Partire dagli ultimi

Ricevo da Nadia Scardeoni Palumbo e volentieri diffondo il seguente scritto

francisco y pepe

francisco y pepe

Analisi politica di “Francisco y Pepe”
Ci sono due “profeti barricaderi ” , entrambi dell’America Latina, che stanno gettando “massi” nelle paludi marcescenti dei capitali d’occidente , con poche linee essenziali, basilari: partire dagli ultimi. Adelante ( n.s.)
Papa Francesco
“Oggi dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della inequità. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo è esclusione”. “E’ una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, di un mercato divinizzato dove regnano speculazione finanziaria, corruzione ramificata, evasione fiscale egoista”  …
“Chiedo a Dio che cresca il numero di politici capaci di entrare in un autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non l’apparenza dei mali del nostro mondo. La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune”  …
“Non possiamo più confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato”.
“La crescita in equità esige qualcosa di più. Lungi da me il proporre un populismo irresponsabile, ma l’economia non può più ricorrere a rimedi che sono un nuovo veleno, come quando si pretende di aumentare la redditività riducendo il mercato del lavoro e creando in tal modo nuovi esclusi”.
“La necessità di risolvere le cause strutturali della povertà non può attendere: finché non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema. La ‘inequidad’ è la radice dei mali sociali”.
* Diritti sacri. Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari.
Aula Vecchia del Sinodo, martedì, 28 ottobre 2014.
“Questo nostro incontro non risponde a un’ideologia. Voi non lavorate con idee, lavorate con realtà come quelle che ho menzionato e molte altre che mi avete raccontato. Avete i piedi nel fango e le mani nella carne. Odorate di quartiere, di popolo, di lotta! Vogliamo che si ascolti la vostra voce che, in generale, si ascolta poco. Forse perché disturba, forse perché il vostro grido infastidisce, forse perché si ha paura del cambiamento che voi esigete, ma senza la vostra presenza, senza andare realmente nelle periferie, le buone proposte e i progetti che spesso ascoltiamo nelle conferenze internazionali restano nel regno dell’idea, è un mio progetto.
Non si può affrontare lo scandalo della povertà promuovendo strategie di contenimento che unicamente tranquillizzano e trasformano i poveri in esseri addomesticati e inoffensivi. Che è triste vedere che, dietro a presunte opere altruistiche, si riduce l’altro alla passività, lo si nega o, peggio ancora, si nascondono affari e ambizioni personali: Gesù le definirebbe ipocrite. Che bello invece quando vediamo in movimento popoli e soprattutto i loro membri più poveri e i giovani. Allora sì, si sente il vento di promessa che ravviva la speranza di un mondo migliore. Che questo vento si trasformi in uragano di speranza. Questo è il mio desiderio.” ….
Pepe Mujica sostiene che a guidare la vita di ciascuno debba essere il principio della sobrietà:
« …Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco.
Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.
E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari.
Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano.
Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà.
E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi.
L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui che però ti tolgono il tempo per vivere… Lo spreco è [invece] funzionale all’accumulazione capitalista [che implica] che si compri di continuo [magari indebitandosi] sino alla morte.
* Mujica all’UNASUR: «La politica non è mercato»
…. un estratto, tradotto in italiano, del discorso di Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay, in Ecuador, in occasione della cerimonia della Unión de Naciones Suramericanas (UNASUR) per ricevere la presidenza Pro-Témpore dell’organismo regionale, Mujica ha chiesto ai governi della regione di rafforzare il loro impegno con i popoli.
«L’unico merito che ho, è quello di essere ostinato, combattente, costante. Ma non sono nessun eroe… in realtà andai in prigione perché mi presero, perché fui lento. Non ho vocazione di eroe, però ho una specie di fuoco dentro, verso le ingiustizie sociali, la differenza di classe.
Credo che l’uomo è un animale gregario e non può vivere da solo, ha bisogno degli altri. Non è un felino, ha bisogno della società, che ne abbia consapevolezza o meno.
In questo secolo abbiamo raggiunto risultati enormi. C’è tanta ricchezza ma anche tanta disuguaglianza. E queste contraddizioni son quelle che ci ricaricano le pile per riprendere a lottare. In questo mondo, dove si spendono due milioni di dollari al minuto in armi dire che “non ci sono risorse” per integrare la vita umana di milioni di poveri, è non avere alcun pudore, alcuna vergogna.
Dire che in questo mondo “non ci sono soldi” è dire che non abbiamo il coraggio politico di mettere le mani in tasca ai potenti.
Per questo lottiamo in politica. Per provare a dare sempre qualcosa in più ai poveri. Perché l’essere neutrali in politica non esiste, bisogna decidere da che parte stare.
C’è un altro aspetto.
Ci hanno raccontato che c’è un altro mondo, un paradiso. No, il paradiso è questo, e in questo mondo dobbiamo darci da fare perché la gente viva meglio.
E allora il senso di questa cerimonia qual è? Io uscirò di qua lo stesso vecchio che sono entrato. Il senso è sapere che ci sono tanti giovani, e se sei giovane devi sapere questo: la vita sfugge via, di minuto in minuto, e non puoi andare al supermercato a comprarla e quindi: lotta per viverla! Per dare un senso alla vita!
Il privilegio di noi umani è che possiamo, in una certa misura, orientare la nostra vita. Oppure puoi alienarti questa possibilità e passare la vita a fare shopping. Ti farai vecchio, come me, e che hai fatto in questa vita?
Se hai avuto un sogno, ti sei dato da fare per un ideale, e per condividerlo, può darsi rimarrà un ricordo, un alito, che vale più di un monumento, un libro, un poema, una “speranza” che si va realizzando con la nuova generazione.
Niente vale più della vita, lottate per la felicità! E la felicità è dare un senso alla vita! E non lasciare che te la rubino! Usiamo la meravigliosa opportunità di essere nati!
La vita ti presenterà mille difficoltà, ma tu, una e mille volte, sei stato creato con la forza per far fronte, per rialzarti e riprendere a camminare! Non c’è nessun arco di trionfo alla fine, un paradiso, nessuna odalisca. Quello che c’è è la bellezza di vivere al massimo, il desiderare la vita in ogni circostanza, e lottare per essa.
E anche nella peggiore circostanza avrai sempre qualcosa da dare agli altri.
(…) Abbiamo commesso errori, ma coscienti della generosità con cui abbracciavamo la vita. Oggi invece in un mondo pieno di oggetti, soldi e risorse, per prestare un’auto o aiutare un povero ci sono mille problemi. Mi manca quella gioventù che senza riflettere sugli errori si donava a tutto e non teneva niente per se.
I giovani, per essere felici, servano la loro idea, il loro ideale, vivano per questo, non si lascino schiavizzare dal mercato…
Il nostro futuro sarà quello che riusciremo a costruire.
Date un senso alla vita. Se no il contenuto sarà la rata da pagare per il nuovo acquisto, fino alla fine dei tuoi giorni. E non rimarrà di te né il ricordo né la speranza.
Un giorno di questi io sarò meno che polvere. Ma chissà che non diventi una colomba, svolazzando sulla testa di qualcuno.
Grazie a tutti!»
[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Gabriel Arcadi]

Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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Una risposta a Partire dagli ultimi

  1. Mariarita Cazzola ha detto:

    grazie per questo articolo…

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