I negoziati mafia-Cln e il futuro della Sicilia

charles-lucky-luciano (3° in prima fila da sx)

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In una nota dei servizi di Intelligence americani del 13 febbraio 1945 (intitolata “Il generale Castellano rilevato dal comando: si presume che il responsabile sia Aldisio”), leggiamo che “il ministro della guerra Casati ha comunicato al generale Giuseppe Castellano di averlo rilevato dal comando. Casati non ha fornito spiegazioni. Il generale (che ha negoziato l’armistizio dell’Italia con gli Alleati) è convinto che il responsabile della sua rimozione sia Aldisio. Calogero Volpe, esponente democristiano e membro dell’alta mafia, e molti altri amici del generale, sono della stessa opinione. Il sottosegretario all’Educazione Bernardo Mattarella è rientrato a Palermo da Roma il 1° febbraio, in compagnia dell’alto commissario Aldisio. Mattarella ha affermato che Aldisio si è incontrato tre volte con Casati durante la sua permanenza a Roma. Riteniamo che Aldisio abbia riferito al ministro sulle attività politiche di Castellano, che mirava a raggiungere un accordo tra i separatisti e gli unitari e all’eventuale nomina di un nuovo alto commissario per la Sicilia. Secondo Mattarella, il generale è stato rilevato dal comando per due motivi: ha fallito nel ricondurre alla disciplina gli ufficiali e le truppe alle sue dipendenze ed ha frequentato circoli separatisti.” Cfr. Nara, rg. 226, s. 108, b. 151.
La caduta di Castellano è da collegare alla caotica situazione in cui si dibatte la Sicilia alla fine del 1944 (e sulla sua destituzione influisce sicuramente il fatto di essere ritenuto il principale responsabile della strage di via Maqueda dell’ottobre 1944). Pur avendo condotto con successo le trattative tra Nester e i capimafia siciliani per portare “legge e ordine” nell’isola, il generale non riesce a spuntarla con Aldisio, che chiede infatti il suo allontanamento.
E’ interessante il passo su Mattarella. L’agente “Z Sicana”, un double agent siciliano, riceve dall’uomo politico democristiano alcune “confidenze” sul viaggio di Aldisio a Roma e sui suoi colloqui con il ministro Casati. Per quale scopo Mattarella informa la misteriosa fonte dell’Oss sulle attività dell’alto commissario per la Sicilia? Ha, cioè, compiti di “controllo” su Aldisio? O è semplicemente una delle innumerevoli fonti inconsapevoli di cui si servono gli americani per i loro progetti sull’Italia? Un esempio, ma non sappiamo quanto ingenuo, è Giulio Andreotti dal quale l’agente JK12 per conto dell’Oss apprendeva notizie su ciò che faceva De Gasperi nei suoi uffici. Documento class.: segreto. Destinatari: Whitney Shepardson, capo del Si, e Earl Brennan, capo del settore italiano del Si (Washington). Mittente: Vincent J. Scamporino, responsabile del Si in Italia, teatro delle operazioni nel Mediterraneo. Titolo: Il generale Castellano presenta ad un funzionario del Dipartimento di Stato un piano per affrontare la questione siciliana . Cfr. Nara, rg. 226, s. 108, b. 150, f. jp-1300. Il documento prova l’esistenza di contatti politici tra le autorità americane (Castellano è, dal punto di vista militare, alle loro dipendenze) e le alte sfere della mafia. Il generale aveva condotto le trattative per la firma dell’armistizio di Cassibile (3 settembre 1943) ed è a lui che si rivolgono gli americani per cercare di porre rimedio al caos politico, economico e sociale in cui l’isola è precipitata nei quindici mesi precedenti. La situazione è così grave che, in un rapporto del 13 gennaio 1945, il comando americano arriva a ipotizzare l’instaurazione di un governo militare d’emergenza (titolo: “Il controllo militare alleato visto come soluzione della crisi siciliana”, cfr. Nara, rg. 226, s. 108, b. 150, f. jp-1200). Sulla figura di Castellano il Nara conserva vari documenti. Tra questi, una nota del 10 dicembre 1943 intitolata “Riassunto settimanale sul Teatro mediterraneo” (in cui l’agente Scamporino segnala che “il generale ha buone connessioni con la mafia”) e la versione integrale (in inglese) del suo lungo diario sugli avvenimenti che portano alla caduta del fascismo e alla firma dell’armistizio tra il governo Badoglio e gli Alleati (cfr. Nara, rg. 226, s. 108, b. 111 e Nara, rg. 226, s. 92, b. 621, f. 5). Ma gli americani diffidano di Castellano, tanto da ritenerlo “direttamente responsabile dell’attuale disastro italiano.” (cfr. Nara, rg. 226, s. 108B, b. 57, f. 472, rapporto del 5 settembre 1945 intitolato “I generali italiani”).

