Non è un caso. La contessa Ciano è ora in pericolo. Potrebbe essere assassinata o rapita dalle Ss. Ha con sé le cinque agende del defunto marito e non se ne staccherà più.
Nella relativa tranquillità di Monthey, Edda torna ora al suo obiettivo originario: vendere il Diario agli americani per farli pubblicare negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Il contratto con il “Chicago Daily News” viene siglato nell’aprile del 1945. La figlia del Duce incassa 25.000 dollari dal giornale statunitense. Qualche mese prima, Edda aveva ricevuto 3.500 franchi svizzeri dalle mani di Allen Dulles, il quale si era impegnato a consegnarle “altri 6500 franchi svizzeri”.

***

FONTI ARCHIVISTICHE
NAZI WAR CRIMES DISCLOSURE ACT
(“DECRETO PER L’APERTURA DEGLI ARCHIVI SUI CRIMINI NAZISTI”)
STATI UNITI D’AMERICA
ANNO 2005

– “Interrogatorio di Walter Segna” (Csdic), 13 maggio 1945, Nazi War Crimes Disclosure Act, 2005, “Segna Walter”, Pdf 0001.

– “L’Rsha e la morte del Conte Ciano”, rapporto basato sull’interrogatorio di Hildegard Burkhardt Beetz e inviato da Lawrence E. de Neufville (Special Counter Intelligence, Sci, Weimar) al Comando centrale dello Sci (Monaco), 14 giugno 1945, Nazi War Crimes Disclosure Act, 2005, “Beetz Hildegard”, Vol. 1, Pdf 0061, Confidenziale.

– “L’Rrsha ed Edda Ciano in Svizzera”, rapporto basato sull’interrogatorio di Hildegard Burkhardt Beetz e inviato da Lawrence E. de Neufville (Sci, Weimar) al Comando centrale dello Sci (Monaco), 16 giugno 1945, Nazi War Crimes Disclosure Act, 2005, “Beetz Hildegard”, Vol. 1, Pdf 0063, Confidenziale.

– “Hildegard Beetz, nata Burkhardt, funzionario e agente dello Sichereitsdienst”, rapporto inviato dal tenente Stewart French (Sci, Monaco) al tenente colonnello Andrew H. Berding (Comando centrale dello Sci, Monaco), 18 giugno 1945, Nazi War Crimes Disclosure Act, 2005, “Beetz Hildegard”, Vol. 1, Pdf 0071, Segreto.

– “Interrogatorio di Frau Hildegard Beetz” (rapporto speciale redatto da Reginald Phelps, Sci, Germania), 9 luglio 1945, Nazi War Crimes Disclosure Act, 2005, “Beetz Hildegard”, Vol. 1, Pdf 0090, Segreto.

– “Klaus Hügel, alias dr. Hübner, allegato D: operazioni Felicitas e Roderich”, interrogatorio realizzato dallo Csdic, 28 maggio 1946, Nazi War Crimes Disclosure Act, 2005, “Beetz Hildegard”, Vol. 1, Pdf 0139.

***

ALTRE FONTI
National Archives and Records Administration (Nara), College Park, Maryland, Stati Uniti d’America: Rg 226, Entry 190C, Box 11, Folder 73.
The National Archives/Public Record Office (Tna/Pro), Kew Gardens, Surrey, Regno Unito di Gran Bretagna: Gfm 33/412; Gfm 36/16; Gfm 36/484; Fo 1093/289.

MJC E GC

PARTINICO (PA), 3 DICEMBRE 2014

Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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