La medicina popolare a Partinico

Il professore Bernardo Inghilleri non si è mai rassegnato nel dover considerare la cultura un fatto cartaceo o libresco. Gli piace sperimentare, uscire con i suoi ragazzi, scoprire che il territorio non solo è un libro aperto che bisogna imparare a leggere, ma che è una fonte di ricchezza, quando questa viene coltivatata e resa produttiva. Il contrario di quello che capita a molti individui che trascorrono la loro vita avendo e vedendo tutti i giorni, davanti a sè, montagne, fiori, alberi, nicchie dove si nascondono i fatti più sconosciuti, fondamentali per capire il mondo e l’universo, ma di cui non sapranno mai nulla.  E’ come convivere con una realtà ignorandone l’esistenza. La stragrande parte degli uomini, almeno nel partinicese, trascorre un’intera vita in questo stato di ignoramento, non vedendo neanche questi doni che la natura con la sua implicita saggezza ci offre, nonostante la nostra ignavia e la nostra totale indifferenza.

Fu Danilo Dolci a scoprire per primo, negli anni ’50, il valore della cultura materiale che ha sempre interessato il cosiddetto mondo contadino, fatto di lavoro, di esperienza, di santi e di maghi. Ma anche di azioni concrete e piccole cose che rappresentano un mondo alternativo ante litteram rispetto a quello catastrofico e sottosopra nel quale siamo immersi.

I contadini non avevano orologio ma si orientavano col sole e chiamavano le piante “armaluzzi”. Avevano una visione organica e vitalistica degli alberi e dell’esistente e conoscevano l’arte di curarsi con le erbe. Ricorrevano ai medici come rimedi estremi, perchè diffidavano della medicina ufficiale.

Il prof. Inghilleri, forse inconsapevolmente, recupera il versante naturalistico e primordiale di questa cultura non codificata, ma tramandata di generazione in generazione, e oggi in gran parte ancora sottovalutata, forse per la mancanza di esperti nel settore. La sua è un’azione benemerita di conoscenza, alla quale approcciarsi con cautela e amore.

GC

Per visionare le piante e le singole schede clicca qui sotto:

Le piante della medicina popolare

Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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