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“Negli ultimi due giorni, la mafia ha organizzato una serie di incontri segreti a Palermo, e in tre occasioni ha consultato Castellano sull’accordo che dovrebbe portare ad una tavola rotonda.

Fonti mafiose hanno rivelato che il già citato 40 per cento mancante si riferisce a Finocchiaro Aprile, presidente del Mis, che si rifiuta di aprire una trattativa con i delegati del governo italiano (tra questi, i membri del Cln).

L’accordo è stato pienamente accolto da Alessandro Tasca, leader separatista mafioso, ma rifiutato da Lucio Tasca, suo fratello ed ex sindaco di Palermo, che considera “impossibile” la realizzazione di un simile piano. Finocchiaro Aprile afferma: “Sono pronto ad aprire una discussione con il governo alleato (e non con il governo italiano) su ogni questione. Non ripongo alcuna fiducia nel governo di Roma. Di conseguenza, non posso stringere alcun accordo a nome del movimento che rappresento”.

E’ questo il probabile motivo che ha portato Castellano a discutere il piano con il console americano. Il generale spera almeno in un supporto morale per sorpassare Finocchiaro Aprile ed organizzare la tavola rotonda. Ma il console americano non ha offerto rassicurazioni o espresso commenti in materia.

Sono in corso negoziati tra i capimafia e gli esponenti del Cln: tra questi, Girolamo Li Causi (Pci) e l’alto commissario Aldisio (Dc). Le trattative vengono coordinate dal dott. Calogero Volpe, abile portavoce della mafia e sorta di ambasciatore dei separatisti mafiosi. Questi non si considerano seguaci di Finocchiaro Aprile, anche se molti appartengono al comitato nazionale per l’indipendenza siciliana, mentre altri sono iscritti alla Dc.

Volpe e Vizzini sono federalisti convinti e prevedono che al momento opportuno Finocchiaro Aprile cambierà idea, finendo per allinearsi alle direttive della vecchia mafia.

Occorre evidenziare che il generale Castellano è riuscito a persuadere Alessandro Tasca, il cavalier Vizzini e il dott. Volpe (il rappresentante della vecchia mafia in tutta l’isola). Egli conta ora sulla promessa del loro appoggio per realizzare il suo piano.

Il generale è fermamente convinto che il sistema della vecchia e rispettata mafia, un tempo vigente in Sicilia, dovrebbe tornare in scena per domare il banditismo e l’anarchia, elementi ormai fuori dal controllo dell’esercito e della polizia.

Castellano non è da considerarsi come il candidato alla suddetta missione presso il governo italiano. Tuttavia, da convinto e onesto siciliano, cerca di promuovere “ogni beneficio per l’isola” e, al contempo, di “rassicurare gli Alleati, che già combattono una guerra al fronte, sul fatto che non si troveranno a sostenere un nuovo conflitto in Sicilia”.

Oss (Palermo)

Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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2 risposte a I negoziati mafia-Cln e il futuro della Sicilia

  1. diarioelettorale ha detto:

    Molto interessante, grazie professore per il suo lavoro di ricerca.

  2. mariarita ha detto:

    come sempre le sue ricerche risultano mo
    lto interessanti, grazie .

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